CECIL SCOTT FORESTER.
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GREYHOUND. BATTAGLIA SUI MARI.
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Titolo originale: The Good Shepherd.
Traduzione di: Nello Giugliano.
2020. Newton Compton Editori, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Un grande romanzo storico.
1942. Gli Stati Uniti sono appena entrati in guerra. Il Comandante Ernest Krause ha ricevuto l'incarico di portare a termine una missione ad altissimo rischio: guidare il convoglio Greyhound, formato da trentasette navi mercantili, lungo la rotta che passa tra i mari ghiacciati del Nord Atlantico, infestato dai micidiali U-boot, i sottomarini della flotta nazista. L'obiettivo  quello di portare agli alleati inglesi preziosi rifornimenti, indispensabili per resistere agli attacchi tedeschi. Ma il Comandante sa che raggiungere l'obiettivo  quasi impossibile: i sommergibili tedeschi sono superiori in potenza e in numero: Krause ha solo 48 ore di tempo per completare quella che sembra una missione destinata a fallire. A meno che...
Da questo romanzo il film Greyhound, diretto da Aaron Schneider con Tom Hanks, distribuito in contemporanea mondiale su Apple TV.
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L'AUTORE.
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Cecil Scott Forester, pseudonimo di Cecil Louis Troughton Smith (Il Cairo, 27 agosto 1899. Fullerton, 2 aprile 1966),  stato uno scrittore inglese.
I suoi lavori pi noti sono gli undici libri della serie dedicata a Horatio Hornblower, riguardanti le azioni belliche navali durante l'epoca napoleonica, e La Regina d'Africa, da cui fu tratto un film, realizzato nel 1951 da John Huston, e che ebbe come protagonisti Humphrey Bogart e Katharine Hepburn.
Forester ebbe una vita complessa, un matrimonio segreto e una malattia invalidante.  Durante la seconda guerra mondiale si trasfer negli Stati Uniti, dove scrisse per la propaganda al fine di aiutare quel Paese ad entrare in guerra a fianco degli Alleati, e infine and a risiedere a Berkeley, California. Spos Kathleen Belcher nel 1926, ebbe due figli, e divorzi nel 1945. Il primogenito, John Forester,  stato un famoso ciclista e scrisse una biografia del padre. Nel 1947, Forester spos segretamente una donna di nome Dorothy Foster. Soffr di una grave forma di arteriosclerosi nell'ultima parte della sua vita.
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GREYHOUND. BATTAGLIA SUI MARI.
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AVVERTENZA.
Gli eventi descritti in questo libro non hanno mai avuto luogo. Il numero degli ufficiali e dei soldati che hanno prestato e prestano servizio nella marina militare americana  cos alto che con ogni probabilit qualcuno ritrover il proprio nome nelle prossime pagine.
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Capitolo 1.
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In quell'ora che segue l'alba, l'orizzonte non sembrava troppo lontano. La linea lungo la quale il cielo azzurro incontrava il mare grigio non risultava ben definita; era come se le nuvole meste si facessero sempre pi fitte nei pressi di quella curvatura quasi circolare, tanto che nel punto di unione non c'era una netta transizione, ma il semplice mescolarsi di elementi gemelli. E cos la zona confinata sotto quel cielo basso non appariva poi cos estesa. Al di l dell'orizzonte, in tutte le direzioni, il mare si stendeva per migliaia di chilometri, con profondit che superavano i tremila metri; nessuna di queste due misure era facilmente comprensibile per la mente umana, anche se entrambe venivano accettate come realt teorica. E dopo quei tremila interminabili metri c'era il fondale oceanico, pi scuro del tunnel pi lungo e buio mai costruito dall'uomo, con una pressione superiore a quella mai ricreata in fabbriche o laboratori, un mondo sconosciuto e inesplorato, che gli uomini non erano destinati a visitare se non come corpi morti incastonati e inglobati nelle bare di metallo delle loro navi affondate. E le grandi imbarcazioni, immense e inespugnabili agli occhi dell'insignificante umano, colavano a picco verso quel fondale accolte dall'immemore fanghiglia nell'oscurit e nel gelo, senza destare pi clamore o sgomento di una particella di polvere che si posa sul pavimento di una sala da ballo.
In superficie, la zona racchiusa da quell'orizzonte cos ravvicinato ospitava un gran numero di navi. Le imponenti onde grigie che venivano da nordest spazzavano il mare in una successione illimitata, dimostrando ciascuna il suo potere infinito. E all'arrivo di ogni onda le navi pagavano tributo, rollavano da un lato, poi si ritrovavano con la prua puntata al cielo, quindi rollavano dal lato opposto, la prua verso il basso e la poppa innalzata, scivolando lungo quel grande declivio d'acqua per ricominciare tutto con l'onda successiva; c'erano tante navi, disposte in righe e colonne, e se si aveva la pazienza di restare a osservarle era possibile tracciare rotta e posizione di ogni onda, in diagonale rispetto alla flotta: navi che venivano issate sulla cresta di un cavallone, navi che sprofondavano nella parte pi bassa dell'onda, tanto da lasciar visibili soltanto le teste d'albero, navi che si inclinavano a babordo e navi che si piegavano a tribordo, una verso l'altra o in direzioni opposte.
E le navi erano tra loro diverse proprio come i movimenti che le agitavano, grandi e piccole, munite di boma o di bigo, mercantili e petroliere, nuove e vecchie. Eppure parevano tutte guidate da una sola volont, dirette con determinazione a est, le scie tutte parallele; inoltre, a guardarle per un certo lasso di tempo, appariva palese che a lunghi intervalli cambiavano rotta di pochi gradi a babordo o a tribordo, con quelle in coda alla formazione che seguivano quelle in testa. Tuttavia, malgrado queste variazioni, l'osservatore poteva presto notare che l'orientamento generale di questa massa di imbarcazioni era comunque verso est, deciso e costante, tanto che al passare di ogni ora l'intero convoglio copriva una parte delle migliaia di chilometri che lo separava dalla sua meta, qualsiasi essa fosse. Ciascuna nave era pervasa dal medesimo spirito.
Ci nondimeno, un'osservazione continuata avrebbe rivelato anche che questo spirito non era infallibile, e che le navi non erano macchine perfette. Quasi non c'era cambiamento di rotta che mancasse di causare una qualche crisi tra le trentasette navi. Ma questo poteva essere prevedibile per l'osservatore esperto, quand'anche ciascuna nave fosse stata soltanto una macchina non sottoposta all'umano comando, poich ogni imbarcazione era differente dalle altre; ciascuna reagiva in modo diverso alle direzioni del timone, era influenzata in modo diverso dalle onde che arrivavano dritte contro la prua, la poppa o al traverso, era mossa in modo diverso dal vento. E dal momento che queste navi erano separate tra loro da mezzo miglio nautico in una direzione e appena un quarto nell'altra, tali piccole differenze potevano avere esiti di notevole importanza.
Sarebbe andata cos quand'anche ogni nave fosse stata di per s perfetta, cosa per assai lontana dalla realt. I motori affaticati che si logoravano in tutte le imbarcazioni non erano in grado di produrre risultati costanti, il carburante non era per tutte lo stesso, e col passar del tempo i tubi potevano intasarsi e le valvole bloccarsi, tanto che le eliche non giravano pi a una velocit uniforme. Neanche le bussole erano in tutto e per tutto affidabili. E poich il progressivo consumo di carburante e di provviste generava nuovi equilibri nella disposizione del carico, la spinta delle eliche avrebbe avuto effetti sempre differenti anche se per miracolo si fosse tenuta una velocit uniforme. Tutte queste variabili potevano apportare un relativo cambio di posizione di appena qualche metro in un minuto, ma in quelle colonne di navi cos ravvicinate anche uno spostamento cos ridotto era in grado di causare una catastrofe in venti minuti.
Oltre a tutto ci, c'era poi la variabile umana, la pi imponderabile di tutte. Le mani dell'uomo giravano il timone, gli occhi dell'uomo controllavano gli indicatori, i talenti dell'uomo tenevano stabili gli aghi delle bussole sulle mappe. Uomini di ogni tipo, rapidi o lenti nel reagire, cauti e avventati, di grande esperienza e alle primissime armi; e le differenze tra gli uomini erano pi importanti di quelle tra le navi; perch laddove queste ultime potevano causare una catastrofe in venti minuti, la variabile umana - un ordine azzardato o frainteso, il timone girato nella direzione sbagliata o un calcolo che portava a una conclusione erronea - era capace di generare un disastro in venti secondi. I cambiamenti di rotta erano dettati dalla prima nave della colonna centrale; le bandiere di segnalazione che garrivano dalla drizza venivano abbassate per indicare il momento esatto in cui doveva cominciare una delle tantissime virate programmate giorni addietro. Era abbastanza facile scegliere la direzione sbagliata; e pi facile ancora era provare un istante di dubbio al riguardo; e altrettanto facile era non fidarsi delle competenze altrui. Un ufficiale cauto poteva attendere prima di dare l'ordine, per accertarsi di cosa gli altri stessero facendo, e questi momenti di ritardo potevano portare la prua di una nave nella colonna accanto direttamente verso il baglio maestro, centro e cuore dell'imbarcazione esitante. Un contatto a quel punto sarebbe risultato fatale.
Al cospetto del mare sconfinato sul quale galleggiavano, le navi erano minuscole, insignificanti; appariva forse miracoloso che riuscissero a solcare una tale immensit a dispetto delle forze della natura per raggiungere con certezza la loro destinazione. Erano stati l'intelligenza e l'ingegno umani a renderlo possibile, sapere ed esperienza che si erano andati accumulando da quando era stata scheggiata la prima selce, da quando erano stati tracciati i primi disegni. Ma erano questa stessa intelligenza e questo stesso ingegno ad accrescere il novero dei pericoli. Il cielo basso e le grandi onde erano una minaccia, eppure le navi continuavano le loro complesse e difficoltose manovre, una accanto all'altra sull'orlo del disastro, poich se si fossero fermate, se si fossero disposte a una distanza di sicurezza, avrebbero rischiato conseguenze ben peggiori.
Lontani migliaia di chilometri, altri uomini ancora aspettavano l'arrivo della flotta, uomini, donne e bambini, anche se non sapevano dell'esistenza di queste navi in particolare, non conoscevano i loro nomi, o i nomi dei marinai a bordo, con appena due centimetri di metallo a separarli dalla gelida immensit del mare. Se queste navi e se le migliaia di altre navi parimenti ignote non fossero giunte a destinazione, gli uomini, le donne e i bambini che attendevano il loro arrivo avrebbero patito la fame, il freddo, le malattie. Sarebbero stati fatti a pezzi dagli esplosivi. E potevano andare incontro a un destino anche peggiore, un destino che anni prima loro stessi, a mente fredda, avevano deciso sarebbe stato peggiore; potevano essere assoggettati a una tirannia mossa da altri ideali, perdere ogni libert, e in quel caso - e lo sapevano d'istinto anche quando non erano capaci di deduzione logica - a soffrire non sarebbero stati solo loro, ma tutta la specie umana, e la libert sarebbe venuta meno nel mondo intero.
A bordo delle imbarcazioni c'erano uomini pervasi dalla stessa consapevolezza, malgrado venisse dimenticata rispetto all'urgente necessit di conservare la propria postazione e mantenere rotta e velocit, e malgrado in ogni nave con loro ce ne fossero altri ignari di tutto ci, e che correvano quei rischi per altri motivi o senza alcun motivo affatto, in cerca di denaro, di qualcosa da bere, di una donna o di quella sicurezza che talvolta i soldi possono comprare, uomini che avevano tanto da dimenticare e altri meno dotati che gi non ricordavano pi nulla, uomini con figli da sfamare e altri con problemi troppo difficili da affrontare.
Erano tutti impegnati a tenere le eliche in movimento, le navi a galla e sulla giusta rotta o anche solo in condizioni tali da poter funzionare, oppure avevano l'incarico di dar da mangiare a chi si occupava di tali mansioni.
Ma mentre svolgevano questi compiti, per motivi nobili, venali o inesistenti, erano solo e unicamente parti delle navi sulle quali prestavano servizio - macchine tutt'altro che perfette proprio in virt della loro umana variabilit -, e uomini e imbarcazioni (poich non vi era una reale separazione tra nave ed equipaggio) erano entit per cui combattere, entit da proteggere da una parte o annientare dall'altra; da scortare attraverso l'oceano o da sprofondare nei suoi gelidi abissi.
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Capitolo 2.
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Mercoled. Turno del mattino: 08,00-12,00
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C'erano quasi duemila uomini in quella flotta; ce n'erano pi di ottocento a bordo delle quattro navi da guerra che la scortavano. Volendo attribuire valori numerici a concetti in realt non ben misurabili, tremila vite umane, nonch merci e beni per cinquanta milioni di dollari, dipendevano dall'operato del comandante George Krause della marina militare statunitense, quarantadue anni di et, un metro e ottanta di altezza, settanta chili di peso, carnagione n troppo chiara n troppo scura, occhi grigi; e non aveva solo l'incarico di proteggere il convoglio, era anche l'ufficiale in comando della Keeling, il cacciatorpediniere classe Mahan, millecinquecento tonnellate di dislocamento, entrata in servizio nel 1938.
Questi erano i fatti nudi e crudi; ma i fatti possono significare ben poco. Al centro del convoglio c'era la petroliera Hendrikson; non importava granch che nei registri della compagnia proprietaria il suo valore stimato fosse duecentocinquantamila dollari e che altrettanto costasse il petrolio che trasportava. Non importava davvero nulla; invece il fatto che - qualora fosse riuscita ad arrivare in Inghilterra - il suo carico potesse alimentare per un'ora l'intera marina militare britannica era fin troppo importante per essere quantificato: quale prezzo si pu dare a un'ora di libert per tutto il mondo? L'assetato nel deserto non presta alcuna attenzione alle banconote che gli gonfiano le tasche. Tuttavia, la notizia che il comandante Krause raggiungesse a malapena i settanta chili di peso potrebbe essere di una certa rilevanza; potrebbe dare la misura della rapidit con cui era in grado di giungere al ponte di comando in caso di emergenza, e potrebbe dare un vago accenno della sua capacit di sopportare il gravame fisico di una lunga permanenza sul posto, una volta che vi fosse arrivato. E questo era molto pi prezioso del valore economico della Hendrikson; lo era anche per gli uomini che ne erano proprietari, per quanto avrebbero stentato a crederlo, non avendo mai sentito parlare di George Krause, comandante della marina militare americana. E a quegli uomini non sarebbe parso affatto significativo che fosse figlio di un pastore luterano, e che avesse una grande conoscenza della Bibbia. Eppure erano questioni di primaria importanza, poich in guerra il carattere e la personalit del condottiero condizionano l'esito degli eventi assai pi dei semplici aspetti materiali.
Krause era nella sua cabina, era uscito dalla doccia e si era gi asciugato. Nelle ultime trentasei ore, quella era stata la sua prima occasione per lavarsi, e non si aspettava di averne altre per parecchio tempo. Era quel momento di beatitudine che coincide col pieno sorgere del sole, quando cessa lo stato di allarme generale. Krause aveva indossato la sua spessa biancheria di lana, la camicia e i pantaloni, le calze e le scarpe. Aveva appena finito di pettinarsi, un gesto piuttosto superficiale, dal momento che i capelli color castano chiaro, di recente tagliati a spazzola, erano refrattari a ogni altro tipo di trattamento. Si guard allo specchio per controllare di essersi rasato a dovere. Gli occhi (potevano sembrare grigi, ma erano pi che altro color nocciola, con una tonalit marmorea) incontrarono quelli riflessi nello specchio senza alcuna emozione o familiarit, quasi fossero quelli di uno sconosciuto; poich Krause era sconosciuto a s stesso, una persona da considerare in modo distaccato o da ignorare del tutto. Il corpo era solo uno strumento per svolgere il proprio dovere.
Lavarsi e radersi, indossare una camicia a quell'ora del mattino, vestirsi cos tardi era una distorsione del corretto ordine delle sue attivit dovuta alle esigenze di guerra. Krause era gi sveglio da tre ore. Era andato sul ponte di comando al buio prima che venisse indetto lo stato di allarme generale, pronto per qualsiasi crisi potesse presentarsi al sorgere del sole, ed era rimasto l mentre il nero della notte mutava lentamente nel grigio dell'alba e la sua nave e i suoi uomini si preparavano all'azione. Con la piena luce del sole - posto che quel malinconico grigiore meritasse tale definizione - l'allarme era cessato e Krause aveva potuto leggere il fascio di messaggi consegnati dall'ufficiale addetto alle comunicazioni, ricevere i brevi rapporti dei suoi luogotenenti e ispezionare in prima persona, con l'ausilio di un binocolo, le navi da guerra poste sotto il suo comando che lo affiancavano a babordo e a tribordo e la grande massa del convoglio ben oltre la prua. Un'ora dopo l'alba era poi arrivato il momento pi sicuro della giornata, e Krause aveva potuto ritirarsi per qualche momento nei suoi alloggi, mettersi in ginocchio e pregare. Per poi fare colazione. E lavarsi e cambiarsi d'abito, per quanto irregolare fosse farlo a quell'ora e non all'inizio di una nuova giornata.
Diede le spalle allo sconosciuto nello specchio, soddisfatto per come si era rasato, e poi rimase immobile, con una mano sullo schienale della sedia e gli occhi fissi sul pavimento.
Ieri, oggi e sempre, disse tra s, come faceva ogni volta dopo aver superato la propria ispezione. Era un passaggio della lettera di san Paolo agli Ebrei; segnalava l'inizio di una nuova tappa del suo viaggio attraverso il mondo secolare, diretto alla tomba e da l all'immortalit. Krause rivolse la dovuta attenzione a questa linea di pensiero, e con la mente impegnata il corpo si teneva automaticamente in equilibrio, perch la nave intanto rollava e beccheggiava come pu farlo solo un cacciatorpediniere, e come faceva senza sosta ormai da giorni. Il pavimento pareva salire e scendere sotto i suoi piedi, inclinandosi bruscamente a babordo e a tribordo, verso poppa e verso prua; talvolta sembrava addirittura cambiare idea, con un tremito, a met di un movimento, interrompendo il ritmico sbatacchiare dello scarno arredamento della cabina sotto la spinta della vibrazione delle eliche.
Dei vent'anni trascorsi dal diploma conseguito all'accademia di Annapolis, Krause ne aveva passati tredici in mare, quasi sempre a bordo di un cacciatorpediniere, tanto che il suo corpo era pi che abituato a restare in equilibrio malgrado il rollio della nave, anche quando lui era intento a pensare all'immortalit dell'anima e la caducit delle cose terrene.
Alz lo sguardo e fece per prendere il maglione che aveva deciso di indossare. Prima che la mano sfiorasse il tessuto si sent una nota acuta dal campanello sulla paratia, e il portavoce trasmise le parole del tenente Carling, che l'aveva sostituito sul ponte di comando una volta cessato l'allarme generale.
Signore,  richiesta la presenza del capitano in plancia, disse Carling. Capitano in plancia.
C'era una certa urgenza in quelle frasi. La mano di Krause cambi direzione. Invece di prendere il maglione afferr la giacca dell'uniforme appesa alla gruccia. Con l'altra mano spalanc la tendina di vetroresina che oscurava la soglia e, in maniche di camicia, la giacca ancora sul braccio, part di gran carriera. Passarono sette secondi dal suono del campanello a quando Krause entr nella plancia. Non gli fu concesso neppure un altro secondo per guardarsi intorno.
Harry ha rilevato un possibile bersaglio, signore, dichiar Carling.
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Krause balz al radiotelefono, conosciuto anche con l'acronimo TBS, Talk Between Ships, perch serviva appunto a mettere in comunicazione tra loro le varie navi della flotta.
George a Harry. George a Harry. Passo.
Ruot verso sinistra mentre parlava, scrutando il mare mosso. A tre miglia e mezzo sul lato di babordo c'era il cacciatorpediniere polacco Viktor, a tre miglia e mezzo dal quale c'era la nave inglese James; era all'anca della Viktor, molto spostata verso poppa; dal ponte di comando era a malapena visibile oltre l'angolo della sovrastruttura, e data la distanza capitava sovente che sparisse, quando insieme alla Keeling scendeva verso la parte bassa di un'onda. Adesso aveva modificato la propria rotta, diretta a nord, lontano dalla flotta, probabilmente per inseguire quel potenziale nemico. Era infatti la James a identificarsi come Harry nel codice del TBS. Mentre Krause la seguiva con lo sguardo, il radiotelefono trill. Non c'era distorsione sonora che potesse camuffare la particolare intonazione inglese di quella voce.
Bersaglio lontano, signore. Rilevamento 355. Richiesto permesso di attaccare.
Nove parole, una delle quali era forse anche superflua; eppure presentavano un problema di enorme complessit, nel quale si mescolavano una ventina di fattori di cui tener conto, e al quale andava trovata una soluzione in pochissimi secondi. Krause cerc con lo sguardo la bussola di bordo e la mente ben addestrata semplific un fattore in un singolo istante. Se il rilevamento del bersaglio era 355 allora questo doveva trovarsi, nell'attuale tratto della loro rotta a zigzag, poco pi avanti del traverso, sul lato di babordo. La James, in posizione esterna nel gruppo di quattro navi da guerra, era a tre miglia dal convoglio, sul lato di babordo. L'U-Boot - se davvero il segnale captato indicava la presenza di un U-Boot, cosa per tutt'altro che certa - allora viaggiava a diverse miglia dal convoglio stesso, e non molto lontano dal suo traverso sul lato di babordo. Un'occhiata all'orologio; di l a quattordici minuti era previsto un altro cambio di rotta. Questa volta verso tribordo, portando quindi la flotta definitivamente lontana dal nemico. Questo era un punto a favore della decisione di non ingaggiare battaglia.
Anche altri fattori spingevano in quella direzione. A fare da scorta al convoglio c'erano appena quattro navi da guerra, e solo se restavano in formazione potevano coprire il fronte di quella flotta immensa in modo da schermarla dai sonar del nemico. Se una o due di quelle navi si fossero allontanate, di fatto non sarebbe rimasto alcuno schermo, solo dei varchi attraverso i quali altri U-Boot potevano insinuarsi. Era un aspetto importante, ma ce n'era uno pi importante ancora: la faccenda del consumo di carburante, problema che assillava la mente di tutti gli ufficiali navali sin dalla partenza. La James doveva muoversi alla massima velocit, e allontanarsi di molto dalla rotta del convoglio. C'era il rischio che dovesse cercare il bersaglio per ore, e qualsiasi fosse il risultato di questa ricerca sarebbe poi dovuta tornare a unirsi alla flotta, che nel frattempo avrebbe continuato a distanziarsi. Questo avrebbe comportato una, due o tre ore ad alta velocit, con l'ulteriore consumo di alcune tonnellate di carburante. C'erano delle riserve, certo, ma erano abbastanza scarse. Era saggio, ora come ora, con la missione appena cominciata, attingere a queste provviste? Per l'intero, lungo corso del suo addestramento militare, il concetto sul quale Krause aveva sentito insistere pi di ogni altro era la necessit per un buon ufficiale di tenere sempre una scorta di carburante, nell'eventualit di una battaglia. Era un punto - un punto ricorrente - a favore della cautela.
Ma, d'altro canto, una nave aveva rilevato una imbarcazione nemica. Era possibile - se non addirittura probabile - arrivare alla distruzione di un U-Boot, che sarebbe stata di per s un grande successo. E le conseguenze sarebbero state ancor pi importanti. Se quell'U-Boot fosse riuscito ad allontanarsi illeso sarebbe tornato in superficie per allertare via radio il quartier generale tedesco della presenza di un convoglio di navi in quel tratto dell'Atlantico, navi che potevano solo far capo agli Alleati e quindi rappresentare un bersaglio per i siluri. Era il minimo che potesse fare quel sommergibile; tornare in superficie e, approfittando della propria velocit, pari al doppio di quella del convoglio, tenerlo sotto costante osservazione, determinare andatura e rotta di base e - qualora tale ordine non fosse gi partito dal quartier generale tedesco - convocare uno squadrone di altri U-Boot per lanciare un attacco di massa. Se invece l'avessero abbattuto nulla di tutto ci sarebbe potuto succedere; ma se anche l'avessero tenuto impegnato per un'ora o due mentre la flotta proseguiva nella sua fuga, per i tedeschi sarebbe stato pi complicato ritrovare il convoglio, un'impresa assai lunga, forse troppo difficile.
Rileviamo ancora il bersaglio, signore, gracchi il telefono.
Erano passati ventiquattro secondi da quando Krause era arrivato sul ponte di comando, quindici da quando gli era stato sottoposto il problema nella sua interezza. Per fortuna, nelle ore trascorse sul ponte, e nelle ore di solitudine nei suoi alloggi, il comandante aveva riflettuto a fondo proprio su questioni del genere. Nessun ragionamento ipotetico, per quanto lungo, poteva prevedere ogni circostanza; le circostanze attuali - l'esatta direzione del nemico, la situazione del carburante, la posizione del convoglio, l'orario - contribuivano a creare uno dei mille possibili scenari. C'erano poi altri fattori che Krause aveva gi preso in considerazione; era un ufficiale americano che, per le casualit della guerra, era finito al comando di un convoglio alleato. Per uno scherzo del destino collegato alle anzianit di servizio e al prestigio dei ranghi, lui che non aveva mai sentito sparare un colpo in una vera battaglia si era ritrovato a guidare un gruppo di giovani capitani provenienti da altre nazioni che avevano gi trenta mesi di guerra alle spalle. Questo introduceva nell'equazione un numero di variabili di immensa importanza che non si potevano calcolare con esattezza come il consumo del carburante; non si poteva giungere neanche a un calcolo attendibile delle probabilit, come avveniva per esempio con le possibilit di affondare il nemico una volta ingaggiato. Che avrebbe pensato di lui il capitano della James se gli avesse rifiutato il permesso di attaccare? Cosa avrebbero pensato di lui i marinai del convoglio se altri U-Boot avessero varcato lo schermo cos pericolosamente indebolito dal suo permesso di attaccare? Quando fossero arrivati i primi rapporti, quale governo si sarebbe lagnato con gli altri per la sua eccessiva avventatezza? O per l'eccessiva cautela? Gli ufficiali di una qualche marina militare avrebbero scosso il capo, con spregio, mentre altri provavano senza troppa convinzione a difenderlo? I pettegolezzi volano rapidi nei vari reparti delle forze armate; anche in tempo di guerra, gli uomini di mare sono capaci di parlare finch le loro lamentele non arrivano alle orecchie di un membro del Congresso o del Parlamento. Per certi versi, dalla sua decisione dipendeva la benevolenza degli Alleati; e da questa benevolenza dipendevano la vittoria finale e la libert del mondo. Krause aveva ragionato anche su questi aspetti del problema, ma nel caso attuale non potevano influenzare la sua decisione. La rendevano solo ancor pi importante, non facevano altro che appesantire il fardello della responsabilit che gi gravava sulle sue spalle.
Permesso accordato, disse.
Signors, signore, giunse dal telefono.
Che poi, dopo un istante, gracchi di nuovo.
Eagle a George, disse. Richiesto il permesso di appoggiare Harry.
Eagle era il cacciatorpediniere polacco Viktor, a babordo del traverso tra la Keeling e la James, e la voce era quella del giovane ufficiale inglese che trasmetteva via TBS i messaggi di quella nave.
Permesso accordato, ripet Krause.
Signors, signore.
Krause vide la Viktor cambiare subito direzione; la prua si scontr con un'onda in una fontana di spruzzi, e la poppa si sollev mentre ne cavalcava la cresta, continuando a virare e a prendere velocit per unirsi alla James. Insieme, la Viktor e la James avevano gi conseguito un probabile affondamento con un precedente convoglio. La James disponeva di un nuovo modello di sonar e aveva sviluppato un sistema di collaborazione con la Viktor al fine di annientare il nemico. Le due navi agivano in tandem; Krause aveva capito, dal momento in cui era stato stabilito un contatto col nemico, che se avesse inviato una delle due avrebbe fatto meglio a mandare anche l'altra, cos da rendere la vittoria pi probabile.
Erano passati ora cinquantacinque secondi da quando era stato convocato sul ponte; gli ci era voluto meno di un minuto per arrivare a una decisione e trasmettere gli ordini che l'avrebbero trasformata in azione. Adesso era necessario schierare nel migliore dei modi le restanti due navi da guerra, la Keeling e la canadese Dodge, a tribordo dell'anca; doveva provare, con due imbarcazioni, a schermarne trentasette. Il convoglio copriva pi di quattro miglia quadrate di superficie marittima, un bersaglio immenso anche per un siluro sparato alla cieca, siluro che poteva partire comodamente da qualsiasi punto in un semicerchio di circa quarantacinque miglia. Il miglior modo per tenere sotto controllo un'area tanto vasta con due navi non poteva che essere un mero compromesso, ma bisognava ancora metterlo in atto. Krause torn a parlare nel telefono.
George a Dicky.
Signore!, arriv all'istante la stridula risposta. La Dodge doveva esser rimasta in attesa di ordini.
Prendete posizione tre miglia davanti alla prima nave della colonna di tribordo del convoglio.
Krause aveva parlato coi toni misurati necessari alla trasmissione di ordini verbali, mettendo cos in risalto l'assenza di musicalit della sua voce.
Tre miglia davanti alla prima nave di guida, gli ripet il TBS. Signors, signore.
L'accento era canadese, una voce con volume e ritmo pi naturali di quella dell'inglese. Non c'era spazio per le incomprensioni. Krause guard la bussola e poi si rivolse all'ufficiale sul ponte.
Rotta 005, signor Carling.
Signors, signore, gli rispose Carling. Poi, rivolto al timoniere: Timone venti gradi a sinistra. Rotta 005.
Timone a sinistra, ripet l'altro, per poi eseguire l'ordine. Rotta 005.
Era Parker, timoniere di terza classe, trentadue anni di et, sposato e buono a nulla. Carling lo sapeva, e teneva d'occhio la bussola di bordo.
Velocit diciotto nodi, signor Carling, disse Krause.
Signors, signore, rispose Carling, per poi riferire l'ordine.
Prepararsi a raggiungere i diciotto nodi, ripet l'addetto alle comunicazioni telegrafiche con la sala macchine.
La Keeling cambi rotta seguendo le variazioni impartite dal timone; la vibrazione che dal pavimento si ripercuoteva attraverso i piedi di Krause si fece pi rapida quando la nave part per raggiungere la sua nuova postazione.
La sala macchine conferma la velocit di diciotto nodi, rifer l'addetto. Era una nuova aggiunta all'equipaggio, trasferitosi a bordo quando erano a Reykjavk; era al suo secondo servizio di ferma. Due anni prima era finito nei guai con le autorit civili per un incidente stradale con omissione di soccorso, mentre era in congedo. Krause non riusciva a ricordare il suo nome, una mancanza alla quale doveva porre rimedio.
Teniamo la rotta di 005, annunci Parker; nella voce suonava la solita nota di arroganza che infastidiva Krause e lasciava presagire la sua inaffidabilit. Non ci si poteva far niente, per il momento; il comandante si accontent di segnarsi un appunto mentale.
Diciotto nodi, signore, rifer Carling.
Perfetto. Quella era la lettura del pitometro. C'erano altri ordini da impartire.
Signor Carling, prendiamo posizione tre miglia pi avanti della nave in testa alla colonna di babordo del convoglio.
Tre miglia pi avanti della nave di testa. Signors, signore.
Gli ordini di Krause avevano gi messo la Keeling sulla rotta meno dispendiosa verso la nuova postazione, e ora che la nave si trovava di traverso davanti alla flotta poteva controllarne le condizioni generali. Ma prima Krause si sarebbe preso il tempo di indossare la giacca. Finora l'aveva tenuta in mano, restando in camicia. Se la infil e, nel distendere le braccia, colp tra le costole l'addetto al TBS che era accanto a lui.
Mi scusi, disse Krause.
Non si preoccupi, signore, farfugli l'altro.
Carling aveva una mano ferma sulla leva che azionava l'allarme generale, e guardava il capitano in attesa di ordini.
No, gli disse Krause.
Quel tipo di segnale avrebbe costretto tutti gli uomini a bordo a occupare le rispettive postazioni. Nessuno avrebbe dormito, e in pochi avrebbero mangiato; la routine ordinaria dei marinai sarebbe saltata del tutto; per occuparsi dei loro doveri di guerra, avrebbero dovuto rimandare i cinquanta e pi compiti che era necessario svolgere ogni giorno per tenere la nave in condizioni di efficienza. Era una condizione che non poteva mantenersi a lungo, perch richiedeva, anche in questo caso, il consumo di risorse limitate, da conservare fino al momento cruciale.
C'era poi da tenere in considerazione il fatto che alcuni uomini, molti, in realt, tendevano a diventare trascurati nell'esecuzione dei loro doveri se venivano sottoposti a richieste speciali in maniera continuata e senza ragioni evidenti. Krause lo sapeva per osservazione diretta, dovuta ad anni di esperienza, e lo sapeva per conoscenze accademiche, avendo studiato i manuali, come un dottore che conosce i dettagli anche delle malattie che non ha mai contratto. Doveva accettare le debolezze della carne e la volubilit della mente degli uomini sottoposti al suo comando. A bordo della Keeling vigeva gi l'allerta di livello due, con le postazioni da battaglia quasi tutte coperte e una ferrea attenzione alla tenuta dello scafo, con una relativa interferenza rispetto alle routine della nave. Gi il livello due metteva sotto torchio i marinai, e aveva ripercussioni anche sulla nave stessa, ma la durata tollerabile di quella condizione si misurava in giorni, rispetto alla manciata di ore di un allarme generale.
Il fatto che la James stesse inseguendo un nemico a una certa distanza dal resto della flotta, con la Viktor a supporto, non era un motivo sufficiente per imporre l'allarme generale; era verosimile che prima che il convoglio giungesse a destinazione si verificassero decine di altri contatti con il nemico. E cos Krause disse di no alla domanda implicita di Carling. Sguardo, decisione e risposta non richiesero pi di due o tre secondi. Per fornire verbalmente tutti i motivi di quella scelta ci sarebbero voluti diversi minuti; e un paio avrebbe dovuto concederseli lui stesso per fare mente locale. Ma abitudini ed esperienza di lungo corso gli rendevano facile giungere a simili decisioni, e grazie alle lunghe riflessioni su emergenze analoghe, la mente era allenata a risolvere problemi di quel genere.
Al contempo, Krause si appunt nella memoria l'attuale incidente, anche se sembrava fosse gi sparito dalla sua mente. La rapidit con cui Carling si era disposto a suonare l'allarme generale era un altro elemento da aggiungere al fascicolo di quell'ufficiale. In misura seppur minimale, avrebbe avuto un impatto sulla fiducia che Krause poteva riporre in lui. Alla fine sarebbe tutto confluito nel rapporto di adeguatezza che a tempo debito Krause avrebbe redatto su Carling (posto che entrambi fossero vissuti abbastanza a lungo da dover presentare quel documento), con particolare riferimento al paragrafo relativo alla sua attitudine al comando. Un piccolo incidente, uno su migliaia di episodi che andavano a disegnare il quadro generale.
Krause prese il binocolo, si appese la cordicella al collo e lo punt sul convoglio. Dal ponte di comando cos affollato era impossibile ottenere una buona visuale, perci usc sull'ala di plancia a babordo. Il cambiamento fu istantaneo e prodigioso. Il vento di nordest, che data la loro rotta risultava quasi frontale, gli urlava tutto intorno. Avrebbe dovuto indossare maglione e cappotto; e l'avrebbe fatto, se avesse potuto restare un minuto in pi nella sua cabina.
Stavano per superare l'ammiraglia della flotta, un'antica nave di linea con l'opera morta pi alta di tutto il convoglio. Il commodoro sotto il cui guidone viaggiava la nave era un anziano ammiraglio britannico di rientro dal pensionamento che si era assunto volontariamente quel compito difficile, monotono, pericoloso e senza gloria, com'era ovvio che facesse in un caso del genere, anche se questo implicava essere sottoposto agli ordini di un giovane comandante di un'altra nazionalit. Il suo incarico attuale era assicurarsi che la flotta avanzasse nella maniera pi ordinata possibile, semplificando cos il ruolo di scorta per le navi da guerra.
Dietro la nave ammiraglia, il resto del convoglio era disposto in file irregolari; Krause us il binocolo per esaminare le imbarcazioni all'intorno. Certo, le file erano irregolari, ma di sicuro non come le aveva trovate durante l'ultima ispezione, quando le aveva controllate alle prime luci dell'alba. In quell'ispezione, aveva trovato la terza colonna a partire da tribordo divisa in due met, con le ultime tre navi - ce n'erano cinque in quella fila, quattro in tutte le altre - che seguivano da grande distanza, in pratica fuori dal resto della formazione. Adesso il varco si era quasi richiuso. Con ogni probabilit la nave numero tre, la norvegese Kong Gustav, aveva riportato un danno in sala macchine durante la notte ed era rimasta indietro; dato il silenzio radio e l'oscuramento imposti con grande severit, non aveva potuto comunicare le proprie condizioni ed era finita sempre pi alla deriva, con le altre navi che la seguivano costrette a conformarsi ai suoi spostamenti. Evidentemente il problema era stato poi risolto, e la Kong Gustav stava lentamente tornando nella sua posizione, insieme alle altre due imbarcazioni che aveva in coda. La Southland, subito a prua della Kong Gustav - Krause aveva controllato il nome nel suo elenco poco prima dell'alba -, sbuffava grandi nuvole di fumo, forse nel tentativo di aumentare la velocit di mezzo nodo e tornare in formazione, e c'erano anche altre navi che producevano pi fumo del dovuto. Per fortuna, col vento frontale che soffiava con forza, il fumo restava basso e si disperdeva in fretta. In condizioni pi miti l'intero convoglio sarebbe stato sovrastato da una colonna grigia visibile a cinquanta miglia nautiche di distanza. Il commodoro aveva issato una bandiera di segnalazione, quasi certamente quella che veniva dispiegata con maggiore frequenza in ogni marina militare: Ridurre le emissioni di fumo.
Tuttavia, le condizioni generali della flotta potevano essere considerate accettabili, con solo tre navi fuori dalla formazione e una moderata produzione di fumo. C'era tempo anche per una rapida ispezione della Keeling; era significativo che il primo pensiero di Krause fosse stato per il convoglio e solo in seconda istanza si fosse occupato della propria nave. Il comandante abbass il binocolo e si gir in avanti, colpito in volto dal vento e da alcuni spruzzi dell'acqua sollevata dalla prua. Su in alto, l'antenna radar con la peculiare forma che ricordava la molla di un materasso compiva le sue metodiche rotazioni, continuando a girare mentre il traliccio, tra beccheggi e rollii, disegnava coni con la punta all'ins, di ogni dimensione immaginabile. Le vedette erano ai loro posti, in sette, tutte infagottate nei loro indumenti artici, gli occhi incollati ai binocoli sui sostegni che avevano davanti, e che spostavano lentamente e di continuo da destra a sinistra, ciascuna scandagliando il proprio settore, ma tutte costrette di tanto in tanto a fermarsi qualche secondo per pulire le lenti dagli spruzzi che risalivano dal basso. Krause esamin quegli uomini per qualche istante; Carling, la mente tutta presa dal dovere di portare la nave nella sua nuova postazione, non li avrebbe degnati di uno sguardo. Sembrava stessero svolgendo il loro compito in maniera coscienziosa; talvolta le vedette - per quanto incredibile potesse sembrare - si rivelavano carenti nell'attenzione, si stancavano presto di un lavoro cos monotono malgrado le pause frequenti. Era un compito da svolgere con grande metodo e sopportazione della sofferenza, senza un istante di interruzione; nessun U-Boot avrebbe mostrato pi di mezzo metro di periscopio in superficie, e mai per pi di mezzo minuto al massimo; la ricerca doveva essere costante e regolare per avere una qualche possibilit, prima ancora che probabilit, di cogliere quelle fugaci apparizioni. Uno scorcio di periscopio intravisto per un secondo poteva determinare le sorti dell'intero convoglio. Era persino possibile che l'avvistamento della scia di siluri lanciati contro la flotta riportato in tempo reale potesse salvare quanto meno la Keeling.
Krause non poteva trattenersi pi a lungo di cos su quell'ala di plancia; met del suo contingente stava per entrare in battaglia sul suo lato di babordo - la Viktor si era staccata per unirsi alla James gi da un po' - e lui doveva farsi trovare pronto al TBS per dare ordini se necessario. Il giovane Hart era diretto al grafometro di babordo per prendere i rilevamenti e aiutare Carling nel compito di portare la nave in formazione. Krause lo salut con un cenno del capo e torn in plancia. Nel relativo tepore del ponte di comando si rese conto che nel poco tempo passato all'esterno, senza maglione o cappotto, si era congelato. And verso il telefono, dal quale venivano striduli rumori. Si ritrov cos a seguire le conversazioni in atto tra gli ufficiali britannici a bordo della James e della Viktor.
Rotta 360, annunci una voce inglese.
Riesci a stimare la distanza, vecchio mio?, chiese un altro.
No, dannazione. Il segnale  troppo confuso. Voi l'avete rivelato?
Non ancora. E abbiamo scandagliato quel settore due volte.
Venite avanti, lentamente.
Dalla postazione di Krause, la James risultava quasi invisibile nella foschia che annebbiava l'orizzonte. Era un'imbarcazione di dimensioni ridotte, con un'opera morta non molto elevata. La Viktor era pi grande, pi alta e pi vicina; riusciva a distinguerla, ma era gi una forma dai contorni vaghi. Con una visibilit cos scarsa e le navi che si allontanavano di gran carriera non l'avrebbe potuta seguire a lungo a occhio nudo, anche se sarebbe risaltata abbastanza nettamente sugli schermi radar. A un tratto divenne udibile la voce di Carling; forse l'ufficiale aveva parlato anche prima, ma Krause, concentrato sul TBS, non gli aveva prestato ascolto, poich quel che diceva non era collegato al problema attuale.
Timone venti gradi a destra. Rotta 079, ordin Carling.
Venti gradi a destra. Rotta 079, ripet Parker.
La Keeling doveva ormai essere in formazione, o quasi. Presa la nuova direzione, si trov con la poppa quasi direttamente in linea con la Viktor. La distanza tra le due navi ora si sarebbe ampliata ancor pi rapidamente. All'improvviso la Keeling roll pesantemente a tribordo; gli uomini in plancia dovettero aggrapparsi qua e l per mantenere l'equilibrio. A causa della nuova rotta la nave era finita contro un'onda, senza che potesse cavalcarla. Rimase inclinata per un lungo secondo, si rimise bruscamente in piano e, con la stessa violenza, si pieg verso babordo mentre il cavallone passava sotto la chiglia e gli uomini a bordo scivolavano nella direzione opposta, tanto che Carling fin addosso a Krause.
Mi scusi, signore, disse l'ufficiale.
Nessun problema.
Teniamo la rotta di 079, annunci Parker.
Ricevuto, rispose Carling e poi, rivolto a Krause: Il prossimo cambio di rotta  previsto tra cinque minuti, signore.
Ricevuto, ripet a sua volta Krause. Uno dei suoi ordini fissi prevedeva che venisse avvisato cinque minuti prima di ogni nuova direzione presa dal convoglio. Quella modifica in particolare avrebbe puntato la retrovia della flotta proprio verso la Viktor e la James. Erano passati nove minuti da quando la James si era staccata dalla formazione; ormai doveva trovarsi a pi di tre miglia dalla sua postazione originaria, e la distanza sarebbe aumentata di un quarto o anche di mezzo miglio ogni minuto. La velocit massima che poteva raggiungere in quelle acque non superava i sedici nodi. Se Krause l'avesse richiamata in quel momento, la nave avrebbe impiegato mezz'ora - mezz'ora col massimo consumo del carburante - a tornare in formazione. E per ogni minuto che lasciava passare senza dare l'ordine, la nave ne avrebbe impiegati cinque in pi per riunirsi alla flotta; in altri termini, se l'avesse lasciata l fuori per altri sei minuti, la James ci avrebbe messo un'ora per tornare in posizione. Un'altra decisione da prendere.
George a Harry, disse al telefono.
Ti ricevo, George.
Com' il contatto col nemico?
Non ottimale, signore.
Era noto che i sonar tendevano a essere inaffidabili. C'era una possibilit neanche tanto remota che la James stesse inseguendo qualcosa che non era un sommergibile. Magari era persino un banco di pesci; pi verosimilmente, si trattava di una corrente di acqua fredda o calda, visto che la Viktor non riusciva a ottenere un rilevamento preciso.
Vale la pena continuare a seguirlo?
Ebbene, signore... io direi di s.
Se davvero c'era un U-Boot in quelle acque, il suo capitano tedesco doveva essere ben consapevole di esser stato scoperto e aveva cambiato radicalmente rotta, con virate repentine e diverse profondit di percorrenza; questo poteva spiegare gran parte delle difficolt di rilevamento. C'era poi un nuovo strumento tedesco in grado di produrre una grande bolla dietro il sommergibile, che veniva momentaneamente rilevata dai sonar confondendo gli addetti. E potevano esserci altri ritrovati, pi recenti e ancor pi infidi. Poteva anche non esserci nessun U-Boot.
D'altro canto, se invece c'era, e se la James e la Viktor venivano richiamate, sarebbero passati comunque dei minuti prima che l'U-Boot osasse emergere in superficie; e non avrebbe potuto determinare con certezza la rotta del convoglio, che intanto proseguiva in direzione opposta; date le condizioni del mare, non poteva procedere a pi di sedici nodi in superficie, probabilmente meno. Il rischio implicito nel lasciarlo a s stesso era decisamente calato, in quei pochi minuti di inseguimento. C'era per da considerare l'effetto che una decisione in tal senso avrebbe avuto sui suoi subordinati britannici e polacchi; potevano risentirsi vedendosi negata una caccia al nemico cos promettente, e in futuro agire con minor prontezza; tuttavia la risposta alla sua ultima domanda era stata tutt'altro che entusiasta, pur considerando la scarsa enfasi tipica degli inglesi.
Meglio se tornate indietro, Harry, disse Krause, con la sua voce piatta e impersonale.
Signors, signore. La risposta arriv in un tono che riecheggiava il suo.
Eagle, Harry, tornate alla flotta e riprendete le vostre posizioni.
Signors, signore.
Non c'era modo di capire se quella sua decisione aveva generato del rancore oppure no.
Il commodoro segnala il cambio di rotta, signore, rifer Carling.
Ricevuto.
La lenta flotta non poteva effettuare virate rapide come i convogli pi veloci; se ci avesse provato, il viaggio sarebbe risultato assai pi duraturo e scomposto. I cambi di rotta venivano effettuati a lunghi intervalli, cos lunghi che era impossibile per i capitani dei mercantili restare in formazione lungo le difficili linee di rilevamento tipiche delle flotte pi veloci; faticavano gi abbastanza a schierarsi in file e colonne. Di conseguenza, qualsiasi nuova indicazione implicava una complessa virata a sinistra o a dritta, a malapena una questione di dieci o quindici gradi, ma era comunque una manovra collettiva. Un fianco del convoglio doveva tenere costante la velocit mentre l'altro rallentava. Le navi di testa dovevano gestire il timone con delicatezza, e le navi al seguito parevano incapaci di apprendere la semplice lezione in base alla quale per star dietro a un'imbarcazione durante una virata a tribordo era necessario aspettare che terminasse quello spostamento e poi eseguirlo esattamente allo stesso modo; virare troppo presto significava ritrovarsi sul lato di tribordo della nave guida; farlo troppo tardi significava finire dritto contro le navi in colonna sul lato di babordo. In entrambi i casi si sarebbe rivelato poi necessario tornare nella propria posizione, cosa tutt'altro che facile.
Inoltre, in questa virata collettiva di tutta la flotta, era necessario che le imbarcazioni sulle frange esterne si muovessero pi veloci di quelle all'interno, il che al momento significava - visto che le navi ai lati stavano gi andando al massimo - che quelle al centro dovevano rallentare. Il voluminoso manuale ciclostilato distribuito a ciascun capitano elencava le riduzioni proporzionate di base per ogni colonna, ma per seguire quelle istruzioni bisognava sfogliare velocemente il grosso volume e, una volta trovato il punto giusto, eseguire un rapido calcolo. E quand'anche si fosse giunti al valore esatto restava ancora il problema del personale poco esperto in sala macchine incaricato di apportare tale riduzione di velocit; c'era poi l'ulteriore difficolt che ogni nave rispondeva al timone in un modo diverso, con un differente angolo di virata.
Di conseguenza, a ogni cambio di rotta seguiva un momento di confusione. Righe e colonne tendevano a disfarsi, andando ad accrescere di gran lunga l'area che le navi da guerra dovevano pattugliare; era sempre probabile che qualcuno restasse indietro, e l'esperienza aveva da tempo dimostrato che una nave separata dal convoglio sarebbe stata quasi sicuramente affondata. Krause usc sull'ala di plancia a tribordo e punt il binocolo sulla flotta. Vide scendere le bandiere lungo la drizza della nave del commodoro.
Eseguiamo la manovra, signore, rifer Carling.
Molto bene.
Carling aveva il dovere di avvisarlo del calo della bandiera di segnalazione, malgrado Krause se ne fosse gi accorto; la flotta stava per virare. Il comandante sent Carling che dava l'ordine di cambiare rotta, e dovette spostare il binocolo man mano che la Keeling girava. La nave che guidava la colonna sul lato di tribordo a sei miglia di distanza parve allungarsi mentre offriva un fianco al suo esame; le tre isole della sua sovrastruttura erano ben distinguibili adesso che la nave era quasi di traverso rispetto alla sua. Un massiccio rollio della Keeling fece sparire l'altra nave dal binocolo; Krause si ritrov a scrutare il mare mosso, e dovette puntare di nuovo lo strumento, sforzandosi di mantenere l'equilibrio e di seguire le oscillazioni del suo cacciatorpediniere per non perdere di vista la flotta. La confusione fu quasi istantanea. La flotta si trasform da una scacchiera di righe e colonne quasi ordinata a un'accozzaglia di navi sparse a casaccio che andavano alla deriva fuori dalla formazione e cercavano poi di tornare al loro posto, con le colonne che parevano implodere quando la nave di coda si appaiava a quella di testa.
Krause prov a tenere sotto controllo l'intero convoglio, anche se le navi pi veloci erano a malapena visibili a causa del maltempo; qualora ci fosse stata una collisione, sarebbe dovuto intervenire all'istante. Non scorse nessun indizio in tal senso, ma al centro della flotta dovevano esserci di sicuro dei momenti di forte tensione.
Passarono secondi, poi minuti. Il fronte del convoglio era una linea dentellata. A guardar bene, per, non c'erano le nove colonne previste dalla formazione ma dieci, undici... no, dodici. All'anca di tribordo del commodoro apparve una nave fuori formazione. Le altre si stavano spostando, com'era in effetti prevedibile, sempre pi lontano dalla nave di testa a tribordo. Se un'imbarcazione non eseguiva gli ordini alla perfezione, se non riduceva la velocit nel momento giusto oppure cambiava rotta in anticipo o in ritardo, c'era il rischio che altre dieci navi fossero costrette a lasciare la formazione, ostacolandosi a vicenda. Sotto lo sguardo di Krause, uno dei vascelli pi lontani vir fino a presentargli il lato di poppa. Qualcuno l fuori, per necessit o avventatezza, stava girando in tondo. Spinta fuori dalla propria posizione, la nave stava per provare a insinuarsi di nuovo nella colonna. E, in quelle acque mosse, poteva aggirarsi un U-Boot, magari comandato da un capitano particolarmente cauto che si teneva alla periferia del convoglio. Un'imbarcazione isolata come quella sarebbe stata la vittima perfetta, da silurare senza alcuna possibilit che le navi da guerra si lanciassero all'attacco. Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come ruggente leone va in giro, cercando chi divorare.
Lungo le drizze della nave del commodoro salivano intanto le bandiere di segnalazione, probabilmente per impartire ordini mirati a porre fine a una tale confusione. E a interpretarle c'erano uomini inesperti, che si aiutavano con antichi telescopi, a bordo di navi che beccheggiavano e rollavano. Krause ruot su s stesso per esaminare la colonna di babordo, all'anca della Keeling. Era la meno scomposta, come c'era da aspettarsi; il comandante guard oltre quelle navi. Nella foschia dell'orizzonte lontano pot vedere un punto sovrastato da una riga. Era la Viktor, che tornava in postazione alla massima velocit... La James, coi suoi miseri sedici nodi, era costretta a seguirla a poppa.
Quando il comandante si volt di nuovo a ispezionare il grosso della flotta, un forte bagliore cattur la sua attenzione, una serie di lampi provenienti dalla nave del commodoro. Stava trasmettendo un messaggio in codice, e il riflettore era puntato dritto sulla Keeling. Doveva essere destinato proprio a lui: P-E-R... Non riusc a seguire, la trasmissione era troppo rapida per lui. Alz lo sguardo sui suoi addetti alla segnaletica, che stavano interpretando il messaggio senza difficolt, con un uomo che annotava le varie lettere tradotte dall'altro. Il messaggio era piuttosto lungo, quindi non c'era disperata urgenza: per casi del genere venivano usati mezzi di comunicazione assai pi rapidi. Su in alto, segnalarono la loro lampeggiante risposta.
Un messaggio per lei, signore, dichiar l'addetto mentre veniva avanti, taccuino alla mano.
Lo legga.
Comandante della flotta a comandante della scorta. Per favore, sposti una corvetta sul lato di tribordo per rimettere in formazione il convoglio. Grazie.
Rispondere come segue: Comandante della scorta a comandante della flotta. Richiesta accordata.
Comandante della scorta a comandante della flotta. Richiesta accordata. Signors, signore.
Il commodoro aveva dovuto formulare il messaggio in quel modo perch si trattava di una richiesta a un pari, non di un ordine a un subordinato. Le tue parole siano parche, diceva il Qolet; l'ufficiale che redigeva un ordine doveva tenere a mente tale raccomandazione, ma un ammiraglio in pensione che si rivolgeva al comandante delle navi chiamate a garantire la sicurezza del convoglio doveva ricordare i salmi e avere la bocca pi untuosa del burro.
Krause torn in plancia, diretto al TBS.
George a Dicky, esord, con quella sua voce cos piatta. La risposta arriv all'istante; la Dodge era gi in allerta.
Lasciate la formazione, ordin il comandante. Andate a.... Si trattenne per un istante; poi ramment che si stava rivolgendo a una nave canadese, e quindi la frase che aveva in mente non sarebbe stata fraintesa, come invece poteva succedere con la James o la Viktor, e prosegu: Andate a rimettere in riga la flotta sul lato di tribordo.
Rimettere in riga la flotta. Signors, signore.
Rivolgetevi al commodoro per altre istruzioni, prosegu Krause, e riportate in formazione le navi rimaste indietro.
Signors, signore.
E controllate quel fianco col sonar. Al momento  da l che arrivano le minacce.
Signors, signore.
E dico a uno: Va', ed egli va; e a un altro: Vieni, ed egli viene. Ma bisognava avere la stessa grande fede del centurione. La Dodge stava gi virando per eseguire gli ordini. Ma c'erano altre mansioni da svolgere. Il fronte del convoglio era gi rimasto senza un'adeguata copertura, e adesso era quasi del tutto esposto a un attacco. Quindi c'erano nuovi ordini da dare, per mettere la Keeling di pattuglia in un settore di cinque miglia sul fronte della flotta, scandagliando le acque col sonar prima lungo un fianco e poi lungo l'altro mentre sfrecciava avanti e indietro nell'accorato tentativo di scorgere eventuali nemici in quell'ampio tratto di mare, mentre la Dodge si spostava lungo il lato destro del convoglio, col capitano che si sgolava al megafono contro le navi rimaste indietro - le parole dei saggi sono come pungoli - e al contempo controllava col sonar il mare nella sua scia. Io ero gli occhi per il cieco, ero i piedi per lo zoppo.
Krause pass dall'ala di plancia a tribordo a quella a babordo mentre la Keeling faceva il secondo giro. Voleva tenere d'occhio il convoglio; voleva affidarsi alla propria capacit di giudizio quando la Dodge avesse svolto il suo compito sul fianco destro, e quando la Viktor sarebbe tornata per svolgere il proprio ruolo nella pattuglia del fronte. Pur trovandosi all'esterno, col vento forte, appena si soffermava a pensarci era consapevole del monotono segnale del sonar che emetteva i suoi impulsi nelle mute acque. Quel suono andava avanti senza sosta, giorno e notte, fintanto che la nave era in mare, al punto che l'orecchio e la mente vi si abituavano, ignorandolo a meno che non fosse necessario prestarvi attenzione.
Il riflettore del commodoro aveva ripreso a lampeggiare, di nuovo puntato su di lui; un altro messaggio. Krause lanci un'occhiata all'addetto che lo stava trascrivendo. Il secco rumore degli otturatori sulla luce segnaletica della sua nave gli fece capire che una parola non era stata ben compresa ed era quindi necessario ripeterla; il comandante si sforz di tenere a bada la propria irritazione, perch forse il commodoro stava usando qualche verbosa formulazione tipica degli inglesi e poco familiare ai suoi uomini. Ma il tempo di trasmissione di quel messaggio non gli era parso poi cos lungo.
Una comunicazione per lei, signore.
La legga.
L'addetto, taccuino alla mano come prima, era un po' esitante. Comandante della flotta a comandante della scorta, signore. Huff Duff....
C'era una nota di perplessit nella sua voce, seguita da un istante di pausa.
S, Huff Duff, rispose Krause, stizzito. Indicava la strumentazione per la ricerca di direzione ad alta frequenza, nota con l'acronimo inglese HFDF, High Frequency Direction Finding. Il suo addetto alla segnaletica non si era mai imbattuto in tale dicitura.
Huff Duff riporta trasmissioni radio straniere, rilevamento 87, distanza tra quindici e venti miglia, signore.
Rilevamento 87. Era quasi sulla rotta del convoglio. Trasmissioni radio straniere; l, nell'Atlantico. Questo poteva indicare una cosa soltanto: un U-Boot a quindici, venti miglia di distanza. Leviatn, serpente tortuoso. I dati erano assai pi precisi e sicuri di quelli captati dalla James. Ed era richiesta una decisione assai pi rapida, basata come sempre su decine di fattori.
Rispondere come segue: Comandante della scorta a comandante della flotta. Parto all'inseguimento.
Comandante della scorta a comandante della flotta. Parto all'inseguimento. Signors, signore.
Un attimo. Meglio: Parto all'inseguimento. Grazie.
Parto all'inseguimento. Grazie. Signors, signore.
Con sole due falcate Krause rientr sul ponte di comando. Passo io al controllo, signor Carling.
Signors, signore.
Virare subito a destra, rotta 087.
Subito a destra, rotta 087.
Motori avanti tutta, alla massima velocit. Prepararsi a raggiungere i ventidue nodi. Signor Carling, suoni l'allarme generale.
Allarme generale. Signors, signore.
Le sirene di allarme si attivarono in tutta la nave quando Carling tir gi la leva; un frastuono tale da risvegliare i morti, e gli uomini spossati che dormivano sulle loro cuccette nel profondo ventre della nave, convocandoli tutti in postazione, facendo scorrere un torrente di marinai su per le scale. Abiti infilati in tutta fretta, lettere non ancora terminate messe da parte, strumentazioni afferrate in volata. E nel baccano generale risuon il rapporto della sala macchine: Massima velocit raggiunta, signore. La Keeling sband durante la virata, come spesso le succedeva; tanto che gli uomini a bordo avevano preso a chiamarla sbandatorpediniere.
Teniamo la rotta di 087, disse Parker.
Ricevuto. Signor Hart, qual  il rilevamento del commodoro?.
Il guardiamarina Hart and di corsa al grafometro. 266, signore, url.
In pratica ce l'avevano dritto a poppa. I dati trasmessi da Huff Duff erano senza dubbio esatti. Non c'era bisogno di calcolare una rotta verso la posizione stimata dell'U-Boot.
Gi la plancia brulicava di nuovi arrivi, uomini con il casco, infagottati negli abiti pesanti, addetti al telefono, messaggeri. C'era cos tanto da fare; Krause and al TBS.
Eagle, partiamo all'inseguimento su indicazione di Huff Duff, seguendo una rotta di 087.
087. Signors, signore.
Prendete il nostro posto, e coprite il fronte del convoglio quanto pi rapidamente possibile.
Signors, signore.
Harry, mi ricevi?
Ti ricevo, George.
Copri il fianco sinistro.
Copro il fianco sinistro. Signors, signore. Siamo a quattro miglia dalla poppa dell'ultima nave, signore.
Lo so.
La James ci avrebbe messo pi di mezz'ora a raggiungere la propria posizione; e la Viktor avrebbe impiegato quasi quindici minuti per fare altrettanto. Nel frattempo il convoglio sarebbe rimasto protetto solo dalla Dodge sul lato di tribordo. I rischi insiti in quella situazione erano uno tra i tanti fattori che Krause aveva dovuto valutare quando gli era giunto il messaggio del commodoro. D'altro canto, tutto faceva pensare alla presenza di un nemico nei paraggi - Huff Duff era molto affidabile - con una visibilit ridotta che avrebbe celato la Keeling senza per intralciarne il radar di bordo. Era necessario inseguire il nemico; era necessario eliminarlo. Anche a venti miglia dalla flotta, la Keeling l'avrebbe in un certo senso protetta.
Era arrivato il tenente Watson, il navigatore, a rapporto come ufficiale in controllo del ponte al posto di Carling. Krause rispose al saluto militare; gli bastarono due brevi frasi per aggiornarlo sulle circostanze attuali.
Signors, signore.
I begli occhi azzurri di Watson risplendevano nell'ombra proiettata dal casco.
Mi occupo io della guida, signor Watson.
Signors, signore.
Messaggero, il mio casco.
Krause lo indoss; era solo una questione di protocollo, ma al contempo la vista degli uomini tutti intabarrati intorno a lui gli ramment che indossava solo la giacca dell'uniforme e sentiva ancora freddo per esser rimasto sull'ala di plancia.
Va' nella mia cabina e portami il cappotto di montone che troverai l.
Signors, signore.
Il vicecomandante stava facendo rapporto dalla sala nautica tramite il portavoce. Laggi c'era una versione improvvisata delle centrali operative di combattimento ormai diffusamente implementate a bordo delle navi pi grandi. All'epoca in cui era stata varata la Keeling, il sonar era nato da poco e il radar era appena agli esordi. Il tenente comandante Cole era un vecchio amico; Krause gli spieg come stavano le cose.
 probabile che da un momento all'altro te lo ritroverai sugli schermi radar, Charlie.
Signors, signore.
La Keeling sembrava pulsare quando si lanci coi motori a pieno regime. Sobbalz e venne scossa da parte a parte quando un cavallone si avvent contro il castello di prua. Ma per quanto immense, le onde erano abbastanza regolari e ricurve perch la nave potesse conservare la propria velocit. A circa diciotto miglia di distanza c'era un U-Boot in superficie; da un momento all'altro l'antenna radar in cima alla plancia l'avrebbe rilevato; a bordo, tutti gli uomini avevano fatto rapporto dalle loro postazioni di battaglia. Questi individui, svegliati dalla chiamata alle armi o costretti ad abbandonare i loro compiti ordinari per prendere le attrezzature e recarsi in altri punti della nave, erano all'oscuro riguardo ai motivi di quella improvvisa concitazione. La sala macchine nel ventre della Keeling doveva esser piena di uomini che si chiedevano perch fosse richiesta la massima velocit; gli addetti ai cannoni e alle bombe di profondit dovevano tenersi pronti a entrare subito in azione. Valeva la pena dedicare un paio di secondi all'equipaggio. Krause and all'altoparlante. L'aiuto nostromo che se ne occupava lo vide arrivare, port la mano verso l'interruttore e ottenne un cenno di assenso. Il segnale risuon per tutta la nave.
Attenzione. Attenzione.
Qui  il capitano.
Grazie ai tanti anni di addestramento e alla lunga pratica di autocontrollo riusciva a mantenere neutro il proprio tono di voce; nessuno poteva dedurre da quella sua piatta inflessione le emozioni che gli ribollivano dentro, emozioni che avrebbero avuto la meglio su di lui se si fosse lasciato andare anche solo per un istante.
Stiamo inseguendo un U-Boot. Tutti gli uomini devono essere pronti all'azione.
Sembrava quasi che la Keeling stessa tremasse per l'eccitazione generata da quel messaggio. Sull'affollato ponte di comando, quando si allontan dall'altoparlante Krause si accorse di avere tutti gli occhi addosso. Quegli uomini si stavano preparando a uccidere; potevano anche finire uccisi a loro volta, sebbene per gran parte dell'equipaggio quelle due considerazioni fossero meno importanti del fatto che la nave fosse pronta a entrare in azione, al di l del fallimento o del successo di quello scontro.
Un oggetto si impose alla sua attenzione; era il cappotto di montone che aveva richiesto, e che ora il giovane messaggero gli stava porgendo. Krause fece per prenderlo.
Capitano!.
Krause fu dal portavoce in un lampo.
Rilevamento del bersaglio 092. Distanza quindici miglia.
La voce di Charlie Cole era autenticamente calma. Parlava con la placida cautela di un genitore premuroso che si rivolge a un figlio emotivo; non che pensasse a Krause in quei termini.
Timone subito a destra, rotta 092, ordin il comandante.
Al timone c'era adesso il timoniere di prima classe McAlister, un texano basso e magro; Krause era stato suo superiore ai tempi in cui erano ancora a bordo della Gamble. Quell'uomo sarebbe diventato capitano gi da tempo, se non fosse stato per un paio di deplorevoli incidenti avvenuti a San Pedro all'inizio degli anni Trenta. Mentre ripeteva l'ordine con voce asciutta, nessuno avrebbe potuto immaginare la furia bellica che si impossessava di lui ogni volta che aveva dell'alcol in corpo.
Teniamo la rotta di 092, disse McAlister, senza mai distogliere lo sguardo dalla bussola di bordo.
Ricevuto.
Krause torn al ripetitore.
Dove si trova il bersaglio?
Dritto davanti a noi, signore. Ma il segnale  confuso, rispose Charlie.
Il radar Sugar Charlie era uno strumento poco affidabile. Krause aveva sentito parlare del nuovo modello, Sugar George; non l'aveva mai visto, ma si rammaricava che la Keeling non ne fosse provvista.
Dimensioni ridotte, prosegu Charlie Cole. Basso sopra la superficie.
Un U-Boot senza dubbio, e la Keeling lo inseguiva a una velocit di ventidue nodi. Abbiamo concluso un'alleanza con la morte, e con gli inferi abbiamo fatto lega. L'operatore radio del commodoro doveva avere una competenza straordinaria per aver calcolato la distanza con tale accuratezza basandosi solo sulla forza dei segnali di trasmissione.
Il rilevamento  leggermente cambiato, avvert Charlie. Ora  093. No, 093 e mezzo. Distanza quattordici miglia. Siamo in pratica su rotte reciproche.
La distanza si era ridotta di un miglio in un minuto e sedici secondi. Come aveva detto Charlie, l'U-Boot doveva esser diretto a sua volta contro la Keeling. Gli inferi di sotto si agitano per te, per venirti incontro al tuo arrivo. Di l ad altre cinque miglia, di l a sette minuti - meno di sette minuti, ormai - il bersaglio sarebbe entrato alla portata del cannone da cinque pollici. Ma la Keeling aveva solo due cannoni in grado di puntare dritto davanti alla nave. Era meglio non aprire il fuoco a una distanza eccessiva. Dato il mare mosso, le distanze che cambiavano cos rapidamente e un radar dalla dubbia accuratezza, era poco probabile centrare subito il bersaglio con una salva da due colpi. Conveniva attendere; conveniva trattenersi, nella speranza che la Keeling uscisse rapidamente dalla foschia per trovare il nemico in piena vista e a una portata pi accessibile.
Distanza tredici miglia, annunci Charlie. Rilevamento 094.
Timone subito a destra, comand Krause, rotta 098.
L'U-Boot non aveva ancora cambiato direzione. Con quella virata a tribordo avrebbero potuto intercettarlo, e se il bersaglio fosse risultato visibile si sarebbe trovato a babordo di prua invece che in posizione frontale; a quel punto un piccolo aggiustamento della rotta avrebbe permesso di tenerlo sotto tiro anche con i cannoni di poppa.
Teniamo la rotta di 098.
Ricevuto.
Smettila subito, latr Watson, la voce come una lama che lacerava la tensione generale. Stava guardando in cagnesco un addetto alle comunicazioni, un apprendista marinaio di diciannove anni che fischiettava tra s nel microfono che aveva davanti alla bocca. A giudicare dalla vergogna con cui il giovane trasal era evidente che non se ne era neppure accorto. Ma il brusco ordine di Watson aveva avuto l'effetto dirompente di un colpo di pistola nell'atmosfera concitata della plancia.
Distanza dodici miglia, annunci Charlie. Rilevamento 094.
Krause si rivolse all'addetto alle comunicazioni. Capitano all'ufficiale di artiglieria. Non aprite il fuoco senza mio ordine diretto, a meno che il nemico non sia in vista.
L'addetto premette il pulsante del microfono e ripet le sue parole, con Krause che ascoltava con attenzione. Quello che aveva dato non era un buon ordine, ma restava l'unico adatto alla situazione, e poteva esser certo che Fippler l'avrebbe capito.
L'ufficiale di artiglieria ha risposto: Signors, signore, rifer l'addetto.
Ricevuto.
Il ragazzo era una nuova leva, appena uscito dal campo di addestramento, eppure era suo dovere passare messaggi dai quali poteva dipendere l'esito di una battaglia. Ma a bordo di un cacciatorpediniere erano ben pochi i ruoli che non fossero carichi di responsabilit, e la nave doveva poter entrare in battaglia anche con settantacinque matricole a bordo. Avendo frequentato due anni di liceo, quel giovane aveva almeno i requisiti scolastici del suo rango. E solo l'esperienza avrebbe permesso di capire se aveva anche le altre caratteristiche necessarie; se era capace di mantenere la postazione in mezzo ai morti e ai feriti, al fuoco e alla distruzione, e continuare a riferire gli ordini senza mai farfugliare.
Distanza ventimila iarde, rifer l'addetto. Rilevamento 094.
Quell'annuncio contrassegnava un momento importante. Quando per comunicare la distanza al posto del miglio nautico (equivalente a 1.852 metri) veniva utilizzata come unit di misura la iarda (poco meno di un metro) significava che il nemico era quasi a portata; diciottomila iarde era la massima gittata dei cannoni da cinque pollici. Krause li vide ruotare, pronti ad aprire il fuoco all'istante. Charlie stava parlando nel circuito interno, che arrivava al controllo artiglieria e al capitano. Il nemico non aveva cambiato direzione; la Keeling era ormai in rotta di collisione con l'U-Boot. Stava per arrivare il momento topico. Qual era il raggio di visibilit? Sette miglia? Dodicimila iarde? Si aggirava intorno a quelle misure, in effetti. Ma la stima non era affidabile; poteva esserci un momentaneo schiarimento, o un banco di nebbia pi fitta. A breve l'U-Boot sarebbe entrato nella loro visuale, proprio dove erano puntati i cannoni. E poi i proiettili sarebbero partiti sibilando verso il bersaglio. Dovevano colpirlo, distruggerlo, prima che l'equipaggio nemico riuscisse a scendere sotto coperta alla vista del cacciatorpediniere che si abbatteva su di loro, prima che il sommergibile potesse inabissarsi, corazzandosi cos con un metro d'acqua, impenetrabile per i cannoni della Keeling come fosse acciaio e che li avrebbe anche resi invisibili. Nasconditi per un momento, finch non sia passato lo sdegno.
Distanza diciannovemila iarde. Rilevamento ancora 094, rifer l'addetto alle comunicazioni.
Un rilevamento costante. U-Boot e cacciatorpediniere andavano uno incontro all'altro alla massima velocit possibile. Krause si guard intorno nella plancia, piena di volti tesi all'ombra dei caschi. Il silenzio e l'immobilit erano prova di una buona disciplina. A prua del ponte poteva vedere l'equipaggio di uno dei cannoni da quaranta millimetri sul lato di tribordo che guardava fisso verso la zona sulla quale era puntato quello da cinque pollici. Gli scrosci d'acqua che la Keeling alzava dal mare si abbattevano su quegli uomini, che per non cercavano riparo. Erano senza alcun dubbio concentrati.
Distanza diciottomilacinquecento iarde. Rilevamento ancora 094.
Il silenzio era adesso ancor pi impressionante, perch anche il sonar si era zittito per la prima volta nelle ultime trentasei ore. La ricerca di segnali sonori era ben poco utile per una nave lanciata a ventidue nodi.
Distanza diciottomila iarde. Rilevamento ancora 094.
Ora potevano aprire il fuoco. I cannoni da cinque pollici cominciarono a tendersi verso l'alto, puntando ben al di sopra del grigio orizzonte. Bastava una sola parola e avrebbero scagliato i loro proiettili verso il bersaglio; era possibile che uno andasse a schiantarsi nello scafo dell'U-Boot. Bastava un solo colpo a segno. Era la sua occasione. Come sua era la responsabilit di decidere se approfittare o meno di quel momento.
Distanza diciassettemilacinquecento iarde. Rilevamento ancora 094.
Sul ponte dell'U-Boot dovevano esserci un ufficiale e uno o due uomini. Avrebbero visto arrivare il proiettile dal nulla; vivi un istante prima, sarebbero morti senza neppure capire cosa fosse successo. Nella sala di controllo sottostante, i tedeschi sarebbero rimasti attoniti, feriti, scagliati contro le paratie; negli altri compartimenti l'equipaggio avrebbe sentito lo schianto, si sarebbe diffuso il panico, gli uomini avrebbero vacillato al vacillare della loro imbarcazione, avrebbero visto con occhi pieni di orrore l'acqua che saliva tutto intorno, in quei pochi secondi prima che la morte si abbattesse su di loro mentre il sommergibile andava a fondo, vomitando grandi bolle d'aria man mano che il mare si insinuava nei loro polmoni.
Distanza diciassettemila iarde, rilevamento ancora 094.
D'altro canto, la salva poteva finire in mare a mezzo miglio dall'U-Boot. Le colonne d'acqua scagliate verso l'alto sarebbero state un chiaro avvertimento. Prima che la nave potesse sparare ancora, l'U-Boot sarebbe scivolato sotto la superficie, invisibile, irraggiungibile, letale. Meglio andare sul sicuro. Dopo tutto, si stava basando sulle indicazioni di un radar Sugar Charlie.
Distanza sedicimilacinquecento iarde. Rilevamento ancora 094.
Da un momento all'altro. Era imminente. Le vedette stavano facendo il loro dovere?
Il bersaglio  sparito, annunci l'addetto alle comunicazioni.
Krause si gir a fissarlo; per un paio di secondi, rimase perplesso. Ma il ragazzo resse il suo sguardo senza vacillare. Era chiaramente consapevole di quello che aveva detto, e non mostrava alcuna propensione a correggersi. Krause si avvent sul portavoce.
Che succede, Charlie?
Temo si sia immerso, signore. Deve esser cos, a giudicare da come  svanito il segnale dal radar.
Non  che il radar sta facendo le bizze?
No, signore. Non ha mai funzionato cos bene.
Ricevuto.
Krause si allontan dal portavoce. In plancia, i tanti uomini presenti si scambiavano occhiate da sotto le tese dei caschi. A giudicare dal loro atteggiamento, sebbene fossero ingombri di vestiti e attrezzature, la delusione era palese. Sembrava stessero sprofondando in tutti quegli indumenti. E continuavano a fissarlo. Per due minuti e mezzo aveva avuto la possibilit di aprire il fuoco su un U-Boot in superficie; ogni ufficiale della marina militare degli Stati Uniti bramava un'occasione del genere, e lui non l'aveva colta. Ma non c'era tempo per i rimpianti; non c'era tempo per sentirsi in imbarazzo sotto il peso di sguardi che potevano essere e non essere di accusa. C'era fin troppo da fare. Bisognava prendere altre decisioni.
Alz lo sguardo sull'orologio. La Keeling doveva trovarsi ormai a sette miglia dalla sua postazione a difesa del convoglio. Probabilmente la Viktor era gi in formazione, e scandagliava col sonar un arco di cinque miglia davanti a s. Forse la flotta si era ormai schierata, con la Dodge sul lato di tribordo libera di concentrarsi su eventuali sommergibili, e la James rapidamente in arrivo sull'altro fianco. Nel frattempo, la Keeling continuava a sfrecciare lontano da loro, a ventidue nodi di velocit. E il nemico? Cosa stava facendo il nemico? Perch si era immerso?
Watson, l'ufficiale di rango pi alto sul ponte, prov ad avanzare la propria opinione. Non  possibile che ci abbiano visti, signore, dal momento che noi non vedevamo loro.
Forse, ammise Krause.
Le vedette della Keeling erano appollaiate su in alto; quando loro avessero avvistato l'U-Boot, questo avrebbe potuto scorgere soltanto l'opera morta della nave. Ma la visibilit era determinata dal caso. Era possibile, appena possibile, che fosse migliore da una parte che dall'altra, e che l'U-Boot li avesse scoperti senza essere a sua volta individuato. In tal caso, si sarebbe di sicuro immerso con grande prontezza.
Ma le spiegazioni possibili erano quasi illimitate. L'U-Boot poteva disporre di un nuovo radar: uno sviluppo che dovevano aspettarsi prima o poi, e forse era giunto il momento. Quando fossero arrivati i rapporti su quell'evento, l'intelligence della marina avrebbe potuto ragionare su questo aspetto. O forse il nemico aveva ottenuto informazioni sulla rotta e il rilevamento della flotta, ed era sceso a profondit di periscopio non appena si era trovato lungo la loro rotta: la direzione che aveva seguito fino all'istante in cui era sparito doveva mirare a intercettare il convoglio. Questa era una valida ipotesi, da un punto di vista tattico, forse la pi probabile. Ce n'erano altre, tuttavia. Poteva trattarsi di un'immersione di routine: forse un momento di esercitazione per l'equipaggio. O magari era qualcosa di ancor pi banale. Magari era giunta l'ora di cena per gli uomini dell'U-Boot e allora il cuoco si era lamentato di non poter preparare un pasto caldo a bordo di un mezzo sballottato dalle onde, spingendo cos il capitano a scendere sotto la superficie in cerca di acque pi calme. Qualsiasi spiegazione era plausibile; era meglio tenere la mente aperta, memore del fatto che circa otto miglia pi avanti c'era un U-Boot sotto la superficie, e giungere rapidamente a una decisione sul da farsi.
Innanzitutto bisognava arrivare pi vicino al nemico, a portata di sonar. Quindi, al momento, bisognava mantenere la massima velocit. Conoscevano il punto in cui il sommergibile si era immerso; da l poteva essersi spostato a una velocit di due nodi, quattro o otto. Nella sala nautica della Keeling stavano intanto tracciando dei cerchi che si allargavano come le increspature in uno stagno dove viene lanciato un sasso. E all'interno del cerchio pi grande si trovava con ogni probabilit l'U-Boot. In dieci minuti poteva tranquillamente percorrere un miglio, e un cerchio con un raggio di quelle dimensioni poteva coprire un'area di oltre tre miglia quadrate. Una ricerca approfondita in una superficie tanto ampia avrebbe richiesto un'ora, e in un'ora il cerchio pi largo si sarebbe espanso fino a racchiudere un centinaio di miglia quadrate.
Era assai poco verosimile che l'U-Boot fosse rimasto nei pressi del punto in cui si era inabissato. Doveva pur andare da qualche parte, prendere una direzione lungo uno qualsiasi dei trecentosessanta gradi che si irradiavano dal suo centro. Eppure l'ipotesi pi ragionevole era che, sotto la superficie, avesse continuato a seguire la stessa rotta. Neanche un sommergibile tedesco, che si aggirava nell'Atlantico del Nord in cerca di prede, poteva vagare per davvero senza una meta. Avrebbe fatto un'ampia virata in una direzione, per poi andare in quella opposta. Se si era immerso per un qualche motivo banale, allora probabilmente avrebbe mantenuto la rotta che seguiva in superficie; ma anche se l'aveva fatto per attaccare la flotta non avrebbe effettuato cambiamenti, dal momento che stava puntando dritto contro il convoglio. Se avesse invece impostato una qualsiasi altra rotta, rintracciarlo con una sola nave era un'impresa disperata: disperata, proprio cos, non difficile, ardua, formidabile o quasi impossibile.
Valeva dunque la pena provare di nuovo a intercettare il nemico? Ci sarebbero voluti poco pi di dieci minuti perch la Keeling incrociasse il percorso dell'U-Boot se entrambe le imbarcazioni mantenevano la stessa rotta, ma visto che la flotta li stava in pratica seguendo, il cacciatorpediniere poteva effettuare una ricerca e riprendere il suo posto in formazione senza restar via troppo a lungo. L'alternativa era tornare direttamente indietro e, una volta recuperata la propria legittima postazione, sperare di riuscire a rilevare l'U-Boot qualora avesse tentato un'imboscata. Difesa o attacco? Azione o reazione? Era l'eterno dilemma degli uomini d'arme. Valeva la pena tentare un attacco; valeva la pena effettuare una ricerca; e cos, con freddezza, Krause decise, l in piedi nell'affollata plancia, con tutti gli occhi addosso. Chi cerca trova.
Datemi una rotta per intercettare il bersaglio se questo prosegue nella stessa direzione a sei nodi di velocit, disse nel portavoce.
Signors, signore.
La rotta in questione non poteva scostarsi troppo da quella che stavano gi seguendo; in superficie, l'U-Boot viaggiava a circa dodici nodi. Avrebbe potuto calcolare una stima approssimata anche a mente. Arriv la risposta dal portavoce.
Rotta 096, recit.
Una variazione minuscola, che per avrebbe prodotto una differenza di un miglio intero a quella velocit.
Krause si volt per comunicare l'ordine al timoniere, poi torn verso il portavoce. Avvisatemi quando siamo a meno di due miglia, disse.
Signors, signore.
Teniamo la rotta di 096, annunci McAlister.
Ricevuto.
Mancavano circa nove minuti; conveniva aggiornare l'equipaggio. Se ne occup lui stesso, tramite gli altoparlanti.
L'U-Boot si  immerso, disse. Quanto meno, questa  l'impressione che abbiamo avuto. Ora gli daremo la caccia.
Un individuo pi ricettivo di Krause, un uomo con la percezione telepatica dell'oratore, si sarebbe forse reso conto dell'atmosfera di delusione che pervase la nave quando si allontan dal microfono. Guard di nuovo l'orologio e usc sull'ala di plancia. L il freddo era atroce, considerando lo spostamento d'aria causato dai ventidue nodi della Keeling che andava ad aggiungersi al vento di nordest. Quando guard a poppa pot vedere gli sventurati addetti alle bombe di profondit che si rannicchiavano in cerca di un riparo; per fortuna persino i compiti ordinari delle postazioni di battaglia prevedevano momenti di pausa. Krause sollev il binocolo. Tra la foschia riusc a malapena a distinguere, in maniera assai vaga, il caratteristico albero di trinchetto della Viktor, una scheggia di grigio un po' pi solido nel generale grigiore circostante. Considerando quanto beccheggiava e rollava la Keeling, e visti gli spruzzi delle onde, era impossibile individuare altri dettagli, e sebbene provasse a sondare il resto dell'orizzonte verso poppa, non riusc a vedere null'altro. Il radar poteva dirgli all'istante dove si trovava la flotta, ma non era questo che voleva. Lui voleva vedere coi suoi occhi quali sarebbero state le condizioni del campo di battaglia qualora ce ne fosse stata una, se per una fortuna miracolosa l'U-Boot fosse venuto a trovarsi tra la Keeling e la Viktor. Si volt per scrutare l'orizzonte anche davanti a s; la stessa foschia grigia, la stessa, vaga unione di cielo e acqua. Ma se un U-Boot fosse emerso in superficie a portata dei cannoni da quaranta millimetri, il ponte sarebbe risultato visibile alle sentinelle, ai cannonieri e all'ufficiale dell'artiglieria.
Krause torn in plancia, lo sguardo fisso sull'orologio. Il messaggero scatt in avanti, sempre per porgergli il cappotto di montone che aveva chiesto tanto tempo prima. Tanto tempo? Non proprio, se misurato in minuti. Infil le braccia nelle maniche, e il peso di quel cappotto gli schiacci i vestiti addosso. La sua pelle era fredda, ma gli abiti lo erano ancora di pi, quasi congelati dal vento a quarantadue nodi di velocit che aveva soffiato tra le loro fibre. Trem in maniera incontrollabile al contatto con quel tessuto ghiacciato. Riusciva a malapena a sopportarlo. Mani, braccia, gambe e tutto il resto erano stretti nella morsa del freddo; scopr che stava battendo i denti. Era stata una follia uscire sull'ala di plancia senza essersi debitamente coperto; non aveva neppure un maglione sotto la giacca dell'uniforme. Se avesse scoperto il giovane guardiamarina Hart a commettere un'empiet del genere, gli avrebbe di sicuro urlato contro. Lui, che ancora non era ben vestito; era senza maglione, senza guanti, senza sciarpa.
Si concentr per non battere pi i denti e si strinse addosso il cappotto nel relativo tepore del ponte di comando, per rendere quanto pi breve possibile il gelido contatto, affinch il caldo, dal suo corpo che tornava in vita, si trasferisse alla spessa biancheria di lana a contatto con la pelle. A breve avrebbe mandato qualcuno a prendergli altri indumenti. Venne convocato dal portavoce.
Due miglia, signore.
Ricevuto. Ruot su s stesso, troppo infreddolito per formulare gli ordini secondo protocollo. Velocit dodici nodi.
Velocit dodici nodi, ripet l'addetto alle comunicazioni. La sala macchine risponde: Velocit dodici nodi.
Gli esiti di quell'ordine furono subito evidenti. La vibrazione cess come per magia, sostituita da movenze pi contenute che al confronto parevano quasi delicate, e la Keeling, con uno scossone, smise di schiantarsi contro le onde che si levavano a prua. Aveva ora tempo di seguirne l'andamento, di sollevarsi sopra le lunghe alture grigie e avvitarsi sulla loro cresta, tanto che, ancora una volta, al confronto sembrava quasi seguire un passo moderato.
Attivare il sonar, ordin Krause, e quelle parole gli erano a malapena uscite di bocca che gi il primo segnale risuon in tutta la nave, seguito da un altro prima ancora che si fosse spento, e poi da un altro e un altro ancora, tanto che l'udito, gi da tempo abituato a quel suono monotono, avrebbe presto smesso di registrarlo, anche se nella circostanza attuale tutti nella cabina di pilotaggio lo ascoltavano con grande attenzione, chiedendosi se non avrebbe captato la presenza del nemico. Ciascuno di quei monotoni segnali era un impulso che si propagava nelle acque buie in cerca di un sommergibile che si aggirava furtivo negli abissi; cercava lentamente a sinistra, lentamente a destra, cercava, cercava. Era l'orecchio che ascolta dei Proverbi, che si sostituiva ora al radar, l'occhio che vede.
L'ultimo segnale era stato forse un po' diverso? Evidentemente no, perch non giungevano rapporti dal sonar. Nella sala situata nel ventre della nave c'era il radioperatore di prima classe Tom Ellis. Si era diplomato all'accademia di Key West specializzata nei dispositivi sonori, ed era a bordo di quella nave sin dagli inizi della guerra; efficiente in via teorica quando era arrivato, aveva passato tutti quei mesi a captare l'eco dei segnali, in eterno ascolto un turno dopo l'altro durante tutto il tempo che la Keeling aveva passato in mare. Questo non significava che fosse diventato pi affidabile rispetto a quando era uscito dall'accademia; poteva anche essere l'opposto. A Key West aveva partecipato ad alcune frettolose esercitazioni. Aveva ascoltato l'eco di un sommergibile amico, aveva rilevato le variazioni di tono quando l'imbarcazione cambiava rotta sott'acqua, aveva segnato il rilevamento e calcolato la distanza; aveva seguito in tutta fretta un paio di lezioni sulle contromisure adottate dal nemico, e poi era stato mandato in mare ad ascoltare gli echi. E, da allora, non ne aveva sentiti; le vibrazioni che aveva emanato non erano mai tornate al suo orecchio dopo esser rimbalzate su un sommergibile, amico o nemico che fosse; non aveva pi seguito nuovi addestramenti, e di sicuro non aveva mai ingaggiato col nemico una versione letale dell'antico gioco del nascondino. Era possibile che non sarebbe stato in grado di riconoscere un'eco se anche l'avesse sentita; era senza dubbio verosimile che non riuscisse a trarre all'istante, in base alla natura di un'eco, le deduzioni necessarie per il successo di un attacco. Una bomba di profondit sganciata entro venti metri dal bersaglio implicava una probabile vittoria; sganciata a trenta metri significava fallimento sicuro. E la differenza tra queste due distanze poteva essere determinata dalla prontezza di reazione di un operatore esperto o dalla lentezza di uno poco pratico.
Tutto questo senza prendere in considerazione la questione della tempra; non c'era ancora modo di sapere se Ellis si sarebbe rivelato nervoso o freddo, che non era lo stesso che dire codardo o coraggioso. C'erano uomini capaci di agitarsi al solo pensiero di un errore, senza neanche arrivare a tener conto dello spregio del proprio diretto superiore o del capitano. Le dita si intorpidivano e la mente rallentava, solo e unicamente perch l'accurata manipolazione o la rapidit di pensiero potevano avere una grande importanza. Ellis, nel ventre della nave, di sicuro non ignorava il fatto che il successo o il fallimento della loro missione potevano dipendere unicamente dal suo operato, dalla delicatezza con cui avrebbe azionato le manopole, dall'interpretazione che avrebbe saputo dare dei cambiamenti nella qualit dell'eco. Questo poteva renderlo ottuso, sgraziato o entrambi. Il fatto che un errore potesse tradursi in un siluro nel fianco della Keeling che avrebbe fatto a pezzi Ellis e la sua strumentazione non era cos importante, Krause lo sapeva. La vigliaccheria vera e propria era assai pi rara dell'idiozia, proprio come il coraggio vero e proprio era assai pi comune della tempra. Krause pens a quel che sapeva di Ellis, un giovane dai capelli chiari e l'aspetto assai ordinario, se non forse per un lieve accenno di strabismo dell'occhio destro. Ci aveva parlato di persona tutt'al pi una decina di volte. E le poche frasi scambiate nel corso delle ispezioni o di qualche breve colloquio non gli dicevano nulla dell'uomo dal quale ora dipendeva ogni cosa, un giovane marinaio in piedi sull'attenti, un giovane marinaio non distinguibile dagli altri con cui era in fila.
I secondi scorrevano lenti mentre la Keeling rollava, beccheggiava e avanzava incespicando sopra le onde; Krause manteneva l'equilibrio sul pavimento della plancia silenziosa; silenziosa malgrado il frastuono del vento e dell'acqua all'esterno. La voce di uno dei suoi uomini lo colse di sorpresa.
Abbiamo un contatto sonar, signore.
A parlare era stato un uomo basso e robusto col naso deforme; il casco, pi largo del dovuto per lasciar spazio agli auricolari, gli dava un aspetto da gnomo.
Ricevuto.
Tutti sul ponte di comando reagirono con grande tensione a quella notizia. Watson fece un passo avanti; altri cominciarono ad agitarsi. Non era il caso di tempestare Ellis di domande; avrebbero solo rischiato di metterlo in agitazione. Bisognava dare per scontato che sapesse il fatto suo, fintanto che non avesse dato prova del contrario.
Il rilevamento del contatto  091, disse l'addetto. Quindi Ellis aveva superato la sua prima prova. Distanza indefinita.
Ricevuto.
Krause non riusciva a pronunciare nulla pi di quella parola. Come gli altri, era anche lui sottoposto a una grande tensione; percepiva il battito del proprio cuore e l'improvvisa secchezza della bocca. Lanci uno sguardo a Watson e gli fece un brusco cenno con un pollice; dovette sforzarsi per evitare che gli tremasse la mano; stava rischiando di farsi trascinare dalla sete di sangue. Watson and di scatto verso la bussola con l'ordine per McAlister, lo sguardo fisso sulla strumentazione di bordo.
Il nemico viene verso di noi, signore, disse l'addetto alle comunicazioni con la sala nautica. La distanza  ancora indefinita.
Ricevuto.
Quel marinaio sapeva come svolgere il proprio dovere. Pronunciava ogni parola con chiarezza e senza inflessioni o espressivit. Era come uno scolaro che ripeteva una poesia imparata a memoria senza comprenderne minimamente il significato. L'emotivit in quella particolare professione era una caratteristica assai sgradita.
Il nemico viene verso di noi, signore, ripet l'uomo. Distanza duemila iarde.
Ricevuto.
Quindi stavano puntando dritto verso l'U-Boot. Krause prese in mano l'orologio; dovette concentrarsi per seguire il rapido arco della lancetta dei secondi.
Distanza millenovecento iarde.
Cento iarde in quattordici secondi? Con la Keeling che andava a dodici nodi? C'era qualcosa di assurdo. Quello era il tempo necessario alla sua nave per coprire cento iarde, ma era quasi impossibile che il sommergibile fosse rimasto nel frattempo immobile. Qualsiasi altro valore numerico sarebbe stato pi promettente. La valutazione di quelle distanze dipendeva in tutto e per tutto dall'accuratezza dell'udito di Ellis. E potevano essere anche completamente inesatte.
Distanza milleottocento iarde.
Ricevuto.
Nessun contatto, signore. Il nemico  sparito.
Ricevuto.
Bisognava dare per scontato che l'addetto alle comunicazioni stesse ripetendo parola per parola quello che, nel ventre della nave, Ellis pronunciava nel suo microfono. E, in base a questo, si poteva dedurre che Ellis non aveva perso la calma, quanto meno non ancora.
Capitano a sonar. Cercate lungo il tribordo di prua.
L'addetto premette il pulsante del suo microfono. Dal sonar rispondono: Signors, signore.
Ricevuto.
Cos'era quindi il bersaglio che avevano rilevato? Un qualche effetto fantasma generato da una corrente fredda? Una bolla sganciata dal dispositivo Pillenwerfer di un U-Boot? Poteva anche trattarsi davvero del nemico, sparito dai loro radar per qualche fattore esterno. Era comunque importante che avessero stabilito un contatto quasi nel punto preciso in cui si aspettavano di trovarlo se le deduzioni che lui aveva tratto dalle indicazioni del radar fossero state corrette. Quindi l'U-Boot aveva impostato una rotta leggermente in diagonale rispetto a quella della Keeling, passando da babordo a tribordo. L'eventualit pi probabile era che continuasse a seguire quella traiettoria anche dopo aver sganciato la bolla; ma c'era anche la possibilit che si fosse invece spostato con gran lentezza da prua a poppa della nave - abbastanza lentamente da giustificare le distanze invariate per un certo lasso di tempo -, per poi compiere all'improvviso una manovra di evasione, scendendo in profondit e virando. Ma virando in che direzione? Il sonar continuava a emettere i suoi monotoni segnali; e intanto passavano i minuti, minuti preziosi. Cinque minuti potevano portare la Keeling nell'ultima posizione nota del nemico; ma l'U-Boot poteva nel frattempo spostarsi anche di mezzo miglio. E, inoltre, poteva lanciare un siluro contro il ventre molle della nave.
Abbiamo un contatto sonar, signore. A babordo del traverso, distanza indefinita.
Quindi aveva sbagliato a pensare che il sommergibile avesse proseguito la sua rotta sul lato di tribordo; ma non poteva dedicare neppure un secondo a questo pensiero.
Timone tutto a sinistra.
Timone tutto a sinistra, ripet McAlister.
Krause avrebbe tanto voluto aumentare la velocit, cos da lanciare la Keeling lungo la nuova rotta del nemico, ma sarebbe stato poco saggio. Gi con l'attuale andatura da lumaca il sonar faceva fatica a tenere il passo.
Riferire i prossimi rilevamenti in base alla posizione rispetto alla nostra nave, ordin.
Rilevamento a 05 sul lato di babordo, signore.
Ricevuto.
La Keeling stava ancora virando; quando il sonar aveva captato quell'eco non poteva essere gi puntata verso il segnale precedente.
Rilevamento a 05 sul lato di tribordo. Distanza milleduecento iarde.
Eccellente. La Keeling stava davvero seguendo un'andatura da lumaca, ma l'U-Boot in profondit era ancora pi lento.
Rilevamento a 10 sul lato di tribordo. Distanza milleduecento iarde.
Anche il sommergibile stava cambiando direzione. Sott'acqua, il suo arco di virata sarebbe stato assai pi ridotto di quello del cacciatorpediniere.
Timone tutto a dritta.
Timone tutto a dritta.
Velocit in superficie contro manovrabilit negli abissi. Ma con il timone nella sua curva massima la Keeling avrebbe rallentato; due nemici alla pari. L'acqua verde si schiant alla base della nave quando questa esegu la brusca manovra.
Rilevamento a 10 sul lato di tribordo. Distanza costante di milleduecento iarde.
Ricevuto.
Si stavano muovendo esattamente all'unisono. Il mare agitato intralciava gli spostamenti della Keeling; un momento di calma le avrebbe permesso di eseguire una manovra pi repentina, posto che tale momento fosse mai giunto.
Distanza millecento iarde.
E il rilevamento?, chiese bruscamente Krause, pentendosene subito. L'addetto poteva soltanto ripetere quello che gli arrivava negli auricolari.
Rilevamento a 10 sul lato di tribordo.
Ricevuto.
Rilevamento invariato, distanza in lenta riduzione. La maggior velocit della Keeling stava avendo la meglio sulla grande manovrabilit dell'U-Boot. A tempo debito - a tempo debito - il cacciatorpediniere avrebbe incrociato la rotta del nemico, ci sarebbe passato sopra e l'avrebbe distrutto.
Rilevamento a 05 sul lato di tribordo. Distanza mille iarde.
Sempre pi vicino! E quasi dritto davanti a loro! Evidentemente la Keeling rispondeva meglio del previsto ai comandi del timone. La vittoria era meno distante di quanto pensava. Il cacciatorpediniere solcava adesso acque bianche di spuma. Stava attraversando la propria scia, avendo tracciato un cerchio completo.
Rilevamento a 05 sul lato di tribordo. Distanza millecento iarde. Lo stiamo perdendo, signore.
Timone tutto a sinistra!, rugg Krause.
L'U-Boot l'aveva ingannato. Al momento della rilevazione precedente stava andando nella direzione opposta. Ora seguiva una rotta inversa, con la Keeling che invece continuava ad allontanarsi. Aveva recuperato le cento iarde perdute, e ne avrebbe guadagnate altre ancora prima che la Keeling riuscisse a compiere un nuovo giro. McAlister stava spostando con furia il timone. La Keeling si inclin su un lato, venne colpita da un'altra onda.
Rilevamento a 10 sul lato di babordo. Distanza milleduecento iarde.
Il sommergibile stava per sfuggirgli davvero. Aveva sfruttato al meglio la superiore manovrabilit, approfittando con grande perizia del lasso di tempo che passava tra il proprio cambio di rotta e il momento in cui ne giungeva notizia al capitano nemico. Le informazioni che arrivavano alla Keeling erano lente e limitate; le deduzioni che si potevano basare su di esse rischiavano di essere fallaci. La nostra conoscenza  imperfetta, e imperfetta la nostra profezia. Il capitano dell'U-Boot era al corrente delle limitazioni del cacciatorpediniere.
Rilevamento a 15 sul lato di babordo. Distanza indefinita.
Ricevuto.
S, il sommergibile l'aveva senza alcun dubbio ingannato. Aveva guadagnato una considerevole distanza e aveva cambiato rotta. Tre minuti addietro, Krause si congratulava con s stesso per come era riuscito in pratica a catturarlo. Ora si ritrovava a temere di perderlo una volta per tutte. Ma la Keeling stava virando a grande velocit.
Rilevamento a 10 sul lato di babordo. Distanza indefinita.
Ricevuto.
Con il timone tutto a sinistra il cacciatorpediniere stava cercando di accodarsi di nuovo al nemico nella direzione opposta.
Rilevamento a 10 sul lato di babordo. Distanza milleduecento iarde.
Quindi ecco quanto avevano perso. Se si fosse lasciato ingannare un altro paio di volte, rischiava di trovarsi su una rotta opposta a quella dell'U-Boot, che sarebbe quindi sparito prima che la sua nave potesse effettuare un ulteriore cambio di rotta. L'addetto starnut, un'esplosione, prima una volta, poi due. Adesso tutti guardavano lui. L'esito stesso di quella battaglia poteva dipendere dalla sua capacit di trattenersi; lo starnuto di un singolo marinaio era in grado di determinare le sorti di un impero. L'uomo si raddrizz e premette il pulsante del proprio microfono.
Ripeti.
Tutti attesero che tornasse a parlare.
Rilevamento a 13 sul lato di babordo. Distanza millecento iarde.
La Keeling stava di nuovo guadagnando terreno.
Ha intenzione di rifarlo?, chiese Krause.
No, signore. Spero di no, signore.
L'uomo aveva pescato un fazzoletto dal pesante ingombro dei suoi indumenti, ma non si azzardava a usarlo con il microfono a cos poca distanza dal viso. Forse era meglio sollevarlo dai suoi doveri, per evitare un altro attacco di starnuti. Krause decise di correre il rischio e lasciarlo in postazione.
Rilevamento a 11 sul lato di babordo. Distanza mille iarde.
Ricevuto.
Anche l'U-Boot doveva fare i conti con le proprie limitazioni. Essendosi allontanato dalla Keeling descriveva ora un arco pi ampio, tanto che il cacciatorpediniere poteva imitarne la direzione, chiudendo le distanze al punto da ristabilire un equilibrio, con le due imbarcazioni che ruotavano una intorno all'altra come un pianeta e il suo satellite. Questo equilibrio poteva essere spezzato solo da un ulteriore colpo di fortuna per il sommergibile, che gli avrebbe permesso di sparire di nuovo, o da una nuova prova di maestria da parte della Keeling che la portasse ancor pi vicino al nemico. Il fattore tempo poteva volgere a favore di entrambi i contendenti; se lo scontro si fosse prolungato a sufficienza, l'U-Boot si sarebbe ritrovato con le batterie scariche e la scorta di ossigeno esaurita, ma allo stesso modo la Keeling poteva finire cos lontano dalla propria posizione a difesa della flotta da dover tornare indietro. Era un continuo rincorrersi, un gioco a rimpiattino; ma la posta in ballo era assai pi alta, e il gioco assai pi duro.
Rilevamento a 11 sul lato di babordo. Distanza mille iarde.
Ricevuto.
Cacciatorpediniere e sommergibile continuavano a girare uno intorno all'altro. Fintanto che avessero seguitato in tal modo, la Keeling aveva maggiori possibilit di successo. Il tempo era dalla sua parte; le batterie dell'U-Boot non potevano durare in eterno, ed era pi probabile che la nave riducesse la distanza per un qualche evento fortuito piuttosto che il nemico riuscisse semplicemente a fuggire per velocit o cambi di rotta. Com'era gi successo in precedenza, stava al sommergibile fare qualcosa per modificare gli equilibri.
Rilevamento a 11 sul lato di babordo. Distanza costante di mille iarde.
Ottimo.
Krause prese una decisione improvvisa. Timone tutto a dritta.
Un quinto di secondo di esitazione nella risposta di McAlister; un infinitesimale accenno di sorpresa o protesta nella sua voce. Era come se la Keeling stesse abbandonando lo scontro. McAlister prese a girare il timone in senso orario; la Keeling sobbalz, roll, imbarc un centinaio di tonnellate d'acqua quando lo slancio del suo movimento circolare venne bruscamente arrestato e poi invertito.
Due bambini che giocano a rincorrersi intorno a un tavolo. Era lo stratagemma pi vecchio del mondo, quello che vedeva l'inseguitore invertire la direzione in modo che l'inseguito gli finisse dritto tra le braccia; stava a quest'ultimo intuire la mossa ed eseguirla a sua volta e nello stesso istante. In questo scontro tra sommergibile e cacciatorpediniere, l'inseguitore non poteva tentare una manovra del genere: la sua virata era troppo lenta e ampia; invertire la rotta significava trovarsi fuori portata del sonar; significava, come aveva appunto pensato McAlister, abbandonare lo scontro. Ma le cose non stavano esattamente cos. In quella loro battuta di caccia, l'U-Boot era costretto a fare qualcosa di diverso, perch se avesse continuato a seguire una rotta circolare alla fine sarebbe stato catturato senza alcun dubbio.
E, in realt, poteva tentare una sola mossa, poteva virare all'improvviso e prendere un'altra direzione, magari opposta a quella seguita fino ad allora. Aveva gi usato questo espediente una volta, e con gran successo. In ogni caso, i suoi cambiamenti di rotta erano pi rapidi di quelli del cacciatorpediniere, e aveva il vantaggio di guadagnare tempo. Perch dovevano trascorrere diversi secondi prima che Ellis potesse rilevare lo spostamento; dovevano passarne altri perch quello spostamento venisse comunicato alla plancia; altri ancora affinch venissero dati ordini al timoniere, e altri, tanti altri, affinch la Keeling cambiasse rotta. L'U-Boot poteva cominciare la virata in un istante, in risposta a un singolo ordine del suo capitano. Per fare altrettanto, il cacciatorpediniere avrebbe impiegato mezzo minuto, e quel mezzo minuto passato in pratica a imitare il nemico avrebbe prodotto una distanza di diverse centinaia di iarde, un guadagno enorme. L'U-Boot doveva soltanto ripetere quella manovra con successo una manciata di volte per uscire dalla portata del sonar ed essere al sicuro.
Ma se invece il cacciatorpediniere l'avesse anticipato, virando uno o due secondi prima? Allora per quei due secondi, o anche pi, che il sommergibile avrebbe impiegato a capire cosa il nemico stesse facendo - e, riguardo alla comunicazione delle informazioni era sottoposto agli stessi vincoli che vigevano a bordo della Keeling - si sarebbe ritrovato ad andare dritto tra le braccia della nave, come il bambino che corre intorno al tavolo. Uno stratagemma davvero infantile, di una semplicit estrema, come gran parte delle tattiche di guerra; ma, come gran parte delle tattiche di guerra, era pi facile da escogitare che da eseguire. A tal fine non era necessaria solo rapidit di pensiero, ma anche risolutezza e fermezza. Era necessario prendere una decisione e portarla avanti, tenere in considerazione i rischi e i vantaggi senza lasciarsi bloccare dai primi o illudere dai secondi. Nel momento in cui Krause ordin che il timone venisse girato tutto a dritta, la Keeling aveva il nemico a portata di sonar, era lanciata all'inseguimento, e se anche non avesse intrapreso alcuna iniziativa aveva una vaga possibilit di chiudere le distanze. La virata richiesta aveva messo tutto ci a repentaglio. Se l'U-Boot si fosse limitato a mantenere la rotta mentre il cacciatorpediniere girava al largo ne sarebbe conseguita quasi di sicuro la perdita di ogni contatto per il sonar. Il capitano del sommergibile a quel punto sarebbe stato libero di attaccare a suo piacimento la flotta ormai in arrivo. E poteva sembrare fosse proprio questa la posta che Krause aveva messo in palio. Ma non era alta come sembrava, perch c'era da tenere in considerazione il fatto che se anche avesse continuato a girare intorno all'U-Boot, seguendo in ritardo ogni sua virata, alla fine sarebbe rimasto indietro, trovandosi gradualmente su una rotta sempre pi ampia che alla fine l'avrebbe portato lontano dal nemico. Non stava rinunciando a una certezza per scommettere su una possibilit, aveva invece messo una possibilit contro l'altra.
C'era in realt un altro fattore che avrebbe potuto determinare la decisione di Krause, influenzando il suo ragionamento, ma non fu cos. Il comandante si trovava a gestire la sua nave, per cos dire, sotto lo sguardo dei veterani a bordo del cacciatorpediniere polacco e delle corvette britannica e canadese. Loro avevano affrontato decine di battaglie, lui neppure una. Di sicuro erano assai curiosi di vedere come si sarebbe comportato quello yankee, in particolare poich, per puro caso, si trovavano sotto il suo comando, e ancor pi perch aveva gi ordinato loro di rinunciare a un inseguimento. Potevano reagire con stupore, con disdegno, o forse con disprezzo. Un uomo di altro temperamento avrebbe dato un certo peso a queste considerazioni. Mentre, di fatto, Krause le ignor del tutto.
Per analizzare a questo modo tutti gli elementi tattici della situazione, e poi i fattori morali che lo avevano spinto a pronunciare l'ordine di portare il timone tutto a destra, una mente sveglia avrebbe impiegato diversi minuti, mentre Krause aveva preso la sua decisione in un paio di secondi, senza la minima analisi consapevole, proprio come il bimbo che, correndo intorno al tavolo, all'improvviso inverte la propria direzione senza soffermarsi a riflettere. La parata di uno schermidore si trasforma in una riposte in un decimo o un quindicesimo di secondo; e quella metafora forse aveva un ulteriore significato, dal momento che (sebbene ormai il ricordo fosse quasi svanito) diciotto anni prima, e poi di nuovo quattordici anni prima, Krause aveva fatto parte della squadra di scherma inviata alle Olimpiadi.
La Keeling si inclin nell'eseguire la virata, imbarcando altra acqua.
Rilevamento del bersaglio indefinito, rifer l'addetto.
Ricevuto.
Nella confusione delle onde, non c'era da stupirsi per quell'annuncio. La Keeling stava invertendo la rotta.
Raddrizzare il timone. Assecondare la nave, ordin Krause.
Il cacciatorpediniere aveva ormai invertito la rotta. McAlister ripet l'ordine, e la nave ritrov equilibrio.
Rilevamento a 02 sul lato di babordo. Distanza ottocento iarde, rifer l'addetto alle comunicazioni.
Ricevuto.
La manovra aveva avuto successo. La Keeling aveva anticipato le mosse del nemico. Ormai ce l'aveva quasi dritto davanti a s, e aveva guadagnato duecento preziosissime iarde.
Alla via cos, disse Krause.
Forse l'U-Boot stava ancora virando, era probabile; quindi era meglio lasciare che continuasse a spostarsi verso la prua della Keeling, riducendo ancora le distanze.
Il nemico  dritto davanti a noi. Pieno effetto Doppler, annunci l'addetto.
E cos l'U-Boot aveva davvero proseguito la propria virata, portandosi tra le grinfie del cacciatorpediniere. La presenza dell'effetto Doppler implicava che le due imbarcazioni erano perfettamente allineate, seguivano la stessa rotta; in altre parole, la Keeling era alle calcagna dell'U-Boot e lo stava per raggiungere in virt della maggiore velocit, di sei nodi circa, trovandosi gi a meno di mezzo miglio di distanza. Altri quattro minuti e sarebbero passati proprio sopra il sommergibile. C'era la tentazione di scatenare tutti i quarantamila cavalli vapore della nave, cos da coprire in un balzo quel tratto di mare, ma era una tentazione da ignorare, poich una tale velocit avrebbe avuto un effetto assordante per il sonar.
Rilevamento a 01 sul lato di tribordo. Distanza settecento iarde. Pieno effetto Doppler.
Stavano guadagnando rapidamente terreno. Il permanere dell'effetto Doppler e il minimo scarto nel rilevamento indicavano che il sommergibile non stava virando nel momento in cui Ellis aveva captato l'eco dell'ultimo segnale. Il capitano dell'U-Boot, gi negli abissi, avendo eseguito un giro completo, aveva dovuto attendere a sua volta le notizie dalla sala radio; forse non si era fidato dei primi rapporti; forse aspettava di vedere se la Keeling avrebbe continuato a cambiare direzione; forse aveva bisogno di un secondo o due per decidere il da farsi, e cos stava perdendo tempo, tempo e distanza. Completato il giro aveva proseguito dritto in avanti, senza quindi invertire del tutto la rotta, e doveva aver appreso con sgomento che il nemico puntava dritto contro di lui, malgrado avesse usato un espediente che sperava lo conducesse in salvo. Adesso doveva tentare una nuova manovra di evasione; se avesse proseguito cos di l a tre minuti sarebbe giunta la sua fine. Se Krause l'avesse anticipato ancora una volta, se lo sarebbe ritrovato vicino e di lato. L'ultima virata era stata a tribordo; le reazioni di quel capitano tedesco erano tali da farlo optare d'istinto per il lato di babordo o, con maggior astuzia, avrebbe ripetuto la mossa di prima? Krause aveva due secondi per analizzare l'intero quesito, un tempo assai pi lungo di quello concesso allo schermidore che, lama contro lama, deve decidere se l'avversario tenter un affondo o una finta.
Timone venti gradi a dritta.
Timone venti gradi a dritta.
Insieme alla ripetizione del suo comando, arriv il rapporto dell'addetto alle comunicazioni. Rilevamento a 02 sul lato di tribordo. Distanza seicento iarde.
C'erano solo seicento iarde a separarli; quindi la virata del nemico non era stata cos ampia.
Raddrizzare il timone.
Raddrizzare il timone.
Era giunto cos il momento di incrociare lo sguardo del tenente Nourse, ufficiale del reparto siluri e assistente dell'ufficiale di artiglieria, in piedi nell'angolo a tribordo di prua della plancia.
Prepararsi con le bombe, media profondit.
Signors, signore.
Nourse parl nel suo microfono. Krause deglut per l'emozione. Ormai mancava davvero poco. Era sempre vero, riguardo alla gestione delle navi in mare, che il tempo pareva scorrere via via pi veloce man mano che si avvicinava l'apice di un evento critico. Due minuti prima la battaglia vera e propria era sembrata un'eventualit assai remota. Ora, la Keeling stava per sganciare i suoi ordigni da un momento all'altro.
Rilevamento a 11 sul lato di babordo. Distanza seicento iarde.
Il rilevamento diverso era dovuto alla virata della Keeling, non ancora terminata nel momento in cui Ellis aveva captato l'eco del segnale. Il nuovo rapporto sarebbe stato decisivo. Nourse era pronto, in attesa. Anche gli equipaggi dei cannoni K e quelli delle bombe di profondit dovevano essere pronti all'azione. Quando Krause distolse lo sguardo da Nourse per riportarlo sull'addetto alle comunicazioni, si trov per un istante a fissare un paio di occhi che lo lasciarono perplesso; guard meglio. Era Dawson, l'ufficiale radio, cartellina alla mano, salito in plancia dalla sua postazione nel ventre della nave. Questo significava l'arrivo di un messaggio, con ogni probabilit via radio, troppo segreto perch lo vedessero altri a parte Krause e lo stesso Dawson. Segreto e di conseguenza importante. Ma per la prossima manciata di secondi non poteva essere pi importante dei doveri che il comandante doveva compiere. Con un cenno Krause ordin a Dawson di farsi da parte, mentre l'addetto alle comunicazioni parlava di nuovo.
Rilevamento a 11 sul lato di babordo. Distanza cinquecento iarde.
Rilevamento invariato, e distanza ridotta. Era riuscito ad anticipare le mosse dell'U-Boot. Cacciatorpediniere e sommergibile si venivano incontro come per un appuntamento, un appuntamento al quale come terzo invitato poteva presentarsi la morte. Un'altra occhiata a Nourse; le mani chiuse a pugno.
Il nemico  davanti a noi. Distanza ravvicinata!.
L'imparzialit dell'uomo col suo aspetto da gnomo era svanita; la voce si era alzata di un'ottava e si era fatta gracchiante.
Fuoco!, tuon Krause, e allung una mano, l'indice puntato su Nourse, che subito parl nel microfono. In quel preciso istante, Nourse e Krause stavano provando a uccidere cinquanta uomini.
Prima bomba!, disse Nourse. Seconda! Terza!.
L'improvviso cambio nel rilevamento del nemico poteva significare soltanto che il capitano dell'U-Boot, trovandosi di nuovo su una traiettoria indesiderata, con le due imbarcazioni che andavano nella stessa direzione, aveva ancora una volta invertito la rotta, virando dritto verso il cacciatorpediniere, nel tentativo di sorprenderlo e di rendere il momento di pericolo quanto pi breve possibile. Distanza ravvicinata indicava circa trecento iarde, il minimo raggio di portata per il sonar. In quel momento era possibile che il sommergibile fosse proprio sotto la Keeling, sotto i piedi stessi di Krause. Le bombe di profondit che rotolavano gi dai loro alloggi e affondavano pesanti nel mare opaco sarebbero state allora troppo lente, esplodendo innocue a poppa dell'U-Boot. Ma forse quest'ultimo era ancora poco pi avanti della Keeling, diretto alle sue spalle, e in quel caso gli ordigni sarebbero esplosi tutto intorno al sommergibile se la profondit era stata ben calibrata, e avrebbero squarciato il fragile scafo. Eppure non era sicuro che il nemico passasse proprio sotto di loro; poteva trovarsi cento iarde a babordo o a tribordo. Il doppio latrato dei cannoni K in quel momento annunci che altre bombe venivano sganciate sui due lati della nave, proprio per prevenire tale evenienza. Potevano ancora colpire il nemico. Uno dei quattro ordigni poteva esplodere abbastanza vicino. Era come sparare con un fucile a canne mozze in una stanza buia nel tentativo di colpire un uomo che continuava a spostarsi. Ed era altrettanto brutale.
Krause usc sull'ala di plancia mentre il cannone K quasi direttamente sotto di lui faceva partire la sua salva. Lo sgraziato cilindro scagliato in aria rimase sospeso nella sua visuale per un istante prima di ricadere in mare con un grande scroscio. E, a quel punto, nelle acque lontane sulla scia della Keeling si apr un enorme cratere di spruzzi, dal centro del quale si lev una torre di spuma bianca. Mentre questa continuava a innalzarsi, Krause sent il gigantesco eppur sommesso boato dell'esplosione subacquea. La torre di spuma era ancora l, ma pronta al crollo, quando un altro cratere si spalanc e un altro bianco pilastro sal dal mare, poi un altro ancora su un fianco, e un altro sul fianco opposto. Fa ribollire come pentola il gorgo, nelle parole di Giobbe. Sembrava che niente e nessuno potesse sopravvivere in quella lunga ellissi di acque tormentate, eppure non accadde nulla. Non ci fu l'emersione di alcuno scafo gocciolante, nessuna grande bolla, nessuna chiazza di carburante. Le probabilit che un singolo lancio di bombe di profondit colpisse il bersaglio erano una su dieci. Ci voleva quindi un gran colpo di fortuna perch il primo attacco della Keeling - il primo tentativo di Krause di uccidere un uomo - avesse successo.
Ed era davvero cos. Krause avvert un profondo smuoversi della propria coscienza quando torn di corsa nella plancia. Non avrebbe mai dovuto abbandonare il ponte di comando. Erano passati cinque secondi dall'ultima esplosione, cinque secondi durante i quali l'U-Boot poteva spostarsi di ben cento iarde verso la salvezza. Di nuovo la sete di sangue; nonch una grande negligenza dei propri doveri.
Timone tutto a dritta, ordin mentre varcava la soglia.
Timone tutto a dritta.
Il timoniere ripet il suo comando.
La sala nautica tracci una rotta verso il punto in cui abbiamo sganciato le bombe.
Signors, signore.
Prepararsi a invertire la rotta, ordin Krause.
Il sonar al momento non  utilizzabile, annunci l'addetto alle comunicazioni.
Ricevuto.
Il sonar, delicato come un orecchio umano, sarebbe rimasto assordato per un po' dalle conflagrazioni avvenute sotto la superficie del mare. La Keeling stava tornando indietro con una serrata manovra circolare, anche se non veloce abbastanza per l'impaziente Krause. Ci volevano comunque diversi minuti perch completasse il giro, con l'U-Boot che - posto che fosse davvero illeso - si allontanava alla massima velocit concessa dalle sue eliche. Poteva percorrere un miglio o pi prima che il cacciatorpediniere riuscisse a puntarsi nella sua direzione, arrivando cos lontano da impedire al sonar di appurare se erano o meno sulla rotta giusta. E Dawson era tornato a porgergli la sua cartellina.
In effetti, Krause si era dimenticato del suo arrivo sul ponte con il messaggio, tre minuti addietro. Prese la cartellina e lesse per prima cosa le parole centrali: Huff Duff indica un'alta concentrazione di presenze nemiche, seguite dalle indicazioni dei valori di latitudine e longitudine. Si suggerisce un netto cambio di rotta verso sud.
Le cifre relative a latitudine e longitudine avevano un'aria sospettosamente familiare, e ci volle appena un istante a trovare conferma di tale sospetto. Con una o due miglia di scarto da una parte o dall'altra, indicavano esattamente dove si trovava la Keeling in quel momento. Erano finiti dritti in mezzo al branco degli U-Boot. Il messaggio proveniva dall'ammiragliato, era indirizzato a lui nel ruolo di comandante della scorta, e risaliva a due ore prima. Era la massima rapidit che ci si poteva aspettare da quel genere di comunicazioni; lo stato maggiore dell'ammiragliato, con le sue mappe e la strumentazione di rilevamento, doveva aver disperatamente sperato in un colpo di fortuna quando aveva emanato quell'avviso. Se la trasmissione di informazioni avesse raggiunto una velocit miracolosa, e se il convoglio avesse accumulato un'ora o due di ritardo, ci sarebbe stato ancora tempo per allontanarsi dal nemico. Nelle condizioni attuali? Praticamente impossibile. Il resto della flotta, ormai tornata in formazione serrata, si augur Krause, si stava trascinando avanti col suo passo ponderoso. Bastavano pochi secondi per trasmettere gli ordini al commodoro, ma ci sarebbero poi voluti dei minuti interi affinch tali ordini venissero riferiti a tutte le altre navi e ci si accertasse che venissero ben compresi. E il cambio di rotta avrebbe riportato lo stesso disordine, lo stesso numero di navi allo sbando, se non peggio, con ogni probabilit, trattandosi di un evento non programmato.
Abbiamo invertito la rotta, signore, rifer Watson.
Ricevuto. Attivare il sonar.
E se anche il convoglio avesse eseguito alla perfezione quella manovra, sarebbe risultato comunque inutile, al cospetto di uno squadrone di nemici gi allertati. Serviva solo a rimandare l'incontro; non sarebbe stato completamente inutile, ma era senz'altro pericoloso.
Nessun contatto sonar, signore.
Ricevuto.
Mercoled. Turno del pomeriggio: 12,00-16,00
Non restava che farsi strada combattendo, cacciare via il nemico e proseguire la lenta e faticosa traversata dell'Atlantico. Almeno era stato avvisato di quella presenza; ma dal momento che il convoglio e le navi da guerra che lo scortavano agivano sempre con grande cautela, come se si aspettassero di trovare in ogni momento sommergibili a breve distanza, l'avviso non era poi cos decisivo. E, proprio per questo, non aveva molto senso estenderlo ai propri sottoposti e al commodoro. Non poteva in alcun modo cambiare le loro azioni, ed era meglio che quante meno persone possibile sapessero con che precisione l'ammiragliato poteva individuare una concentrazione di U-Boot.
Nessun contatto sonar, signore.
Ricevuto.
Quindi il piano era farsi strada combattendo, avanzare con lenta ostinazione, aprire con forza un varco in quel cordone di sommergibili per il suo ponderoso convoglio. E quel messaggio che ancora reggeva tra le mani? Quelle brevi frasi provenienti da un mondo esterno che sembrava assurdamente lontano dal suo ristretto orizzonte? Dovevano rimanere senza risposta; non si poteva violare il silenzio radio solo per una risposta negativa. Avrebbe affrontato la sua battaglia mentre gli stati maggiori a Londra e a Washington, alle Bermuda e a Reykjavk, restavano all'oscuro. Ciascuno infatti porter il proprio fardello - era una citazione dalla lettera di san Paolo ai Galati; ricord di averla studiata tanti, tanti anni addietro - e a lui non restava che compiere il proprio dovere; non aveva bisogno di un pubblico, per questo. Era da solo con la sua responsabilit nell'affollata plancia, alla guida di una flotta numerosa. Iddio dona al solitario una famiglia.
Nessun contatto sonar, signore, per un arco di trenta gradi a poppa e a prua.
Ricevuto.
In un istante, Krause pass da un problema a un altro. Virare lentamente a destra.
Lentamente a destra.
Timoniere, comunichi tutti i cambi di rotta.
Signors, signore. 130. 140. 150. 160. 170.
Assecondare la nave. Alla via cos.
Assecondare la nave. Alla via cos. Teniamo la rotta di 172, signore.
...
Krause restitu la cartellina. Grazie, signor Dawson.
Rispose con movenze precise al saluto dell'ufficiale, ma gi non gli prestava pi attenzione. Non not lo sguardo di Dawson, o il rapido alternarsi delle espressioni sul suo volto giovane e rotondo. Alla sorpresa segu l'ammirazione, con una punta di piet. Solo Dawson, oltre al suo capitano, conosceva il peso delle notizie che aveva portato. Solo lui poteva ammirare l'uomo in grado di riceverle con appena un Grazie, per poi tornare ai propri compiti. Krause non l'avrebbe capito neppure se avesse potuto guardarsi dall'esterno. Per lui non c'era nulla di straordinario nel compiere il proprio dovere. Prima ancora che Dawson facesse per andar via, lui era gi con lo sguardo rivolto all'orizzonte.
Il nemico era senza dubbio riuscito a fuggire, e l'avevano cercato in un arco di trenta gradi su entrambe le estremit della rotta che stava seguendo al momento dell'ultimo contatto. Adesso aveva selezionato un altro settore, a tribordo e non a babordo, senza nessun dato concreto sul quale basare tale scelta. Ma una virata a tribordo l'avrebbe portato verso la flotta, ora appena visibile in lontananza. Se il sommergibile si era allontanato sul lato di babordo, allora stava andando via dalla rotta del convoglio, ed era quindi momentaneamente innocuo. La rotta che Krause aveva appena impostato avrebbe riportato la Keeling verso la propria posizione a guardia delle altre navi, permettendole di scandagliare l'area in cui la presenza dell'U-Boot si sarebbe rivelata pi pericolosa.
Teniamo la rotta di 172, signore, rifer Watson.
Ricevuto.
Nessun contatto sonar, signore.
Ricevuto.
Erano ora diretti verso il centro del convoglio. La Viktor era in piena vista a tribordo di prua, pattugliava davanti alla flotta, ma della James sul fianco sinistro ancora non c'era traccia. Krause cominci a prendere in considerazione l'idea di revocare lo stato di allarme generale; non doveva dimenticare che stava attingendo alle energie e all'attenzione dei suoi uomini necessarie ad affrontare emergenze e battaglie.
Contatto sonar, signore!, disse l'addetto, la voce di diversi toni pi alta per l'emozione. Rilevamento a 20 sul lato di babordo. Distanza indefinita.
L'atmosfera sul ponte di comando torn a farsi tesa.
Timone venti gradi a destra, rotta 192.
Timone venti gradi a destra, rotta 192.
La Keeling stava invertendo la propria direzione; Krause guard di nuovo la Viktor dal binocolo. Doveva stabilire se usarla per tentare un affondo o lasciarla dov'era per effettuare una parata.
Contatto sonar, rilevamento 190. Distanza indefinita.
Un altro rapido comando, un altro minuzioso cambio di direzione. C'era la tentazione di assillare Ellis con domande e ordini, di chiedergli se riusciva a fare di meglio di quel distanza indefinita. Ma negli ultimi minuti Krause era giunto a farsi un'idea assai pi precisa di quell'uomo; era convinto che non avesse bisogno di esser spronato per dare il massimo, e c'era anzi il rischio che un eventuale pungolo andasse a turbare una calma che era di importanza vitale.
Un urlo a squarciagola dalla sentinella a prua del ponte; uno strillo penetrante.
Periscopio! Periscopio! Davanti a noi!.
Krause fu sull'ala di plancia in un lampo, prima ancora che il marinaio avesse finito di lanciare il suo allarme, il binocolo gi davanti agli occhi.
Quanto lontano?
 gi sparito, signore. Un miglio circa, direi, signore.
Sparito? Sicuro di averlo visto davvero?
Assolutamente, signore. Dritto davanti a noi, signore.
Un periscopio o un pennacchio di fumo?
Periscopio, signore. Senza dubbio. Era inconfondibile, signore. Quasi due metri, signore.
Va bene. Grazie. Continua a cercare.
Signors, signore.
Sembrava assai probabile che la sentinella avesse visto davvero ci che sosteneva di aver visto. L'U-Boot doveva ormai sapere, dopo l'esplosione delle bombe di profondit, di esser ben lontano dal suo inseguitore. Era anche consapevole della presenza della flotta e delle navi da guerra che la scortavano, ed era quindi di fondamentale importanza che stabilisse la posizione del nemico. A tal fine aveva utilizzato il periscopio per una rapida ricognizione; era cos verosimile da potersi considerare certo. E, date le condizioni del mare, il periscopio era risultato ben visibile. Quell'oggetto scuro che fendeva le acque mosse sarebbe stato riconoscibile senza alcuna possibilit di errore e al primo sguardo anche da un marinaio arruolatosi da appena un anno. Anche il pi fugace degli scorci - appena il tempo di un rapido controllo per il sommergibile - era una conferma. Krause torn al radiotelefono.
In plancia c'era una grande concitazione. Persino il comandante, con la sua netta carenza di empatia, riusciva a percepirla tutto intorno a s, come onde ai piedi di una scogliera; era anche lui emozionato, ma il bisogno di prendere rapidamente una decisione lo teneva troppo impegnato per farci caso. Parl nel TBS.
George a Eagle. George a Eagle. Mi ricevi?
Eagle a George, gracid il TBS. Ti ricevo. Forte e chiaro.
Ho un nemico dritto davanti a me, rilevamento 190.
Rilevamento 190, signore.
Distanza circa un miglio.
Distanza circa un miglio, signore.
Abbiamo avvistato il suo periscopio un minuto fa.
S, signore.
Lascia la formazione e vieni a darci una mano.
Vengo a dare una mano. Signors, signore.
La Viktor poteva coprire le cinque miglia che la separavano dall'U-Boot in quindici minuti, se ci si fosse messa d'impegno.
Contatto sonar dritto davanti a noi, signore. Distanza indefinita.
Ricevuto.
Fintanto che il nemico restava a prua, poteva star certo di guadagnar terreno quanto pi rapidamente possibile. Con il binocolo davanti agli occhi, Krause sond di nuovo l'orizzonte. Da quel che poteva vedere, il convoglio appariva schierato con precisione accettabile. Torn al TBS.
George a Harry. George a Dicky. Mi ricevete?.
Gli arrivarono le risposte gracidanti.
Sono a sette miglia dalla flotta; rilevamento rispetto al convoglio: 085. Ho chiesto a Eagle di unirsi a me per dare la caccia a un nemico.
S, signore.
S, signore.
Voi dovete proteggere il resto della flotta.
Ricevuto.
Signors, signore.
L'addetto al suo fianco interruppe la conversazione. Il sonar ha perso il contatto, signore.
Ricevuto. Krause si era voltato per rispondere all'addetto, prima di continuare a dare ordini alle altre navi. Harry, tu sarai di pattuglia sul lato di babordo, fronte e fianco.
Pattuglia a babordo. Signors, signore.
Dicky, a te spetta il lato di tribordo.
Signors, signore.
Chiudo.
Nessun contatto sonar, signore, disse l'addetto alle comunicazioni.
Ricevuto.
C'era quasi dell'ironia in quella situazione. Dopo aver sollevato la Viktor dal compito di scorta, lasciando cos il convoglio quasi scoperto, gli arrivava la notizia che il nemico non era pi a portata. Ma non gli restava che insistere e sperare di ritrovarlo. Almeno sentiva di potersi fidare di Ellis, sicuro che avrebbe continuato a provarci. La Viktor era quasi in piena vista ormai, avanzava veloce, pronta a incrociare la rotta della Keeling.
Capitano a sonar. Un cacciatorpediniere amico passer davanti alla nostra nave tra circa sette minuti.
L'addetto stava ripetendo il messaggio mentre Krause prendeva di nuovo il TBS.
George a Eagle. George a Eagle.
Eagle a George. Ti ricevo.
Al momento abbiamo perso contatto col nemico.
Signors, signore.
Poi parl l'addetto. Il sonar risponde.... Si interruppe, per ascoltare un nuovo messaggio appena arrivato ai suoi auricolari. Probabile contatto sonar. Rilevamento 194.
Ricevuto. Non poteva perder tempo a compiacersene. George a Eagle. Rileviamo di nuovo il nemico, cinque gradi a tribordo di prua. Mi preparo a seguirlo.
Signors, signore.
Senza dubbio l'U-Boot stava cambiando di continuo direzione e profondit nel tentativo di seminare l'inseguitore. Era ancora ignaro dell'arrivo della Viktor.
Eagle a George.
George a Eagle. Passo, rispose Krause.
Riduciamo la velocit a dodici nodi.
Dodici nodi. Ricevuto.
Dopo aver rallentato, la Viktor avrebbe potuto cominciare a usare il sonar; e avrebbe reso la propria presenza un po' pi difficile da individuare per il sommergibile. Aveva raggiunto la posizione di battaglia con la massima rapidit possibile. Quel capitano era piuttosto esperto nella caccia ai sommergibili.
Il sonar ha perso il contatto, signore.
Ricevuto.
La Viktor era a quattro miglia di distanza, valut Krause, pi o meno a tribordo di prua. Il suo peculiare albero di trinchetto era ormai visibile in ogni dettaglio. Le due navi stavano convergendo nella stessa direzione. Sul ponte regnava il silenzio, interrotto solo dai rumori del mare e dal monotono segnale del sonar.
Nessun contatto sonar, signore.
Ricevuto.
Dall'ultimo contatto col nemico, la Keeling doveva aver percorso quasi un miglio. Se l'U-Boot aveva effettuato un brusco cambio di rotta, allora l'angolo di rilevamento stava mutando assai in fretta.
205!, esclam l'addetto alle comunicazioni. Tutti sul ponte tornarono ad agitarsi.
Krause stava per parlare al TBS quando si rese conto di quello che aveva appena sentito. Si rivolse al marinaio in tono di stizza. Non  cos che ti hanno insegnato a comunicare, scatt. Bada a come parli. E ora ripeti.
Contatto sonar, rilevamento 205, signore, disse l'addetto, umiliato.
Ricevuto.
Non poteva permettere che a bordo della sua nave si propagasse una tale avventatezza; meglio sprecare un secondo adesso che veder scoppiare la confusione pi tardi.
Si occupi lei della guida, signor Watson, disse bruscamente Krause; aveva due navi da dirigere. Quando si accost al TBS, lo fece con gran calma; era uno dei vantaggi della sua mancanza di empatia. L'emozione altrui lo lasciava quasi indifferente. George a Eagle. Il nemico  di nuovo a tribordo della mia prua. Mi preparo a inseguirlo.
Eagle a George. Signors, signore.
Gli parve di cogliere un cambio di rotta da parte della Viktor, ma non poteva esserne certo, considerando la distanza e il variare delle loro posizioni relative. Non c'era comunque bisogno di dare ordini all'altra nave, in tal senso. Quel capitano polacco sapeva il fatto suo. Non c'era bisogno di dare comandi a un terrier davanti alla tana di un topo.
Contatto sonar, rilevamento 210, signore. Distanza un miglio.
Ricevuto.
Siamo sulla nuova rotta, signore!, rifer Watson in quel preciso istante.
Ricevuto. Continuiamo a seguirla, signor Watson. George a Eagle. Il nemico sta passando davanti alla mia nave, da babordo a tribordo, distanza un miglio.
Eagle a George. Signors, signore.
Krause aveva pronunciato le sue frasi con l'intonazione piatta che usava per essere maggiormente comprensibile, con pause nette tra una parola e l'altra. L'ufficiale inglese a bordo della Viktor gli stava rispondendo con la medesima freddezza, da quel che si poteva valutare considerando lo strano accento e la distorsione dovuta al radiotelefono. Ora poteva vedere l'altro cacciatorpediniere che arrivava di gran carriera, in una virata assai brusca, tanto da offrire al suo sguardo il tribordo di prua. Il terrier che correva a bloccare la via di fuga al topo.
Contatto sonar, rilevamento 210, signore. Distanza duemila iarde.
Ricevuto.
La situazione di prima che si ripeteva, con l'U-Boot che si muoveva in cerchio e la Keeling che lo seguiva facendo altrettanto; ma questa volta c'era anche la Viktor, pronta a intercettare il nemico in fuga.
Eagle a George. Proprio quando lui stava per parlare. Abbiamo rilevato il nemico, signore, ce l'abbiamo a tribordo di prua. Distanza indefinita.
Ricevuto.  a tribordo di prua anche per noi. Distanza un miglio.
Il topo stava correndo dritto nelle fauci del terrier. Le due navi si avvicinavano velocemente una all'altra, e in mezzo a loro c'era l'U-Boot.
Contatto sonar, dritto davanti a noi, signore.
Ricevuto.
Questo faceva pensare che l'U-Boot avesse cominciato a girare nella direzione opposta, spezzando la sua manovra circolare. Non c'era modo di sapere se era al corrente della presenza del secondo cacciatorpediniere, ma sembrava di s. La Viktor stava gi virando a tribordo. Doveva avere un buon sonar.
Eagle a George. Eagle a George. Il nemico  a distanza ravvicinata a babordo di prua. Stiamo convergendo.
George a Eagle. Ricevuto.
Ancora una volta il tempo parve accelerare. Con le navi cos vicine i secondi sfrecciavano via; anche durante quel breve scambio di messaggi l'atmosfera si era fatta assai pi tesa.
Eagle a George. Chiedo permesso di attaccare.
George a Eagle. Fai pure. Permesso accordato.
Contatto sonar, dritto davanti a noi, signore, disse l'addetto. Distanza indefinita. Interferenza dall'altra nave.
Ricevuto. George a Eagle. Il nemico  davanti a me.
Doveva tenere la rotta ancora un momento, affinch la Viktor potesse ottenere un rilevamento incrociato. Poi avrebbe virato, per evitare la collisione. Da che parte? Da che parte sarebbe andato il sommergibile per sfuggire all'attacco della Viktor? Da che parte doveva spostarsi lui per intercettarlo se fosse rimasto illeso? La Viktor stava virando leggermente a tribordo. Quando la Keeling aveva lanciato il suo attacco, l'U-Boot - da quel che sapeva lui - aveva girato a destra proprio sotto la sua nave, invertendo la rotta. Era la cosa migliore da fare; e sarebbe stata anche adesso la manovra giusta. Viriamo a destra di quindici gradi, signor Watson.
Signors, signore. Virare a destra, rotta....
Eagle a George. Abbiamo sganciato le bombe di profondit.
La Keeling stava gi virando. A babordo della sua prua si innalz la prima colonna d'acqua; poi, sempre pi lontane, salirono le altre, nella scia della Viktor. Il rumore delle esplosioni era udibile ma ovattato.
Il sonar ha perso il contatto, signore.
Ricevuto. Capitano a sonar. Cercare a babordo di prua.
Di nuovo la terribile tentazione di richiedere la massima velocit, rischiando cos di rendere inutilizzabile il sonar; un'altra tentazione da ignorare. Beato l'uomo che sopporta la tentazione, perch una volta superata la prova ricever la corona della vita. Seguendo la rotta attuale, sarebbero passati a largo delle acque devastate dagli ordigni che la Viktor aveva lanciato in mare. L'altra nave intanto stava virando tutto a tribordo, per tornare all'attacco.
Contatto sonar, rilevamento 182.
Inseguiamolo, signor Watson!. Watson diede gli ordini necessari, mentre Krause parlava al TBS. George a Eagle. George a Eagle. Fate attenzione. Parto all'attacco.
Signors, signore.
Imposter le mie bombe su profondit media. Voi lanciatele a grande profondit.
Grande profondit. Signors, signore.
Profondit media, signor Nourse.
Signors, signore.
Contatto sonar a distanza ravvicinata, dritto davanti a noi, signore. Pieno effetto Doppler.
Ricevuto. George a Eagle. Credo che il nemico sia sulla rotta reciproca alla nostra.
Eagle a George. Rotta reciproca. Signors, signore.
Il sonar ha perso il contatto, signore.
Ricevuto. Signor Nourse!.
Trecento iarde a una velocit combinata di circa diciotto nodi; trenta secondi. Meno quindici perch l'ordigno arrivasse a media profondit. Un arco di dieci secondi prima e dopo l'esplosione.
Prima bomba!, disse Nourse.
La Viktor era vicina, puntava dritto verso la Keeling; aveva virato a destra, e adesso cercava di passare a prua dell'altro cacciatorpediniere. In tempo di pace, il capitano polacco sarebbe stato rimproverato per aver messo a repentaglio entrambe le navi. I cannoni K fecero fuoco su tutti e due i lati, le esplosioni simili a grandi colpi di tosse in concomitanza con il boato sordo e profondo della prima bomba.
Ancora quindici secondi di attesa.
Viriamo a destra, signor Watson.
Nessun ritardo questa volta, nessun prezioso secondo sprecato a guardare gli effetti delle bombe di profondit prima della manovra circolare. Quando la Keeling cominci la sua virata, Krause pot uscire sull'ala di plancia. L'ultima colonna d'acqua stava ricadendo tra le spumose onde marine. La Viktor era partita verso il limitare del settore che lui aveva colpito con i suoi ordigni; Krause vide che il capitano polacco sganciava la sua prima bomba di profondit.
Assecondi la nave, signor Watson! Alla via cos!.
Era meglio non avvicinarsi per un istante ancora, meglio restare ai margini, dove il sonar della Keeling avrebbe evitato la sordit completa, e dove la nave poteva girare liberamente in entrambe le direzioni non appena ristabilito il contatto con il nemico. Il mare esplose di nuovo, colonne immense che salivano verso il cielo grigio. Krause stava osservando la Viktor con attenzione; dopo aver sganciato l'ultima bomba di profondit, aveva virato a tribordo. L'ultimo ordigno gener il suo pilastro d'acqua. Era arrivato il momento di girare in tondo.
Viriamo a destra, signor Watson!.
I due cacciatorpedinieri si muovevano ora uno intorno all'altro. C'era da sperare che l'U-Boot si trovasse nel settore delimitato dall'intersezione delle loro rotte. Krause aveva ancora gli occhi puntati sulla Viktor; era in piedi all'estremit del ponte quando la sentinella sul lato di tribordo cominci a urlare, a meno di due metri da lui.
Eccolo! Nemico a tribordo del traverso!.
Krause lo vide. A un migliaio di metri di distanza, la lunga prua conica di un U-Boot si impenn fuori dalle acque tormentate. Torn in orizzontale, colpito da un'onda in una nuvola scrosciante. Un ponte stondato. Il sommergibile si scosse come in preda a una forte agonia, il che in effetti era vero. I cannoni della Keeling fecero fuoco, il rumore fu quello di porte chiuse con violenza, ma assai pi forte. La sentinella stava strillando, in preda all'emozione. Era difficile puntare il binocolo sul nemico. Per un attimo parve sommerso da un'onda, poi spar.
Krause torn di corsa nella plancia. Virare a destra, signor Watson.
Il timone  gi tutto a dritta, signore, rispose l'ufficiale. La Keeling era in piena virata al momento dell'avvistamento.
Un addetto alle comunicazioni stava cercando di fare rapporto. Le prime parole furono un groviglio di concitazione, ma poi riusc a calmarsi. L'artiglieria riferisce di aver avvistato il sommergibile a tribordo di prua, distanza mille iarde. Hanno sparato quindici colpi. Nessuno a bersaglio.
Ricevuto.
Il primo tentativo di uccidere un uomo da parte del tenente Fippler era fallito.
Ha ottenuto un rilevamento del nemico, signor Watson?
Solo approssimativo, signore. Eravamo in piena virata.
Dite ciascuno la verit al proprio prossimo. Meglio esser sinceri che millantare false conoscenze.
Stiamo prendendo una rotta di 195, signore, aggiunse l'ufficiale.
Meglio fare 185.
Signors, signore.
Quando l'avevano avvistato, l'U-Boot era puntato quasi nella stessa direzione della Keeling. Se anche avesse virato nel medesimo istante in cui si immergeva, avrebbe dovuto guadagnare tempo e distanza per poter effettuare quella manovra. Conveniva partire per intercettarlo. Avrebbe virato a babordo o a tribordo? Difficile da stabilire. Si sarebbe inabissato o sarebbe rimasto vicino alla superficie? Questo era pi facile.
Contatto sonar, rilevamento 180. Distanza circa quattrocento iarde.
Ricevuto. Virare a sinistra di dieci gradi, signor Watson. Grande profondit, signor Nourse.
Dopo l'emersione involontaria, il sommergibile doveva aver cercato d'istinto gli abissi; e l'equipaggio aveva gi azionato i controlli per contrastare il movimento indesiderato. E nei trenta secondi passati tra l'immersione e l'esplosione del prossimo ordigno avrebbe avuto tutto il tempo di raggiungere una grande profondit. Krause doveva tenere d'occhio la Viktor; stava ancora virando, ma questa volta avrebbe attraversato in ritardo la scia della Keeling.
Prima bomba, disse Nourse nel suo microfono, e Krause si ferm a met strada dal TBS. Non era necessario comunicare questo attacco all'altro cacciatorpediniere. Sarebbe stato palese di per s.
Seconda, disse Nourse. Cannoni K, fuoco.
Questa volta le bombe, impostate per una profondit maggiore, ci avrebbero impiegato di pi a esplodere. Un tempo pi lungo per scendere verso gli abissi, e un arco pi irregolare dovuto alla traiettoria casuale. Se alimentate a vapore, sarebbero state assai pi efficaci di quei goffi cilindri di metallo; un modello del genere era gi in produzione, e Krause si rammaric di non averlo a bordo.
Il boato delle esplosioni fu nettamente pi basso come tono, e pi ovattato per via della maggiore profondit. Krause sent detonare anche l'ultimo ordigno; in quell'intervallo poteva restare immobile. La sua sete di sangue si era ormai placata.
Virare a destra, signor Watson.
Signors, signore.
Per un istante aveva avvertito la tentazione di andare verso babordo invece che a tribordo, di cambiare lo schema delle sue manovre nel tentativo di cogliere l'U-Boot di sorpresa, ma questa volta non poteva farlo; il rischio di trovarsi prua a prua con la Viktor era troppo elevato. Torn a puntare il binocolo verso l'anca di tribordo, scrutando il mare mosso e schiumante. Niente di niente. Venne convocato dal TBS.
Eagle a George! Eagle a George!.
L'inglese a bordo della Viktor sembrava stranamente agitato.
George a Eagle. Passo.
L'avete preso, signore! Beccato!. Ci fu un altro momento di pausa; quando l'inglese torn a parlare era pi calmo, quasi svogliato, ma la sua naturalezza aveva una nota piuttosto dura. L'avete preso, signore. Abbiamo appena sentito lo schianto.
La Viktor aveva sentito lo schianto; avevano sentito il rumore della distruzione dell'U-Boot che finiva stritolato da una pressione troppo forte, come un foglio di carta appallottolato in una mano. Krause rest ammutolito davanti al TBS. Era un uomo duro, ma il suo silenzio era dovuto in parte al pensiero che due minuti prima, negli abissi sotto la Keeling, cinquanta uomini erano morti di una morte orribile; rapida, ma orribile. E tuttavia era per lo pi collegato alla muta comprensione che quel momento segnava l'apice della sua carriera; era riuscito a fare ci per cui si era addestrato per pi di venti anni. Aveva ucciso il nemico; aveva distrutto la sua imbarcazione. Era come uno studente, sbalordito alla notizia di aver vinto un premio. Ma c'era anche un'altra intuizione, anche questa muta e ancor pi pressante; a omaggiare il suo trionfo, c'erano cinquanta cadaveri. Era un po' come se, in un incontro di scherma, il suo stocco si fosse insinuato oltre la guardia dell'avversario e, invece di piegarsi innocuo contro la giubba, si fosse rivelato a punta scoperta e acuminata, trapassandone quindi il corpo.
Mi ricevi, George?, bel il TBS.
Il breve ottundimento svan al cospetto di quella voce, e Krause torn a essere il combattente addestrato, con rapide decisioni da prendere e un'enorme responsabilit sulle spalle, un uomo con un dovere da compiere.
Ti ricevo, Eagle, rispose. Il tono piatto e vuoto camuffava le ultime tracce del turbamento emotivo che l'aveva scosso. Era quasi tornato alla normalit, quando pronunci quelle parole. Stava gi cercando nella mente la cosa pi giusta da dire al rappresentante di una potenza alleata.
 una buona notizia, esord; e, poich non gli pareva adeguato, aggiunse: Meravigliosa.
Era una parola davvero fuori luogo. Prov ancora, un po' alla disperata; l'accorta formulazione dei messaggi che aveva ricevuto dagli inglesi gli torn alla memoria e gli fu d'aiuto.
Le mie pi sentite congratulazioni al vostro capitano, recit. E, per favore, porgetegli i miei pi calorosi ringraziamenti per la sua ottima collaborazione.
Signors, signore. Una pausa. Ci sono ordini, signore?.
Ordini. Decisioni. Non c'era un secondo da perdere neppure nel momento della vittoria, visto che il convoglio non era ben protetto e c'era uno squadrone di nemici simili a lupi in caccia.
S, rispose Krause. Tornate in formazione a difesa della flotta il prima possibile.
Signors, signore.
Il comandante stava per staccarsi dal TBS, quando questo richiese di nuovo la sua attenzione.
Eagle a George, disse. Eagle a George. Chiedo il permesso di cercare prove dell'affondamento.
Doveva esser stata un'idea del capitano polacco, quando l'ufficiale di collegamento inglese gli aveva riferito gli ordini di Krause. Il reperimento di una prova poteva essere abbastanza importante. La certezza della distruzione di un U-Boot avrebbe aiutato gli stati maggiori di Washington e Londra a redigere la loro analisi della situazione. E quanto meno l'ammiragliato, se non l'intero dipartimento della marina militare, era molto insistente sulla necessit di produrre prove certe prima di attribuire il merito di una vittoria; circolavano battute su come non si accontentassero di nulla di meno delle brache del capitano nemico. La solidit della sua professione, e la sua carriera nella marina militare, dipendevano in certa misura dalla possibilit che gli venisse riconosciuto questo successo. Ma la flotta era pressoch incustodita.
No, rispose, in tono grave. Tornate al vostro posto. Chiudo.
L'ultima parola era quella decisiva. Ora poteva distogliere l'attenzione dal TBS.
Signor Watson, torniamo in formazione, tre miglia davanti alla prima nave della seconda colonna da destra.
Signors, signore.
C'era una leggera perplessit nella voce dell'ufficiale; tutti i presenti in plancia stavano guardando Krause. Avevano sentito parte di quello che aveva detto al TBS, e il comando che aveva appena impartito sembrava confermare i loro sospetti - le loro speranze -, ma non potevano esserne sicuri. Il loro capitano aveva parlato senza alcun entusiasmo.
Nessun contatto, signore, rifer l'addetto, e Krause si rese conto che aveva sentito questo stesso rapporto diverse volte negli ultimi istanti senza neppure prestarci attenzione.
Ricevuto, disse, poi si rivolse al gruppo di uomini raccolti sul ponte. L'abbiamo colpito. Abbiamo affondato il nemico. I polacchi hanno sentito lo schianto dello scafo dopo l'ultimo bombardamento.
Sui volti all'ombra dei caschi si aprirono i sorrisi. Nourse trattenne solo a met un grido di esultanza. La gioia era cos palese e spontanea che persino Krause si concesse un mezzo sorriso. Avvert il netto contrasto tra la sua attuale realt e una paludata relazione internazionale.
Ma questo  solo il primo, disse. Dobbiamo tirarne gi tanti altri ancora.
Nessun contatto sonar, signore, ripet l'addetto alle comunicazioni.
Ricevuto.
Bisognava mettere al corrente tutta la nave di quella vittoria, ed Ellis meritava un elogio speciale. And verso l'altoparlante e aspett che l'aiuto nostromo richiedesse l'attenzione dell'intero equipaggio.
Qui  il capitano. Abbiamo colpito il nemico. La Viktor ha sentito lo schianto. L'abbiamo affondato.  stata un'impresa collettiva. Complimenti a tutti voi. Ora torniamo in formazione. Ci resta ancora un lungo viaggio da fare.
Si allontan dallo strumento.
Nessun contatto, signore, ancora l'addetto.
Ellis stava continuando a fare il suo dovere.
Capitano a sonar. Non c' pi bisogno di fare rapporto, a meno che non ci siano nuovi contatti col nemico. Un attimo. Glielo dir io stesso. Parl nel circuito del sonar. Ellis? Sono il capitano.
S, signore.
Ha saputo che abbiamo affondato il nemico?
S, signore.
Ci  stato di grande aiuto. Sono lieto di poter fare affidamento su di lei.
Grazie, signore.
Da questo momento non c' pi bisogno che faccia rapporto, se non rileva nemici.
Signors, signore.
L'atmosfera di euforia ancora pervadeva il ponte. Ma poi tutte le sentinelle cominciarono a urlare all'unisono. Krause and di gran carriera verso l'ala di plancia sul lato di tribordo.
Carburante, signore! Carburante!, grid uno degli uomini, indicando oltre il parapetto con un vigoroso cenno della mano protetta da un guanto spesso. Krause si affacci; pesci morti, col ventre bianco in mostra e, oltre a questi, una lunga striscia di carburante; non che fosse molto, per. La chiazza non era larga pi di cinquanta metri, pur essendo lunga tre volte tanto. Krause rientr in plancia e usc dal lato di babordo. L non c'erano tracce di carburante. E si stavano gi lasciando alle spalle quella presente a tribordo. Quando venne investita da un'onda, la chiazza ne copr a malapena la superficie dall'alto in basso. Krause prov a visualizzare un U-Boot distrutto che colava a picco negli abissi senza fondo, scendendo come lungo un declivio infinito, immagine assai verosimile. I serbatoi, se pieni, ci avrebbero messo parecchio a squarciarsi del tutto; e poi ci sarebbe voluto ancora un bel po' di tempo perch il carburante fuoriuscito risalisse fino in superficie. Krause sapeva, per averlo letto in alcuni rapporti, che nel complesso poteva passare fino a un'ora. Una chiazza cos piccola l'avrebbe lasciata solo il carburante rimasto in un serbatoio quasi vuoto al momento del disastro. E gli U-Boot colpiti duramente spesso si lasciavano dietro una scia di carburante pur essendo ancora capaci di navigare. L'intelligence della marina militare ipotizzava che talvolta lo facessero di proposito, per dissuadere un eventuale inseguitore. Ma la sua prima decisione continuava a sembrargli quella giusta; non valeva la pena lasciare un prezioso cacciatorpediniere a setacciare quella zona, magari per un'ora intera, al fine di avere una prova incontrovertibile. Per il momento, poteva dimenticarsi della presenza di quel carburante. No. Di l a un minuto o due, con un po' pi di tempo a sua disposizione, gli sarebbe tornato comunque utile. Prima per doveva smettere di attingere alle risorse della nave destinate ai momenti di crisi.
Gliel'ha fatta vedere a quel sommergibile, signore, gli disse la sentinella di tribordo.
Oh, poco ma sicuro, rispose Krause. Quell'uomo non era stato impertinente. In un momento di trionfo, si poteva lasciar correre qualche piccola infrazione al protocollo, soprattutto considerando tutto quello che ancora c'era da fare; ma Krause doveva comunque pensare alla sicurezza della nave. Mi raccomando, restate concentrati sui vostri compiti.
Torn in plancia e parl nel portavoce per comunicare con il suo secondo. Revoca lo stato di allarme generale, Charlie, gli disse. Imposta un'allerta di livello due, e vedi se ti riesce di organizzare un pasto caldo per chi non  di turno.
Signors, signore, rispose l'ufficiale.
L'altoparlante latr l'ordine in tutta la nave. Ora met dell'equipaggio poteva mangiare, riposare, scaldarsi. Krause guard l'orologio; le circostanze adesso erano differenti dalle ultime volte in cui l'aveva controllato per contare i minuti. Rimase visibilmente sconvolto dal passare del tempo. Erano le tredici circa; pi di quattro ore da quando era stato richiamato dalla sua cabina, quasi tre delle quali trascorse in uno stato di allarme generale. Aveva sbagliato a mandare tutti gli uomini ai posti di combattimento. Non si era comportato meglio di Carling. Ma era acqua passata, ormai; non c'era tempo per i rimpianti.
Dammi un taccuino e una matita, disse al messaggero accanto a lui; sul ponte di comando intanto si alternavano gli uomini per il cambio di turno.
Krause prov a scrivere, e la matita gli cadde di mano non appena la accost alla carta. Aveva le dita fredde e rigide, intorpidite e del tutto prive di sensibilit. Malgrado avesse indossato il cappotto di montone, era ancora senza maglione, sciarpa e guanti. Gli si stavano gelando le mani, e sentiva i morsi del freddo in tutto il resto del corpo.
Scrivi tu al posto mio, disse bruscamente al messaggero, stizzito da s stesso. Keeling a Viktor. No, aggiunse, guardando da sopra la spalla del giovane, si scrive con la k. No, non c e k. Semplicemente v, i, k. Avvistata chiazza d'olio a conferma distruzione U-Boot. Stop. Mille grazie per la vostra brillante - con due l, dannazione - per la vostra brillante cooperazione... c, o, o, p. Esatto. Portalo al ponte di segnalazione.
Al ritorno del messaggero, l'avrebbe mandato a prendergli guanti e sciarpa. Nel frattempo, doveva di nuovo controllare la situazione. Torn in plancia. C'erano nuove sentinelle in postazione; ai cannoni, intanto, i marinai del turno precedente stavano ancora attraversando il ponte, schivando le esplosioni di spruzzi che venivano dal mare e coordinando i loro scatti da un punto all'altro con il rollio della nave. La Keeling era sempre pi vicina all'avanguardia della flotta; la corvetta inglese sul fianco sinistro era assai provata dal mare agitato. La prima linea del convoglio era piuttosto ben schierata; da quel che poteva vedere, anche il resto era in formazione. Sulla destra c'era la corvetta canadese; era quasi giunto il momento di dare l'ordine di assumere il regolare schieramento da difesa. Dall'alto arriv il rumore secco degli otturatori che venivano chiusi e aperti sulla lanterna per trasmettere il suo messaggio alla Viktor. Guard a poppa e vide l'altro cacciatorpediniere che avanzava lento mezzo miglio pi indietro, rollando disperato nella parte bassa di un'onda, con il peculiare albero di trinchetto che si inclinava verso il mare, prima da un lato e poi dall'altro. Era quasi in formazione, e lui doveva dare quell'ordine. Avrebbe anche potuto risparmiarsi di uscire al freddo, per quel che gli era servito, ma tenere d'occhio la situazione era dovere dell'ufficiale in comando e non avrebbe mai trovato pace se non l'avesse fatto, dovere o meno. Riusc a rilassare le mani quel po' che bastava per lasciar ricadere il binocolo sul petto, poi torn con andatura rigida in plancia, diretto al TBS.
George a formazione. Mi ricevete?.
Aspett la conferma di tutte e tre le navi da guerra, Eagle, Harry e Dicky. Quei nomi in codice erano una scelta eccellente. Quattro suoni vocalici ben distinti, impossibile confonderli anche con la peggiore delle distorsioni. Krause diede l'ordine con il suo tono piatto. Assumete il normale schieramento di difesa diurno.
Dopo che le risposte arrivarono, una per volta, il comandante rimise a posto l'auricolare.
Il ponte di segnalazione riferisce che la Viktor ha risposto alla comunicazione precedente, signore, gli rifer il messaggero.
Ricevuto.
Stava per farsi portare gli indumenti di cui aveva bisogno quando Nystrom, il nuovo ufficiale di turno sul ponte, attir la sua attenzione.
Chiedo il permesso di disattivare le caldaie due e quattro, signore, disse il giovane.
Dannazione, conoscete tutti la procedura da seguire quando si rientra da un allarme generale. Sono decisioni che deve prendere in autonomia l'ufficiale sul ponte, senza infastidire me.
Chiedo scusa, signore. Ma dal momento che lei  qui, signore....
Negli occhi azzurri e sbarrati di Nystrom si leggeva chiaramente il suo disagio. Il ragazzo aveva paura delle responsabilit, era suscettibile ai rimproveri e lento nel pensare. Gli standard dell'accademia di Annapolis non erano pi quelli di un tempo, decise Krause, diplomato e con venti anni di servizio alle spalle.
Continui a fare il suo dovere, signor Nystrom.
Signors, signore.
La Dodge stava virando, un miglio pi avanti della Keeling, in modo da mettersi in posizione sul fianco destro. Era quasi arrivato il momento di portare il suo cacciatorpediniere davanti alla seconda colonna da destra. Krause guard a poppa. La Viktor era gi in formazione, con la James che si stava spostando sul fianco sinistro. Decise che sarebbe rimasto a osservare mentre Nystrom portava la sua nave nello schieramento.
Il rilevamento della prima nave della seconda colonna  di 255, signore, rifer Silvestrini dal grafometro.
Ricevuto, rispose Nystrom.
Il guardiamarina Silvestrini era un ometto energico da poco diplomatosi alla scuola per ufficiali. Prima di entrare in marina, seguiva un corso di laurea in lingue moderne in una universit orientale.
Timone venti gradi a sinistra. Rotta 092, disse Nystrom, e il timoniere ripet l'ordine.
La Keeling si avvi verso la sua postazione. Stava andando tutto nel migliore dei modi. Krause decise di non chiedere i propri indumenti. Voleva comunque scendere in cabina per usare la toilette, e in quel momento gli balen nella mente l'immagine di una tazza di caff. Il desiderio fu istantaneo, una tazza fumante, corroborante e ristoratrice. Una? Due tazze. Aveva anche una certa fame; l'idea di un panino da mandar gi col caff divenne a un tratto irresistibile. Qualche minuto di tepore, e l'agio di vestirsi meglio. Un'idea davvero meravigliosa. Ed ecco arrivare Watson con l'annuncio della posizione di mezzod, un messaggio rimasto inevaso con la nave in assetto da battaglia. Krause ascolt il rapporto; la posizione di mezzod non gli era affatto ignota, visto che coincideva quasi del tutto con quella prevista dall'ammiragliato per l'assembramento di imbarcazioni nemiche in agguato. Ma quando ebbe finito con Watson, scopr che ad aspettarlo c'era Ipsen, l'ingegnere capo, con il rapporto di mezzogiorno relativo al carburante. Questo richiedeva maggiore attenzione, e una o due parole con Ipsen sullo stato delle scorte, parole sulle quali per Krause non pot concentrarsi perch, al contempo, aveva notato con la coda dell'occhio il lampeggiare di luci della Dodge che comunicava qualcosa alla sua nave. Gli consegnarono il messaggio non appena ebbe congedato Ipsen. Era il rapporto di mezzogiorno relativo al carburante. Anche questo andava studiato con cura; per fortuna la Dodge aveva una ragguardevole riserva a disposizione. Quando ebbe terminato la lettura, gli arrivarono altri due messaggi. I rapporti sul carburante della Viktor e della James. Krause si imbronci nell'esaminare quest'ultimo. La James quasi non poteva pi permettersi la massima velocit. Dett una risposta formulata con grande cura.
Comandante della flotta a James. Esercitare massima cautela per conservare carburante.
Poi venne il turno di Charlie Cole, risalito dalla sala nautica con un sorriso sul volto e i complimenti per la vittoria contro l'U-Boot. Una gradevole conversazione. Ma poi Charlie gli and un po' pi vicino e abbass la voce assumendo un tono pi intimo, per non farsi sentire dagli altri presenti sul ponte.
Bisogna vedersela con Flusser, signore, gli disse Charlie.
Diamine, rispose Krause. Quell'imprecazione dimostrava quanto il problema lo irritasse.
Il giorno prima Flusser aveva colpito con un pugno al volto un sottufficiale, ed era in arresto per quel gravissimo reato. In una nave da guerra, dove viene spesso dichiarato lo stato di allarme generale, la presenza di un criminale in cella  un continuo fastidio. E il regolamento della marina militare esigeva che quel caso venisse esaminato con la maggior prontezza possibile.
Sono passate pi di ventiquattr'ore, signore, lo spron Charlie.
Diamine, ripet lui. Oh, e va bene. Scendo in cabina. Devo mangiare un panino. Poi....
Fu in quel momento che uno degli addetti alle comunicazioni recit il proprio annuncio. La sentinella di poppa ha avvistato due razzi di segnalazione nei pressi del convoglio, signore.
Questo lo colse di sorpresa, pi di quella volta in cui la riposte dello schermidore francese aveva superato la sua guardia durante le Olimpiadi di Amsterdam e Krause aveva sentito l'impatto dell'arma contro il petto proprio nell'istante in cui si stava preparando per l'affondo decisivo. Adesso, malgrado il cervello avesse compreso subito che i due razzi segnalavano un lancio di siluri, il comandante impieg due secondi interi per reagire. Due secondi in cui rest a fissare l'addetto, ma poi usc di corsa sull'ala di plancia, col binocolo agli occhi. Non si vedeva granch; la Keeling era tre miglia pi avanti della prima nave in colonna, e a cinque miglia dall'ultima.
Chiam a gran voce la vedetta. Cosa hai visto?
Due razzi di segnalazione, signore.
Dove?
Laggi, signore. Vicino all'ultima nave della nostra fila.
Un messaggio del commodoro, signore. Questo veniva dal ponte di segnalazione. Allarme generale.
Ricevuto.
La Keeling si innalz sulla cresta di un'onda; ora Krause poteva vedere che la terza nave della seconda colonna era fuori posizione, e quella subito dopo stava scartando di lato nel tentativo di evitarla. Se lui avesse inviato la corvetta canadese sarebbe rimasta indietro, e non potendo viaggiare a grandi velocit ci avrebbe poi impiegato molto a riunirsi alla flotta. C'era bisogno di un cacciatorpediniere; restava solo da scegliere tra la sua nave e la Viktor, ma la Keeling era pi vicina.
...
Torn cos in plancia. Prendo io la guida, signor Nystrom.
Signors, signore.
Timone tutto a dritta. Rotta 180.
Il timoniere ripet l'ordine mentre lui andava al TBS.
George a Eagle. George a Dicky. Mi sposto in fondo. Vado nelle retrovie per proteggere il convoglio.
Signors, signore.
Ricevuto.
La Keeling stava gi virando mentre lui parlava. Si trovava in rotta di collisione con la Dodge.
Timone venti gradi a dritta. Rotta 275.
Venti gradi a dritta. Rotta 275, signore.
La nave cambi di nuovo direzione, incuneandosi nel varco tra la Dodge e il resto della flotta.
Motori avanti tutta.
La Keeling balz in avanti mentre arrivava la risposta.
La sala motori risponde: Motori avanti tutta, signore.
Teniamo la rotta di 275, signore.
Un'occhiata fu sufficiente per accertarsi che avrebbero soltanto sfiorato le navi sul lato di tribordo. Incrociarono su rotta opposta quella in testa alla colonna, mantenendo una distanza di un centinaio di metri. La pesante imbarcazione avanzava con lentezza, la prua era pi remissiva nei confronti del mare rispetto a quella di un mezzo da guerra. La grande nave era sudicia e malconcia, con evidenti striature di ruggine lungo le fiancate. C'erano una o due persone in vista, e qualcuno si sbracci in un cenno di saluto. La superarono in un baleno. Poi fu il turno di un'altra nave e poi ancora un'altra, tutte prese nel loro lento arrancare; si stavano lasciando indietro una loro sorella, che aveva subto un duro colpo, probabilmente ferita a morte, ma non potevano fare altro che seguire con fatalismo la loro rotta. Nello spazio tra la terza e la quarta imbarcazione, Krause intravide l'opera morta di una nave che si stava gi rapidamente separando dalla flotta. Uno scorcio della ciminiera e dell'albero di trinchetto gli disse che si trattava della Cadena, incaricata dei salvataggi in mare; superata del tutto la quarta imbarcazione della colonna, pot osservare meglio la scena. Non c'era null'altro a parte la Cadena, ora circa tre miglia a tribordo di prua. No; c'erano due barche, visibili quando risalirono la cresta di un'onda. E cos'era quello, proprio in cima al cavallone? Una linea lunga, dritta e scura, come un tronco a galla in un fiume, ma pi grande di qualsiasi albero mai visto. Si sollev di nuovo, con un ampio scroscio di schiuma; una nave, quasi del tutto capovolta; la linea lunga e scura era la sentina. Era inclinata di tre quarti e, seppur del tutto sommersa, ancora galleggiava.
Tutti i motori avanti, velocit dodici nodi.
Tutti i motori avanti, velocit dodici nodi.
La sala motori risponde: Tutti i motori avanti, velocit dodici nodi, signore.
Riprendere la ricerca con il sonar.
Entrambe le scialuppe di salvataggio erano accanto alla Cadena adesso; la nave rollava nella parte bassa di un'onda per lasciar loro spazio di manovra, e aveva gi calato le reti per permettere la risalita dei sopravvissuti. Lungo il fianco di tribordo, che era appena entrato nella visuale di Krause mentre la Keeling passava davanti all'altra nave, il comandante riusc a malapena a intravedere grazie al binocolo le macchioline degli uomini che si arrampicavano a bordo.
Siluro a sinistra!.
L'urlo era partito dalla sentinella di babordo.
Virare a destra.
L'ordine fu istantaneo, dato col binocolo ancora davanti agli occhi; la parata contro l'affondo, eseguita con istinto pi rapido del pensiero. Era probabile che l'attacco fosse partito da dietro, pi che da prua. Virare a sinistra, dritto verso il pericolo, avrebbe forse portato la Keeling a perpendicolo della rotta del siluro. Virare a destra era, seppur di poco, la decisione pi sicura, dopo la recente riduzione di velocit. Krause usc di corsa sull'ala di plancia a babordo.
Eccola, signore!, url la sentinella, indicando oltre l'anca della nave. L'evanescente scia bianca lungo la superficie di una nuova onda; la traccia di un siluro, con ogni probabilit. Krause ne calcol la direzione, tenendo conto della rotta della Keeling prima dell'ultimo cambio di direzione. Li avrebbe mancati comunque, quasi di sicuro, passando poco pi avanti. E questo era dovuto alla velocit ridotta; il siluro doveva esser partito pochi secondi prima che lui impartisse quel comando. Se si trattava di un lancio doppio, allora questo era il missile di destra.
Col vento stordente che gli soffiava tutto intorno, Krause continu a fare mentalmente i suoi rapidi calcoli. L'U-Boot doveva quindi trovarsi pi o meno in direzione della poppa della Keeling. Di conseguenza - e ogni passo di questa deduzione era per forza di cose pi vago del precedente, con un livello di incertezza sempre maggiore, ma bisognava comunque escogitare un piano, in fretta, e metterlo in atto - di conseguenza l'U-Boot si era avvicinato al convoglio dal fianco, appena fuori portata per il sonar della Dodge, e aveva lanciato l'attacco; i siluri erano passati tra i varchi della fila esterna, per poi affondare una nave della seconda colonna. Dopo di che il sommergibile si era diretto verso la Cadena, per assalirla quando era rimasta indietro. La Keeling si era poi piazzata - forse a sorpresa - tra il nemico e il suo bersaglio, e l'U-Boot aveva lanciato una coppia di siluri per eliminare il cacciatorpediniere dallo scenario, cos da avere poi modo di usare i cannoni contro la nave di salvataggio. Krause doveva fare in modo di restare tra il sommergibile e la Cadena, cos da proteggerla e scortarla di nuovo verso il convoglio. Conveniva eseguire manovre quanto pi possibile irregolari e imprevedibili.
Timone venti gradi a sinistra!, ordin, tornato di gran carriera sul ponte di comando.
Venti gradi a sinistra, signore, rispose il timoniere, e la Keeling cominci a descrivere la seconda curva di quella sua rotta a s.
Un lungo pennacchio di fumo sal dall'opera morta della Cadena; per un istante di inutile apprensione, Krause trattenne il fiato. Il fumo svan e poi apparve di nuovo; era il fischio della nave, il suono della prima trasmissione gli era appena arrivato malgrado il vento. Quattro fischi.
F di Fox dalla nave mercantile, signore.
Ricevuto.
La tabella coi codici stampati gli rivel che significava salvataggio completo.
Stiamo ancora virando a sinistra, signore, rifer Nystrom.
Ricevuto.
Completando quel cerchio, avrebbe portato la Keeling in una posizione adatta a schermare l'altra nave.
Messaggero! Prendi nota. Comandante della scorta a Cadena. C-a-d-e-n-a. Rientrare nel convoglio a gran velocit. Seguire rotta a zigzag. Portalo al ponte di segnalazione. E di' agli uomini di non comunicarlo troppo in fretta.
Ponte di segnalazione. Signors, signore.
Era nella natura di tutti gli addetti alla trasmissione dei messaggi di segnalarli quanto pi rapidamente possibile, e traevano sempre una gran soddisfazione quando il destinatario non faceva in tempo a trascriverli. In questo caso, il destinatario era un marinaio mercantile, poco esperto nella lettura di certi segnali; e il messaggio era di grande importanza.
Krause lanci un'occhiata verso l'orizzonte, verso la Cadena, il convoglio, e l'ipotetica posizione del nemico invisibile. Raddrizzare il timone, disse.
Raddrizzare il timone.
Contatto sonar, distante, a babordo del traverso, signore.
Babordo del traverso? Un altro U-Boot? Krause guard nella direzione indicata. No. Era lo scafo della nave affondata.
Alla via cos, ordin bruscamente al timoniere.
La nave colpita era ancora rigirata per tre quarti. Ma adesso si stava rapidamente inabissando a partire dal lato anteriore; una lunga porzione della prua capovolta sporgeva di poco sopra la superficie, il resto era ormai invisibile. Le onde si frangevano contro la prua come fosse uno scoglio.
Teniamo la rotta di 095, rifer il timoniere.
Ricevuto.
Il sonar sta captando rumori di schianto, signore.
Capitano a sonar. I rumori che senti provengono da una nave affondata. Cerca altrove.
La prua del relitto si era sollevata ancora. Gli schianti rilevati dal sonar erano quelli dei motori e delle caldaie che crollavano verso prua a causa dell'inclinazione. La nave stava ormai colando a picco. L'opera morta emerse con violenza in superficie, smuovendo lunghe cascate di acqua. L'imbarcazione parve raddrizzarsi per un istante, poi torn a beccheggiare, come una creatura che si dimena in preda all'agonia.
Un messaggio dal ponte di segnalazione.
Cadena a comandante della scorta. Velocit undici virgola cinque nodi.
Ricevuto.
Meglio di quanto avesse previsto. Tuttavia... bast una nuova occhiata al convoglio perch tornasse l'inquietudine. La distanza, valut, era ormai arrivata a sei miglia. La Cadena ci avrebbe impiegato due ore e pi per tornare in formazione. Un ultimo sguardo alla nave affondata. Adesso era in verticale, con appena sei metri di prua che ancora sporgevano dal mare. Presto sarebbe sparita; a due miglia dallo scafo, le due scialuppe di salvataggio abbandonate salivano e scendevano mosse dalle onde, a segnare il punto in cui i pi fortunati tra l'equipaggio erano riusciti ad arrampicarsi lungo il fianco della Cadena; quegli uomini erano stati fortunati, certo, ma Krause si rese conto che non sapeva ancora quanti ne fossero morti quando il siluro aveva centrato il bersaglio. A galla in superficie c'erano vari relitti, miseri trofei di una vittoria nazista.
Timone dieci gradi a destra, disse bruscamente al timoniere; c'erano questioni pressanti di cui occuparsi, non poteva concedere neppure un momento alla nave affondata o al rapporto che avrebbe dovuto redigere su quella perdita. Con un U-Boot a distanza di siluro non poteva tenere la Keeling sulla stessa rotta per troppo tempo.
Raddrizzare il timone. Alla via cos.
Avrebbe voluto che anche la Cadena effettuasse ampi movimenti irregolari, ma cos facendo avrebbe impiegato un tempo incalcolabile per raggiungere le altre navi. Il cacciatorpediniere si era messo tra lei e il nemico - o almeno cos sperava Krause - e quella presenza minacciosa avrebbe costretto l'U-Boot a restare abbastanza lontano da rendere assai difficile il compito di colpirla qualora il capitano avesse deciso di lanciare un siluro.
Teniamo la rotta di 106, rifer il timoniere.
Ricevuto.
Con il cielo cos nuvoloso, alle cinque sarebbe gi calato il buio. La Cadena a quel punto avrebbe faticato non poco a inserirsi nei ranghi del convoglio. Gli spruzzi del mare sulle vetrate della plancia rendevano sempre pi scarsa la visuale sull'esterno. Krause si spost per utilizzare uno dei doppi dischi rotanti in vetro montati nelle vetrate, che con la forza centrifuga generata dal loro movimento riuscivano a creare zone abbastanza pulite per poter guardare fuori. Ma il disco non stava ruotando; era immobile, e opaco come tutto il resto della superficie di vetro.
Signor Nystrom!.
Signore!.
Faccia funzionare questo aggeggio. Chiami l'ufficiale addetto alla manutenzione.
Signors, signore.
L'altro disco girava ancora, ma assai lentamente, quindi non riusciva a ripulirsi. La visibilit era cos ridotta che bisognava uscire di nuovo sull'ala di plancia. Al vento e al gelo. Ma poi il TBS richiam la sua attenzione.
Harry a George! Harry a George!.
George a Harry. Passo.
Segnali sullo schermo radar, signore, rilevamento 091. Distanza dieci miglia, signore. Due segnali. Sembrano sommergibili.
Ricevuto.
Due sommergibili dritto davanti a lui, quasi in direzione del convoglio.
Ordini, signore?
Dicky a George!. Anche la Dodge irruppe nel circuito di comunicazione.
George a Dicky. Passo.
Anche noi abbiamo un segnale. Rilevamento 098, distanza quattordici miglia. E anche il nostro sembra un sommergibile, signore.
Ricevuto.
La James su un lato, la Dodge sull'altro, ed entrambe riportavano la presenza di nemici. Un altro, inabissato, era vicino alla sua stessa nave, a tribordo di prua. Dov' il cadavere, l si radunano gli avvoltoi. Doveva mandare i suoi sottoposti all'attacco? Con il buio ormai alle porte? Con la James che doveva fare economia di carburante? Forse era comunque la decisione giusta.
Eagle a George! Eagle a George!.
George a Eagle. Passo.
Abbiamo gli stessi segnali di Harry, signore, rilevamento 085. Ma ce ne risulta un altro, rilevamento 090, distanza tredici miglia.
Non era lo stesso captato dalla Dodge. Quattro sommergibili davanti al convoglio. E almeno uno alle calcagna.
Ricevuto.
Harry a George. La distanza si sta riducendo velocemente. Ora  di nove miglia per uno dei bersagli. Rilevamento 090. L'altro  092. Distanza nove miglia.
Ricevuto.
Ora doveva occuparsi della sua nave.
Timone venti gradi a sinistra!, si gir a gridare al timoniere, per poi tornare a parlare con gli altri capitani.
George alla scorta. Tenete la posizione. Aprite il fuoco quando il nemico sar a portata di tiro.
Quindi di nuovo al timoniere: Assecondare la nave! Alla via cos.
La Keeling stava compiendo un'altra deviazione. Pur comunicando tramite il TBS, Krause non poteva dimenticare che in quelle acque un U-Boot stava cercando l'occasione giusta per affondarlo.
Teniamo la rotta di 094, signore.
Ricevuto.
Le altre navi da guerra gli confermarono di aver ricevuto i suoi ordini.
Buona fortuna a tutti, disse lui.
Considerato il numero dei nemici, non potevano lanciarsi all'attacco. Avrebbero lasciato troppi varchi in uno schermo di protezione gi di per s assai labile.
Rudel, l'ufficiale addetto alle manutenzioni, aspettava di poter parlare con lui; accanto a s aveva un aiuto elettricista e la sua attrezzatura. Al comandante bast un'occhiata per appurare che i dischi erano rimasti immobili.
Non li avete ancora sistemati?, chiese.
Rudel fece il saluto militare. Non si tratta di un guasto elettrico, signore. Sono congelati.
Gli schizzi che vengono dal mare si ghiacciano su tutta la vetrata, signore, aggiunse Nystrom. Ormai era quasi impossibile guardare fuori dalla plancia.
Allora datevi da fare, rispose brusco Krause.
Era combattuto; non era un compito facile, per Nystrom. E Nystrom non era un ufficiale brillante. Metta due uomini al lavoro, con secchi e redazze, gli disse infine. Acqua calda. Non bollente. S, e che sia salata... quanto pi salata possibile.
Signors, signore.
Signor Rudel, pu andare.
Restitu il saluto dell'ufficiale e si guard intorno: davanti, lontano, c'era il resto della flotta, a babordo la Cadena e a tribordo - forse - un U-Boot che lo teneva sotto tiro. La vetrata frontale del ponte di comando era gi troppo punteggiata di ghiaccio per concedergli una visibilit accettabile, cos usc sull'ala di plancia a tribordo.
Timone venti gradi a sinistra!, ordin, e guard la Keeling che compiva la virata.
Assecondare la nave! Alla via cos!.
Era essenziale che il cacciatorpediniere continuasse a effettuare cambi di rotta repentini e irregolari.
Teniamo la rotta di 080, signore.
Ricevuto.
Adesso stavano convergendo leggermente verso la Cadena. Le mani che appoggi sulla ringhiera davanti a s erano intorpidite, quasi prive di sensibilit, ma non abbastanza da impedirgli di notare un nuovo dettaglio. La curva della ringhiera era lucida e liscia a causa di una sottile patina di ghiaccio. Questo particolare, unito al vento che soffiava tutto intorno, lo spinse a decidere di mandare a prendere i suoi indumenti. Finora non aveva avuto letteralmente il tempo per occuparsene. Adesso c'era un breve intervallo; un intervallo con un U-Boot a distanza di siluro.
Messaggero!.
Scorse poi delle luci lampeggianti e cap che, in lontananza a prua, qualcuno nel convoglio stava comunicando un messaggio. Il commodoro, con ogni probabilit... anzi, di sicuro.
S, signore.
Era il messaggero di stanza sul ponte; in quei pochi secondi, Krause se n'era gi dimenticato.
Vai nella mia cabina. Voglio i guanti di pelliccia che troverai l. E anche il maglione e la sciarpa. Aspetta. Voglio anche il cappuccio. Dovrai cercarlo nel secondo cassetto dal basso. Guanti, maglione, sciarpa, cappuccio.
Signors, signore.
Il secco scatto degli otturatori in alto gli disse che gli addetti alle segnalazioni avevano risposto al messaggio del commodoro. Guard verso la Cadena; ci stavano passando davanti, a una certa distanza dalla prua. Dal ponte di segnalazione scese rumorosamente uno dei messaggeri.
Comandante della flotta a comandante della scorta. Si registrano numerose trasmissioni in lingua straniera tra le dieci e le quindici miglia di distanza, in varie posizioni davanti alla flotta.
Ricevuto.
Gli U-Boot stavano comunicando tra di loro, tracciavano un piano. O forse facevano rapporto alla base di Lorient, dove - com'era il nome? Doenitz - dove Doenitz avrebbe coordinato le loro azioni. Krause aveva freddo.
TBS, signore!, lo convoc Nystrom. C' Eagle.
Mentre rientrava per rispondere decise che era meglio dettare un nuovo cambio di rotta, invece che aspettare di aver concluso quella conversazione.
Modificare la rotta di dieci gradi a tribordo, signor Nystrom.
Signors, signore.
George a Eagle. Passo.
Tutti i segnali sul radar sono in movimento, signore. Tre a babordo, rilevamento 085 per due di loro e 081 per l'altro. La distanza  costante, dieci miglia. Due a tribordo, rilevamenti 098 e 104. Distanza undici miglia. Continuano ad avanzare, davanti a noi. E a comunicare, signore. Trasmettono segnali per tutto il tempo. E credo che abbiamo captato anche un altro segnale, signore. Cinque minuti fa. Proprio davanti a noi. Distanza cinque miglia.  sparito non appena l'abbiamo scoperto, ma siamo abbastanza sicuri che fosse l.
Che visibilit avete?
Circa cinque miglia, signore. Le sentinelle non hanno visto nulla.
Ricevuto. Mantenete la posizione. Chiudo.
Una squadra di U-Boot, che non faceva nulla per celare la propria presenza.
Teniamo la rotta di 104, signore, rifer Nystrom.
Ricevuto.
E poi un altro - almeno un altro - pi vicino ancora, sotto la superficie.
Un'imboscata, tesa e pronta a scattare sia se le navi da scorta fossero partite all'attacco sia se avessero continuato ad avanzare in formazione. Un'apparizione momentanea, forse per trasmettere un messaggio o forse per errore, un'emersione involontaria mentre si portavano a profondit da periscopio. Gli venne in mente di mandare un messaggio di avviso alla Viktor, ma cambi idea. Non c'era bisogno di dire ai polacchi di stare in allerta. Con ogni probabilit, gli U-Boot che viaggiavano in superficie stavano aspettando il buio per lanciare il loro assalto. La peste che vaga nelle tenebre.
Ed ecco arrivare Charlie, che subito fece il saluto. La nave si sta congelando, signore. Ho fatto il giro. Si rischia di cadere a prua, nei pressi dei tubi.
Le bombe di profondit sono libere?
S, signore. Ho dato ordine di usare il vapore.
Si poteva sempre fare affidamento su Charlie, per problemi del genere. Con le bombe di profondit bloccate dal ghiaccio nei loro alloggi - era risaputo che poteva succedere - la Keeling avrebbe perso nove decimi della sua utilit come nave da scorta.
Grazie, disse Krause.
Grazie a lei, signore, rispose Charlie, per poi rifare il saluto con la consueta precisione.
Il messaggero era fermo al suo fianco, le braccia cariche di vestiti.
Ottimo!, esclam Krause. Cominci a sbottonare il cappotto. E in quel momento il portavoce collegato con la sala nautica sotto di lui decise di convocarlo. La campana ancora vibrava quando lui scatt verso il ricevitore.
Contatto radar, rilevamento 207. Distanza undicimila iarde.
Poco pi avanti del traverso, sul lato di tribordo. Doveva trattarsi dell'U-Boot dal quale avevano protetto la Cadena. Poich continuava a perdere terreno, doveva essere risalito in superficie. Krause aveva uno o due secondi per riflettere sulle nuove informazioni. Doveva invertire la rotta e attaccare? Poteva essere sicuro che non fosse un'esca destinata ad attirarlo lontano dal convoglio? S. Fino a quel momento, nel suo settore non c'erano stati altri contatti radar. Se anche c'erano due sommergibili, non avrebbero potuto organizzare nessun piano d'azione.
Timone venti gradi a destra. Rotta 207.
Venti gradi a destra. Rotta 207.
Capitano a controllo artiglieria. Prepararsi ad aprire il fuoco su indicazione dei radar.
L'addetto alle comunicazioni ripet l'ordine.
Controllo artiglieria risponde: Signors, signore.
Teniamo la rotta di 207.
Ricevuto.
Rilevamento 208. Distanza approssimativa diecimilacinquecento iarde.
La voce era quella di Charlie Cole. Doveva esser sceso di corsa nella sala nautica non appena era giunto il rapporto sulla presenza del nemico. Era di grande conforto sapere che c'era lui al comando delle operazioni.
Cosa intendi per approssimativa, Charlie?
Lo schermo  sfocato, signore, e l'immagine  tremolante.
Maledetto radar Sugar Charlie!
Tenente Rudel a rapporto nella sala nautica, immediatamente, disse Krause all'aiuto nostromo, addetto agli altoparlanti. Forse Rudel avrebbe convinto quell'aggeggio a fornire una maggiore definizione.
Il rilevamento sta cambiando, signore. 209, 210, ma sempre approssimativo, signore. E credo che la distanza si stia riducendo. Diecimilaquattrocento iarde.
La mente di Krause, abituata a gestire problemi riguardanti imbarcazioni in ogni possibile posizione relativa, tracci una mappa della scena attuale. L'U-Boot in superficie si stava allontanando dal quarto di tribordo della Cadena verso quello di babordo, eseguendo una delle tipiche manovre di attacco dei sommergibili, fatta di continue fughe e appostamenti. Con il mare cos agitato, non poteva viaggiare a pi di dodici nodi, con ogni probabilit. Quattordici, forse. No, era poco verosimile. Si trovava quasi sei miglia a poppa della Cadena, che avanzava a undici nodi e mezzo. Ed era a dieci miglia dalle retrovie della flotta. Il convoglio era fuori pericolo, quindi, e lo sarebbe rimasto per due, tre, forse quattro ore. E lui poteva prolungare quel lasso di tempo senza grandi sforzi.
Timone dieci gradi a destra. Rotta 220, ordin, e poi si rivolse di nuovo a Charlie. Inseguo il nemico.
Come il cacciatore che punta il fucile poco pi avanti dell'anatra in volo, cos Krause punt la Keeling poco pi avanti dell'U-Boot in movimento.
Teniamo la rotta di 220, annunci il timoniere.
Ricevuto.
Rilevamento approssimativo 202, rifer Charlie. Distanza, da quel che posso capire, diecimilatrecento iarde.
Tornava a presentarsi il problema del mattino; l'U-Boot era senza dubbio a portata dei suoi cannoni da cinque pollici. Ma valeva la pena aprire il fuoco su un nemico invisibile localizzato solo in base a un puntino danzante sullo schermo di un radar? Non se era probabile che di l a poco si presentasse un'occasione migliore.
Credo che il rilevamento sia costante, signore, disse Charlie. 202. S, e la distanza continua a ridursi. Diecimiladuecento. Diecimilacento.
Cacciatorpediniere e sommergibile si avvicinavano l'uno all'altro su rotte convergenti, riducendo la distanza di circa cento iarde al minuto.
Distanza diecimila iarde, annunci Charlie.
Diecimila iarde; cinque miglia. La visibilit in quel pomeriggio sempre pi buio era di - uno sguardo all'orizzonte - cinque miglia? Quattro? Se avesse aperto il fuoco su indicazione del radar o con l'U-Boot in vista, gli sarebbe stato concesso solo il breve lasso di tempo necessario al nemico per immergersi. Se voleva centrare il bersaglio, l'osservazione diretta era di gran lunga preferibile.
Distanza novemilaottocento iarde, disse Charlie. Rilevamento 212.
Capitano a controllo artiglieria. Trattenete il fuoco finch il bersaglio non  a vista.
Il messaggero con le braccia cariche di vestiti era ancora l.
Stendili l, gli disse Krause, indicando con un cenno il calorifero. Aveva cos tanto freddo ormai che riusciva a bramare un po' di tepore persino con un U-Boot in superficie e in rotta di collisione.
Il rilevamento sta cambiando, signore, comunic Charlie. Cambia in fretta. 205. 203. Distanza novemilatrecento iarde. Novemiladuecento.
L'U-Boot aveva virato a tribordo. Evidentemente riteneva di aver guadagnato abbastanza terreno con le sue manovre e di avere cos l'occasione per avventarsi sulla Cadena.
Timone venti gradi a sinistra. Rotta 180, comand Krause.
Stava per caricare contro il sommergibile. L'U-Boot era rimasto a lungo sotto la superficie prima di riemergere e - pensiero consolante per un uomo circondato dai nemici - era meno aggiornato di lui sulla reale disposizione delle navi.
Il rilevamento continua a cambiare, disse Charlie. Distanza novemila... no, ottomilaottocento iarde.
Non mancava molto perch potessero avvistarsi a vicenda, quindi.
Teniamo la rotta di 180, dichiar il timoniere.
Ricevuto.
Rilevamento del bersaglio 201. Distanza ottomilaseicento iarde. Ottomilacinquecento.
I cannoni vennero puntati a tribordo. Da un momento all'altro l'U-Boot sarebbe apparso dalla foschia su quel lato di prua.
Rilevamento 202. Distanza ottomilatrecento iarde.
Assai meno di cinque miglia. Poi tutto accadde in un istante. L'urlo di una sentinella. Krause aveva gi il binocolo tra le mani intorpidite, pronto a portarselo agli occhi. I cannoni fecero fuoco, bang, bang, bang. Il comandante non stava guardando nella direzione giusta; fu lo scroscio dei proiettili in mare a guidarlo. E cos lo vide, il piatto profilo grigio del ponte di un U-Boot, minuscolo per via della distanza, con colonne d'acqua su un lato; altri pilastri ancora si levavano dal mare: bang, bang, bang. Erano tutto intorno al sommergibile, fino a nasconderlo alla vista; gli erano stati concessi appena un secondo o due per osservarlo. Poi il frastuono assordante cess e rimase solo la distesa di acqua grigia che entrava e usciva dal campo visivo del binocolo man mano che la nave saliva e scendeva mossa dalle onde. Finito. Aveva ottenuto il suo effetto sorpresa. Aveva visto i proiettili abbattersi tutto intorno a un nemico attonito, ma neppure una volta - si costrinse a essere realistico al riguardo - era divampato il lampo e il momentaneo bagliore di un colpo andato a segno.
Controllo artiglieria a capitano. Aperto il fuoco su bersaglio in rilevamento 199, rifer l'addetto alle comunicazioni. Distanza ottomila iarde. Sparati ventisette colpi. Nessuno a bersaglio.
Nessuno a bersaglio.
Ricevuto.
Un'altra decisione da prendere, e ogni secondo era sempre pi prezioso: affrontare un nemico distante quattro miglia o una mezza dozzina di altri sommergibili nella direzione opposta e lontani venti miglia?
Timone venti gradi a sinistra, ordin. Rotta 100.
Si stava separando dal nemico. Not le occhiate che si scambiarono quanti sul ponte erano in grado di realizzare le implicazioni di quel suo comando. Era tentato, con l'uso di una o due frasi taglienti, di cancellare quelle espressioni dai loro volti, ma ovviamente non fece nulla del genere. Non si sarebbe avvalso del proprio rango per un motivo cos triviale. N avrebbe dato spiegazioni sulle proprie decisioni.
Certo, poteva anche portare la nave di gran carriera verso il punto in cui l'U-Boot era sparito. Entro un quarto d'ora sarebbe arrivato nei paraggi, pronto a iniziare la ricerca con il sonar. Forse avrebbe scovato il nemico, ma le probabilit erano dieci contro una, cinquanta contro una, e mentre lui sondava il mare per un'ora, il convoglio si sarebbe trascinato sempre pi lontano. Un convoglio alla testa del quale le sue altre tre navi da guerra stavano per entrare in battaglia contro numerosi nemici. Doveva correre in loro aiuto senza sprecare un istante. L'U-Boot contro il quale avevano tuonato i cannoni si era immerso. Magari sarebbe passato un bel po' di tempo prima che si avventurasse di nuovo in superficie, dopo quell'esperienza con un cacciatorpediniere materializzatosi all'improvviso dalla foschia con le sue feroci bocche di fuoco. Quel sommergibile era gi lontano alle spalle della sua flotta; e sarebbe stato ancor pi lontano quando fosse riemerso. Pur conoscendo l'esatta posizione delle navi, ci avrebbe messo quasi tutta la notte ormai imminente per raggiungerle. Krause l'aveva reso praticamente innocuo per qualche ora. Meglio affrettarsi per partecipare a uno scontro sicuro che restare l nel tentativo di ricavare un ulteriore ma improbabile successo da una situazione ormai poco promettente. E questo restava vero anche se - cosa inverosimile - i suoi proiettili avevano centrato il bersaglio senza che nessuno se ne accorgesse. La sovrastruttura di un U-Boot era resistente, poteva riportare danni senza per questo perdere la capacit di spostarsi sott'acqua. Era assai poco probabile e realistico che in quel momento il sommergibile fosse appena sotto la superficie, impossibilitato a immergersi pi a fondo, magari con una perdita d'olio che ne rivelasse la posizione. Non valeva la pena prendere in considerazione una tale eventualit; aveva fatto la scelta giusta.
Teniamo la rotta di 100, rifer il timoniere.
Il tempo che la Keeling aveva impiegato per effettuare la virata era misura della rapidit con cui l'istinto e l'addestramento avevano permesso a Krause di balzare a una conclusione per spiegare la quale ci sarebbero voluti diversi minuti di discorsi e logica.
Ricevuto.
Capitano, signore, lo chiam Charlie dal portavoce.
S?
Il tenente Rudel  qui con me. Chiede di poter parlare con lei.
Me lo passi pure.
Capitano, esord l'ufficiale, posso provare a riallineare questo radar. Tuttavia, non credo di poter apportare grandi migliorie. Posto che ci riesca, signore.
 davvero tutto qui quello che pu fare?, scatt il comandante.
Ho inviato un resoconto scritto quattro giorni fa, signore, ribatt Rudel.
 vero, ammise Krause.
Dovrei disattivarlo per lavorarci, signore.
Per quanto tempo?
Circa due ore, signore. E in ogni caso non posso garantire risultati sicuri, signore, come ho gi spiegato.
Ricevuto, signor Rudel. Lo lasci pure com'.
Meglio un radar mal funzionante che spento. Viene la notte, quando nessuno pu pi operare. C'era ancora tanto da fare.
Il bisogno di scendere in cabina e usare la toilette era ormai irresistibile, e questa sembrava l'occasione pi propizia, la prima che aveva da quando era stato convocato sul ponte. No; prima doveva occuparsi di una questione urgente. Stava per lasciare la Cadena a s stessa nel tragitto di ritorno verso il convoglio. Il capitano di quella nave non doveva sentirsi abbandonato; non aveva la sua visione tattica e andava rassicurato.
Messaggero! Scrivi: Comandante della scorta a Cadena. Il sommergibile  ormai sette miglia a poppa. A dopo e buona fortuna. Portalo al ponte di segnalazione. Signor Nystrom, prenda lei la guida.
Scese di corsa dabbasso, e malgrado i pressanti bisogni continu a rigirarsi nella mente quel suo ultimo messaggio. Era davvero una situazione difficile se l'idea di un sommergibile ostile a sette miglia di distanza diventava una forma di incoraggiamento. Ma forse gli uomini a bordo della Cadena sarebbero riusciti a cogliere le implicazioni. Di sicuro adesso la nave avrebbe abbandonato la rotta attuale fatta di continue deviazioni per lanciarsi alla massima velocit verso il resto della flotta.
Il ponte di segnalazione riferisce che la Cadena ha acquisito il suo messaggio, signore, disse il messaggero che lo accolse quando torn sul ponte.
Ricevuto.
Ecco i suoi indumenti, stesi sul calorifero. Anche solo vederli gli diede conforto. Si tolse il cappotto - era passato ormai tanto tempo da quando aveva aperto il primo bottone a quello stesso scopo - e la giacca della divisa. Nel prendere il maglione si rese conto che aveva ancora il casco in testa. Tutti gli altri uomini a bordo della nave se l'erano tolto nel momento in cui li aveva sollevati dai posti di combattimento, diverse ore addietro. Ma lui non aveva avuto neppure un secondo per farlo. Aveva continuato a correre in giro con il casco in testa per tutto quel tempo, come un bambino con addosso l'uniforme del fratello maggiore.
Appendimi questo, disse di scatto al messaggero, per poi strapparsi il casco dalla testa e passarglielo.
Ma cominci a calmarsi nell'istante stesso in cui indoss il maglione sopra la camicia. Era ancora caldo, una meraviglia. E lo era anche la sciarpa che si avvolse intorno al collo. Si infil di nuovo la giacca sopra quel miracoloso tepore. Anche il cappuccio era caldo, un abbraccio su testa e orecchie gelide. Agganci il bottone sotto il collo con un senso di profonda gratitudine per un mondo generoso. Poi indoss di nuovo il cappotto di montone. Premette le mani ghiacciate contro il calorifero quanto pi a lungo gli fu possibile - non molto a lungo - e poi le avvolse nel glorioso tepore dei guanti di pelliccia. Era fantastico come bastassero due minuti per cambiare il proprio intero assetto in meglio, o in peggio.
Mercoled. Turno della sera: 16,00-20,00
Nystrom era fermo sull'attenti accanto a lui, in attesa di parlare. Rapporto di fine turno, signore, esord, dopo aver fatto il saluto. Rotta 100. Velocit dodici nodi, signore.
Ricevuto.
Quindi erano le sedici. Erano passate le sedici, visto che era in atto il cambio di guardia. Gli uomini che finivano il turno erano rimasti in postazione sin dal momento in cui lui era stato cos folle da dichiarare lo stato di allarme generale. Ma adesso potevano rilassarsi e riposare, e la nave poteva tornare ad accumulare quelle riserve alle quali lui aveva cos avventatamente attinto. Aveva davanti a s un lungo periodo di grandi difficolt, e non doveva avvalersi delle energie e delle provviste presenti a bordo se non nei casi di estrema disperazione. Se si presentava una battaglia doveva combatterla come aveva appena fatto, nello stato di allerta di livello due; questo sollevava met dell'equipaggio da oneri e doveri, permettendo cos che gli uomini trovassero quel po' di riposo che era possibile concedersi coi cannoni che sparavano e le bombe di profondit che esplodevano. Molti di loro sarebbero in realt riusciti anche a dormire in quelle condizioni, come gli diceva la sua vasta esperienza di uomo di mare americano.
Charlie Cole, come immaginava, era sul ponte per il cambio di turno.
Fai in modo che le sezioni tre e quattro abbiano un pasto caldo, Charlie.
Signors, signore.
Il vicecomandante aveva un'aria di approvazione quando vide il suo capitano finalmente ben infagottato, ma non c'era tempo di scambiarsi convenevoli, ora che la Keeling stava per tornare in azione. S, e le cose non stavano andando per il meglio. Un altro errore. Quando si erano allontanati dal sommergibile, Krause aveva trascurato - una vera e propria dimenticanza - di ordinare un aumento di velocit. Nemmeno i dodici nodi del rapporto di Nystrom gliel'avevano ricordato. Aveva perso forse fino a cinque minuti per portare la sua nave da uno scenario di guerra all'altro.
L'ufficiale sul ponte era Harbutt, il pi giovane tra quelli di turno, volto sbarbato e colorito roseo. Gli occhi infantili guardavano il mondo da sotto il cappuccio con un'aria di innocenza. Sembrava cresciuto a malapena quel che bastava per poter guidare una barca a remi nel lago di Central Park.
Signor Harbutt!.
Signore!.
Aumentare la velocit. Vediamo di arrivare ai ventiquattro nodi.
Ventiquattro nodi. Signors, signore.
Raddoppiare la velocit significava moltiplicare per quattro il coefficiente in base al quale avrebbero raggiunto il convoglio. Tuttavia non poteva valutare ancora se la rotta attuale li avrebbe portati abbastanza lontano dal fianco destro.
Ventiquattro nodi, lettura del pitometro, signore.
Ricevuto.
L'aumento di velocit divenne subito evidente dal modo in cui la Keeling reagiva al mare. Come un torrente in piena. Dalla cabina di pilotaggio Krause poteva percepire e udire, pi che vedere, in che modo la nave stava tenendo l'impatto. Abbastanza bene.
Messaggero!.
S, signore.
Portami una tazza di caff. Una caraffa. Una grande caraffa di caff. E un panino. Di' al cameriere che voglio uno dei miei speciali.
Signors, signore.
C'era luce a malapena sufficiente per vedere le ultime navi della flotta che continuavano ad arrancare. Poi venne di nuovo convocato al TBS. Dovette sganciare il bottone del cappuccio e lasciarlo penzolare intorno al viso per potersi accostare l'auricolare all'orecchio.
Dicky a George! Dicky a George!.
George a Dicky. Passo.
Contatto sonar, signore. Bersaglio distante, a babordo di prua.
Inseguitelo, allora. Io sto per raggiungervi.
Eagle a George. Andiamo anche noi, signore?.
La Viktor e la Dodge erano a tre miglia di distanza una dall'altra, con il potenziale nemico in mezzo alle due navi, pi vicino alla Dodge. Coinvolgere la Viktor significava aprire un altro varco. Ma l'U-Boot era ad appena tre miglia dal convoglio. Di l a una ventina di minuti si sarebbe potuto insinuare tra le navi. Krause si rammaric di non essere anche lui l, per poter far intervenire la sua Keeling.
Ottima idea, Eagle. Vai pure. Buona fortuna.
Era animato da una febbrile impazienza.
Signor Harbutt, proviamo ad aggiungere un altro paio di nodi. Vediamo come va.
Signors, signore.
Erano vicini all'anca dell'ultima nave della colonna di tribordo ormai, e l'avrebbero raggiunta a breve. Krause usc sull'ala di plancia a babordo per dare un'occhiata alla flotta. In quel momento la Keeling roll con forza e lui perse l'equilibrio. Si salv da una brutta caduta aggrappandosi alla ringhiera, prov a rimettersi in piedi, ma scivol di nuovo quando il cacciatorpediniere si inclin dal lato opposto. Questa volta quasi perse l'appiglio sul corrimano, e fu solo grazie a uno sforzo immane che riusc a non finire per terra. Anche il pavimento, come la ringhiera, era ricoperto da una patina di ghiaccio. Gi il solo restare in equilibrio richiedeva una grande cautela. Un'onda si schiant a babordo della prua, la super e prosegu la sua cavalcata abbattendo una muraglia d'acqua contro i cannoni da cinque pollici, dai quali uno scroscio vol fino a colpire Krause dritto in faccia. Quando il comandante riusc a recuperare equilibrio e respiro, scopr che avevano gi superato l'ultima nave e si stavano avvicinando a quella successiva. Era ormai cos buio che l'imbarcazione, oramai ad appena mezzo miglio di distanza, appariva pi che altro come una sfumatura pi netta nel grigiore generale. E ben presto l'oscurit si sarebbe infittita ancora. La Keeling prese un'altra ondata sulla prua, tremando sotto quell'assalto. Per met scivolando e per met camminando Krause torn in plancia.
Rallentiamo un po', signor Harbutt. La nave non ce la fa.
Signors, signore.
La luce era a malapena sufficiente per scorgere il giovane cameriere filippino con la sua giacca bianca. Tra le mani aveva un vassoio coperto con un tovagliolo bianco, perch cos gli avevano insegnato a servire i pasti e cos li avrebbe sempre serviti, che ci fossero o meno degli U-Boot all'orizzonte. Ovviamente aveva gi provato a posare il vassoio sul tavolo delle carte nautiche, ed era stato ovviamente cacciato via in malo modo dall'indignato timoniere, assai geloso delle mappe e degli strumenti posti sotto la sua responsabilit. E cos ora il giovane se ne stava l in piedi con aria infelice, dondolando per adattarsi ai movimenti della nave; Krause sapeva fin troppo bene che, sotto quel tovagliolo, la panna - che ancora gli portavano, malgrado avrebbero dovuto capire che non la usava mai - e il caff si erano riversati sul telo che copriva il vassoio. E da un momento all'altro poteva succedere di peggio. Nella semioscurit il vassoio si sollev e ricadde quando la Keeling si ritrov a cavalcare l'ennesima onda.
A un tratto Krause non riusc pi a sopportare l'idea di quel carico prezioso che cadeva sul pavimento. Prese la caraffa, ritrov l'equilibrio, e riemp per met una tazza. In quell'istante voleva il suo caff pi di ogni altra cosa al mondo. Aveva la bocca secca malgrado il volto fosse ancora bagnato. Bevve con avidit un sorso della bevanda ustionante, ne bevve un altro sorso, poi vuot la tazza. Sent il fuoco corroborante che gli scendeva lungo la gola. Schiocc le labbra come un selvaggio, riemp di nuovo la tazza per met e, facendo attenzione a come si muoveva, rimise la caraffa sul vassoio. Appoggia tutto per terra, e non perderlo d'occhio, disse al giovane.
Signors, signore.
Bevve di nuovo. Erano passate appena nove ore da quando aveva fatto colazione, ma non credeva che fosse umanamente possibile avere cos tanta fame e tanta sete. L'idea di versarsi in corpo un quantitativo illimitato di caff e poi di mangiare fino a placare la sua fame bestiale lo riemp di esultanza.
La sentinella ha avvistato colpi di cannone a babordo di prua, signore, annunci l'addetto alle comunicazioni.
Krause and di scatto al TBS. Si era concesso tre minuti di pausa. Eagle e Dicky si stavano scambiando rapidi messaggi, i segnali viaggiavano da una nave all'altra, formulati ignorando le etichette di bordo; la nonchalance dell'inglese era ormai quasi incontenibile.
...
Rilevamento relativo 270.
Ce l'ho sullo schermo.
Sto per lanciare un proiettile illuminante. Resta in attesa.
Fuoco di cannoni. Proiettili illuminanti. Tutto questo indicava un U-Boot in superficie. Rilevamento 270. Cio tra il convoglio e le navi da scorta, pronto a lanciarsi all'attacco. L'oscurit a babordo del traverso fu a un tratto lacerata dal proiettile illuminante che esplodeva alto nel cielo, brillante luce bianca che penzolava dal suo paracadute. Il bagliore si rifletteva sulla cresta delle onde. Vicino, sempre a babordo del traverso, si stagli il profilo della prima nave della colonna di tribordo. La Keeling era di nuovo in battaglia.
George a Dicky! George a Dicky! Sto per passare tra le navi del convoglio. Fate attenzione.
Ricevuto.
Prendo io la guida, signor Harbutt.
Signors, signore.
Timone tutto a sinistra. Assecondare la nave. Alla via cos.
Teniamo la rotta di....
Krause non prest attenzione alle cifre che gli venivano comunicate. Gli bastava intravedere nell'oscurit che la Keeling stava passando quanto pi possibile a ridosso delle navi del convoglio. Il proiettile illuminante si era spento. Era arrivato il momento di ridurre la velocit e avviare il sonar? Non c'era tempo da perdere; non era necessario, visto che il sommergibile era in superficie. Fece suonare il campanello del portavoce, ma in quel preciso istante cominci lo scontro.
Abbiamo il nemico a tribordo di prua. Distanza tremilacinquecento iarde.
Capitano a controllo artiglieria. Non aprite il fuoco senza un mio ordine preciso.
Poi, nel portavoce: Vediamo di restare affiancati al convoglio.
And verso il TBS, e quasi cadde addosso al giovane filippino che ancora faceva la guardia al vassoio. Torni dabbasso!.
Quindi, al TBS: George a Dicky. George a Dicky. Serve un altro proiettile illuminante.
Uscito sull'ala di plancia a tribordo si prepar ad affrontare l'insidia del ghiaccio che ricopriva ormai ogni superficie.
Rilevamento del sommergibile 042. Distanza tremiladuecento iarde.
Rilevamento e distanza erano entrambi mutati. Da qualche parte nell'oscurit, poco pi avanti, l'U-Boot stava attraversando la rotta della Keeling, diretto al convoglio. Il cacciatorpediniere avanzava di gran carriera nel mare mosso, sballottato dalle onde. Poi esplose la striscia dorata nel cielo buio, e il miracolo della luce sospesa nell'oscurit a rischiarare il mare, le creste delle onde, le navi; un bianco abbagliante, chiaro come la luce della luna. E, a tribordo della prua del cacciatorpediniere, a meno di due miglia di distanza, la furtiva sagoma grigia che sfrecciava sulle acque argentate, il lupo pronto a gettarsi in mezzo al gregge.
Controllo artiglieria. Aprite il fuoco!.
Sarebbe stata una sorpresa, per l'U-Boot; fino a quando i cannoni non avessero sparato non avrebbe avuto idea della presenza di un cacciatorpediniere che saettava tra le navi del convoglio per intercettarlo. I cannoni fecero fuoco, un boato assordante e un lampo accecante. Krause si copr gli occhi con una mano mentre con l'altra restava aggrappato alla ringhiera scivolosa. Malgrado la distanza ravvicinata, le due imbarcazioni erano in rapido movimento, e il mare era sempre pi mosso. Ma c'era comunque la possibilit di centrare il bersaglio. Il tuono dei cannoni si spense, e Krause guard di nuovo; era uno dei pochi uomini a bordo della nave a non esser rimasto accecato da quel bagliore. Ecco la sagoma grigia; era assai pi vicina sia alla Keeling che al resto della flotta, ed era diversa: c'era una chiara increspatura bianca intorno alla prua. L'U-Boot aveva cambiato rotta, puntando dritto verso il convoglio. Il proiettile illuminante ancora bruciava nel cielo senza quasi perdere intensit: gli inglesi avevano senza alcun dubbio i proiettili illuminanti migliori che Krause avesse mai visto. Di nuovo il lampo e il tuono dei cannoni, accecante e assordante. Adesso stavano sparando anche quelli da quaranta millimetri a tribordo, aggiungendo le loro secche raffiche a quelle pi cupe dei cinque pollici. Sempre con una mano sugli occhi, Krause torn tastoni in plancia.
Il nemico ha cambiato rotta, disse un addetto nella penombra.
I cannoni smisero di sparare quando gli artiglieri accecati persero il bersaglio. Krause si tolse la mano dagli occhi e si guard intorno.
Una nave dritto davanti a noi! Una nave!.
L'urlo veniva dal basso, e sarebbe stato udibile anche senza l'ausilio del portavoce.
Timone a sinistra! Tutto a sinistra!, grid Krause.
Aveva visto la terribile scena nello stesso momento. La nave di testa di una delle colonne era fuori formazione, troppo pi avanti, di almeno un decimo di miglio. La grande sagoma buia incombeva sulla loro prua.
La Keeling si pieg tutta su un lato con il timone girato con grande foga a sinistra; addetti e ufficiali barcollarono, faticando a mantenere l'equilibrio. Il cacciatorpediniere esegu una brusca virata; tutta la nave parve gemere per la fatica di quella manovra.
Timone tutto a sinistra. La voce del timoniere si lev nell'oscurit.
La sentinella ha avvistato una nave dritto davanti a noi, riport un addetto alle comunicazioni; l'avvertimento tardivo risult quasi ridicolo nella tensione del momento. La Keeling scart di lato su un'onda, ma stava gi girando, con l'opera morta del mercantile a ridosso di un lato del ponte. Dall'altra nave qualcuno url a squarciagola, chiaramente udibile. C'era ancora il rischio che l'anca di tribordo del cacciatorpediniere andasse a schiantarsi contro l'altra imbarcazione.
Assecondare la nave! Timone tutto a dritta! Assecondare la nave!.
Il mercantile spar rapidamente dal loro campo visivo; la Keeling sfrecciava ora nel varco tra due colonne di navi. C'erano le enormi masse scure delle imbarcazioni a ridosso di entrambi i lati.
Tutti i motori avanti, velocit dodici nodi.
L'ordine venne comunicato alla sala macchine.
La sala macchine risponde: Tutti i motori avanti, velocit dodici nodi, signore, e sul ponte di comando l'atmosfera parve distendersi mentre la vibrazione che scuoteva la Keeling andava scemando.
C'era il fioco bagliore della bussola di bordo, una debole luce che si intravedeva tra le lettere della strumentazione. La Keeling era sballottata tra le onde smosse dalle altre navi della flotta; sembrava quasi che nell'improvviso silenzio tutti potessero udire gli scrosci del mare che veniva solcato dalle imbarcazioni su tutti e due i lati. Ma la tregua non dur pi di due secondi. Un razzo vol ed esplose sul loro lato di tribordo. Si sentirono le raffiche di una mitragliatrice. A tribordo dell'anca, una grande muraglia di fiamme rosse sal improvvisamente verso il cielo, e la plancia venne scossa dal boato di una terribile esplosione. L'U-Boot che avevano quasi intercettato si trovava ora tra altre due colonne di navi e stava seminando distruzione. Nuove staffilate di fuoco arancione a tribordo di prua, sempre pi brevi e lucenti. Un improvviso e violento frastuono tutto intorno, il duro clangore del metallo e il suono pi musicale del vetro infranto. Qualcuno a bordo dell'ultima nave della colonna li aveva avvistati e aveva aperto il fuoco con una mitragliatrice calibro cinquanta, incapace per via dell'oscurit e della concitazione di distinguere un cacciatorpediniere da un sommergibile. La raffica aveva spazzato la plancia poco pi in alto della testa di Krause, sfondando la vetrata. Sentirono l'aria fredda che invadeva l'abitacolo. I primi colpi subiti dalla Keeling in battaglia - i primi proiettili in assoluto a mettere a repentaglio la vita di Krause - erano stati sparati da mano amica. Ma non c'era tempo per riflessioni del genere.
Qualche ferito?, chiese Krause senza pensarci, ma non rimase ad attendere una risposta.
La sagoma scura della nave era sparita; l'avevano superata ormai... ma cosa c'era l, lontano, a tribordo del traverso, illuminato dalle fiamme di un relitto incendiato?
Timone tutto a dritta!.
La sovrastruttura di un U-Boot, alta sulla cresta di un'onda.
Timone tutto a dritta.
Il nemico aveva percorso il varco tra le colonne, trovandosi testa a testa con la Keeling.
Assecondare la nave! Alla via cos.
Un'altra onda si alz dal mare, e l'U-Boot spar. Doveva aver avviato subito una manovra di immersione, o forse Krause non l'aveva visto davvero? Era sicuro di averlo visto; a un migliaio di iarde nella direzione in cui era puntata adesso la sua prua. Strizz gli occhi per guardare l'orologio.
Prepararsi a sganciare le bombe, media profondit!, si gir a ordinare bruscamente.
Una voce alle sue spalle ripet quelle parole in un microfono; era il sottotenente Pond, l'aiuto ufficiale in turno di tirocinio.
Avviare il sonar.
L'U-Boot sotto la superficie stava cercando riparo tra i rumori del convoglio.
Timone venti gradi a destra. Raddrizzare. Alla via cos.
Il sonar rileva una grande interferenza, signore.
Era ovvio, con le eliche di trenta navi che vorticavano tutte insieme. Un migliaio di iarde a dodici nodi. Pi l'ulteriore distanza coperta dall'U-Boot. Tre minuti in tutto, un tempo disperatamente lungo dal punto di vista di chi doveva raggiungere l'ipotetica posizione di un sommergibile; disperatamente breve rispetto a tutti i dettagli da tenere a mente.
Signor Pond!.
Prima bomba!, disse l'ufficiale. Seconda!.
Krause si gir a guardarlo, scoprendo cos che Nourse era al fianco di Pond. Perfetto. I cannoni K fecero sentire il loro latrato. Scrutando a poppa, Krause vide che il mare nella scia della Keeling si illuminava improvvisamente dal basso per l'esplosione della prima bomba di profondit; l'abisso era in fiamme, e lo fu di nuovo con la detonazione del secondo ordigno, e poi ancora, in un'area immensa, man mano che le cariche sparate dai cannoni K esplodevano a trenta braccia di profondit insieme a quelle sganciate dalla nave. Il fuoco in mare rimase inciso per qualche secondo sulla sua retina; poi spar. La spuma delle onde rifletteva il rosso bagliore della nave incendiata.
Timone venti gradi a destra. Effettueremo un altro attacco tornando indietro, signor Pond.
Signors, signore.
Raddrizzare il timone. Alla via cos.
Il relitto in fiamme era un prezioso punto di riferimento per determinare la posizione e la rotta della Keeling. Krause voleva sganciare i suoi ordigni nel tratto di mare che stava tra l'area bombardata in precedenza e il convoglio che continuava ad allontanarsi. Era il punto pi probabile dove trovare il nemico, ma poteva essere sbagliato di un miglio intero.
Signor Pond!.
Prima bomba, disse l'ufficiale. Seconda.
Stavano andando dritto verso la nave distrutta: sembrava diventare sempre pi grande e luminosa man mano che la guardava, mentre le bombe di profondit divampavano con grandi boati alle sue spalle. Dal relitto le fiamme salivano verso il cielo, e l'incendio che lo divorava era tale da impedirne l'identificazione. Poi un bagliore tremendo, che arriv fino alle nuvole alte nel cielo, e un'onda d'urto che arriv fin sotto i suoi piedi, e infine lo spaventoso boato dell'esplosione vera e propria. E poi pi nulla; oscurit; silenzio; occhi accecati e orecchie assordate che riprendevano piano la sensibilit, a cominciare dall'udito che colse il rumore della Keeling in mare e poi la vista che acquisiva la vaga immagine dell'acqua spumosa tutto intorno. Silenzio in plancia, interrotto solo da qualche nervoso colpo di tosse.
Abbiamo una nave davanti a noi, signore, annunci il portavoce. Rilevamento 175, distanza un miglio.
Doveva essere la Cadena, intenta nel suo lavoro di salvataggio. Seguendo la rotta attuale l'avrebbero raggiunta dal babordo di prua. Era da poco tornata nel convoglio e gi doveva separarsene di nuovo per quella nuova missione.
In che stato  la flotta?
Tre navi sono rimaste molto indietro, signore. Il rilevamento di quella pi vicina  160, distanza due miglia.
Era eccezionale - una buona notizia - che solo tre navi fossero fuori formazione, oltre alla Cadena, considerando che tra i loro ranghi erano passati sia un U-Boot che un cacciatorpediniere, e che una nave al centro del convoglio era stata distrutta dai siluri del nemico.
Una voce dal mare, un urlo; un'agonizzante voce umana che chiedeva aiuto, resa stridula dall'ansia e dal terrore. Il fatto stesso che arrivasse da lontano, debole eppure cos chiaramente riconoscibile, ne accentuava l'urgenza.
Oggetto ravvicinato a babordo di prua, rifer la sentinella su quel lato della nave.
C'era qualcosa di scuro sulla scura superficie del mare, e da l arriv di nuovo quell'urlo forsennato. Sopravvissuti - uno, almeno - che si tenevano a galla aggrappati a un relitto o a un gommone di salvataggio; uomini fortunati che si erano gettati in acqua prima di essere raggiunti dalle fiamme e avevano trovato un gommone - o forse l'avevano messo loro stessi in mare prima di tuffarsi - e che avevano avuto l'ulteriore fortuna di restare indietro mentre la nave proseguiva per inerzia, cos da non restare uccisi dalla sua esplosione. Fortunati? Era questione di qualche minuto appena, poi sarebbero morti assiderati. Allertare la Cadena? Era a un miglio di distanza, e l'unico modo per avvisarla era raggiungerla e richiamarne l'attenzione col megafono. C'era il rischio che poi non riuscisse a individuare quel minuscolo oggetto in mare; e, in ogni caso, era davvero giusto riportarla indietro di un miglio, con un sommergibile a distanza di siluro? No; la Cadena valeva pi di una, due o anche cinque o sei vite, quand'anche fosse stato possibile salvarle. Doveva occuparsene lui? In nome della carit cristiana? Ma non c'era spazio per la carit cristiana nell'Atlantico del Nord. Avrebbe messo a repentaglio la sua nave. La Keeling e il suo equipaggio valevano pi della vita di mille marinai civili, pi di duemila, anche. Eppure... quanto era grande il rischio che avrebbe corso? Una vita o due dovevano pur avere un loro valore intrinseco. Se avesse lasciato l quei naufraghi, se li avesse superati e ignorati, tutti i suoi uomini sarebbero venuti a saperlo, prima o poi. E che effetto avrebbe avuto su di loro? Pessimo. E dal punto di vista dei rapporti internazionali? Salvare quelle vite poteva in qualche modo cementare la solidariet tra le forze alleate. Se ci fosse riuscito, la notizia si sarebbe diffusa poco a poco in ambienti in cui la solidariet alleata era un bene prezioso.
Timone tutto a dritta, disse, e poi, usando il portavoce, tracciate una rotta che mi riporti qui.
L'ordine era stato repentino, come il vibrante stocco dello schermidore che si muove in cerchio per disimpegnarsi dal nemico e tentare l'affondo. E il centinaio di esercitazioni su uomo in mare fatte in tempo di pace erano almeno servite a incidergli nella mente le difficolt di quell'impresa e la necessit di agire in fretta.
Tutti i motori avanti a un terzo della velocit. Ridurre a sei nodi.
Sei nodi, signore. La sala motori risponde: Sei nodi.
Chi  il sottufficiale di turno?
Sono io, signore, rispose una voce dall'oscurit. Wallace, signore.
Scenda subito al fianco di babordo. Faccia preparare le funi. Assegni un paio di volontari alle gasse, pronti a calarle in mare.
Signors, signore.
Mi avvisi non appena sar tutto pronto.
Signors, signore.
E ora la navigazione; con il timone tutto a destra, la Keeling stava rapidamente perdendo velocit. Le parole di Charlie Cole che uscivano dal portavoce lo accompagnarono fino alla meta; ma ora che l'oggetto in mare era di nuovo visibile bisognava allontanarsi di pi in modo da averlo sul lato di babordo per le manovre necessarie; doveva impartire il prossimo ordine con tempistica perfetta, mentre il vento che colpiva il fianco della Keeling cominciava a farla inclinare, e quello che si abbatteva sull'alto castello di prua la faceva girare; c'era da prendere in considerazione anche questo. Se fosse stata un'esercitazione, avrebbero acceso un riflettore, le scialuppe pronte, una boa luminosa a indicare il punto esatto.
Tutti i motori indietro a due terzi della velocit.
Tutti i motori indietro a due terzi della velocit. La sala macchine conferma, signore.
Fermare i motori.
Fermare i motori. La sala macchine conferma, signore.
E adesso restavano diversi, difficili secondi, con la Keeling in piena balia delle acque, il sonar ancora acceso, il rumore del mare sul lato di tribordo, e quello del vento tutto intorno che quasi sovrastava i deboli suoni che arrivavano da babordo. Silenzio in plancia.
Poi, dal basso, la voce di Wallace. Tutti a bordo, signore! Li abbiamo presi!.
Non c' pi nessuno in mare?
Nessuno, signore. Siamo pronti a ripartire.
Tutti i motori avanti, velocit dodici nodi.
Tutti i motori avanti, velocit dodici nodi. La sala macchine conferma, signore.
Virare a sinistra. Assecondare la nave.
Quell'ordine era necessario per allontanare la poppa dalla scialuppa abbandonata che si sarebbero lasciati alle spalle.
La Keeling riprese vita; l'innaturale e ventosa immobilit era gi un ricordo del passato.
Krause and al portavoce. Dov' la Cadena?
Rilevamento 187, distanza duemila iarde.
Timone venti gradi a dritta. Rotta 190.
La Cadena stava di certo cercando altri sopravvissuti; considerati distanza e rilevamento, non era tornata verso il convoglio mentre la Keeling eseguiva la sua manovra di salvataggio.
Oggetti a babordo di prua!.
Un oggetto a tribordo di prua!.
Relitti, frammenti di assi, grate e boccaporti provenienti dall'esplosione della nave affondata. Nessuna voce. Wallace che incombeva nell'oscurit al suo fianco.
Abbiamo preso a bordo quattro uomini, signore. Li ho mandati dal medico. Due di loro erano ustionati, ma non so quanto grave fosse il danno. Non sono riuscito a vederli, signore.
Ricevuto.
Forse era un bene che il giovane Wallace non avesse visto quelle vittime di ustioni. Krause ne aveva viste una o due, un'esperienza che non avrebbe mai pi voluto ripetere. Doveva ricordarsi che Wallace aveva fatto un lavoro rapido e pulito.
Ecco la massa della Cadena a babordo di prua, a circa mezzo miglio di distanza; bisognava osservarla con attenzione per capire da che parte fosse diretta; bisognava impartire ordini attenti per poterla affiancare a portata di voce.
Krause and al megafono. Cadena!.
Una debole risposta, a malapena udibile; a giudicare dalla qualit, doveva trattarsi di una versione antiquata del megafono.
Qui comandante della scorta. Keeling. Abbiamo quattro sopravvissuti.
Noi non ne abbiamo trovato nessuno, gli risposero.
Tornate verso il convoglio. Rotta 87. Fate attenzione a eventuali imbarcazioni rimaste indietro.
Ricevuto.
Timone venti gradi a sinistra. Rotta 000, disse poi Krause al timoniere.
Tanto valeva fare rotta verso nord. Da qualche parte in quella direzione c'era forse il sommergibile che aveva inseguito e provato ad affondare, era l'eventualit pi probabile, anche se non significava poi granch. Avrebbe scandagliato quel settore mentre tornava verso il fianco del convoglio; e in quel lasso di tempo avrebbe potuto decidere se continuare a pattugliare a poppa della flotta o tornare verso il fronte.
Controllo artiglieria a rapporto, signore, disse un addetto nell'oscurit, poi parl nel microfono: Ripetere, prego. Qualche secondo di ritardo, prima che si rivolgesse di nuovo a Krause. L'ufficiale di artiglieria crede di aver colpito una o due volte il sommergibile con la seconda raffica, signore.
Uno o due colpi a bersaglio; non erano bastati per impedire al nemico di lanciarsi contro il convoglio, sparare almeno un siluro e scendere sotto la superficie quando lui stava per attaccare di nuovo. A meno che in quel momento non fosse in realt affondato. No, troppo bello per essere vero. Un proiettile da cinque pollici poteva attraversare la fragile sovrastruttura di un sommergibile prima di esplodere, senza avere alcun impatto sulle sue capacit di immersione.
Chi  a fare rapporto?
Kahn, signore.
Ricevuto. Riferisca che prendo atto del messaggio.
Forse Kahn aveva ragione. O forse sbagliava, ma in buona fede. Oppure era troppo ottimista. Gli andava comunque riconosciuta l'assennatezza di aver atteso un momento di quiete per comunicare una notizia che al momento aveva poco rilievo. Krause decise suo malgrado che non conosceva abbastanza bene il giovane Kahn da potersi fare un'opinione sulle sue capacit di giudizio e sull'affidabilit.
Dove si trova il convoglio?, chiese alla sala nautica.
Il rilevamento dell'ultima nave nella colonna di sinistra  a 085 dal nostro traverso di tribordo, distanza tre miglia, signore. Cinquemilacinquecento iarde.
Ricevuto.
Avrebbe effettuato un altro passaggio ancora lungo le retrovie della flotta.
Timone venti gradi a dritta. Rotta 170.
La sagoma scura appena arrivata sul ponte e intenta a osservare la bussola di bordo doveva essere Watson. Adesso si era chinato sul tavolo delle carte nautiche. Poi diede un calcio a un oggetto che reag con un tintinnio metallico. Ma certo: quello era il vassoio con il suo panino e il suo caff, che giaceva l dimenticato sul pavimento! In un istante Krause fu di nuovo assalito da fame e sete furenti, prima la fame poi la sete, ma quest'ultima era pi intensa pur essendosi presentata per seconda alla sua coscienza.
Quello  il mio vassoio, disse. Mettiamolo qui.
Watson lo raccolse e lo depose sul sacro tavolo.
Scommetto che si  tutto raffreddato, signore, comment Watson. Lasci che gliene ordini dell'altro.
Messaggero. Portami un'altra caraffa di caff. Portala tu, niente camerieri.
Signors, signore.
Ma non poteva aspettare, davanti a quel promemoria della sua fame e della sua sete. Le mani trovarono la caffettiera, piena ancora per met. Non aveva la minima idea di dove fosse finita la tazza, ma non aveva importanza. Si port la caraffa alle labbra, fredda come marmo, e bevve con grande avidit. Sent i residui del caff in bocca, e ingoi anche quelli. Aveva una fame brutale; coperte dai guanti, le dita tastarono quello che doveva essere il panino. Lo afferr con entrambe le mani e lo addent con ingordigia. Era freddo come se fosse appena uscito dal frigorifero; era insieme fradicio e stantio, ma lui ne stacc un gran boccone e lo mastic con gran gusto. Tra le fette di pane c'era un'abbondante porzione di manzo in salamoia cosparsa di maionese, e sopra il manzo erano adagiati spessi anelli di cipolla cruda. Solo la cipolla aveva conservato un minimo di sapore; la maionese era stata assorbita dal pane; al secondo boccone Krause si accorse che la fetta di sotto era zuppa di panna, e al terzo si rese conto che la fetta di sopra aveva delle chiazze umide con ogni probabilit dovute agli spruzzi di mare entrati dalla vetrata distrutta. Ma nulla di tutto questo aveva importanza. Gli anelli di cipolla scricchiolarono tra i denti malgrado il pane molliccio aderisse come una massa collosa al palato. Krause masticava e deglutiva al buio. Al quarto boccone le labbra arrivarono a contatto - sensazione stranamente sgradevole - con il guanto di pelliccia nel quale reggeva il panino, e al quinto boccone registr anche quel nuovo sapore.
Segnale radar a poppa!, annunci il portavoce. Rilevamento 005. Distanza duemila iarde.
Timone tutto a sinistra. Rotta 005, disse Krause, quel che restava del panino ancora nella mano sinistra.
Doveva trattarsi del sommergibile che avevano ricacciato via in precedenza. Un tizio fin troppo ostinato. Si era trovato sotto il fuoco dei cannoni; era stato minacciato dalle bombe di profondit, ma adesso era emerso in superficie e probabilmente viaggiava a gran velocit per raggiungere di nuovo il convoglio.
Teniamo la rotta di 005, rifer il timoniere.
Il bersaglio  diretto a est, comunic il portavoce. Rotta 085, da quel che mi  dato di capire. Rilevamento 006, 007.
Virare subito su rotta 101, comand Krause.
Un problema tattico quasi identico a quello affrontato prima. Raggiungere l'U-Boot. Aprire il fuoco o no? Meglio conservare le munizioni finch non fosse arrivato pi vicino possibile. La sua prima salva sarebbe stata un segnale per il nemico, che si sarebbe immerso. In quella notte buia come pece c'era la possibilit pi che vaga che riuscisse ad assaltare la sua nave restando invisibile.
Capitano a controllo di artiglieria. Non aprite il fuoco.
Usc sull'ala di plancia. Nel silenzio e nell'oscurit ventosa era strano urlare a pieni polmoni, per quanto fosse ridicolo il timore che l'U-Boot a un miglio di distanza potesse sentirlo.
C' un sommergibile in superficie davanti a noi. Tenete gli occhi ben aperti.
Un passo poco accorto e quasi perse di nuovo l'equilibrio sul pavimento reso scivoloso dal ghiaccio, e dopo essersi aggrappato alla ringhiera si accorse che aveva spiaccicato i resti del panino nel palmo del guanto di pelliccia. Doveva essere una scena disgustosa; quasi ringrazi l'oscurit per avergliela risparmiata. Cerc di pulirsi sulla ringhiera.
Il rilevamento del bersaglio  008. Distanza milleottocento iarde.
Si stavano avvicinando all'U-Boot.
TBS, signore, lo convoc Wallace.
Dicky, Harry e Eagle stavano parlando tutti insieme. Erano in mezzo a un gran numero di nemici, e stavano ingaggiando battaglia davanti alla flotta, mentre lui era di nuovo nelle retrovie. Eppure, finch continuava a rilevare quel bersaglio non poteva andare ad aiutarli. Avrebbero pensato male di lui? Non gli importava per s stesso, ma temeva per il benessere complessivo di quel gruppo di navi da guerra.
Lo schermo  piuttosto sfocato, signore, disse attraverso il portavoce Charlie Cole, che come di consueto era tornato nella sala nautica in un momento di grande delicatezza. Ma il rilevamento risulta per lo pi costante, mi pare. 008-007. Distanza milleseicento iarde. Millecinquecento.
Per prima cosa le sentinelle dell'U-Boot avrebbero individuato la spuma lungo la prua della Keeling. Avrebbero visto quella sagoma bianca e indistinta nell'oscurit, e avrebbero guardato di nuovo. Krause lavor di immaginazione per provare a indovinare quali sarebbero poi state le loro mosse. Avrebbero notato le increspature nel mare prima di vedere la nave. Sarebbero riusciti a dedurne pi o meno la rotta prima ancora di poter distinguere l'opera morta. E questo gli avrebbe rivelato in pratica tutto ci che avevano bisogno di sapere; una nave rimasta indietro rispetto al resto del convoglio si sarebbe diretta verso est, non a nord. E la velocit - al momento dodici nodi - avrebbe fatto il resto. La Keeling sarebbe stata identificata come nemico, sarebbero partite le sirene di allarme e l'U-Boot sarebbe sceso sotto la superficie prima ancora di arrivare a vedere l'opera morta della Keeling o di captare il caratteristico battito delle eliche. E se invece lui avesse modificato la rotta verso est e ridotto la velocit a otto nodi? Cos facendo poteva anche ingannare il nemico, mentre andavano uno verso l'altro su rotte convergenti. Fu come una scossa elettrica quella che lo spinse a raddrizzarsi in quel momento. Cos facendo avrebbe anche attirato su di s un siluro; di nuovo la sete di sangue, ma stava in realt dimenticando che la preda disponeva di armi letali. Si gratt il naso in quel momento di riflessione, e si ricord troppo tardi del panino spiaccicato. Sent il freddo della maionese contro le narici.
Contatto sonar, signore. Rilevamento 005. Distanza indefinita.
Ricevuto.
Quello era un vantaggio enorme, immenso.
Hai notato la differenza di rilevamento, Charlie?
S, signore, gli rispose l'ufficiale.
C'era la possibilit di utilizzare in contemporanea il radar e il sonar, assai pi accurato.
Distanza milletrecento iarde. Rilevamento approssimativo 007.
Il fatto che l'U-Boot gli avesse concesso di arrivare cos vicino dimostrava che la sua strumentazione di sorveglianza era meno efficace di quella della Keeling. O che l'equipaggio era meno attento. O che il capitano era audace. Altri dati sui quali l'intelligence della marina militare avrebbe potuto lavorare una volta ricevuto il rapporto.
Segnale radar sparito, signore!, disse Charlie. Confermo. Il nemico  sparito dagli schermi.
E cos, alla fine, il sommergibile si era accorto del loro arrivo.
Contatto sonar, rilevamento 005. Distanza milleduecento iarde.
Era rimasto a portata del loro sonar.
Krause prese il telefono e parl nel circuito dedicato alle fasi di battaglia. Qui  il capitano. Chi c' al sonar?
Bushnell, signore. E Mannon.
Operatore di seconda classe, addestrato da Ellis.
Ellis  di riposo?
S, signore.
Ricevuto.
Sent la tentazione di convocarlo al sonar. Ma era meglio di no. Aveva una lunga battaglia davanti a s, e il benessere di Ellis era parte di quelle preziose riserve alle quali ancora non doveva attingere.
Contatto sonar. Rilevamento 000. Distanza mille iarde.
Di nuovo la solita partita a rimpiattino, o la rincorsa intorno al tavolo. Ora bisognava mettere la Keeling su una rotta che le permettesse di intercettare il nemico.
Virare piano a sinistra, rotta 000, ordin Krause.
Poteva solo puntare la prua direttamente verso il bersaglio, finch non gli fossero giunti altri rapporti con un'indicazione pi chiara sulla rotta dell'U-Boot.
Teniamo la rotta di 000.
Ricevuto.
Contatto sonar, dritto davanti a noi. Distanza ottocento iarde.
E cos la Keeling era gi alle calcagna del nemico. Presto il sommergibile avrebbe dovuto cambiare rotta; non c'era modo di capire se avrebbe virato a babordo o a tribordo.
Contatto sonar, dritto davanti a noi. Distanza settecento iarde. Seicento.
 fermo, signore, disse una voce inattesa in sottofondo. Doveva trattarsi di Pond.
Grazie, stavo pensando la stessa cosa.
Contatto sonar, dritto davanti a noi. Distanza cinquecento iarde.
Il sommergibile stava cercando di restare immobile su una corrente di acqua fredda? Era possibile. Ma era pi probabile che...
Il sonar ha perso il contatto, signore.
I suoi fondati sospetti divennero cos una certezza. Avevano dato la caccia alla scia di un Pillenwerfer. Avevano inseguito bolle d'aria mentre l'U-Boot fuggiva via. Non era possibile che fossero troppo vicini al reale bersaglio perch il sonar lo rilevasse; l'ultimo rapporto l'aveva posizionato al di l di tale limite.
Nessun contatto sonar, signore.
Un fallimento totale. Si era lasciato ingannare. No, non era proprio totale, grazie a delle circostanze fortuite. Se il Pillenwerfer fosse rimasto in funzione un po' di pi, continuando a emettere le sue bolle per altri cinque minuti, lui avrebbe addirittura potuto decidere di sganciare le bombe di profondit, per poi tornare indietro e sganciarne ancora, sprecando tempo e munizioni per un fantasma. Fino a che il sonar non aveva perso il contatto, i suoi sospetti non erano stati abbastanza fondati per impedirgli di prendere una decisione del genere.
Timone venti gradi a dritta. Rotta 080, ordin bruscamente. Poi, parlando nel portavoce: Dov' il convoglio?
Il rilevamento della nave pi vicina  089, distanza quattro miglia.
Ricevuto.
Doveva avvicinarsi alla colonna sinistra ed effettuare un altro giro di pattuglia nelle retrovie.
Avvisatemi quando siamo a un miglio di distanza.
Signors, signore.
C'era movimento in tutta la nave adesso, figure in ombra che entravano in plancia. Un altro cambio di turno, quello delle venti. Le ore volavano via quando erano piene di azione e concentrazione. Ai tuoi occhi, mille anni sono come il giorno di ieri che  passato, come un turno di veglia nella notte. Una sagoma si materializz accanto a lui e gli parl con la voce di Harbutt eseguendo un saluto quasi invisibile.
Mercoled. Prima guardia: 20,00-24,00
Rapporto di fine turno, signore. Rotta 080. Velocit dodici nodi. Nave in stato di allerta di livello due. Nessun ordine rimasto inevaso.
Chi c' sul ponte di comando?
Carling, signore.
Ricevuto. Cerchi di dormire un po', signor Harbutt.
Signors, signore.
Signor Carling!.
Signore!.
Era necessario aggiornare Carling sulla situazione tattica in caso non fosse riuscito a tracciarsi un chiaro quadro mentale in base alle informazioni che gli avevano dato nella sala nautica prima che salisse in plancia; doveva riferirgli la posizione e la rotta presunte dell'U-Boot, e parlargli del piano per intercettarlo di nuovo. Era possibile che dovesse cedergli la guida della nave da un momento all'altro, qualora nuovi imprevisti avessero richiesto la sua attenzione assoluta. Ma poteva anche essere colto da un malore, o un'altra raffica di proiettili poteva questa volta trovare il suo bersaglio umano, lasciando Carling momentaneamente al comando.
Ha capito bene?, chiese Krause; aveva usato frasi brevi e precise.
S, signore.
Eppure non c'era la minima certezza nel tono dell'ufficiale. N pareva animato da uno spirito bellico. Era possibile che in quel momento si stesse pentendo della carriera che aveva scelto. Be', c'erano buoni soldati e cattivi soldati. Fu un sollievo sentire poi la voce di Charlie Cole a rapporto.
Le sezioni tre e quattro sono di turno, signore. Hanno avuto tutti da mangiare, e adesso stiamo rimpinzando le sezioni uno e due.
Grazie, Charlie. E farai anche in modo che riposino un po'?
Signors, signore. E che mi dice di lei, signore?
Io non sono ancora stanco. Non posso lasciare il ponte in questo momento. Ma voglio che quegli uomini siano di nuovo in forma per il turno da mezzanotte alle quattro.
Le sezioni uno e due avrebbero dovuto rinunciare al prossimo turno di riposo per via dell'allarme generale che di routine veniva suonato prima dell'alba; dovevano dormire quanto pi possibile adesso.
Me ne occuper io, signore. Ma molti di loro non si metteranno gi a meno che io non li costringa.
Allora li costringerai, Charlie.
Ci prover, signore.
E vedi di dormire un po' anche tu.
Ci prover, signore.
Va bene, grazie, Charlie.
Grazie a lei, signore.
Krause guard l'orologio. Erano passati pi di quindici minuti da quando si erano staccati dalla scia del Pillenwerfer; da allora avevano percorso pi di tre miglia, ma si erano avvicinati al convoglio di appena un miglio. Aveva il tempo, e un bisogno urgente, di scendere di nuovo in cabina. Appena gli venne in mente l'idea, scopr che non poteva aspettare un istante di pi.
Signor Carling, prenda lei la guida.
Signors, signore.
Indoss gli occhiali rossi e scese di corsa la scala per poi superare in volata la tendina in vetroresina. Con gli occhi ormai abituati all'oscurit non voleva perder tempo per recuperare la vista notturna una volta tornato in plancia. Cerc la strada a tastoni. Non appena arriv, sent il campanello e la convocazione del portavoce.
Capitano, signore! Abbiamo un contatto radar, signore!.
La voce di Carling era concitata e abbastanza forte da sentirla fin laggi. Ma avrebbero dovuto aspettare; pass un minuto intero prima che Krause tornasse al ponte di comando.
La sua prima azione fu mettersi in contatto con la sala nautica. Qui  il capitano.
Il rilevamento del contatto  219. Distanza ottomila iarde.
Ricevuto. Signor Carling, prendo io la guida. Qual  la rotta attuale?
080, signore.
Timone tutto a dritta. Rotta 170. Puntiamo di nuovo verso il nemico, signor Carling.
Signors, signore.
Carling aveva sprecato tutto quel tempo tenendo la Keeling su una rotta quasi di sicuro divergente da quella del sommergibile. Krause si rammaric di essere sceso in cabina, lasciando la guida della sua nave a quell'ufficiale.
Teniamo la rotta di 170.
Ricevuto.
Il rilevamento del contatto  218-217. Distanza settemilaottocento iarde.
Sempre pi vicino, ma in una posizione diversa. L'U-Boot stava passando di traverso alla loro nave, diretto nuovamente verso il convoglio, come Krause aveva immaginato. Doveva aver cambiato rotta di circa dodici punti a tribordo dopo aver sganciato la bolla con il Pillenwerfer, tornando in superficie una volta convinto di esser sfuggito all'inseguitore. Adesso era a quattro miglia di distanza. Nello scontro precedente, Krause era riuscito ad arrivare a tribordo di prua del sommergibile. Un lieve cambiamento di rotta e l'avrebbe intercettato di nuovo alla stessa maniera, ma da babordo. Il sommergibile per l'aveva avvistato in tempo e si era rifugiato in profondit. Forse era meglio arrivare da dietro. Magari a poppa non aveva lo stesso tipo di sorveglianza che a prua. Era pericoloso lasciare che si trovasse tra lui e la flotta, ma la scelta poteva dare i suoi frutti. Al momento, era a quattro miglia di distanza.
Rilevamento del contatto 216. Distanza settemilacinquecento iarde.
Krause chiuse gli occhi per riflettere su quel problema di trigonometria. Anche al buio, lo aiutava a concentrarsi. Ascolt il successivo rapporto su rilevamento e distanza. Gi nella sala nautica potevano agilmente risolvere quel problema per lui, ma solo se riusciva a spiegare con esattezza cosa aveva in mente. Ci sarebbe voluto del tempo, e rischiava comunque di essere frainteso. Quando gli comunicarono di nuovo rilevamento e distanza del bersaglio, prese una decisione. Avrebbe lasciato che il nemico arrivasse appena un po' oltre la zona di sicurezza.
Apr gli occhi e diede l'ordine. Virare piano a sinistra, rotta 165.
C'era McAlister al timone, un altro jolly pescato dal mazzo. Krause era lieto di poter fare affidamento su un buon timoniere, anche se aveva un ufficiale sul ponte di dubbio valore.
Sto cercando di arrivare di soppiatto alle spalle del nemico, signor Carling, spieg il comandante.
S-s, signore.
Era evidente, per quanto assurdo, che Carling non aveva ben chiara l'attuale situazione dal punto di vista tattico, anche se non c'era nulla di complesso al riguardo; l'avrebbe capita chiunque fosse stato sul ponte nell'ultima mezz'ora. Non poteva trattarsi della difficolt; Krause cominci a capire che la vaghezza di Carling era dovuta al nervosismo. Era troppo emozionato, o agitato o - addirittura - spaventato per pensare con lucidit. Esistevano uomini del genere, il comandante lo sapeva. Ripens alla sete di sangue che l'aveva colto quel mattino. Anche le sue mani avevano tremato per l'emozione, e pi di una volta si era macchiato di negligenza. Forse Carling si sarebbe indurito, col tempo; ma quel desiderio di dare l'allarme generale al mattino... forse era prova dell'ansia da parte sua di sbarazzarsi delle responsabilit insite nel suo ruolo di ufficiale di comando sul ponte. Tuttavia non c'era tempo da perdere pensando a Carling. Per fortuna Krause aveva continuato a registrare mentalmente i dati di rilevamento e distanza man mano che gli venivano comunicati.
Rotta e velocit attuali del nemico?, chiese nel portavoce.
Rotta 085, velocit undici nodi. Ma sono solo stime approssimative, signore.
Approssimative o meno, coincidevano coi suoi calcoli.
Tenendo la rotta attuale, dove incrocer la sua scia?
Un miglio a poppa. Forse di pi. Ma meno di due miglia, signore.
Ricevuto.
Era a questo che stava puntando. La distanza continuava a ridursi malgrado il rilevamento non fosse costante. Quindi, ancora una volta: cannoni o bombe di profondit? I lampi dei cannoni erano accecanti. Doveva davvero mettere a repentaglio la propria capacit visiva nel momento cruciale, nell'eventualit di centrare un bersaglio a distanza ravvicinata? Col mare mosso e con la distanza che cambiava con una tale rapidit? Decise di lasciar perdere i cannoni.
Reparto siluri a rapporto.
S, signore.
Il giovane Sand, un sottufficiale. Aveva problemi di donne a casa, ma pareva comunque un marinaio abbastanza affidabile.
Prepararsi a sganciare bombe in uno schema serrato. Ci avvicineremo al bersaglio ad alta velocit, quindi che sia davvero serrato. E a bassa profondit.
Schema serrato. Bassa profondit. Signors, signore.
Quell'ultimo ordine rappresentava comunque un azzardo. Un sommergibile ci impiegava poco tempo a immergersi, e se sorpreso in superficie sarebbe senza dubbio sceso sotto quota quanto pi in fretta possibile. Krause si stava basando sull'eventualit che non avesse abbastanza tempo per farlo. Se mandate a grande profondit, le bombe sarebbero esplose inutilmente lontano dal bersaglio, qualora i suoi piani avessero avuto successo. Mentre voleva che detonassero tutto intorno al sommergibile.
Parl al telefono. Sala macchine a rapporto.
Gli rispose Ipsen. Quindi non si era riposato.
Qui  il capitano. Si prepari a portarci a ventiquattro nodi non appena riceve il comando.
Ventiquattro nodi. Signors, signore. Il mare  piuttosto agitato, signore.
S. Ma andremo a quella velocit solo per due o tre minuti. Giusto per prendere lo slancio, poi riporteremo la nave ai dodici nodi.
Signors, signore.
Ora toccava alle sentinelle. Si rivolse all'addetto alle comunicazioni. Capitano a sentinelle. Mi auguro di avvistare un sommergibile in superficie quasi dritto davanti a noi subito dopo la prossima virata. State in allerta.
L'addetto ripet il messaggio, con Krause che lo ascoltava.
Le sentinelle rispondono: Signors, signore.
Sonar in pausa.
C'era sempre la possibilit che l'U-Boot captasse i segnali della Keeling. Per il prossimo paio di minuti, il cacciatorpediniere sarebbe rimasto sordo; era un rischio da correre, ma per poco tempo. L'aumento di velocit avrebbe presto protetto la nave e reso al contempo inutile il sonar. Non appena questo venne disattivato, cal un silenzio innaturale.
Rilevamento del nemico 087. Distanza duemilaquattrocento iarde.
Timone tutto a sinistra. Rotta 085. Questo avrebbe permesso di avanzare durante la virata.
Rilevamento del nemico 085. Distanza duemilacinquecento iarde.
Dritto davanti a loro.
Motori avanti tutta. Prepararsi a raggiungere i ventiquattro nodi.
Motori avanti tutta. La sala macchine risponde: Ventiquattro nodi, signore.
Ricevuto.
Era giunto il momento. Un significativo aumento nelle vibrazioni non appena la Keeling cominci a prendere velocit. Krause usc sull'ala di plancia, al buio e tra gli ululati del vento. Stavano andando a tredici nodi in pi del sommergibile. Entro quattro o cinque minuti l'avrebbero avvistato. Poi ci sarebbero voluti circa due minuti e mezzo per arrivare a ridosso. Un tempo pi che sufficiente perch un U-Boot gi in assetto da immersione scendesse sotto la superficie. Ma lui sperava di concedere un lasso pi breve al nemico arrivando da poppa, dove non poteva individuarlo subito. Questo gli avrebbe quanto meno impedito di scendere troppo in profondit.
Rilevamento del nemico 085. Distanza duemilatrecento iarde. Duemiladuecento.
La Keeling continuava ad accelerare. Krause sent lo schianto e avvert lo scossone dovuto all'impatto di una grande onda a babordo di prua. Fu tempestato da spruzzi violenti. La nave fece un gran balzo. Se le eliche fossero uscite fuori dall'acqua, c'era il rischio di far saltare una turbina.
Distanza duemila iarde. Millenovecento.
Non poteva giudicare in base alla visibilit; poteva solo immaginare che fosse mezzo miglio.
Milleottocento iarde. Millesettecento.
Deglut. No; era solo la cresta di un'onda, non quello che lui stava cercando. Scivolando sull'infido pavimento, la presa dei guanti poco sicura sulla ringhiera ghiacciata, si sporse in avanti con le braccia sopra il grafometro, stringendolo all'altezza delle ascelle, anche se d'istinto avrebbe voluto tirarsi su dritto, come per estendere il proprio limitato orizzonte visivo.
Millecento iarde. Mille.
La Keeling beccheggiava follemente; sent gli scrosci del mare che si riversava sul ponte principale.
Sommergibile a prua. 005! 005!.
Krause lo vide a ridosso di un'onda, una massa pi scura nel nero inchiostro della notte. Virare a dritta! Assecondare la nave!.
Lo vide di nuovo. Virare a sinistra! Assecondare! Alla via cos!.
La prua della nave puntava dritto contro il nemico quando la Keeling scese gi lungo un'onda e l'U-Boot ne cavalc un'altra. Krause lo vide ancora una volta. Quattrocento iarde di distanza, a una velocit di quattrocento iarde al minuto. Era sparito? Sulle prime non si sent sicuro. Sand era accanto a lui; per due volte scivol a causa dell'inclinazione del pavimento, ma mantenne l'equilibrio con un braccio avvinto a un sostegno.
Prima bomba! Seconda! Cannoni K, fuoco!.
Tutti i motori avanti, velocit dodici nodi. Timone venti gradi a dritta.
A poppa le bombe di profondit esplosero nelle acque nere come lampi in una nube di tempesta.
La sala macchine risponde: Velocit dodici nodi, signore.
Ricevuto. Timoniere, comunichi tutti i cambi di rotta.
110. 120. 130.
La Keeling, ricurva sopra la barra del timone, sbandava per via del cambio di rotta e il calo di velocit.
160. 170.
Bombe a grande profondit, signor Sand. Schema ampio.
Grande profondit, schema ampio. Signors, signore.
Attenda il mio segnale.
Signors, signore.
210. 220.
La Keeling stava descrivendo un cerchio completo, per sganciare le bombe nella striscia di mare contigua a quella appena colpita.
Riattivare il sonar.
140. 150.
Il sonar rileva indicazioni confuse, signore.
Ricevuto.
La velocit era ancora troppo alta in ogni caso, in pi c'era da considerare la scrosciante scia della Keeling, e i vortici creati dalle bombe di profondit.
180. 190.
La corrente del mare colpiva ora l'anca della nave, sollevandone la poppa in un movimento vertiginoso.
200. 210.
Stava succedendo qualcosa l fuori, nell'oscurit assoluta? Un U-Boot distrutto che affiorava in superficie? O che affondava negli abissi? Naufraghi disperati che lottavano per stare a galla? Tutto ovviamente possibile, ma poco dimostrabile.
220.
Il sonar rileva ancora indicazioni confuse, signore.
Ricevuto.
230.
Krause continuava a tracciare nella mente il diagramma della virata circolare della Keeling; il piano era di seguire la rotta precedente in parallelo e bombardare la striscia di mare contigua; non c'era modo di sapere, ed era difficile anche indovinarlo, quale fosse stata la reazione dell'U-Boot una volta sceso in superficie e trovatosi sotto attacco; poteva aver preso qualsiasi direzione, raggiungendo qualsiasi profondit, ma era probabile che fosse sceso quanto pi possibile.
Pronti con le bombe di grande profondit, signore.
Ricevuto. Impostare una rotta di 267.
Viriamo sulla rotta di 267, signore.
Ricevuto.
Non si vedeva un bel niente.
Teniamo la rotta di 267, signore.
Ricevuto.
Krause si costrinse ad aspettare. Quanti sperano nel Signore riacquistano forza.
Il sonar rileva indicazioni confuse.
Ricevuto.
Forse era insensato sperare che la corrente e quindi il sonar tornassero alla normalit prima che la Keeling completasse la propria manovra. Era giunto il momento.
Ora, signor Sand.
Prima bomba!, disse l'ufficiale. Seconda!.
Di nuovo tuoni e fulmini sott'acqua, a poppa del cacciatorpediniere. Colonne di spuma bianca a malapena visibili nella loro scia. Un minuto di attesa dopo l'ultima esplosione.
Timone venti gradi a sinistra. Rotta 087.
Un altro passaggio in parallelo a quello precedente.
Di nuovo grande profondit, signor Sand.
Signors, signore.
Il sonar rileva indicazioni confuse.
Ricevuto.
Teniamo la rotta di 087, signore.
Ricevuto. Signor Sand, ora.
Un'altra ellisse di esplosioni, accanto alle precedenti. Krause aveva seguito tutte le lezioni sulle tattiche contro i sommergibili alla scuola di Casco Bay; aveva letto, con dolorosa concentrazione, un'infinit di documenti top secret che contenevano tutta l'esperienza acquisita dagli inglesi in due anni e mezzo di guerra marittima. I matematici avevano dedicato talento e ingegno a calcolare la probabilit di colpire un U-Boot sotto la superficie. Erano stati progettati gli strumenti di rilevazione pi sensibili, e sviluppate le armi pi potenti. Ma nessuno aveva ancora trovato il modo di leggere nella mente di un capitano di sommergibile, di indovinare con infallibile certezza dove avrebbe virato, se a babordo o a tribordo, se sarebbe sceso in profondit o rimasto poco sotto la superficie. E non esistevano apparecchiature che fornissero a un capitano di cacciatorpediniere la pazienza, l'ostinazione e la capacit di giudizio.
Timone venti gradi a dritta. Rotta 267. Ancora grande profondit, signor Sand.
Signors, signore.
Teniamo la rotta di 267, signore.
Ricevuto. Signor Sand, adesso!.
Prima bomba, disse l'ufficiale.
Dopo questo ulteriore attacco, restava da fare un ultimo passaggio. Mettere la Keeling su una rotta che la riportasse in diagonale oltre il settore appena colpito, poi verso nord, quindi di ritorno verso est, poi ancora a sudovest, con i segnali del sonar che scandagliavano gli abissi nel tentativo di stabilire di nuovo un contatto con il nemico. E ancora niente da riferire: negativo, negativo, con la nave che pareva andare alla deriva nell'oscurit, quasi senza una meta adesso rispetto alle direzioni ordinate e precise seguite in precedenza.
Signore!. Sand era sull'ala di plancia insieme a lui, scrutava l'oscurit, col vento che soffiava feroce intorno a entrambi, freddo e tagliente. Signore, non sente nessun odore?
Dovrei sentirlo?, domand Krause.
S, signore.
Krause annus l'aria d'istinto, annus di nuovo, riempiendosi il naso di gelido vento. Non era facile in quelle condizioni capire se si percepiva o meno un odore, anche perch, ora che ci si stava mettendo d'impegno, non poteva fare a meno di ripensare alla cipolla cruda mangiata poco prima. Ma di sicuro non era a questo che si riferiva Sand.
Ora  sparito, signore, disse l'ufficiale. No. Lo sento di nuovo. Posso chiedere al signor Carling, signore?
Come preferisce.
Signor Carling, non sente nessun odore?.
Carling li raggiunse e annus anche lui l'aria.
Carburante?, propose, poco sicuro.
La mia stessa sensazione, conferm Sand. Lei non lo sente, signore?.
Carburante! Avrebbe indicato che il sommergibile aveva ricevuto quanto meno un duro colpo. E se ce ne fosse stata una gran quantit, un lago di carburante che saliva dal basso e si stendeva per un miglio di mare, avrebbero in pratica avuto la prova di averlo distrutto. Krause annus di nuovo. Non poteva esser sicuro, o meglio, era quasi sicuro di non sentire nulla.
Non direi, rispose Krause.
Sentinella!, chiam Sand a gran voce. Senti odore di carburante?
Non ora, signore. Ma l'ho sentito poco fa.
Vede, signore?, insist l'ufficiale.
Si affacciarono a guardare le acque scure, a malapena visibili dal ponte. Era in pratica impossibile, con quel buio, stabilire se c'era o meno carburante in superficie.
Non credo ce ne sia, disse infine Krause.
Il piacere che avrebbe provato nel trovare quel carburante lo rendeva ancor pi scettico al riguardo, anche se - non essendo dedito all'auto-analisi - non ne era consapevole e non teneva da conto questa sua peculiarit. Ma l'elevata severit richiesta dall'ammiragliato per le prove di vittoria aveva senza dubbio avuto una grande influenza su di lui.
In questo momento non credo di sentirlo neanche io, signore, ammise Sand. Ma ci siamo allontanati parecchio dal punto in cui l'ho avvertito per la prima volta.
No, rispose Krause. La voce era quasi del tutto priva di inflessione, perch era ben deciso a non far entrare nessuna emozione in quel discorso. Non credo ci fosse nulla che valga la pena menzionare.
Ricevuto, signore, si arrese Sand.
E, a parere di Krause, non valeva letteralmente la pena di menzionare alcunch; questo episodio non avrebbe trovato spazio nel suo rapporto, quando fosse giunto il momento di scriverlo. Non era tipo da provare ad accaparrarsi un merito se non c'erano prove a sufficienza. Esaminate ogni cosa; tenete ci che  buono. Per quanto la possibilit fosse allettante.
Andiamo, disse Krause.
Tutto considerato, sembrava che non ci fosse granch da guadagnare restando sulle retrovie del convoglio. Forse avevano affondato il sommergibile; di sicuro in quel momento era sotto la superficie e ci sarebbe rimasto a lungo, e con ogni probabilit era abbastanza lontano da non rappresentare pi una minaccia per un discreto lasso di tempo. Era di sicuro il momento migliore per tornare in testa alla flotta e prendere parte allo scontro nel quale erano impegnate le altre tre navi da guerra. Quel suo Andiamo non era un invito fatto a mo' di commento; era l'annuncio di una decisione ormai definitiva, come capirono all'istante i suoi ufficiali.
Prenda lei la guida, signor Carling, disse Krause. Voglio tornare al fianco sinistro del convoglio alla massima velocit possibile.
Signors, signore, rispose l'altro e, dopo un momento di riflessione: Avanziamo a zigzag, signore?
No, rispose il comandante.
Avrebbe voluto urlargli contro. Era una domanda assurda, visto che la Keeling avrebbe viaggiato al buio a pi di venti nodi di velocit, ma il fatto stesso che Carling l'avesse posta dimostrava che non era del tutto padrone di s stesso. Un rimprovero severo in quel momento l'avrebbe con ogni probabilit scoraggiato eccessivamente. D'altro canto, affidandogli un incarico abbastanza semplice da portare a compimento poteva aiutarlo a ritrovare stabilit e fare di lui un buon ufficiale, a tempo debito. Compito di un capitano di cacciatorpediniere era costruire, oltre che distruggere.
Ma per quanto fosse necessario lasciare a Carling la guida della nave, non era ancora tempo di abbandonare il ponte. Doveva dare l'impressione di occuparsi d'altro mentre restava pronto a intervenire all'istante in caso di emergenza. And al TBS e ascolt con un orecchio, di spalle a Carling, l'altro orecchio teso a captare cosa l'ufficiale stesse facendo. Carling si comport con una certa naturalezza, chiese alla sala nautica di fornirgli una rotta per la destinazione preposta, diede i giusti ordini al timoniere e impost una velocit di venti nodi.
George a Harry. George a Dicky. George a Eagle, disse Krause nel TBS. Aspett le loro risposte. Sto per arrivare dal fianco sinistro. Fai attenzione, Harry.
Signors, signore.
Non credo di aver affondato il sommergibile che ho inseguito nelle retrovie del convoglio, prosegu lui. Ma forse gli ho fatto prendere un bello spavento.
L'ufficiale inglese che teneva le lezioni sulla guerra ai sommergibili a Casco Bay citava sempre con affetto una storia militare risalente alla guerra precedente, quando due soldati semplici di fanteria avevano messo i vestiti in un macchinario di recente invenzione per il trattamento dei pidocchi.
Diamine, aveva detto poi con amarezza uno di loro, dopo aver esaminato i risultati, questi insettacci sono ancora tutti vivi.
S, aveva risposto l'altro, ma immagino che si siano presi un gran bello spavento.
Di solito - fin troppo spesso - l'incontro tra un U-Boot e un cacciatorpediniere finiva semplicemente col sommergibile costretto a ripiegare, ma senza riportare alcun danno. Per ripulire il mare dalla piaga dei sommergibili bisognava distruggerli; non importava quante volte venivano messi in fuga, i capitani degli U-Boot avevano un esprit de corps che rasentava il fanatismo, e Doenitz usava il pugno di ferro per costringerli a tornare in azione.
Qui invece siamo noi a vivere nel terrore, signore, gracchi il TBS.
C'era forse un rimprovero in quella risposta? Krause avvert una fitta di vergogna nel sentirla. Nessuno pi di lui era acutamente consapevole che i capitani sottoposti al suo comando avevano gi alle spalle due anni e mezzo di guerra e quasi di sicuro erano amaramente risentiti per il caso fortuito che aveva messo alla loro guida un americano di rango a malapena superiore che non aveva mai sparato un colpo in vita sua, pur essendo di quasi vent'anni pi anziano. Ma quando per il convoglio era arrivato il momento di partire, gli Alleati avevano dovuto mettere frettolosamente in piedi un servizio di scorta, e lui era risultato l'ufficiale di grado superiore. Per fortuna quegli uomini non potevano essere al corrente delle altre circostanze che tanto tormentavano il cuore di Krause, marchiato con le parole - una vera e propria condanna, malgrado l'aspetto abbastanza innocuo - idoneo e in servizio, ignorato per due volte quando si distribuivano le promozioni ed eletto capitano solo con l'espansione della marina militare nel 1941.
Quello che invece sapevano era che per due volte quel giorno, nei momenti pi frenetici, il loro ufficiale in comando era sparito nelle retrovie del convoglio. Il fatto che in entrambe le occasioni avesse ingaggiato una disperata battaglia, che la Keeling avesse intrapreso azioni necessarie per le quali in quel momento era la nave pi indicata, non aveva la stessa evidenza per loro. Magari qualcuno aveva gi cominciato a scuotere il capo per l'inesperienza - o peggio - del comandante. Questo genere di pensieri era doloroso, orribilmente doloroso; nonch irritante. Krause sarebbe potuto esplodere in una rabbia furente, ma era suo assoluto dovere evitarlo. Il paziente val pi di un eroe, chi domina s stesso val pi di chi conquista una citt. Era suo dovere restare calmo, parlare in tono piatto, pronunciando ogni parola con chiarezza e senza la minima traccia di emozione.
Sono a sei miglia da voi, disse. Vi raggiunger tra mezz'ora. Arriver dal fianco sinistro. Chiudo.
Si distolse dal TBS con uno sgradevole coacervo di emozioni. Magari quella frase era stata solo un commento fatto alla leggera, eppure lo aveva punto nel vivo.
Credo, signor Carling, disse - e adesso erano altri i motivi per i quali doveva mostrarsi pacato e sereno -, che la nave possa sopportare almeno un altro paio di nodi di velocit. Mettiamola alla prova.
Signors, signore.
Aveva fame e aveva sete, e questo poteva essere un ottimo momento per mangiare e per bere. Non aveva idea di cosa ne fosse stato dell'ultima caraffa di caff che aveva chiesto al messaggero: sapeva solo di non averla neanche assaggiata; l'ultimo caff che aveva bevuto era stato quello gelido portatogli dal cameriere filippino. Affamato e assetato, non aveva tuttavia alcuna voglia di nutrirsi o dissetarsi; con la fatica cui era stato ed era sottoposto, il pensiero del cibo in realt lo nauseava. Eppure era fondamentale che mangiasse e bevesse qualcosa, se voleva essere all'altezza delle sfide che gli si sarebbero presentate.
Messaggero!.
S, signore.
Scendi agli alloggi degli ufficiali. Voglio una caraffa di caff e un panino. Ma senza cipolle. Ricordati di dirlo al cameriere, o ce le metter di sicuro. Aspetta che abbia finito di preparare, poi portami tutto qui.
Signors, signore.
Niente cipolle; se mai si fosse ripresentata l'occasione di sentire odore di carburante, voleva esser sicuro del proprio olfatto. Il momento poteva esser propizio anche per scendere in cabina, sebbene per ora non avesse alcun bisogno di una sortita alla toilette. No; visto che non era necessario, era meglio non lasciare Carling da solo alla guida della nave. Il timoniere, accovacciato sul tavolo con la torcia rossa, si stava sforzando per redigere il diario di bordo. Avrebbe fatto un pessimo lavoro, considerando le recenti manovre della Keeling e senza avere i puntuali rapporti della sala macchine, ma stava scrivendo con grande impegno e celerit. C'era un gran clamore a bordo della nave, voci, il clangore metallico delle scale, e Krause si rese conto che quell'ufficiale stava lavorando cos alacremente perch sapeva che a breve gli avrebbero dato il cambio. Gi le prime sagome buie si affollavano nella plancia. Era finito un altro turno. Il convoglio aveva percorso altre trenta miglia o pi verso la salvezza.
Gioved. Turno della notte: 24,00-04,00
Ha fatto un ottimo lavoro, McAlister, disse Krause mentre si avvicendavano gli addetti al timone. Complimenti.
Grazie, signore.
Con McAlister alla guida, la Keeling si era messa subito sulla scia dell'U-Boot, puntata dritta contro il nemico.
...
Nell'oscurit, Carling esegu il saluto militare e fece il consueto rapporto per il cambio di turno. Pronunci tutte le frasi di rito - di rito, ma non per questo meno importanti - con calma apparente.
Ora sul ponte c' il signor Nystrom, signore, concluse.
Grazie, signor Carling. Ricevuto.
Il tono piatto; era essenziale che non ci fosse l'insinuazione di qualcosa di insolito.
Capitano, la prego, signore, ecco il suo caff.
La voce era piuttosto lamentosa. Il messaggero aveva portato il vassoio su per quattro scale, con la Keeling che balzava sulle onde e i corridoi affollati per il cambio di turno, e adesso c'era folla anche nella plancia e come sempre l'unico posto dove poggiare il vassoio era il tavolo delle carte nautiche, gelosamente custodito.
Sul tavolo, ordin Krause. Timoniere, faccia spazio. Grazie, messaggero.
Poich il comandante aveva scelto proprio quel momento per chiedere il caff, il messaggero aveva perso dieci minuti del suo turno di riposo. Erano le sorti di guerra per quel genere di incarico, ma Krause avrebbe aspettato il cambio di guardia se avesse fatto caso all'orario. Si sfil il guanto destro e lo incastr sotto l'ascella sinistra; la mano era ancora fredda, ma aveva ripreso funzionalit e sensibilit.
Si vers una tazza di caff, armeggiando al buio, e ne bevve un sorso. Scottava, era troppo caldo per poterlo bere, malgrado il lungo tragitto dalla mensa. Ma il sapore e l'aroma furono sufficienti per rimettergli in moto l'apparato digerente. Aveva un gran bisogno di quel caff; era abituato a berne otto grandi tazze al giorno da una vita intera, e aveva sempre ignorato con un certo imbarazzo la consapevolezza di essere come un tossicodipendente assuefatto a una droga.
Mentre il caff si raffreddava, addent il panino. Niente cipolla, solo pane, manzo freddo in salamoia e maionese, eppure si ritrov a morderlo come un lupo, staccando grandi bocconi che masticava con frenesia. Nelle ultime sedici ore e pi di incessante attivit aveva mangiato solo mezzo panino. Questo lo fin in pochi bocconi, poi si lecc oziosamente le ultime tracce di maionese dalle dita prima di tornare a occuparsi del caff. Adesso era alla temperatura perfetta - appena un po' pi caldo di quanto piacesse alla media delle persone - e Krause mand gi l'intero contenuto della tazza senza mai staccarla dalle labbra, per poi versarne un'altra con grande foga. Ne bevve un sorso; la Keeling beccheggiava e rollava, ma lui riusc a tenere la tazza in piano nell'oscurit anche quando uno scossone improvviso gli fece perdere per un attimo l'equilibrio. Quando poi il cacciatorpediniere si impenn, il caff, del quale stava bevendo un altro sorso, gli risal oltre il labbro superiore fino al naso, finendo per gocciolare poi dal mento, ma lui bevve il resto e cerc alla cieca la caffettiera nella speranza di poter riempire una terza tazza. Ovviamente non ce n'era a sufficienza - non ce n'era mai a sufficienza -, da quel che poteva giudicare non restava che un dito sul fondo della caraffa, che gett malamente via.
Gli venne in mente che poteva chiederne un'altra, ma oppose virtuosa resistenza a quella tentazione. Non poteva lasciarsi andare agli eccessi; era in grado di sapersi regolare con il caff, quando ne aveva bevuto abbastanza. Nella frenesia iniziale aveva scostato il tovagliolo dal vassoio, e adesso era impossibile ritrovarlo al buio; il suo fazzoletto era fuori portata vista la mole degli indumenti che indossava, e si pul quindi la bocca con il dorso della mano, sicuro che nessuno potesse vederlo, poi torn a calzare il guanto. Aveva mangiato e bevuto senza un istante di interruzione, e questo ebbe immediate conseguenze sulle sue condizioni; il momento di depressione era finito. Eppure, quando si allontan dal tavolo, fu ben consapevole della stanchezza nelle gambe: era la prima volta che la sentiva. Decise, in quello stesso istante, di non farci caso; gli era gi capitato diverse volte di dover restare in equilibrio a bordo di una nave sballottata dalle onde per sedici ore di fila. Aveva ancora dei compiti da portare a termine, una distesa infinita di giorni e notti di doveri.
Cosa avete sullo schermo radar?, chiese usando il portavoce.
Qualcuno dalla sala nautica gli comunic distanze e rilevamenti; il convoglio era mezzo miglio a poppavia del traverso, sul lato di tribordo. Il radar aveva inoltre captato un segnale, tre miglia pi avanti.
 la corvetta inglese, signore.
Ricevuto.
Lo schermo  molto sfocato, signore. E intermittente, anche.
Ricevuto.
Ora al TBS.
George a Harry. Mi ricevi?
Harry a George. Ti ricevo.
Il tuo rilevamento rispetto alla mia nave  080. Mi vedi sul radar?
S, ti vediamo, rilevamento 262, distanza tre miglia e mezzo.
Ricevuto. Passer a poppa della vostra nave. Ridurr la velocit e comincer da subito a usare il sonar.
Signors, signore.
Krause mise gi il microfono.
Signor Nystrom, ora scenderemo a dodici nodi di velocit. Attivare il sonar.
Signors, signore.
Imposti una rotta per passare a poppa della James e della Viktor. Vediamo di stare ben distanti dal convoglio.
Signors, signore.
La debolezza delle gambe torn a farsi sentire, con suo notevole fastidio. Non poteva ancora permettersi di essere stanco. Ed era tristemente consapevole che, malgrado il pasto recente, la depressione era appena oltre l'orizzonte della sua mente. E lo cap perch, improvviso e atroce, gli venne alla mente il ricordo di Evelyn. Evelyn e il suo giovane e affascinante avvocato di San Diego con i capelli neri. Era un pensiero orribile in quella buia notte nell'Atlantico, in preda alle ire di un oceano invisibile. Evelyn aveva ogni buon motivo per essersi stufata di lui, immaginava. Era un uomo noioso. E aveva litigato con lei, non avrebbe dovuto, ma era difficile evitarlo quando lei lo attaccava per il tempo che passava a bordo della sua nave; non riusciva a capirlo, ed era colpa sua se non era in grado di spiegarglielo. Un uomo pi intelligente le avrebbe chiarito la natura dei propri sentimenti, delle proprie ossessioni. Erano passati tre anni ormai, e il ricordo era amaro come sempre.
Ripensarci era in tutto e per tutto doloroso come l'esperienza stessa. Idoneo e in servizio, parole oscene che significavano cos tanto per lui e cos poco per Evelyn. I litigi, e poi l'agonia lancinante e spaventosa quando aveva saputo dell'avvocato. Quel dolore era ancora vivo, e ben pi forte di qualsiasi trauma fisico Krause avesse mai riportato. Due anni era durato il loro matrimonio; un mese di felicit, di spudorata felicit. Il divertito stupore con cui Evelyn aveva scoperto di aver sposato un uomo che si inginocchiava a recitare le sue preghiere con assoluta sincerit mattina e sera; lo stupore un po' pi stizzito con cui aveva appreso che il marito non era disposto a delegare al suo vice quei noiosi doveri di marinaio per presenziare a una festa; questo aveva guastato un po' i loro rapporti.
Krause cerc di mandar via quei ricordi; poco portato per l'auto-analisi, non poteva sapere che si trattava di una forma di depressione tipica dei turni di notte, che nelle ore in cui la vitalit era in fase di bassa marea, tra la mezzanotte e le quattro del mattino, veniva spesso assalito da rammarichi e nostalgia, malgrado riuscisse sempre a opporsi. A dirla tutta, era proprio per via di quell'avvocato dai capelli neri che lui era l, adesso, tra le onde dell'Atlantico. Aveva chiesto di essere assegnato a una missione nell'Atlantico; non poteva affrontare l'eventualit di vedere Evelyn a San Diego o a Coronado, o di sentire storie e pettegolezzi su di lei. Se non fosse stato per l'avvocato, forse Krause sarebbe morto insieme a tanti dei suoi amici a Pearl Harbor.
Questo poteva sembrare un pensiero consolante, ma per lui non lo era. In parte il suo malumore era dovuto alle tensioni generate dalle operazioni belliche. Krause, come molti bravi combattenti, andava su di giri, provava qualcosa di molto simile all'esaltazione quando era in battaglia, e adesso, in un momento di quiete relativa, ne pagava il costo con gli interessi, un'esperienza ancor pi sofferta perch era la prima volta che la viveva. Un'infinita tristezza lo avvolgeva, pressante e impenetrabile come l'oscurit della notte, mentre se ne stava sul ponte a imporsi una inutile agonia pensando a Evelyn e al suo avvocato, sognando a occhi aperti, a rammaricarsi di non esser riuscito, in chiss quale impossibile maniera, a portare sia esperienza che purezza nel suo matrimonio. Il segnale monotono del sonar era come una nenia funebre per la sua defunta felicit.
Eagle sul TBS, signore, annunci Nystrom, e Krause and a rispondere.
Eagle a George! Eagle a George!.
Un tono di urgenza nella voce dell'inglese.
George a Eagle. Passo.
Abbiamo un contatto, rilevamento 050. Lo stiamo inseguendo.
Mi dirigo verso di lui. Distanza?
 molto lontano.
Ricevuto.
La tristezza era svanita, non solo svanita ma dimenticata, come se non ci fosse mai stata. Krause chiese alla sala nautica di calcolare una rotta.
Prendo io la guida della nave, signor Nystrom.
Signors, signore.
Dicky a George. Dicky a George!.
Il TBS richiese la sua attenzione nello stesso momento in cui lui impartiva gli ordini per la nuova rotta.
Abbiamo anche noi un contatto. Distante, rilevamento 97. E abbiamo anche un segnale sul radar. Rilevamento 101, distanza dodici miglia.
Ricevuto. Vi raggiungo dopo aver aiutato Eagle.
George! George!. Un'altra voce fece irruzione nel circuito. Qui Harry. Mi ricevi?
George a Harry. Ti ricevo.
Abbiamo un contatto radar. Distanza dodici miglia, rilevamento 24.
Ricevuto. Bisognava aggiungere qualcosa a quel ricevuto. Mander Eagle da voi non appena possibile.
Era un nuovo attacco, forse quello decisivo, programmato proprio per quel momento, con il turno della notte ormai a met e la vitalit e l'attenzione degli uomini ridotte al minimo nelle ore pi buie.
Eagle a George. Il nemico ha cambiato rotta. Sembra diretto verso di voi.
Ricevuto.
Contatto sonar, signore. Distante, rilevamento 090.
Ricevuto.
Era praticamente davanti alla sua nave, tanto che al momento non aveva senso cambiare rotta.
Eagle a George. Il rilevamento del nemico rispetto alla nostra nave  271. Distanza un miglio.
Rispetto a noi  090, e risulta molto lontano.
090, molto lontano, signors, signore. Partiamo all'inseguimento.
Io cambier rotta, 085.
085. Signors, signore.
Altrimenti le due navi, separate da poco pi di due miglia di mare, sarebbero finite una contro l'altra nell'oscurit.
Virare piano a sinistra, rotta 085.
Virare piano a sinistra, rotta 085, signore. Teniamo la rotta.
Contatto sonar, davanti a noi, rilevamento incerto. Pieno effetto Doppler.
Effetto Doppler; come Krause aveva immaginato, sommergibile e cacciatorpediniere stavano andando quasi uno incontro all'altro nel momento in cui era arrivato il rapporto.
Eagle a George. Il nemico sta continuando a virare. Rilevamento 276. Distanza millecinquecento iarde. Lo stiamo ancora inseguendo.
Per il momento io rester sulla rotta attuale.
Due navi che si accordavano al buio. L'U-Boot poteva completare quella sua manovra circolare; o poteva tornare indietro disegnando una curva a s. Il problema era decidere se intercettarlo o risospingerlo verso la Viktor, e capire come fare una o l'altra di queste cose, o anche entrambe, senza entrare in collisione con la nave amica o senza creare interferenze alle rispettive strumentazioni di bordo.
Dicky a George! Sto attaccando.
La voce canadese aveva fatto irruzione nel circuito.
Ricevuto.
Krause si sentiva come un giocoliere, impegnato a far vorticare tre sfere in aria contemporaneamente.
Contatto sonar, rilevamento 087. Distanza un miglio. Niente effetto Doppler.
Chi c' al sonar?
Ellis, signore, rispose l'addetto.
Questo era un bene; c'erano minori possibilit che si lasciasse ingannare dalla bolla di un Pillenwerfer.
Eagle a George. A quanto pare il nemico sta virando ancora una volta.
Ricevuto. Io resto sulla rotta attuale.
Il sonar rileva esplosioni lontane, signore.
Ricevuto.
Dovevano essere le bombe di profondit sganciate da Dicky.
Contatto sonar, dritto davanti a noi. Pieno effetto Doppler. Distanza millecinquecento iarde.
Ricevuto. George a Eagle. Il nemico sta venendo di nuovo verso di me. Tenetevi alla larga.
Eagle a George. Signors, signore.
La voce dell'inglese era fredda e salda, senza la minima eccitazione della caccia.
Eagle a George. Noi siamo su rotta 010.
La Viktor era in pratica a poppa dell'U-Boot, pronta a intercettarlo se avesse virato a babordo.
Contatto sonar, dritto davanti a noi. Pieno effetto Doppler. Distanza milleduecento iarde.
Evidentemente il sommergibile non aveva ancora rilevato la presenza della Keeling. Forse quel nemico aveva concentrato tutte le proprie risorse nel tentativo di sfuggire alla Viktor; oppure la strumentazione di bordo era intralciata dalla prossimit con la nave polacca, o resa inefficace dal fatto che U-Boot e Keeling erano esattamente prua contro prua.
Contatto sonar non ben identificato, signore. Forse dritto davanti a noi. Niente effetto Doppler. Distanza approssimativa millecento iarde.
Ricevuto.
Il nemico doveva essersi accorto della Keeling, e stava reagendo di conseguenza.
Contatto sonar, dritto davanti a noi.  una bolla, signore. Distanza mille iarde.
E cos avevano attivato il Pillenwerfer; Ellis se ne era accorto, ma la mossa era comunque servita a impedirgli di capire quale nuova rotta stesse seguendo l'U-Boot.
Probabile contatto sonar. Rilevamento 092. Distanza millecento iarde. La bolla  ancora davanti a noi.
Quindi il nemico aveva verosimilmente cambiato rotta virando a babordo; era la scelta pi sensata. E grazie al Pillenwerfer aveva potuto allontanarsi dal nemico, aveva battuto la Keeling sul tempo.
Timone venti gradi a dritta. Rotta 100. George a Eagle. A quanto pare il nemico ha virato a babordo e sganciato una bolla. Io sto virando a tribordo, rotta 100.
100. Signors, signore.
Contatto sonar non ben identificato, signore, a babordo di prua.
Considerando la virata della Keeling, era comprensibile che il sonar non riuscisse a identificare bene il bersaglio.
Eagle a George. Noi rileviamo solo la bolla, signore. Nessun altro contatto.
Ricevuto.
Il sommergibile si trovava tra la Keeling e la Viktor, e anche se le rispettive rotte avrebbero presto portato le due navi una lontana dall'altra era comunque la strategia migliore, finch non avessero avuto nuove notizie.
Contatto sonar non ben identificato, rilevamento 085. Distanza milleduecento iarde. Sembra sia la bolla.
Era senza dubbio la bolla; ma era difficile immaginare cosa stesse facendo l'U-Boot. Un improvviso e radicale cambiamento della profondit poteva generare ulteriore confusione. Per Krause era comunque meglio continuare con la strategia attuale, anche se sia la sua nave che la Viktor si stavano allontanando dall'ultima posizione in cui era stato rilevato il nemico.
Contatto sonar, rilevamento 080. Distanza milletrecento iarde. Segnale debole.
Si stavano allontanando troppo.
Virare piano a sinistra, rotta 090. George a Eagle. Viro a babordo. Rotta 090.
Rotta 090. Signors, signore.
Teniamo la rotta di 090.
Ricevuto.
Ulteriore contatto sonar, segnale debole, distanza indefinita, rilevamento 350.
350? Dritto a poppa del suo traverso, malgrado l'ultima virata?
George a Eagle. Vi risulta un nuovo contatto, rilevamento 350 dalla mia nave? Distanza indefinita.
Ci proviamo, signore. 350.
C'era qualcosa di strano. Ma era probabile che ci fosse sempre qualcosa di strano quando si dava la caccia nell'oscurit a un nemico sott'acqua.
Eagle a George! Eagle a George! Qualcosa c'. Un segnale molto debole. Rilevamento 220 dalla nostra nave.
Lanciatevi all'inseguimento, allora, presto.
Era a poppavia del traverso anche rispetto alla Viktor. E fin troppo vicino alla salvezza grazie ai rumori delle eliche del convoglio. Quasi fuori dalla zona di pericolo delimitata dalle manovre circolari del cacciatorpediniere. Quel sommergibile aveva ingannato alla perfezione ben due navi da guerra. Difficile immaginare cosa avesse fatto. Forse aveva sganciato due bolle con il Pillenwerfer muovendosi rapido tra loro per allontanarsi poi a una profondit diversa. La Viktor doveva effettuare una virata meno ampia della sua. Era meglio che fosse la nave polacca a inseguire il nemico mentre la Keeling si staccava dalla sua scia e lo raggiungeva dall'esterno.
Timone venti gradi a dritta. Rotta 260.
La Keeling effettu la sua virata, sprofond nella parte bassa di un'onda, squassata dal mare agitato, di nuovo all'inseguimento. I due cacciatorpedinieri continuavano a muoversi in cerchio, captando deboli segnali ed evitando di scontrarsi ogni volta che passavano uno accanto all'altro nell'oscurit. La Viktor si stacc dal convoglio per raggiungere l'U-Boot; la Keeling lo manc nella sua manovra circolare, e lo manc anche la Viktor lungo la traiettoria di rientro. Poi il segnale divenne pi forte. Bombe di profondit dalla Viktor. Bombe di profondit dalla Keeling, boati nel vento della notte, gli abissi insondabili illuminati per un istante, il sonar inutilizzabile e la lunga, ansiosa attesa di poter riprendere la caccia. Rilevamenti e distanze in un fitto scambio di messaggi tra le due navi. Manovre e virate. Il capitano di quell'U-Boot era un individuo assai astuto. Le onde che assalivano il bordo libero quando la Keeling navigava a favore della corrente; cavalloni che si schiantavano contro il castello di prua quando invece andava contro la corrente. Una caccia continua, dove il minimo indizio era di vitale importanza; la fatica di tenere la mente sveglia, in grado di trarre rapide conclusioni da informazioni assai vaghe. L'improvviso arrivo di rapporti dalla James e dalla Dodge, ai lati del convoglio, impegnate a combattere le loro battaglie, altre circostanze che per andavano tenute presenti. Timone a sinistra. Timone a dritta. Ordini ripetuti. Ordini revocati se la Viktor virava a sorpresa. Una logorante partita con la morte, ma mai noiosa, ogni istante carico di tensione.
Timone venti gradi a dritta. Rotta 040.
Timone venti gradi a....
Il sonar rileva siluri in mare, signore.
L'addetto alle comunicazioni interruppe il timoniere mentre ripeteva l'ordine di Krause, e l'atmosfera si fece ancor pi nervosa nella plancia, dove fino a un istante prima sembrava si fosse gi raggiunto il picco massimo della tensione.
George a Eagle. Il nemico ha lanciato dei siluri.
Li abbiamo sentiti, signore.
Teniamo la rotta di 040, concluse il timoniere. Sul ponte di comando regnava senza dubbio una buona disciplina.
Siluri; la preda aveva zanne velenose, e le stava usando per dilaniare i suoi cacciatori.
Il sonar rileva ancora il rumore dei siluri, ma  sempre pi debole, disse l'addetto.
Quindi non avevano mirato alla Keeling. Krause l'aveva gi immaginato, tenendo presente il proprio cambio di rotta e la distanza dal nemico.
Eagle a George. Ci allontaniamo. L'ufficiale di collegamento inglese era senza dubbio pi apatico del solito. Rotta 070. 080.
Krause scrut l'oscurit all'esterno, dove i siluri sfrecciavano a cinquanta nodi di velocit verso la Viktor. Di l a cinque secondi forse si sarebbe innalzata una parete di fuoco dal mare, seguita da una fragorosa esplosione. I sommergibili usavano i siluri contro le navi da guerra meno spesso di quanto ci si potesse immaginare. Erano bersagli troppo piccoli e sfuggenti, col pescaggio troppo basso. E con ogni probabilit i severi ordini di Doenitz imponevano a ciascun U-Boot di adoperarsi per sfruttare tutti e ventidue i siluri in dotazione contro grandi navi mercantili.
Il sonar rileva....
Eagle a George. I siluri ci hanno mancato, signore.
Ricevuto. Anche lui sapeva apparire distaccato come gli inglesi. No; non era il caso; meglio provare a instaurare rapporti pi umani. Sia ringraziato il Signore. Ero in pensiero per voi.
Oh, siamo in grado di badare a noi stessi, signore. Ma grazie lo stesso.
Erano preziosi quei secondi che stavano sprecando in convenevoli. Non c'era tempo da perdere, con un U-Boot che cercava di sfuggire alle loro manovre.
Krause si gir a impartire un secco ordine al timoniere prima di parlare di nuovo nel TBS. Stiamo arrivando, rotta 080.
080. Signors, signore. Ci terremo alla larga a tribordo.
La manovra di evasione cui era stata costretta la Viktor aveva quasi fatto saltare la strategia di accerchiamento: forse era proprio a questo tipo di tregua che aveva mirato il sommergibile lanciando i siluri, con appena la debole speranza di centrare il bersaglio. Era necessario serrare di nuovo le reciproche rotte, continuare l'inseguimento, portare avanti la battaglia, sempre con un cacciatorpediniere che provava a chiudere le distanze e l'altro che virava per intercettare il nemico in fuga, entrambi pronti a scambiarsi i ruoli nell'intricata coreografia di spostamenti nel buio tempestoso; manovre disperate e mai contemplate dagli ammiragli che qualche anno addietro progettavano le esercitazioni di simulazione bellica. Timone a sinistra. Timone a dritta. Bombe di profondit. Tuoni, fulmini e tanta fatica. E la James che sparava proiettili illuminati sul loro fianco sinistro, mentre le sentinelle facevano rapporto sui colpi di cannone in quella direzione e il sonar rilevava le esplosioni distanti con le quali la Dodge ricacciava gli assalitori sulla destra, e il convoglio avanzava lento nell'oscurit, diretto a est, sempre a est, verso una salvezza che pareva infinitamente lontana.
Gioved. Turno del mattino: 04,00-08,00
Poi la voce di Nystrom, mentre la Keeling si immetteva sull'ennesima nuova rotta. Rapporto di fine turno, signore....
Il turno della notte era finito; altre trenta miglia guadagnate. Erano passate quattro ore, met nella mestizia e met in disperata concentrazione.
Ricevuto, signor Nystrom. Cerchi di riposarsi, finch le  possibile.
Signors, signore.
Riposare? Questo riport la sua attenzione sul frenetico dolore che provava alle gambe. I muscoli, sottoposti a uno sforzo inconsapevole per via della tensione mentale, cominciarono a protestare con violenza insieme alle giunture non appena si ferm a riflettere. And con movenze irrigidite verso lo sgabello del capitano nell'angolo di tribordo della plancia. Non si era mai seduto l, mentre erano in mare; aveva una sua teoria, per la quale i capitani non dovessero mai sedersi - teoria gemella di quella che guardava con sospetto a ogni forma di indulgenza verso s stesso - ma le teorie sono suscettibili al fallimento se messe alla prova nella realt. Avrebbe potuto gemere per il dolore e insieme per il sollievo mentre si sedeva, ma si limit a dire: Timone venti gradi a dritta. Rotta 087.
E adesso che si era messo a suo agio si accorse anche che era pi che urgente tornare gi in cabina. La comodit dello sgabello port con s anche l'irresistibile tentazione di tazze su tazze di caff bollente da versarsi in gola. Ma si stavano avvicinando a grande rapidit al nemico. Bisognava contare i secondi. Costringere il cervello stanco a pensare con lucidit, provare ad anticipare la prossima mossa del capitano dell'U-Boot, mentre per la distanza ravvicinata il bersaglio spariva dai sonar.
Signor Pond!.
Prima bomba. Seconda. Cannoni K, fuoco.
Ancora una volta tuoni e fulmini sotto la superficie, ancora una volta decisioni repentine, secchi ordini al timoniere.
Il sonar rileva segnali confusi, signore.
Ricevuto. Signor Harbutt, prenda lei la guida.
Signors, signore.
Con le gambe a malapena riposate, fece una gran fatica a scendere la scala per andare in cabina, sempre con le lenti rosse sopra gli occhi; al ritorno, dovette issarsi con le braccia per sorreggere parte del proprio peso, mentre i piedi cercavano stancamente appiglio un piolo all'altro.
Quella breve tregua dal ponte gli aveva dato modo di riflettere anche su questioni che esulavano dalla attuale e pressante necessit di dare la caccia al sommergibile rilevato dal sonar. Impart gli ordini che ne conseguivano mentre era ancora in cima alla scala, e li sent risuonare dagli altoparlanti nella nave quando rientr nella plancia.
Attenzione. Attenzione. In questo turno lo stato di allarme generale non sar di routine. Verr decretata la massima allerta solo se ce ne sar davvero motivo. Chi non  in postazione, quindi, pu godersi tutte e quattro le ore di riposo, a meno che non insorgano emergenze.
Krause era lieto di aver ragionato sulla faccenda e di aver preso questa decisione. Erano stati a contatto con il nemico per tutto il giorno, e per gran parte di quel tempo era riuscito a gestire la situazione senza dover chiamare tutti ai posti di combattimento. Lo stato di allarme generale che per routine veniva suonato sempre un'ora prima dell'alba avrebbe interrotto il riposo dei suoi uomini, e non era necessario visto che la nave era gi pronta all'azione. Le difficolt e le fatiche imposte da un'allerta di livello due erano gi abbastanza dure. La Keeling era stata equipaggiata con nuove armi e nuove strumentazioni. La presenza degli uomini necessari al loro utilizzo aveva complicato molto la questione degli alloggi, ma non c'erano a bordo abbastanza marinai specializzati per una rotazione a tre turni con un'allerta di livello due, e quand'anche ci fossero stati Krause non aveva idea di dove a quel punto avrebbero dormito o di come si sarebbero potuti nutrire durante il riposo. Questa carenza di personale l'aveva spinto a dividere l'equipaggio in quattro sezioni, stabilendo turni alternati di quattro ore mentre vigeva l'allerta di livello due. Non voleva imporre pesi ulteriori ai suoi uomini, e voleva conceder loro tutto l'agio possibile. Con gli ufficiali era pi fortunato. Quasi tutti avevano turni da quattro ore seguiti da otto di riposo, ma anche loro avrebbero fatto volentieri a meno di uno stato di allarme generale non strettamente necessario.
Per giungere a quella decisione, Krause aveva impiegato tutto il tempo che serviva a scendere e risalire la scala; quando torn in plancia era pronto a riprendere il comando e affrontare il problema pi imminente. Togliersi le lenti rosse era una sorta di gesto simbolico, col quale spostava la sua attenzione dall'interno della nave al suo esterno.
Contatto sonar, segnale confuso, distanza indefinita, rilevamento approssimativo 231.
 la prima volta che stabiliamo questo contatto da quando sono sceso, signor Harbutt?
S, signore.
Dov' la Viktor?.
Harbutt glielo rifer. In quei tre minuti la situazione si era lentamente sviluppata lungo le consuete direzioni.
Prendo io la guida, signor Harbutt.
Signors, signore.
Timone tutto a dritta. Rotta 162.
Timone tutto a dritta. Rotta 162, signore.
Era ricominciata la caccia.
Teniamo la rotta di 162, signore.
Eagle a George. Mi sto avvicinando su una rotta di 97.
Ricevuto.
Una caccia che era gi durata tre lunghe ore. Anche se non avevano causato alcun danno al sommergibile, quanto meno erano riusciti a evitare che attaccasse la flotta; l'avevano risospinto verso un fianco, lontano dall'avanzata delle navi. Tre ore non erano troppe, per la caccia a un U-Boot; la marina militare britannica era in possesso dei rapporti su inseguimenti durati pi di ventiquattro ore. Ma, al contempo, il sommergibile al quale lui stava dando la caccia aveva fatto un uso prolungato delle proprie batterie, sfruttando tutti e sei i nodi di velocit che poteva raggiungere in immersione invece di spostarsi lentamente o restare immobile. Il capitano nemico, pur avendo ancora abbondanti provviste di ossigeno, doveva ormai essere vittima di una certa ansia riguardo alle batterie, anche ipotizzando (cosa assai verosimile) che al momento del primo contatto si fosse immerso da poco, e avesse quindi cominciato quella battaglia con i serbatoi di ossigeno pieni e le batterie cariche.
Ma le preoccupazioni di un capitano di U-Boot, impegnato a sfuggire a due cacciatorpedinieri e alle loro bombe di profondit e con le batterie sempre pi scariche, non erano paragonabili a quelle di Krause. Aveva trascinato il nemico lontano dai fianchi del convoglio, ma cos facendo aveva esposto la parte anteriore ad altri attacchi. La Dodge e la James avevano gi un gran da fare, a giudicare dai rapporti che inviavano appena avevano un momento di tregua. Poteva essere solo questione di tempo prima che il nemico in agguato trovasse i punti deboli che stava cercando. Fare la guardia tutto intorno a una grande flotta con due cacciatorpedinieri e due corvette non era solo difficile; era impossibile, contro un avversario determinato e guidato da ufficiali capaci. Nel primo momento di pausa, mentre venivano sganciate altre bombe di profondit (a tal punto la Keeling e il suo comandante si erano induriti in quelle venti ore di battaglia, che l'utilizzo degli ordigni costituiva un momento di pausa), Krause prov a immaginare quale fosse l'ideale contingente di scorta: altre tre corvette davanti al convoglio, mentre lui e la Viktor fungevano da forza d'assalto; una a coprire le retrovie, s, e anche un altro piccolo contingente d'assalto. Con otto corvette e quattro cacciatorpedinieri si poteva fare un buon lavoro. E poi la copertura aerea! Quell'idea gli sfrecci nella mente come un razzo. Aveva sentito parlare delle piccole portaerei in costruzione; con dei velivoli muniti di radar erano in grado di impensierire seriamente qualsiasi squadrone nemico. Erano in produzione anche nuove navi da guerra e da trasporto, alla massima velocit consentita dalle fabbriche di America, Inghilterra e Canada, glielo assicuravano i giornali e i documenti dell'esercito. In qualche modo avrebbero anche trovato gli uomini da assegnare come equipaggio, immagin Krause, e di l a un anno sarebbe stato possibile fare buona guardia alle flotte civili. Ma, nel frattempo, era suo dovere svolgere la missione come meglio poteva coi mezzi a sua disposizione. L'opera di ciascuno sar ben visibile.
Timone tutto a dritta. Rotta 072, ordin. George a Eagle. Dopo il prossimo attacco, passer di traverso alla tua scia.
Si era dimenticato di sedersi, ma glielo rammentarono i muscoli delle cosce. E lo fecero con dolori atroci non appena si allontan dal TBS. Si accasci sullo sgabello e allung le gambe. Dopo tutto regnava ancora l'oscurit, e gli uomini presenti in plancia non sarebbero comunque riusciti a vedere il loro capitano in una posizione cos sconveniente. Era venuto a patti col suo senso del dovere concedendosi di sedersi perch si rendeva conto che era necessario, ma ancora si preoccupava per l'effetto che avrebbe avuto sulla disciplina e sull'esprit de corps se gli uomini che comandava con tanta severit l'avessero scoperto a battere la fiacca per un motivo cos banale.
La sentinella di poppa ha avvistato colpi di artiglieria nel mezzo della flotta, signore, disse un addetto alle comunicazioni.
Krause torn subito in piedi, giusto il tempo di pensare che fosse una sorta di punizione per l'indulgenza che si era concesso. Eccoli; i razzi salivano nel cielo della notte, rischiarati dalle fiamme; un altro forte bagliore rosso illumin l'opera morta di una nave e fece risaltare quella di un'altra, l'esplosione di un siluro davanti ai suoi occhi; la lunghezza dell'intervallo tra una detonazione e l'altra gli rivel che non si trattava di un lancio simultaneo che raggiungeva pi bersagli. Un U-Boot aveva deliberatamente selezionato le proprie vittime una dopo l'altra.
Contatto sonar, rilevamento 077, annunci l'addetto alle comunicazioni.
Lui e la Viktor erano a contatto con un nuovo sommergibile; la prima mossa falsa del capitano nemico poteva portare alla sua distruzione. Alle spalle di Krause gli uomini morivano nel buio della notte, vittime di un attacco spietato e preciso. Adesso doveva decidere; era il momento pi doloroso della sua vita, anche pi di quando aveva scoperto l'infedelt di Evelyn. Doveva lasciare quegli uomini a morire.
Abbiamo sganciato le bombe di profondit, annunci il TBS.
Se avesse abbandonato la caccia, non poteva esser sicuro di trovare l'altro U-Boot; anzi, era assai dubbio. E ormai quel sommergibile aveva gi fatto i suoi danni.
Il sonar rileva segnali confusi, disse l'addetto. Era dovuto alle esplosioni degli ordigni della Viktor.
Poteva salvare delle vite; forse. Ma nell'oscurit e nella confusione del convoglio allo sbando, anche questo era poco probabile, e nel tentativo avrebbe messo seriamente a repentaglio l'incolumit della sua nave.
Sto per virare a babordo, comunic la Viktor.
Ricevuto.
L'U-Boot che aveva seminato distruzione tra le sue navi ora sarebbe rimasto innocuo per un po', almeno mentre ricaricava i siluri. Krause si sent umiliato e furente da quella necessit di trovare consolazione anche solo per un istante in un pensiero del genere. La furia del guerriero gli innesc dentro una rabbia piena di sgomento, il desiderio di scatenarsi, di colpire alla cieca. Sent la tensione che montava in lui. Avrebbe potuto perdere la pazienza e il controllo, ma si salv grazie a ventiquattro anni di disciplina. Impose a s stesso calma e raziocinio; forse l'aveva imparato ad Annapolis, o forse gliel'aveva insegnato in giovent l'amato padre. Si costrinse a pensare nella maniera pi fredda e scientifica possibile.
Contatto sonar, rilevamento 068.
Virare piano a sinistra, rotta 064. George a Eagle. Sto virando a babordo per intercettare il nemico.
Dietro di lui morivano gli uomini, uomini che lui avrebbe dovuto proteggere, mentre quello che si ritrovava a fare era risolvere mentalmente dei miseri problemi di trigonometria in fretta e con precisione, impartire ordini con calma, comunicare informazioni comprensibili e anticipare i movimenti dell'U-Boot sotto la superficie con la stessa rapidit e costanza con cui l'aveva fatto il giorno addietro. Doveva essere come una macchina, che non conosce emozioni; doveva essere come una macchina, che non conosce la stanchezza. Doveva essere come una macchina, imperturbato dall'eventualit che a Washington e a Londra ritenessero fallimentare il suo operato.
Contatto sonar, rilevamento 066, distanza mille iarde, disse l'addetto alle comunicazioni. Ma potrebbe essere una bolla, signore.
In tal caso, da che parte stava per virare l'U-Boot? A che profondit sarebbe sceso? Si concentr su quei problemi mentre gli uomini della sua flotta continuavano a morire. Diede il suo duecentesimo ordine al timoniere.
L'oscurit adesso non era pi impenetrabile. Fuori bordo si vedeva la cresta bianca delle onde, e lo sguardo dall'ala di plancia arrivava gi fino alla prua. Il giorno veniva verso di loro da est, una transizione incredibilmente lenta dal nero al grigio; cielo grigio, orizzonte grigio e il mare mosso color ardesia. Alla sera sopraggiunge il pianto e al mattino, ecco la gioia. Non era vero. I cieli narrano la gloria di Dio. Anche quei cieli? Quando Krause not l'arrivo delle prime luci gli vennero subito in mente quei versi, gli erano venuti in mente anche quando era nel Pacifico e davanti alle albe caraibiche. Adesso per accolse il chiarore con un disprezzo amaro e sardonico. Il convoglio in disarmo su un fianco; i cadaveri congelati sui gommoni di salvataggio; l'impietoso cielo grigio; la certezza che quell'agonia sarebbe andata avanti finch lui non fosse pi riuscito a sopportarla, e gi non ne poteva quasi pi. Voleva arrendersi, non pensare pi al proprio dovere, al proprio dovere nei confronti di Dio. Poi si ritrasse da quella tentazione.
George a Eagle. Seguo rotta costante. Fatemi spazio. La voce era piatta e precisa come sempre. Lo stolto pensa: Non c' Dio. L'aveva quasi fatto anche lui, malgrado ancora potesse stare a schiena dritta e le gambe dolenti ancora potessero portarlo fino al TBS.
Contatto sonar, rilevamento 067, distanza millecento iarde.
Ricevuto.
Un altro tentativo di distruggere un nemico invisibile. E non solo un altro; decine, centinaia, se necessario. Mentre la Keeling si preparava all'attacco, con l'addetto che ripeteva rilevamenti e distanze, c'era tempo per chinare il capo. Assolvimi dalle colpe che non vedo.
Pronti con le bombe di profondit, signor Pond.
Signors, signore.
Un ordine vanificato dalla virata dell'U-Boot; altra indicazione al timoniere per rimettersi nella posizione giusta; messaggi alla Viktor perch lasciasse spazio. E non stanchiamoci di fare il bene.
Il vento soffiava ancora, e ancora il mare era agitato, la Keeling continuava a beccheggiare, a rollare e a scuotersi. A Krause sembrava di essere sballottato nella tempesta da un secolo ormai. La vista abituata al buio divenne gradualmente sensibile agli interni della plancia, per ore non aveva visto altro che uno o due indicatori luminosi e la torcia rossa del timoniere. Adesso cominciava a profilarsi tutta la scena: la vetrata distrutta, un pannello ancora intero, con un foro di proiettile ben visibile, tutto il resto in frantumi; le schegge di vetro sul pavimento; i suoi vassoi abbandonati: la tazza, il tovagliolo, sporchi e malmessi.
Dia una ripulita a questo caos, signor Harbutt.
Signors, signore.
E, nella luce sempre pi forte, c'era qualcosa di strano anche nell'aspetto della Keeling. L'opera morta era ricoperta di ghiaccio, gelido e bianco. Cavi e tiranti, siluri e scialuppe di salvataggio, c'era ghiaccio dappertutto. Il guidone sulla testa d'albero, invece di garrire al vento, restava immobile in un glaciale cerchio disordinato contro la drizza. Adesso poteva vedere anche la Viktor, dopo una lunga notte di comunicazioni via TBS. Io ti conoscevo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti vedono. La nave si stagliava in bianco sul grigio dello sfondo, ricoperta anch'essa di ghiaccio. Krause la pot osservare mentre eseguiva la virata che gli aveva appena comunicato via TBS. Doveva eseguire una manovra corrispondente; adesso poteva riscontrare a occhio l'esattezza dei suoi calcoli mentali.
Timone venti gradi a sinistra. Rotta 060.
Ormai si poteva senza dubbio parlare di luce diurna. A quell'ora, il giorno prima, aveva fatto cessare l'allarme generale. Oggi aveva risparmiato ai suoi uomini quella ordalia. Era passato solo un giorno? Era stato appena la sera prima che i proiettili avevano dilaniato la plancia? Sembrava fosse trascorso un anno. E a quell'ora, il giorno prima, era riuscito a scendere in cabina; aveva mangiato uova e pancetta, e aveva fatto il pieno di caff. Aveva recitato le sue preghiere e aveva fatto la doccia. Una felicit inimmaginabile. Ricord che nelle ventiquattro ore trascorse da quel momento non aveva ingerito altro che un panino e mezzo e qualche tazza di caff. Ed era rimasto in piedi quasi per tutto il tempo; era in piedi anche adesso. Si trascin - non era pi in grado di camminare - verso lo sgabello e si sedette di nuovo, con i muscoli delle gambe che nel rilassarsi presero a pulsare dolorosamente. Aveva bocca e gola secche; si sentiva nauseato e famelico allo stesso tempo. Guard la Viktor che si avvicinava; ascolt i rapporti dell'addetto alla comunicazione.
Chiedo il permesso di dare il via libera ai fumatori, signore, disse Harbutt.
Krause si sforz di uscire dalla propria concentrazione come un uomo coi piedi affondanti in un pantano.
Permesso accordato. Assecondare la nave, timoniere! Alla via cos.
Attenzione, attenzione, si sent negli altoparlanti di bordo, che trasmisero il permesso da lui appena accordato. Harbutt aveva gi una sigaretta in bocca e si stava riempiendo i polmoni di fumo, aspirando a fondo come se stesse inalando l'aria del Paradiso. In tutta la nave, Krause ne era sicuro, gli uomini di turno sul ponte stavano allegramente accendendo e fumando le loro sigarette; durante la notte chi si trovava in posti visibili dal nemico non poteva usare fiammiferi o tenere una sigaretta accesa. I refoli di fumo gli giunsero alle narici, risvegliando per un istante altri ricordi di Evelyn. Lei fumava, e aveva scoperto con leggero stupore, quasi divertita, che il marito non faceva altrettanto. Quando, di ritorno dal servizio, Krause rientrava nella piccola casa di Coronado, si accorgeva sempre, appena varcata la soglia, del lieve odore di fumo di sigaretta unito al sottile accenno del profumo preferito di sua moglie.
Contatto sonar, rilevamento 064, distanza millecento iarde.
Di nuovo un capitano di U-Boot si era mostrato pi scaltro di lui, andando a tribordo mentre lui aveva pensato di intercettarlo lungo la virata a babordo. Avrebbe dovuto eseguire una lunga manovra circolare per raggiungerlo di nuovo. Impart ordini precisi al timoniere e avvis la Viktor.
Messaggero! Chiedi al ponte di segnalazione se hanno gi in vista la nave del commodoro.
Un'infinit di cose da fare, anche mentre guidava la sua nave per distruggere un nemico che avrebbe distrutto lui alla prima occasione. Un'altra virata; la Viktor non era riuscita a cambiare direzione abbastanza in fretta per usare le bombe di profondit contro l'U-Boot; forse ci sarebbe riuscita la Keeling, a meno che il capitano nemico non avesse preso la decisione giusta al momento giusto, come aveva gi fatto pi e pi volte.
Sta calcolando i tempi, signor Pond?
S, signore.
Rilevamento del contatto 054, distanza ottocento iarde.
L'avevano mancato di nuovo; l'U-Boot si era salvato grazie alla propria maggiore manovrabilit. Dieci gradi a prua della Keeling ed era magicamente al sicuro, con entrambe le imbarcazioni che eseguivano virate pi strette possibili.
Eagle! Qui  George. Dieci gradi a babordo della mia prua, distanza ottocento iarde. Sta cambiando rotta.
Il nostro sonar lo rilevava su distanza indefinita. Stiamo arrivando, signore.
Ricevuto. Io far il giro da tribordo. Chiudo. Timoniere! Timone venti gradi a dritta. Rotta 095.
Timone venti gradi a dritta. Rotta 095, signore. Il messaggero era fermo al suo fianco. Dal ponte di segnalazione riferiscono di avere la nave del commodoro in vista, signore.  appena arrivato un messaggio. Un messaggio lungo, signore.
Ricevuto.
Ed ecco, col suo volto roseo, Dawson, l'ufficiale addetto alla segnaletica, sbarbato e in ordine, con tanto di cartellina dei messaggi.
Qualcosa di importante, signor Dawson?
Niente di speciale, signore. Grazie a Dio. A parte due previsioni meteorologiche, signore.
Altro gelo? Nevicate? Bufere?
Cosa dicono?
Il clima diventer pi moderato, signore. Entro le otto il vento soffier da sud a sudovest con forza tre.
Grazie, signor Dawson.
Mentre tornava al TBS, per un fugace istante Krause pens che ora Dawson sarebbe sceso negli alloggi degli ufficiali e avrebbe fatto colazione. Uova e prosciutto, probabilmente, e frittelle di grano saraceno, una pila di frittelle inondata di sciroppo d'acero... E caff, litri di caff.
Ha invertito la rotta, signore, annunci il TBS. Stiamo virando a babordo, rotta 060, signore.
Ricevuto. Continuate a inseguirlo. Io arriver all'altezza della vostra anca, sul fianco di tribordo. Chiudo. Timone venti gradi a dritta. Rotta 125.
Timone venti gradi a dritta. Rotta 125, signore. Teniamo la rotta di 125.
Ricevuto.
Krause continuava a prendere mentalmente nota di distanze e rilevamenti riferiti dall'addetto. Al momento, non era la Keeling a occuparsi della caccia vera e propria; il compito era assolto dalla Viktor, e lui stava portando la sua nave nella posizione giusta per lanciarsi di nuovo alla carica qualora l'altro cacciatorpediniere fosse stato depistato. In questo ruolo relativamente passivo - anche se era possibile che le due navi si invertissero da un momento all'altro - aveva un po' pi di calma rispetto a quando si trovava alle calcagna dell'U-Boot. Un po' di calma, anche se non poi tantissima, ma almeno gli restava il tempo di prendere il taccuino del messaggero che ancora aspettava dopo esser tornato dal ponte di segnalazione. Tempo di avvertire, prima ancora che gli occhi mettessero a fuoco le parole, una fitta di apprensione allo stomaco mentre si preparava a leggere.
Comandante della flotta al comandante della scorta. Perdite appurate durante la notte...
Quattro nomi che gli si stagliavano di fronte nella brutta grafia dell'addetto alle segnalazioni; continu a leggere, e apprese che la flotta era in gran disordine e forse l'elenco non era completo. La Cadena era riuscita a salvare alcune vite. Il commodoro proseguiva suggerendo la necessit di coprire le retrovie del convoglio, dato il numero di navi rimaste indietro.
Possibile recuperare sopravvissuti.
Eagle a George! Eagle a George! Sta tornando di nuovo indietro. Passer davanti a voi, signore.
Ricevuto. Lancer io l'attacco.
Krause attese la notifica di distanza e rilevamento. Esegu mentalmente i calcoli di trigonometria e pens al comandante dell'U-Boot. Lo intercetter su rotta 120. Chiudo. Virare piano a sinistra, rotta 120.
Ma il rapporto successivo sul rilevamento del nemico gli fece capire che il sommergibile stava virando nella direzione opposta.
Virare a dritta, piano.
Aveva impartito la rotta in base a un'ispirazione, che venne confermata nella sua esattezza quando arriv il nuovo annuncio sulla posizione del nemico.
Assecondare la nave! Virare a sinistra! Alla via cos!.
Contatto sonar, dritto davanti a noi, distanza ravvicinata.
Ispirazione e rapidit nell'agire avevano portato i loro frutti; finalmente aveva quello sfuggente capitano sotto la sua nave. Non si era trattato di una semplice finta, ma di una finta doppia, e ora stava per lanciare un affondo oltre la guardia dell'avversario.
Signor Pond!.
Tutto pronto, signore.
Nessun contatto sonar, signore.
Prima bomba!, disse Pond. Seconda.
Erano partite le bombe di profondit, e un forte boato seguito dall'alto pilastro di spuma contrassegn l'esplosione del primo ordigno. Il sonar, per quanto accurato e sensibile fosse, aveva molti gravi difetti. Non era in grado di calcolare neanche una stima approssimativa della profondit cui viaggiava il sommergibile inseguito, non captava segnali a meno di trecento metri di distanza, poteva essere impiegato solo a velocit pari o inferiore ai dodici nodi, e le bombe di profondit lo rendevano inutilizzabile per diversi minuti. Un capitano di cacciatorpediniere era sottoposto alle stesse limitazioni del cacciatore armato di uno splendido e potente fucile, con dei pesi intorno al polso per limitarne l'arco di rinculo e senza alcuna possibilit di calcolare l'altezza cui si sarebbe involata l'anatra, dovendo inoltre chiudere gli occhi per due secondi prima di premere il grilletto e tenerli chiusi per circa mezzo minuto dopo lo sparo.
Timone venti gradi a dritta. Rotta 210.
In un modo o nell'altro, si sarebbe posto rimedio alle carenze del sonar; una progettazione migliore poteva renderlo pi resistente; e non doveva essere poi cos difficile realizzare un cannone o una sorta di catapulta in grado di lanciare una bomba di profondit a un quarto di miglio... ma a quel punto l'ordigno sarebbe esploso proprio quando la nave ci passava sopra, facendo saltare in aria lo scafo.
Teniamo la rotta di 210.
Ricevuto.
Le esplosioni tonanti e i vulcani d'acqua non avevano generato alcun risultato. Nessuna delle quattro bombe sganciate era esplosa a meno di venti iarde dal nemico invisibile. La Viktor stava completando la propria manovra circolare per passare all'attacco, e il messaggero giunto dal ponte di segnalazione era ancora al fianco di Krause. Questi aveva ora un breve intervallo per distogliere la mente esausta dalla battaglia contro un singolo U-Boot e prendere in considerazione il benessere della flotta nel suo insieme. E poteva rileggere quell'orribile messaggio. C'era la possibilit di recuperare altri sopravvissuti; la possibilit... i siluri avevano colpito diverse ore prima, in un tratto di mare lontano. Se i naufraghi erano a bordo dei gommoni erano ormai morti tra le onde. Ma se avevano una barca, una scialuppa... no, anche un cacciatorpediniere ci avrebbe impiegato un giorno intero a tornare indietro, cercare i naufraghi e poi riunirsi alla flotta.
Eagle a George. Abbiamo il nemico dieci gradi a tribordo della nostra prua, signore.
Ricevuto. Lanciatevi all'inseguimento.
Poteva coprire le retrovie del convoglio? Avrebbe tanto voluto che ci fosse una nave in pi per quel compito. Quattro nomi nell'elenco delle perdite; un totale di sei navi perdute in ventiquattro ore di battaglia. Uomini morti a centinaia. E, nel contingente nemico, un probabile affondamento e uno vagamente possibile. A Washington l'avrebbero ritenuto accettabile, in quella sanguinosa partita a rubamazzo? E a Londra? E Doenitz, nel suo quartier generale corazzato a Lorient? Ma, al di l di cosa pensassero gli altri, era di per s accettabile? Eppure neanche questo contava pi di tanto; Krause aveva un dovere da compiere, tanto nei momenti in cui la guerra sembrava persa quanto in quelli in cui pareva pi vicina la vittoria. Poteva solo andare avanti, continuare a combattere finch ne avesse avuto la forza.
Eagle a George. Lanciamo l'attacco.
Distanza e rilevamento comunicati dall'addetto, e subito elaborati dalla mente esausta. Il tenente Fippler, ufficiale di artiglieria, richiedeva la sua attenzione. Cosa mai poteva volere? Nel frattempo, esplose la prima bomba di profondit della Viktor.
Virare piano a destra. Assecondare la nave. Alla via cos!.
La prua della Keeling puntava verso i margini del settore di mare appena devastato dalle bombe, cos da non perdere tempo per lanciare un secondo attacco, qualora fosse stato possibile. E Krause aveva ancora in mano il taccuino del messaggero, il vento continuava a soffiare - al momento, non c'erano tracce di un clima pi moderato - e la sua nave era sballottata e scossa dalle onde. Restitu il taccuino.
L'ho letto, disse. Non c'era molto altro da aggiungere, al riguardo. Stava facendo gi tutto quello che poteva. Questo  il giorno fatto dal Signore.
Si tenga pronto, signor Pond!.
Signors, signore.
Il successivo rilevamento del nemico rivel che l'U-Boot aveva cambiato direzione, com'era prevedibile.
Timone venti gradi a dritta. Rotta... 320.
Krause era consapevole di quella sua esitazione, e si concesse un breve momento di pausa per indignarsi con s stesso. Aveva dovuto lanciare un'occhiata alla bussola di bordo prima di impostare la rotta; con tutte le distrazioni dalle quali era bersagliato, non era riuscito a tenere bene a mente l'attuale situazione tattica.
Nessun contatto sonar, signore.
Ricevuto.
Prima bomba!, disse Pond.
Krause poteva ora occuparsi di Fippler. Quei pochi secondi in cui le bombe venivano sganciate e scendevano gi nelle acque buie erano per lui scampoli di libert in cui volgere la mente ad altre questioni. Non aveva senso crearsi speranze o aspettative sull'esito di quell'attacco finch gli ordigni non fossero esplosi e non fosse apparsa una prova dell'eventuale danno arrecato.
Allora, signor Fippler?.
Krause rispose al saluto militare. L'ufficiale aveva un atteggiamento molto formale. Un cattivo segno.
Col suo permesso, capitano, devo fare rapporto sull'utilizzo delle bombe di profondit.
Bombe che in quel preciso istante esplosero alle loro spalle.
Dunque?
Trentaquattro sganciate, signore. E con queste siamo a trentotto.
Nelle ultime ventiquattro ore, la Keeling aveva gettato in mare pi di sette tonnellate di esplosivo ad alto potenziale.
E allora?
Ce ne restano soltanto sei, signore. Tutto qua. Ho quelle di riserva che ci siamo tenuti come asso nella manica, le avevamo custodite negli alloggi dell'equipaggio.
Capisco.
Un altro fardello da portare. Un cacciatorpediniere senza bombe di profondit poteva anche essere agile e scattante come un serpente, ma sarebbe risultato innocuo come una tortora. E tuttavia, al momento, avevano appena effettuato un attacco. Doveva occuparsi della sua nave.
Timone venti gradi a destra. Rotta 050.
Un altro minuto - uno solo - per decidere sui prossimi ordini. Il giorno addietro, prima di fare esperienza come combattente, avrebbe speso questo lasso di tempo in attenta osservazione, malgrado non ci fosse nulla da vedere.
Grazie, signor Fippler. Dovremo quindi evitare di sganciare pi bombe contemporaneamente.
Era quello che le avrei proposto, signore.
Restavano solo sei ordigni? In un singolo giorno di scontri avevano consumato quasi tutto l'arsenale. E quel che restava non sarebbe durato a lungo. Eppure i matematici avevano calcolato le probabilit; le dimensioni dell'area di effetto di un bombardamento variavano a seconda del numero di ordigni impiegati. Se si dimezzava il quantitativo, le probabilit di andare a bersaglio si riducevano a un quarto. Se il numero si riduceva a un terzo, le probabilit diventavano un nono. Appena un nono. Eppure, d'altro canto, anche una sola bomba che esplodeva a portata di udito di un U-Boot poteva avere un importante effetto: avrebbe scoraggiato il nemico, l'avrebbe indotto a intraprendere manovre di fuga, almeno per un po'.
Era passato abbastanza tempo perch l'ultimo attacco causasse i suoi danni, posto che avesse centrato il bersaglio. Krause guard indietro dall'anca di tribordo verso la zona in cui la spuma sollevata dalle esplosioni si stava gi diradando. Non c'era nulla da vedere. La Viktor era in attesa, pronta a entrare in contatto col nemico.
E per quanto riguardava i prossimi bombardamenti, l'indomani, al mattino, sarebbe arrivato a portata della copertura aerea. Tutti i documenti segreti che aveva letto e tutte le lezioni seguite a Casco Bay sottolineavano la riluttanza da parte degli U-Boot a entrare in battaglia con la minaccia di un attacco dall'alto. Se davvero il clima era destinato a migliorare, c'era la concreta speranza di avere quel tipo di supporto. Inoltre, era risaputo che da qualche tempo i sommergibili nemici si astenevano dall'attaccare le flotte nel quadrante orientale dell'Atlantico. Lo dimostravano tutte le mappe militari che, mese dopo mese, tenevano conto degli affondamenti.
Eagle a George. Sta virando di nuovo verso l'interno. A tribordo della nostra prua. Distanza circa millecento iarde.
Krause valut a occhio distanze e rilevamenti. Ricevuto. Inseguitelo voi adesso. Noi gireremo intorno.
Signors, signore.
Timoniere, venti gradi a destra. Rotta 095.
Krause visualizz lo schema disegnato da tre bombe di profondit, in fila una dietro l'altra, poi da quattro, a rombo, e un'altra configurazione con tre ordigni, a forma di lettera v. Ricord la lavagna a Casco Bay, e i diagrammi con i piccoli cerchi che mostravano i limiti dell'effetto letale tutto intorno alle trecento iarde di circonferenza che rappresentavano i limiti della possibile posizione del sommergibile. Da un punto di vista matematico, uno schema a quattro bombe era di gran lunga superiore a quello da tre.
Ascolt di nuovo Eagle al TBS, valut la sua rotta, attese il nuovo rapporto del sonar, poi fece virare di nuovo la Keeling a tribordo per allontanarsi.
Nelle precedenti ventiquattro ore era stato molto prodigo con le bombe di profondit, come aveva fatto da bambino con le sue monetine la prima volta che era andato a una fiera di paese. Ma, allora, quando a tasche vuote aveva contemplato tutte le delizie per le quali non aveva pi soldi, un padre gentile e una madre sorridente gli avevano passato di nascosto un decino ciascuno, un decino intero depositato nelle sue mani accaldate, in un'epoca in cui le monete da dieci centesimi servivano a comprare da mangiare per tutta la famiglia. Adesso, per, non c'era nessuno a rinfoltire l'arsenale della Keeling con le bombe che lui aveva sprecato. Krause scosse il capo per mandar via i ricordi che, in un istante, gli si erano affollati nel cervello stanco. Per quel secondo, sulla plancia cupa e grigia, aveva percepito il caldo sole della California, aveva sentito le voci degli strilloni e la musica dell'organo a vapore, l'odore del bestiame e il sapore dello zucchero filato, provando di nuovo l'assoluta sicurezza di un bambino circondato da genitori amorevoli. Adesso era solo, con decisioni da prendere.
Passeremo alle bombe singole, signor Fippler, disse. Dovremo calcolare tutto con esattezza. Tenendo conto della rotta possibile del nemico e del tempo di discesa dell'ordigno a seconda della profondit impostata.
Signors, signore.
Lo comunichi a tutti gli ufficiali addetti alle bombe di profondit al cambio di turno. Io non avr tempo.
Signors, signore.
E lo dica subito anche al signor Pond.  tutto, signor Fippler.
Grazie, signore.
Timone venti gradi a dritta. Rotta 287.
Era la direzione migliore per intercettare il nemico.
George a Eagle! Mi sto avvicinando.
Con una sola bomba non si poteva ragionare sulle possibili manovre di fuga del nemico. Andava sganciata nel punto in cui si sarebbe trovato se non ne avesse intrapresa nessuna. Era un'eventualit poco verosimile; ma le probabilit di successo per qualsiasi altro tentativo erano di gran lunga inferiori. E questo rendeva ancor pi pressante la necessit di mandare la Keeling all'attacco con la maggior precisione possibile. Ma Krause aveva sempre provato a seguire quel principio; non poteva essere pi preciso di quanto lo era stato finora. Doveva ragionare con lucidit e metodo, senza emozioni, al costo di pungolare la mente sfiancata affinch svolgesse le sue funzioni, anche se il bisogno di scendere in cabina stava diventando un'agonia, anche se aveva fame e sete e le giunture gli facevano un male atroce.
Era arrivata l'ora di cambiare approccio, il capitano dell'U-Boot si era forse abituato alla routine seguita fino a quel momento dalla Keeling.
George a Eagle. Questa volta arriver frontale dopo l'ultimo attacco. Tenetevi a babordo della mia prua e mettetevi in scia non appena sar passato.
Signors, signore.
Gioved. Turno del mattino: 08,00-12,00
Krause ascolt i rapporti su distanze e rilevamenti; non era possibile che il sommergibile si dirigesse verso di lui. Si rese conto che, un po' di tempo prima, mentre parlava con Fippler, si era svolto il cambio della guardia. La voce che ripeteva i suoi ordini era diversa; c'era stato un andirivieni di uomini in plancia. Era tornato Carling, che aspettava l'occasione per fare rapporto; ma alle bombe di profondit c'era Nourse, con il microfono gi davanti alla bocca. Fu lieto di vederlo l.
Ricevuto, signor Carling.
Carling aveva dormito per qualche ora, aveva la pancia piena di uova e prosciutto, e non aveva alcuna urgenza di scendere in cabina.
Contatto sonar, rilevamento 282. Distanza ravvicinata.
Erano in una buona posizione per intercettarlo, presto avrebbero incrociato la rotta circolare che, da quel che poteva valutare, l'U-Boot stava seguendo.
Signor Nourse!.
L'ufficiale stava calcolando i tempi con grande attenzione.
Prima bomba!, disse.
L'utilizzo di un singolo ordigno sembr strano, quasi sbagliato, dopo tutti quegli schemi a quattro bombe. La Keeling continu lungo la propria rotta. Poi arriv la Viktor, che vir per passare babordo contro babordo, assai vicina, mutando rapidamente da una prospettiva frontale alla dettagliata immagine di profilo, coperta di ghiaccio, con la bandiera polacca che garriva energica nella brezza e il guidone mosso dal vento; le sagome imbacuccate delle sentinelle erano chiaramente visibili, insieme agli ufficiali sul ponte - Krause non sapeva se l'ufficiale di collegamento inglese col quale parlava fosse l o pi all'interno - e gli addetti alle bombe di profondit nelle loro posizioni scoperte a poppa.
Eagle a George. Sembriamo anche noi dei ghiaccioli come voi, signore?.
E cos oltre a combattere contro gli U-Boot doveva anche scambiare battute. Fu costretto a spronare la mente provata per rispondere con prontezza, pensare a un'arguzia divertente, pur essendo un tipo d'uomo che scherzava di rado. Ragion in astratto su cosa potesse risultare divertente, e se ne usc con una battuta di circostanza. George a Eagle. Sembrate appena tornati dal Polo Nord.
La prua della Keeling impatt sul lato di babordo contro la scia della Viktor subito dopo il passaggio dell'altra nave. Bisognava tornare alle cose serie.
George a Eagle. Sto per virare a babordo. Timoniere, venti gradi a sinistra. Rotta 000.
Stava invertendo la direzione, girava in senso antiorario dopo diverse manovre circolari in senso orario. Ma forse il capitano dell'U-Boot aveva previsto anche questa sua idea.
Krause usc sull'ala di plancia a babordo, camminando con cautela sull'infida superficie, e guard la Viktor che partiva all'attacco. Con quei rilevamenti sempre diversi, non era facile giudicare a vista se stava davvero cambiando rotta nell'inseguire il nemico. Il ponte di comando, malgrado la vetrata in frantumi, era comunque pi caldo dell'ala di plancia quando vi fece ritorno.
Eagle a George.  dritto davanti a noi.
Krause si augur che per il capitano nemico fosse una sgradevole sorpresa sfuggire a un assalitore solo per ritrovarsi subito inseguito da un altro. Sper con tutto s stesso che l'attacco andasse a segno e che le bombe sganciate dalla Viktor trasformassero il sommergibile in un relitto alla deriva. Vide le esplosioni degli ordigni; soltanto tre, uno in scia, gli altri sui due lati. La Viktor aveva usato uno schema a v, quindi; una bomba per la potenziale posizione dell'U-Boot e due per le eventuali virate a babordo o a tribordo.
George a Eagle. Sto per virare a babordo. Lasciate spazio.
Signors, signore.
Timone tutto a sinistra. Rotta 069.
La Keeling si diresse verso il centro del cerchio magico tracciato dai due cacciatorpedinieri con le loro scie.
Contatto sonar, rilevamento 079. Distanza elevata.
Questo faceva pensare che l'U-Boot avesse invertito la rotta dopo l'attacco della Viktor. L'avrebbe appurato con maggior certezza al prossimo rapporto; nel frattempo, doveva continuare a tenere la prua puntata sul bersaglio.
Virare piano a dritta, rotta 079.
Contatto sonar, dritto davanti a noi. Distanza elevata.
Quindi erano su rotte reciproche? Convergenti o divergenti?
Capitano a sonar. C' presenza di effetto Doppler?
Sonar risponde: No, signore.
Ricevuto.
Contatto sonar, dritto davanti a noi. Distanza millecinquecento iarde.
Un sospetto affior alla mente del comandante: a meno che l'U-Boot, colpito, non fosse costretto a restare immobile. Era troppo bello per sperarci davvero, e il rapporto successivo diede ulteriore fondatezza ai suoi sospetti.
Contatto sonar, dritto davanti a noi. Distanza milletrecento iarde. Sembra molto una bolla, signore.
Ed era cos. Era passato del tempo da quando l'U-Boot aveva fatto ricorso allo stesso stratagemma. Ma da che parte aveva virato dopo aver sganciato la bolla con il Pillenwerfer? E l'aveva sganciata prima o dopo l'attacco della Viktor? Sembrava una questione di pura causalit, ma Krause si costrinse ad analizzare ogni dettaglio, controllando la posizione dell'altro cacciatorpediniere, valutando le distanze, cercando di indovinare cosa potesse aver fatto il capitano nemico una volta appreso di avere la Viktor alle calcagna, senza poter appurare se la Keeling aveva virato a babordo o a tribordo. E, per la prima volta da tanto tempo, la Keeling aveva virato a babordo. Forse il capitano dell'U-Boot aveva dato per scontato che seguisse la solita routine, portando il proprio mezzo a babordo. Allora avrebbe dovuto effettuare una ulteriore virata a tribordo.
Virare piano a dritta, rotta 089.
Mentre il timoniere ripeteva l'ordine, arriv un nuovo rapporto.
Contatto sonar, dritto davanti a noi. Distanza millecento iarde. Sembra ancora una bolla, signore.
George a Eagle. Il nemico sta usando il Pillenwerfer. Spostatevi a babordo del mio traverso e cominciate a cercare.
Signors, signore.
Il sommergibile si era conquistato una tregua di due o tre minuti, se non quattro o cinque.
Rilevamento della probabile bolla 099, distanza novecento iarde.
Se avesse saputo qual era la durata di quei marchingegni avrebbe potuto fare una stima pi accurata, ma - rovist tra i ricordi di tutto quello che aveva letto o sentito al riguardo - non gli era mai stato fornito alcun dato in tal senso.
Il sonar ha perso il contatto, signore.
La bolla si era esaurita, quindi, aveva smesso di rimbalzare nel limbo degli abissi, tenuta su dalla sua aria e trainata gi dalla forza di gravit. Alla fine quest'ultima aveva avuto la meglio, e il misterioso oggetto stava ora colando a picco nell'oscurit verso il fondale marino.
Nessun contatto sonar, signore.
Le increspature che si allargavano nello stagno; col passare di ogni secondo, il cerchio che rappresentava la possibile posizione dell'U-Boot diventava sempre pi ampio.
George a Eagle. Non abbiamo contatti sonar.
Neanche noi, signore.
Forse col suo ultimo attacco la Viktor aveva fatto centro; magari subito dopo aver attivato il Pillenwerfer l'U-Boot era stato distrutto da una bomba di profondit esplosa su un lato da distanza ravvicinata; forse era affondato senza lasciare tracce. No; l'eventualit era abbastanza improbabile da non prenderla in considerazione. Il nemico era ancora l, da qualche parte, nei paraggi, infido e pericoloso. Ma, a dodici nodi di velocit, la Keeling era molto vicina alla circonferenza esterna del cerchio entro il quale doveva trovarsi il sommergibile. E la Viktor ne aveva gi attraversato il centro.
Timone venti gradi a sinistra. Timoniere, comunichi tutti i cambi di rotta. George a Eagle. Sto per virare in cerchio a babordo. Fate altrettanto.
Signors, signore. Il sonar ha captato l'eco di una corrente di acqua fredda, signore.
Era molto probabile. Forse il capitano nemico, sempre attento al termometro che registrava le temperature esterne, aveva notato un brusco aumento del gradiente di temperatura, aveva cercato la corrente di acqua fredda che lo generava ed era sceso verso l'abisso, calcolando con gran precisione il proprio assetto, letale e silenzioso, in miracoloso equilibrio sull'invisibile e fragile strato di acque pi dense. Il Signore risiede nel suo santo tempio. Taccia, davanti a lui, tutta la terra! Un pensiero blasfemo.
Rotta 040. 030. 020.
La Keeling stava facendo il giro; i secondi passavano veloci, uno pi prezioso dell'altro. A babordo dell'anca, la Viktor eseguiva una virata meno stretta, cercando in un settore finora inesplorato.
340. 330. 320.
La Viktor era a babordo di prua; poi dritto davanti a loro.
Nessun contatto sonar, signore.
Ricevuto.
280. 270. 260.
Il sonar rileva diversi eco. Nessun contatto.
Ricevuto.
Gli stessi eco rilevati dalla Viktor poco pi lontano. C'erano varie correnti di acqua fredda, e respingevano i segnali del sonar nascondendo l'U-Boot, posto che fosse davvero l immobile. Ma forse era riuscito a dileguarsi senza che loro se ne accorgessero; poteva essere ormai a due o tre miglia di distanza, con l'equipaggio che osservava con sprezzante ironia lo spettacolo dei due cacciatorpedinieri che continuavano a girare in tondo cercando ci che non potevano in alcun modo trovare.
200. 190. 180.
Stavano per completare la loro manovra circolare. Aveva davvero senso proseguire con quella ricerca? Krause affront la domanda con la severa e spietata capacit analitica che applicava al riesame notturno di tutte le sue azioni diurne prima di recitare le preghiere della sera. Abbandonare la caccia sarebbe stato segno di debolezza, una mancanza di coraggio, di risolutezza o di concentrazione? Si rendeva conto di essere esausto; stava lasciando che la stanchezza offuscasse la sua capacit di giudizio? Voleva scendere in cabina; aveva bisogno di mangiare e di bere. Stava lasciando che queste umane debolezze lo allontanassero da una fermezza che invece doveva preservare? Questo era l'unico tipo di auto-analisi che Krause fosse in grado di esercitare. Con l'occhio della mente guard con freddezza il verme strisciante, la creatura debole e peccaminosa che era il comandante Krause, senza spina dorsale al cospetto della tentazione, e inaffidabile se si presentava l'occasione di sbagliare. Eppure, suo malgrado, giunse alla conclusione che forse in questo caso la misera creatura aveva ragione.
120. 110.
Tenere la rotta di 080, ordin. E poi, al TBS: Vado a est, alla testa del convoglio. Rotta 080.
080. Signors, signore.
Fate un ultimo passaggio, poi restate di pattuglia intorno alle navi rimaste indietro.
Restiamo di pattuglia. Signors, signore.
Teniamo la rotta di 080, signore.
Ricevuto.
Non ricordava bene quando fosse cominciata quella caccia, ma dovevano esser passate ormai circa sette ore. Adesso si era arreso. Visse un istante di rammarico, un istante di dubbio. Era gi successo, pi e pi volte, che la caccia a un sommergibile venisse interrotta; ma questo non bastava a sminuire la sensazione di aver fallito. Lungo il lato di babordo della Keeling, poco pi avanti del traverso d'anca, il convoglio era a malapena visibile lungo l'orizzonte. La notte era stata senza alcun dubbio provante, con la distruzione causata dai siluri; la flotta era sparpagliata come una nuvola di fumo sbuffata da un comignolo. La Viktor avrebbe avuto un gran da fare, per coprire il fianco vulnerabile e riportare in formazione le navi rimaste indietro. Krause and stancamente verso lo sgabello e si lasci cadere. I muscoli di cosce e polpacci e le giunture di anche e ginocchia erano in preda a un orribile dolore, e dopo che si fu seduto per una manciata di secondi gli fecero ancora pi male, per via della circolazione che si riattivava. La spossatezza fisica e lo sconforto erano al momento sufficienti per distogliere la sua mente dalla delusione e dai timori sulla propria debolezza di spirito. Tante ore addietro aveva detto alla James che avrebbe mandato la Viktor in suo aiuto; e aveva detto alla Dodge che sarebbe arrivato lui stesso a dare manforte. Aveva fatto quelle promesse a cuor leggero, seppur condizionate - non appena possibile; dopo aver aiutato Eagle -, senza sospettare quanto lunga e inutile sarebbe stata la caccia. Chiam le due navi al TBS e ascolt i loro rapporti, concentrandosi al massimo per prestare attenzione. La Dodge era a sette miglia di distanza, a tribordo di prua - ecco quanto si era dovuta spingere lontano durante le sue operazioni notturne - e stava tornando in postazione, dopo aver perso contatto con il nemico. Guardando in quella direzione col binocolo, riusc a malapena a intravederla, un punto pi nitido contro il confuso orizzonte. La James era sul fianco sinistro oltre il convoglio, fuori visuale ma vicina alla propria postazione.
Un momento, prego, signore, gli arriv dal TBS, frasi cos stranamente simili a quelle di un centralinista e in netto contrasto con la consueta precisione dell'ufficiale inglese.
Poi, all'orecchio di Krause, si present una nuova voce. Qui  il tenente comandante Rode, signore.
Buon giorno, capitano, disse Krause. La formalit era sempre un brutto presagio.
Non appena saremo a portata visiva dovr farle rapporto, signore. Sto approfittando di questa occasione per avvisarla al riguardo.
Non pu dirmi tutto adesso?, chiese Krause.
No, signore. Jerry ha usato questo stesso circuito pi di una volta durante la notte. Hanno un ufficiale di lingua inglese che interviene con osservazioni poco cortesi, e non vorrei che sentisse quello che ho da dire.
Ricevuto, capitano. Attender il suo rapporto.
Non potevano che essere pessime notizie, ovviamente. Quasi di sicuro problemi relativi al carburante; carenza di bombe di profondit, anche questo era assai verosimile. Ma, al momento, Krause aveva un suo personale problema, l'estrema necessit di scendere in cabina per andare alla toilette. Dopo aver rimandato per ore, non appena ci pens scopr che non poteva aspettare un minuto di pi. Charlie Cole stava entrando in plancia.
Concedimi un minuto, Charlie, disse Krause. Poi, pi formale: Prenda lei la guida della nave, signor Carling.
Signors, signore.
Mentre si calava con pesantezza dalla scala, trasse una certa consolazione dal pensiero che sul ponte ci fosse Cole, anche se ufficialmente il comando delle operazioni era affidato a Carling. Risal la scala con la stessa pesantezza. La nave, che tanto gli era nota e familiare, gli pareva adesso in tutto e per tutto estranea. Nelle sue attuali condizioni, le immagini, i suoni e gli odori che conosceva tanto bene sembravano minacciarlo, come scogliere frastagliate intorno a un vascello che si avventura in uno stretto tratto di mare inesplorato. Era rimasto cos a lungo sul ponte, e in uno stato di concentrazione cos intenso, che il mondo esterno sembrava irreale; un mondo che, inoltre, doveva continuare a tenere lontano dalla mente, cos da non ostacolare i propri ragionamenti.
Risalire l'ultima scala verso il ponte, dove c'era Cole ad aspettarlo, gli richiese un grande impegno fisico, e quando ci fu riuscito and a sedersi senza vergogna sullo sgabello.
Le ho ordinato qualcosa da mangiare, signore, disse Cole. Immagino non ci sia modo di convincerla a consumare il pasto nella sala degli ufficiali.
Esatto, rispose Krause.
Era ancora concentrato nel tentativo di mettere insieme i vari dettagli per rendere il suo operato quanto pi efficiente possibile. Punt lo sguardo su Cole; il volto carnoso e abbronzato era segnato dalla stanchezza. Sulle guance era spuntato uno spesso velo di barba, cosa insolita, poich il tenente comandante Cole era assai attento al proprio aspetto.
Hai passato la notte nella sala nautica, disse Krause, in tono d'accusa.
Gran parte della notte, signore.
Hai mangiato qualcosa?
Non molto, signore. Stavo appunto per andare.
Ti conviene che sia vero. Voglio che tu faccia una sana colazione, Charlie.
Signors, signore. Prima vado solo un attimo a poppa per vedere se....
No. Te lo proibisco, Charlie. Una sana colazione, e poi voglio che riposi per almeno due ore.  un ordine, Charlie.
Signors, signore.
Almeno due ore. Dico sul serio, Charlie.
Signors, signore.
Ci fu appena mezzo secondo di esitazione nel saluto di Charlie Cole. Non voleva lasciare il suo capitano l sul ponte, con il volto pallido, le guance scavate e gli occhi sgranati. Ma non c'era possibilit di discutere, davanti a un ordine chiaro e tondo. Era cos che funzionava la disciplina navale, li teneva tutti in una morsa rigida che non faceva altro che serrarsi ancor di pi per le esigenze di guerra. La Keeling era al cospetto di un nemico e Krause era in plancia, a svolgere il proprio dovere, ed era inconcepibile che vi si sottraesse. Il regolamento interno della marina militare e tutto il suo codice legislativo erano piuttosto perentori al riguardo. Qualsiasi alternativa richiedeva dei voli pindarici pi arditi di quelli di un folle. Krause poteva convocare l'ufficiale medico in cabina, farsi dichiarare non idoneo al servizio per poi lasciare la postazione e concedersi un periodo di riposo. Ma solo un folle poteva pensare che un ufficiale si sottoponesse sua sponte a una tale umiliazione, e non bastava neanche la mente di un lunatico per immaginare che potesse farlo un uomo dal ferreo orgoglio e l'implacabile senso del dovere come Krause. Di sicuro questa possibilit non arriv neppure alla fase embrionale nella sua mente. Era lontana dai suoi pensieri come poteva esserlo l'abbandono dei propri doveri, vale a dire che non esisteva affatto.
Era intanto arrivato il messaggero con un vassoio.
Il vicecomandante mi ha detto di portarle prima questo, senza aspettare il resto, esord.
Era caff; servito con l'inevitabile aggiunta di panna e zucchero che lui non usava mai, eppure guard il vassoio come Galeazzo davanti al santo Graal. Si tolse subito i guanti e prese la caraffa. Aveva le mani intorpidite, e gli tremarono un po' mentre riempiva una tazza. La bevve tutta d'un fiato, la riemp ancora e bevve di nuovo. Il tepore del caff che gli entrava nell'organismo gli fece notare che aveva freddo; non era pi un gelo acuto e doloroso, ma lo pervadeva tutto e gli sembrava che non sarebbe passato mai pi.
Portamene un'altra, disse, mentre rimetteva la tazza sul vassoio.
Signors, signore.
Ma mentre il messaggero faceva per andar via, arriv al suo posto il cameriere filippino, anch'egli con un vassoio tra le mani; era coperto da un panno bianco, i cui declivi e le cui vallate lasciavano ben presagire. Quando Krause lo sollev, vide le meraviglie che celava. Uova e pancetta... no, uova e prosciutto, con frittelle di patate! Pane tostato, marmellata e altro caff! Charlie Cole era un uomo eccezionale. Eppure, a riprova di quanto stanche fossero le sue gambe, Krause rimase seduto a rimirare quelle delizie chiedendosi cosa fare. Lo sgabello era semplicemente troppo alto perch potesse tenere il vassoio sulle ginocchia; l'alternativa era appoggiarlo sul tavolo delle carte e mangiare in piedi, decisione che prese dopo una breve esitazione.
Sul tavolo, disse, poi segu zoppicando il cameriere.
Avvicinandosi al vassoio ebbe un altro momento di esitazione. Sembrava quasi che non fosse pi affamato; era l l per dire al cameriere di riportare tutto via. Ma dopo i primi bocconi quella sensazione svan. Mangi in fretta, col vento freddo che entrava dalle vetrate distrutte e soffiava in tutta la plancia. Le uova strapazzate forse non erano la cosa pi comoda da mangiare in piedi su un pavimento che continuava a ondeggiare, ma non ci fece caso, neppure quando le prime gocce gialle gli caddero sul cappotto. Usando il cucchiaio a mo' di badile, si riemp la bocca di patate. Spalm la marmellata sul pane con un coltello sporco d'uovo. Ripul il piatto con l'ultimo pezzo di pane e mangi anche questo. Poi una terza tazza di caff, non trangugiata con la stessa ferocia delle prime due, ma bevuta con pi calma, assaporandola da vero appassionato, con il piacere ulteriore di sapere che ce n'era ancora una quarta da mandar gi. Piacere che non venne sminuito neppure dall'improvviso ricordo di un dovere che non aveva ancora compiuto. Chin il capo per un momento.
Grazie, Signore, per la tua misericordia....
Un tempo al suo fianco c'era stato un genitore affettuoso e comprensivo. Krause si riteneva fortunato; suo padre era capace di sorridere per le scusabili malefatte di un ragazzino, pur conducendo a sua volta la vita di un santo. Solo dopo aver quasi finito di consumare quel pasto delizioso il comandante venne turbato dai sensi di colpa per non aver reso grazie. Una mancanza comprensibile e perdonabile. La lettera uccide, lo Spirito d vita. Il suo giudice pi severo e implacabile, del quale aveva un gran timore, era egli stesso, ma per fortuna questo giudice non si occupava mai dei peccati di liturgia.
Fin la terza tazza e la riemp di nuovo, poi si volt verso il messaggero appena arrivato con un'altra caraffa su un vassoio. Aveva dato quell'ordine prima che gli venisse portata la colazione, e ora ne contempl gli esiti con un certo stupore.
Non posso berlo adesso, disse, e si guard intorno in cerca d'aiuto. Signor Carling, vuole una tazza di caff?
Volentieri, signore.
Carling era su quel gelido ponte da ben due ore. Si vers una tazza di caff e vi aggiunse panna e zucchero, a ulteriore riprova del tipo d'uomo che era.
Grazie, signore, disse poi, sorseggiando la bevanda.
In quel momento di benessere fisico, Krause si concesse di ricambiare il suo sorriso. Poi, con la coda dell'occhio, vide un segnale lampeggiare all'orizzonte, lontano a nord. Doveva essere la James che gli mandava il messaggio a proposito del quale era gi stato avvisato, ma questo non gli imped di finire la quarta tazza di caff con immutato piacere. Si infil di nuovo i guanti sulle mani ghiacciate, disse al cameriere di portar via il vassoio e torn zoppicando verso lo sgabello. Quel pasto aveva dissipato parte della stanchezza; si stava sedendo proprio per evitare di affaticarsi pi del necessario. Una giornata intera di battaglie l'aveva reso un veterano di guerra.
Non appena si fu accomodato, giunse dal ponte di segnalazione la trascrizione del messaggio.
James a comandante della scorta, a causa dell'azione prolungata durante la notte...
Esattamente quello che si aspettava. La James era vicina al punto critico, riguardo al carburante. Ed era rimasta con appena nove bombe di profondit. Una giornata di viaggio a buona velocit o mezz'ora di caccia al nemico l'avrebbero in pratica prosciugata. Il messaggio conteneva solo un freddo elenco dei fatti; non c'erano ipotesi o deduzioni, e la sola scusante veniva fornita nella frase iniziale. Se l'avesse congedata ora, la James sarebbe arrivata a Derry in tutta sicurezza, seguendo un'andatura moderata. La decisione di trattenerla era assai discutibile. Riusciva quasi a vederla, la piccola nave da guerra, immobile e impotente al largo dell'Irlanda, facile preda per qualsiasi nemico - e potevano essercene tanti - nel cielo, nelle profondit del mare o anche in superficie. Eppure, aveva ancora una sua utilit nella scorta al convoglio. Grazie ai cannoni era superiore - seppur di poco - a un sommergibile in superficie. Le nove bombe di profondit rimaste a bordo, se sganciate una per volta ma al momento giusto, potevano tenere il nemico lontano dalla flotta per ore, una tregua di vitale importanza. Il sonar poteva guidare la Keeling o la Viktor in un attacco decisivo; anche il continuo e monotono segnale, se captato da un U-Boot in ascolto, avrebbe avuto un effetto deterrente.
Se avessero superato un altro giorno e un'altra notte potevano aspettarsi la copertura aerea, e a quel punto non sarebbe risultato poi troppo difficile trainare la James, poteva farlo una delle navi mercantili. Krause valut i pro e i contro. Il capitano della James aveva fatto senza dubbio la cosa giusta attirando l'attenzione del suo ufficiale in comando sulle condizioni della propria nave; ometterlo sarebbe stato un segno di negligenza. Adesso la responsabilit ricadeva su Krause. Prese matita e taccuino e cominci a vergare la risposta. Malgrado il caff bollente che aveva bevuto, si era scaldato a malapena abbastanza da poter scrivere con una grafia leggibile.
Comandante della scorta a James. Proseguite utilizzando con la massima parsimonia carburante e munizioni.
Questa parte era facile, una volta presa la decisione. Ma forse era il caso di aggiungere una parola di incoraggiamento, e gli risult strano che la sua mente, ancora capace di recepire e analizzare fatti e notizie, recalcitrasse come un mulo ostinato davanti a quell'ulteriore incombenza. Scrisse: non possiamo fare a meno di voi, e poi, con grande fermezza, tracci tre spesse linee sopra la frase, per accertarsi che non venisse trasmessa. Erano in tutto e per tutto sincere, ma una persona suscettibile o permalosa poteva leggerci la risposta a un'implicita richiesta di esser sollevati dal dovere di scorta, richiesta niente affatto presente nel messaggio che aveva ricevuto. Krause non voleva offendere nessuno, a meno che non fosse funzionale alla causa per la quale stava combattendo, e chiaramente umiliare il capitano della James non sarebbe servito a questo scopo. Rimase seduto, con la matita a mezz'aria, pensando alla cosa giusta da dire.
Non gli venne nessuna ispirazione. Non gli restava che l'abusato augurio al quale dovette far ricorso, dal momento che la mente si rifiutava di pensare a un'alternativa migliore.
Buona fortuna.
Stava per restituire il taccuino al messaggero, quando gli venne un'idea.
Ne abbiamo tutti bisogno.
Cos avrebbe stemperato la fredda ufficialit di quella frase. Krause sapeva in via teorica che un minimo di calore umano era opportuno in queste relazioni, anche se personalmente non ne aveva mai sentito il bisogno. Per lui sarebbe stato pi che normale obbedire e morire in conseguenza di un ordine mal formulato da un suo superiore, senza alcun risentimento per la mancanza di una qualche parola di cortesia. Al momento provava una certa invidia per il capitano della James, il quale adesso non doveva fare altro che obbedire agli ordini e non aveva altre responsabilit se non metterli in atto al meglio delle sue capacit professionali. Krause consegn il taccuino al messaggero. Sii fedele fino alla morte - quasi le pronunci davvero queste parole - e il giovane, che stava per eseguire il saluto militare, vide che apriva e chiudeva la bocca e aspett pensando che avesse altro da aggiungere.
Al ponte di segnalazione, gli disse lui, brusco.
Signors, signore.
Quando il messaggero and via, Krause si accorse di provare una nuova, strana sensazione. Al momento, non era costretto a fare alcunch. Per la prima volta da pi di ventiquattro ore, non doveva prendere decisioni istantanee e importanti. C'erano almeno un centinaio di compiti minori di cui poteva occuparsi, ma aveva la reale opportunit di scegliere tra questi a suo piacimento. Mentalmente spossato, contempl quella inedita circostanza come chi in sogno - non durante un incubo, per - riflette su un nuovo e bizzarro sviluppo di ci che sta sognando. Neppure l'arrivo e il saluto di Carling poterono mutare quella sua nuova realt.
Il prossimo cambio di rotta  previsto tra cinque minuti, signore, annunci l'ufficiale.
Ricevuto.
Era una manovra di routine, che avrebbe interessato l'intero convoglio, e l'avviso di Carling era solo conseguenza degli ordini dati dallo stesso Krause. Ma la flotta poteva eseguire quel compito senza che fosse richiesto il suo intervento. Eppure... forse era il caso di intervenire. Il convoglio non era perfettamente in formazione, e una virata avrebbe peggiorato e prolungato lo stato di disordine. Magari era addirittura meglio non effettuare la manovra. Krause prov a redigere mentalmente l'ordine che avrebbe trasmesso al commodoro: Cambio di rotta annullato, tenere la rotta attuale. No. Meglio lasciare che tutto proseguisse come doveva. Le navi della flotta si aspettavano di dover virare, e un ordine del genere poteva causare una grande confusione. Confusione che si sarebbe poi ripresentata al momento del successivo cambio di rotta. Ordine, contrordine, disordine; quella frase era stata citata in pi di una lezione ad Annapolis, e nei suoi venti anni di servizio si era rivelata esatta in decine di circostanze diverse. Avrebbe lasciato che tutto andasse secondo routine.
Il commodoro sta segnalando il cambio di rotta, signore, disse Carling.
Ricevuto.
Che stava succedendo? Un'altra strana novit. Una luminosit irreale sul cupo ponte di comando. Il grigiore del mattino si stava rischiarando; era incredibile. Su in alto, pi avanti a tribordo del traverso, Krause pot addirittura scorgere il sole, pallido e debole, pi simile alla luna, ma pur sempre il sole, a malapena visibile attraverso il sottile strato di nuvole che attraversava il cielo. Il sole; per cinque secondi fu davvero luminoso, abbastanza perch i puntali del ponte proiettassero ombre sbiadite che si muovevano col rollio della nave. Ombre che durarono poco, spostandosi una volta a babordo e poi a tribordo prima di sparire di nuovo quando il pallido astro svan del tutto dietro le nubi. Dolce  la luce e agli occhi piace vedere il sole.
Manovra in esecuzione, signore, annunci Carling.
Ricevuto.
Krause sent gli ordini per il timoniere che venivano pronunciati e ripetuti. Poi, un istante dopo, o cos gli parve, si ritrov a cadere dallo sgabello, scivolando da un lato, sprofondando senza fine come a volte gli succedeva negli incubi. Si riprese, dopo aver vacillato per non pi di un paio di centimetri. Non era stato un incubo. Si era addormentato ed era quasi piombato gi dallo sgabello. Si raddrizz e tese le spalle, profondamente sconvolto dal proprio comportamento. E il dormiglione si vestir di stracci. Era stata una vera disgrazia lasciare che il sonno lo cogliesse cos alla sprovvista. Non gli era mai successo nulla del genere. Erano trascorse appena trenta ore da quando si era svegliato in vista dell'allarme generale di routine del giorno addietro, dopo ben due ore di sonno. Non aveva alcuna giustificazione per essersi appisolato in quel modo. Ma adesso sapeva di dover stare in allerta. Aveva scoperto le insidie del nemico contro il quale stava combattendo. Non avrebbe permesso che accadesse di nuovo. Si alz dallo sgabello e rimase dritto in piedi. La protesta dei muscoli delle gambe l'avrebbe aiutato a stare sveglio; e ora che dovevano reggere il suo peso, anche i piedi gli facevano male. Gli sembrava in realt che le scarpe fossero troppo strette, come se durante la notte avesse preso un numero in pi. Pens per un momento di togliersele - malgrado le avesse con s da tempo senza problemi - e di mandare qualcuno a prendere le pantofole nella sua cabina. Ma l'idea fece appena in tempo a prender forma e poi fu subito spazzata via. Il capitano di una nave doveva fungere da esempio, e non poteva mai farsi vedere in postazione con le babbucce ai piedi; l'indulgenza verso s stesso, fisica o morale che fosse, era pericolosa e infida, ne aveva appena avuto un chiaro esempio, addormentandosi sullo sgabello. Inoltre - inoltre - se fosse rimasto in quella posizione abbastanza a lungo, magari i piedi avrebbero perso sensibilit, cos da non causargli pi tanto dolore.
Signor Carling, sarebbe meglio se impostassimo una rotta di 120 per fare un altro giro di pattuglia davanti alla flotta.
120. Signors, signore.
Qualche minuto prima il segnale del sonar gli aveva cantato una monotona ninna nanna che l'aveva accompagnato nel sonno. Adesso era un monito severo e insistito affinch facesse il suo dovere. Non conceder sonno ai miei occhi, n riposo alle mie palpebre. Non si sentiva gli occhi gonfi o secchi; non gli costava nessuno sforzo tenerli aperti. Era stato tradito anche dal cibo che aveva consumato, e che l'aveva avvolto in quel torpore che si accompagna alla saziet, altro esempio ancora dei pericoli dell'indulgenza.
Ma tutte quelle riflessioni svanirono all'istante quando sent risuonare il campanello di allarme attraverso il portavoce.
I piedi non gli facevano pi male quando and a rispondere. Qui  il capitano.
Capitano, signore,  appena comparso un segnale sul radar. Almeno credo si tratti di un segnale, signore. Lo schermo  davvero in pessime condizioni. Il rilevamento del segnale  092, distanza nove miglia. Ma  appena sparito. Non saprei, signore.
Era meglio virare in quella direzione o tenere la rotta attuale? In quel momento stavano per passare tra la flotta e la posizione di quel potenziale contatto; era dunque meglio proseguire senza cambiamenti.
Credo ci sia di nuovo, signore. Vorrei tanto poter essere pi sicuro.
Per diversi giorni il radar aveva funzionato nel migliore dei modi in cui un radar pu funzionare; c'era da aspettarselo che facesse le bizze da un momento all'altro. E a quella distanza - Krause conosceva gi i valori, ma esegu automaticamente i calcoli - un sommergibile a pelo dell'acqua sarebbe a malapena comparso sullo schermo di un radar. In ogni caso, la rotta attuale era comunque accettabile per la prossima manciata di minuti.
Che rilevamento avrebbe il segnale per la Dodge?, chiese nel portavoce. Era in grado di arrivare mentalmente alla risposta con buona approssimazione, e si sarebbe fidato di quei dati durante un momento di concitazione, ma adesso poteva concedersi il lusso del tempo.
070, distanza tredici miglia e mezzo, signore, risposero dalla sala nautica.
L'antenna radar della piccola nave non era alta come quella della Keeling; non poteva dunque fornire nessuna conferma, e di sicuro al momento non c'era la possibilit di effettuare un rilevamento incrociato.
Ricevuto, disse Krause.
Se si tratta davvero di un contatto, signore, prosegu l'ufficiale al portavoce, distanza e rilevamento sono costanti. Forse  solo un problema dello schermo.
Ricevuto.
Poteva davvero trattarsi di un malfunzionamento del radar, tuttavia... Krause usc sull'ala di plancia a tribordo e guard oltre l'anca della nave. Purtroppo il convoglio produceva un'enorme massa di fumo. I capitani delle varie navi dovevano aver richiesto uno o due nodi di velocit in pi per tornare in postazione, e quello era il risultato. Col vento sempre meno forte, il fumo arrivava pi in alto del giorno precedente; avrebbe rivelato la posizione della flotta anche a cinquanta miglia di distanza. Un sommergibile non avrebbe fatto alcuna fatica ad avvistarli, e se di conseguenza avesse dovuto eseguire una manovra di avvicinamento avrebbe facilmente tenuto distanza e rilevamento costanti rispetto alla Keeling. A che serviva il radar se tutte le navi che doveva proteggere annunciavano la propria presenza su distanze che andavano ben oltre la portata del radar stesso?
Non c'era amarezza nell'anima di Krause mentre si poneva questa domanda. Aveva ormai superato la fase del rammarico, come aveva superato la foga della battaglia. In una sola giornata, era maturato in maniera notevole. L'eccellente educazione ricevuta da bambino; il buon addestramento ad Annapolis; una lunga esperienza in mare; nulla di tutto ci era importante quanto le ventiquattro ore passate a contatto con il nemico. Si accorse che la mano coperta dal guanto che teneva appoggiata sulla ringhiera aveva staccato una sottile patina d'argento; c'era anche una fila di gocce d'acqua lungo la curva inferiore della ringhiera stessa. Una cascata pronta a scorrere. Il ghiaccio si stava sciogliendo sui tiranti e i sostegni. Il guidone si era scongelato ed era finalmente tornato a sventolare. Krause si sentiva calmo, malgrado ci fosse forse un sommergibile non molto lontano dalla portata dei suoi cannoni, e la marcata differenza tra l'attuale serenit e l'emozione con cui il giorno addietro aveva accolto il primo contatto con un U-Boot non era dovuta all'apatia della stanchezza.
In plancia giunse dal portavoce un messaggio per lui. Non ho pi nulla sul radar, signore.
Ricevuto.
Continuarono ad avanzare in diagonale davanti al resto della flotta. La Dodge era in piena vista al suo posto, oltre il lato di tribordo.
Permesso accordato, rispose Carling al telefono. Si accorse dello sguardo del comandante e si spieg: Ho dato il permesso di cambiare i cavi del timone, signore.
Ricevuto.
Era per ordine dello stesso Krause che la decisione spettasse all'ufficiale sul ponte di comando, e Carling aveva accordato quel permesso senza consultarsi con il suo capitano, come era autorizzato a fare. Se davvero c'era un sommergibile poco oltre la portata del radar, forse il momento non era dei migliori. Ma quell'operazione andava svolta ogni giorno, e in quel frangente non erano in effettivo contatto con nessun nemico. E andava riconosciuto a Carling il merito di essersi assunto una responsabilit; era possibile che avesse imparato qualcosa anche lui nelle ultime ventiquattro ore.
Grazie alla posizione in cui si trovava la Keeling, si poteva facilmente godere di una buona visuale sulla met di tribordo della flotta; la visibilit era senza dubbio di nove miglia adesso. Grazie al binocolo Krause pot osservare le navi, diverse per colori e modello, che ancora erano rimaste indietro; e, a seguirle da presso, not l'inconfondibile albero di trinchetto della Viktor, che le stava scortando verso il convoglio. Erano sempre pi vicine.
Soddisfatto, Krause diede l'ordine.
 arrivato il momento di tornare indietro, signor Carling, disse.
Signors, signore.
Il comandante si finse distratto; era suo dovere appurare come Carling avrebbe reagito.
Timone venti gradi a sinistra. Rotta 060, dichiar l'ufficiale.
Non era una prova molto severa, si trattava di rimettere la Keeling su una rotta di pattuglia davanti alla flotta, ma Carling l'aveva superata in fretta e senza commettere errori. Se la marina militare avesse continuato a espandersi a quella prodigiosa velocit, era ben possibile che di l a sei mesi Carling si ritrovasse al comando di un cacciatorpediniere in battaglia. Se fosse sopravvissuto fino ad allora.
Teniamo la rotta di 060, annunci il timoniere.
Krause pens che sarebbe stato saggio tornare in cabina; era passata pi di un'ora da quando aveva bevuto quattro tazze di caff.
Periscopio! Periscopio!, url la sentinella di tribordo. All'anca di tribordo!.
Krause corse fuori, col binocolo agli occhi, per scandagliare il mare in quella direzione.
 ancora l, signore!. La sentinella indicava con gesti concitati, mentre con l'altra mano teneva a sua volta un binocolo davanti agli occhi. 099! Tre miglia... quattro!.
Krause spost lentamente il binocolo; la zona di visuale ingrandita a forma di 8 si mosse lontano dalla nave, seguendo la traiettoria del binocolo. E poi ecco il periscopio, sparito per un attimo e poi ricomparso, finch il comandante non trov un equilibrio con il rollio della nave. L'affusolato cilindro grigio che solcava la superficie, con bianche increspature alla base, simile a un serpente incredibilmente pericoloso.
Timone tutto a dritta, rugg Krause, poi nello stesso istante gli venne un'idea e aggiunse: Ignorate l'ultimo ordine, alla via cos!.
Carling era al suo fianco.
Si accerti di avere un rilevamento!, gli ordin lui con fare brusco.
Poi, lentamente, quasi animato da una sardonica sicurezza di s, il periscopio scese piano sotto la superficie. Lo investe il vento e pi non esiste e il suo posto non lo riconosce.
160, signore, rispose Carling; e poi aggiunse, con grande sincerit: Ma non ne sono sicuro, signore.
Ricevuto.
Krause continu a guardare dal binocolo. Voleva essere certo che il periscopio non tornasse subito in superficie per dare un'altra occhiata. Si costrinse a contare fino a venti.
Prenda lei la guida della nave, signor Carling, disse poi. Imposti la rotta su 170.
170. Signors, signore.
Mentre il periscopio era visibile, la Keeling e il sommergibile andavano in direzioni praticamente opposte. Krause aveva annullato l'ordine di una virata improvvisa per convincere il nemico che nessuno aveva avvistato il periscopio. L'ultima informazione raccolta dall'U-Boot era che il cacciatorpediniere si stava serenamente allontanando dalla zona delle sue operazioni; forse il capitano tedesco avrebbe continuato a illudersi, convinto di essersi insinuato di nascosto tra la Keeling e la Dodge, e di poter proseguire senza incontrare opposizione fino a un punto strategicamente fondamentale, vicino al convoglio, sul lato di prua, da dove lanciare una serie di siluri mirati al traverso delle navi.
George a Dicky! George a Dicky!, disse Krause al TBS. Mi ricevi?
Dicky a George. Ti ricevo. Forte e chiaro.
Ho avvistato un periscopio un minuto fa, distanza di tre o quattro miglia, rilevamento approssimativo 160 rispetto alla mia nave.
Tre o quattro miglia. 160. S, signore, gli rispose una pacata voce canadese.
Sembra viaggiare su rotta 270, verso il fianco della flotta.
270. S, signore.
Io sono ora su rotta 170 per intercettarlo.
170. S, signore. Le passo il capitano, signore.
Una voce ferma e decisa si affacci alle orecchie di Krause. Qui Compton-Clowes. Uno dei rari esempi di un canadese dal doppio cognome. Il mio ufficiale di turno ha ricevuto le sue informazioni, signore. Io sto per virare su rotta 020 per intercettare il nemico.
Ricevuto.
Dalla sua postazione Krause pot vedere il profilo dell'opera morta della piccola imbarcazione che girava verso la parte frontale man mano che la Dodge effettuava la sua virata. Il comandante si chiese se una rotta pi diretta verso l'ultima posizione nota del sommergibile non sarebbe stata pi efficace. Evidentemente Compton-Clowes reputava pi sicuro guadagnare una buona angolazione per intercettare il nemico, e con ogni probabilit aveva ragione. L'obiettivo principale era allontanare l'U-Boot dalla flotta. Distruggerlo era di sicuro una meta importante, ma non l'unica. Soprattutto visto che... Krause seppe cosa il capitano canadese gli avrebbe detto prima ancora che questi cominciasse a parlare.
Se ci troviamo in posizione di attaccare, signore, fece Compton-Clowes, sar costretto a usare una bomba di profondit per volta. Me ne sono rimaste poche.
Anche a me, rispose Krause.
Era possibile spingersi ancora un po' avanti con la metafora del cacciatore costretto a chiudere gli occhi prima di sparare. La nave forzata a usare solo una bomba per volta era come il cacciatore costretto, ferme restando tutte le altre limitazioni, anche a rinunciare alla doppietta in cambio di un fucile, un moschetto a canna liscia.
...
Dobbiamo respingere il nemico, aggiunse il comandante. Costringerlo a restare in immersione finch la flotta non sar lontana.
S, signore. Presto le arriver il mio rapporto di mezzogiorno sul carburante.
Brutte notizie?, chiese Krause.
Direi che la situazione  grave, signore, ma non catastrofica.
Fu quasi consolante sapere che era soltanto grave.
Ricevuto, capitano, disse.
Lo stesso Krause era consapevole dell'assurdit insita nel portare avanti una normale conversazione mentre entrambe le navi si dirigevano verso un nemico invisibile. Sembrava fossero due banchieri che discutevano dello stato del mercato finanziario invece che due combattenti pronti a entrare in battaglia. Ma la dura realt, se spinta troppo oltre, poteva diventare irreale; nulla pi suscitava stupore o sgomento, proprio come un lunatico non si sorprende delle proprie fantasticherie. La spossatezza fisica aveva un ruolo nella fredda calma di Krause - e con ogni probabilit lo stesso valeva per Compton-Clowes -, ma la saturazione mentale aveva un impatto assai maggiore. Krause stava eseguendo queste prime mosse di battaglia quasi come se si trattasse di partecipare a un qualche gioco per accontentare un bambino; un'attivit che poteva anche svolgere, ma per la quale non provava alcun reale coinvolgimento.
Buona fortuna a entrambi, signore, disse Compton-Clowes.
Grazie, rispose Krause. Chiudo.
Poi us il portavoce per comunicare con la sala nautica. Tra quanto tempo incroceremo la probabile rotta del sommergibile?
Dodici minuti, signore.
Di nuovo la voce di Charlie Cole. Erano passate due ore da quando gli aveva ordinato di riposare? Forse era meglio non fare domande. Quand'anche Cole si fosse messo a dormire nei pi reconditi abissi della nave, avrebbe saputo dell'avvistamento di un periscopio e ci sarebbe voluta una gran fatica per tenerlo fuori dalle operazioni.
Gioved. Turno del pomeriggio: 12,00-16,00
Eppure era verosimile che le due ore fossero passate; ecco infatti il cambio della guardia. Carling esegu il saluto e, come da protocollo, fece rapporto prima di lasciare il turno.
Krause aveva un'incombenza da svolgere. Prenda lei la guida della nave, signor Nystrom.
Signors, signore.
Le gambe esauste lo portarono fino all'altoparlante. Qui  il capitano. Chi comincia adesso il proprio turno dovrebbe sapere che dieci minuti fa abbiamo avvistato il periscopio di un sommergibile nemico. Al momento lo stiamo inseguendo. Tenetevi pronti.
Era grato di aver rinunciato all'allarme generale del giorno prima. Altrimenti la nave sarebbe rimasta in quello stato sin dal mattino precedente; tutti i membri dell'equipaggio si sarebbero ritrovati stanchi come lo era lui, e questo era da evitare. Krause sapeva che c'erano uomini incapaci anche solo di provare a fare del proprio meglio se troppo affaticati.
Sull'ala di plancia, valut lo stato della flotta. Considerata la sua posizione, la Dodge non si sarebbe trovata molto pi avanti della nave in testa alla colonna destra del convoglio una volta cominciata la vera caccia al nemico. E, in realt, lo stesso valeva per la Keeling. Il tempo riprese ad accelerare. Prima c'era stata una sorta di tregua, ora gli eventi si susseguivano sempre pi rapidi, lo spazio pareva contrarsi e il tempo andare pi veloce.
Contatto sonar, rilevamento 160, distanza elevata, signore, disse all'improvviso l'addetto alle comunicazioni.
Di gi? Quindi, una volta sceso sotto la superficie, il sommergibile non aveva seguito la rotta ideale.
Ho un bersaglio dieci gradi a babordo di prua, comunic Krause al TBS.
Signors, signore.
Prendo io la guida, signor Nystrom.
Signors, signore.
In base a quel che dicevano i dati, era praticamente in rotta di collisione con il sommergibile. Era il primo incontro delle lame in un duello con un nuovo avversario. Ai vecchi tempi, con la punta coperta dello stocco nemico davanti alla retina della propria visiera e le sensazioni di quel primo impatto che gli risalivano vibranti dal polso e dal braccio, era necessario valutare l'altro schermidore quanto pi in fretta possibile, stimare la forza del polso, la rapidit di movimenti e reazioni. E ora Krause si ritrovava a fare la stessa cosa, ripensando alla prolungata esposizione del periscopio e tenendo conto di quella rotta subacquea non proprio ottimale. Il capitano di questo nuovo sommergibile non era come l'uomo che, qualche ora addietro, aveva vanificato tutti i tentativi della Keeling e della Viktor. Era meno scaltro, e meno cauto. Forse aveva poca esperienza, o troppa audacia, o magari era spossato.
Contatto sonar, rilevamento 161, distanza elevata, disse l'addetto.
Non c'era ancora bisogno di dare ordini al timoniere, visto che il rilevamento era cambiato in maniera infinitesimale. Meglio aspettare. Nourse era al suo fianco.
Dovr usare una bomba per volta, signore, disse.
Era in realt un'affermazione con un punto di domanda alla fine. Nourse poteva avanzare il proprio parere, ma la responsabilit della decisione spettava al comandante. Il cacciatore poteva scegliere; un singolo sparo con la doppietta o sei con il fucile. Krause ripens a tutti gli schemi a bombe multiple utilizzati dalla Keeling senza successo. L'obiettivo era tenere l'U-Boot sotto la superficie, lento, cieco e relativamente innocuo, finch la flotta non fosse transitata. Ma uno schema ben utilizzato poteva portare anche alla distruzione del sommergibile, e questa sembrava la migliore occasione possibile. La tentazione era fortissima. E poi Krause pens a cosa sarebbe successo se avesse usato le ultime bombe di profondit tutte insieme, senza per centrare il bersaglio. Sarebbe diventato in pratica innocuo, inutile. L'obiettivo restava immutato.
S. Una per volta, disse.
Aveva dimenticato la stanchezza delle gambe e il dolore dei piedi; la concitazione non era salita cos rapidamente questa volta, ma adesso era di nuovo teso, con la necessit di decidere in fretta.
Contatto sonar....
Periscopio!, si intromise un altro addetto alle comunicazioni; in plancia si sent al contempo l'urlo che veniva da fuori. La sentinella di prua ha avvistato un periscopio dritto davanti a noi.
Krause si port il binocolo agli occhi; il cannone da quaranta millimetri sul lato di babordo, poco pi avanti del ponte di comando, all'improvviso cominci a sparare. Poi pi nulla per un istante. Krause aveva appena visto gli spruzzi sollevati dai proiettili, quando i due addetti cominciarono a parlare contemporaneamente.
Per primo il sonar, ordin lui.
Contatto sonar, rilevamento 164, distanza duemila iarde.
La sentinella di prua riferisce che il periscopio  sparito.
Il cannone ha aperto il fuoco sul periscopio. Nessun centro.
Questo capitano di U-Boot aveva senza dubbio un approccio differente. Non si era fidato della strumentazione di bordo. Non aveva potuto resistere alla tentazione di dare un'occhiata col periscopio. Come aveva reagito, vedendo la prua della Keeling puntata dritta contro il suo sommergibile? Un brusco cambio di rotta, con ogni probabilit. Ma da che parte? Proseguire oltre il cacciatorpediniere, o ritrarsi come per istinto? L'avrebbe scoperto col prossimo rapporto. E scendere in profondit o restare a portata di periscopio? Era pi verosimile che si inabissasse.
Prepararsi a sganciare a grande profondit, signor Nourse.
Signors, signore.
Contatto sonar, dritto davanti a noi, distanza millecinquecento iarde.
Quindi stava proseguendo oltre la sua prua. Doveva aver girato a babordo.
Virare piano a destra. Rotta 180.
Piano a destra, rotta 180. Teniamo la rotta di 180.
Contatto sonar, davanti a noi, distanza milletrecento iarde.
E cos era riuscito ad anticipare la mossa dell'U-Boot. Che aveva bruscamente cambiato direzione. Meglio virare di altri dieci gradi.
Virare piano a destra. Rotta 190. Poi, al TBS: Il nemico sta passando davanti alla mia prua, distanza milletrecento iarde. Sto virando a tribordo.
Signors, signore.
Teniamo la rotta di 190.
Ricevuto.
Contatto sonar, rilevamento 180, distanza millecento iarde.
Dieci gradi a babordo? Un dato sospetto. Se per il sonar avesse riscontrato anche un effetto Doppler sarebbe stato pi sospetto ancora. Bisognava aspettare.
Contatto sonar, rilevamento 175, distanza milleduecento iarde.
Ecco spiegato l'arcano. Il sommergibile si stava allontanando su una rotta circolare. L'ultima virata della Keeling era stata peggio che superflua; aveva incrementato la distanza e sprecato tempo prezioso. Krause prov un momento di stizza contro s stesso. Ma quanto ampia sarebbe stata la manovra del nemico? Doveva anticiparlo o seguirlo?
Timone venti gradi a sinistra. Rotta 175. Poi, al TBS: Il nemico segue una traiettoria circolare. Sto virando a babordo.
Signors, signore.
La Dodge intanto prendeva posizione all'esterno del cerchio descritto dalle loro manovre, pronta a entrare in azione. Il convoglio era sempre pi vicino. C'erano tanti fattori da tenere a mente tutti insieme.
Rilevamento del bersaglio 172, distanza milleduecento iarde.
Aspetta ancora. Aspetta.
Rilevamento del bersaglio 166, distanza costante, milleduecento iarde.
Stava facendo un giro completo, quindi, e a velocit molto ridotta.
Timone tutto a sinistra. Rotta 155. Al TBS: Sto ancora virando a babordo.
Signors, signore.
Contatto sonar, davanti a noi, distanza mille iarde.
Questa volta aveva segnato un punto a suo favore. Aveva guadagnato duecento iarde sulla sua vittima, e l'aveva tenuta davanti a s. Doveva far tesoro di quel vantaggio e anticipare di nuovo le mosse del nemico.
Timone tutto a sinistra. Rotta 140.
Continuavano a girare in tondo, avvicinandosi sempre pi al punto di incontro.
Dicky a George! Dicky a George! Contatto col nemico, signore. Rilevamento 064, distanza mille iarde.
Fatevi avanti.
Il ratto era fuggito da un terrier per gettarsi dritto nelle fauci dell'altro. Peccato che entrambi i predatori fossero ormai quasi sdentati. Krause guard la Dodge mettersi sulla nuova rotta; la vide sbandare un po', e un altro po' ancora, quando il disperato U-Boot giunse al termine della propria manovra circolare. Era necessario pensare in fretta. Entro centottanta secondi le due navi si sarebbero incrociate; un arco di tempo assai lungo nella caccia a un sommergibile, orribilmente breve quando ci si avvicinava a un'altra nave ad angolo retto. Doveva lasciare spazio, e farlo in modo da trovarsi nella posizione migliore per riprendere l'inseguimento qualora l'attacco della Dodge non fosse andato a segno.
Timone tutto a dritta. Rotta 085. Vieni avanti, Dicky. Io sto per virare a tribordo.
Signors, signore.
I secondi erano di nuovo lenti adesso, mentre aspettava di capire se il ratto sarebbe finito tra le fauci dell'altro terrier o le avrebbe evitate, ascoltava i rilevamenti del sonar e decideva se la rotta attuale era la migliore. La Dodge stava ancora virando a tribordo. Era arrivato il momento di andare di nuovo a babordo?
Teniamo la rotta di 085.
Siluri in mare!, disse l'addetto alle comunicazioni.
Un secondo per pensare. La poppa dell'U-Boot era perpendicolare al traverso della Keeling, sul lato di babordo; da quel che poteva stabilire, la prua del nemico non era puntata verso quella della Dodge. Quest'ultima era distante dal sommergibile, mentre il suo cacciatorpediniere era pi vicino. Il capitano tedesco doveva essere consapevole della prossimit della Keeling; era probabile che non sapesse dell'arrivo della Dodge. Le lame degli stocchi premute una contro l'altra; un secondo - un decimo di secondo - per pensare. Il bersaglio doveva essere la Keeling.
Timone tutto a dritta. Rotta 170.
Una virata quasi ad angolo retto. I siluri probabilmente erano destinati a passare poco pi avanti della sua posizione attuale; considerando il tempo di spostamento, la Keeling si sarebbe trovata quasi in parallelo alla loro traiettoria.
Motori avanti tutta, massima velocit!.
Siluri in arrivo!, disse l'addetto.
Faccia rapporto come le  stato insegnato, lo rimprover Krause. Ripeta.
Il sonar rileva siluri in arrivo, balbett l'altro.
Era di assoluta importanza che gli addetti alle comunicazioni si esprimessero nella forma corretta. Altrimenti si sarebbe generata di sicuro una gran confusione.
Teniamo la rotta di 170, annunci il timoniere.
Ricevuto.
La sala macchine risponde: Motori avanti tutta, massima velocit, signore.
Ricevuto.
Ora poteva concedersi del tempo per il TBS, che stava richiamando la sua attenzione.
Il nemico ha lanciato dei siluri contro di voi, signore!, disse una voce canadese carica di ansia e sgomento. Vedo che state virando.
S.
Buona fortuna, signore.
Buona fortuna a un uomo che forse sarebbe morto di l a dieci secondi. Buona fortuna a una nave che poteva diventare un relitto affondato o una colonna di fuoco. Krause aveva optato per l'azione migliore, mettendo il suo cacciatorpediniere in parallelo alla traiettoria dei siluri. Con la richiesta della massima velocit il vorticare delle eliche, impegnate in una lotta furiosa contro l'inerzia della nave, avrebbe forse in qualche modo deviato un eventuale siluro diretto contro la Keeling, in particolar modo se viaggiava vicino alla superficie. In ogni caso, l'accelerare delle eliche avrebbe sospinto la sua nave qualche altro metro pi lontano dal punto in cui si sarebbe altrimenti trovata, e ogni metro, ogni centimetro poteva essere decisivo. Una manciata di centimetri poteva fare la differenza tra la vita e la morte; non che vivere o morire fosse importante, ma lo erano il successo e il fallimento.
Il sonar rileva segnali confusi, signore, comunic l'addetto.
Ricevuto.
Siluro a tribordo!.
La sentinella di poppa ha avvistato....
Siluro a babordo!.
Le sentinelle urlavano e gli addetti alle comunicazioni parlavano senza sosta. Uno di loro usc di corsa sull'ala di plancia a tribordo. Ed ecco, lungo il fianco della Keeling, l'indescrivibile minaccia della scia di un siluro, a meno di dieci metri, perfettamente parallela. Per fortuna erano vecchi modelli, senza il famigerato sistema di puntamento che, si diceva, i tedeschi avessero cominciato a produrre.
L'altro  finito laggi, signore, disse la sentinella di babordo, indicando un punto vago.
Quanto lontano?
Almeno sessanta metri, signore.
Ricevuto.
Di nuovo in plancia.
Tutti i motori avanti, velocit dodici nodi. Timone tutto a sinistra. Rotta 085.
Erano passati quaranta secondi da quando era partito l'allarme. Quaranta lunghi secondi, durante i quali lui aveva trascurato i propri doveri. Non aveva osservato la Dodge, per appurare l'esito delle sue manovre. Era sempre pi vicina. L'angolo di virata era sensibilmente pi ridotto rispetto a quello della sua nave. Era pi maneggevole della Viktor, e assai pi maneggevole della Keeling. Quelle piccole corvette, per quanto scomodo fosse viverci a bordo, erano comunque ottime per la caccia ai sommergibili, malgrado bastasse un siluro per farle a pezzi. Stava di nuovo invertendo la rotta, doveva essere davvero una delizia guidare una nave capace di spostarsi all'interno della traiettoria circolare di un U-Boot.
Era arrivato il momento di dirigersi verso il punto in cui era pi probabile intercettare il nemico.
Timone venti gradi a sinistra. Rotta 020.
L'ultima virata, insieme all'aumento di velocit, aveva notevolmente ampliato la distanza col nemico.
Dicky a George. Ce l'abbiamo dritto davanti a noi. Da un momento all'altro apriremo il fuoco.
Ricevuto.
Sono felice che vi abbia mancato, signore. Molto felice.
Grazie.
Torniamo di nuovo verso tribordo.
Ricevuto.
Krause si rivolse al timoniere. Venti gradi a sinistra. Rotta 330.
Il resto della flotta era fin troppo vicino. A breve l'addetto al sonar avrebbe cominciato a lamentarsi per le interferenze. Questo nuovo nemico era un uomo pericoloso, sembrava assai prodigo coi suoi siluri. Bisognava fare una grande attenzione, quindi, concedendogli quante meno occasioni possibile per mirare al traverso del convoglio, cosa che richiedeva ulteriori precauzioni nelle manovre da eseguire. Al contempo, ora aveva due siluri in meno, perci era del dieci per cento meno letale. Doenitz forse gli avrebbe chiesto spiegazioni - se fosse vissuto abbastanza da tornare a Lorient - per quei due missili sprecati. Magari avrebbe voluto sapere perch non ne aveva lanciati di pi tutti insieme; o anche perch aveva aperto il fuoco contro una nave da guerra dal pescaggio basso, con piena capacit di manovra e gi in allerta. Era difficile, per i tedeschi, stabilire se valesse la pena o meno usare i siluri contro le imbarcazioni di scorta. Era folle, una folle perdita di tempo, ma non per questo meno intrigante, pensare di spingere l'U-Boot a sprecare in quella maniera tutti i suoi razzi. Ma non era possibile che lanciasse altri diciotto siluri, continuando a mancare il bersaglio. Anche solo prendere in considerazione questa idea era un delirio. Forse era davvero troppo stanco.
Dicky a George. Apriamo il fuoco.
Ricevuto. Io mi avvicino. Timone venti gradi a destra. Rotta 110.
Una singola colonna d'acqua nella scia della Dodge. Un solo ordigno, eppure sufficiente a rendere inutilizzabile il sonar della stessa nave che l'aveva lanciato.
Il sonar ha rilevato un'esplosione sotto la superficie, signore.
Ricevuto.
Il sonar rileva segnali confusi.
Ricevuto.
Cos'aveva fatto il capitano dell'U-Boot in quei tre minuti di pace tra l'arrivo della Dodge e la detonazione della bomba? Tribordo? Babordo? Le indicazioni ricevute dal sonar non erano molto utili. E che stava facendo adesso, con la Keeling impossibilitata a utilizzare i suoi strumenti di rilevamento?
Contatto sonar, rilevamento 075, distanza millequattrocento iarde.
Quindi la previsione di Krause si era rivelata erronea. Ora bisognava inseguirlo.
Timone tutto a sinistra. Rotta 065. George a Dicky. Abbiamo rilevato il nemico a 075, distanza millequattrocento iarde.
075. Signors, signore. Viriamo a tribordo.
Una nuova rotta circolare per dare la caccia al sommergibile. Ancora una volta. E guidare la Dodge contro il nemico. Arrivare in posizione e sganciare una singola bomba di profondit, resistendo alla tentazione di usarne di pi. Ricordare che il capitano tedesco poteva lanciare i suoi siluri da un momento all'altro. Tenere sveglia la mente esausta. Pensare in fretta. Dimenticare le gambe spossate e i piedi dolenti che, dopo tutto, non avevano perso la sensibilit. Ignorare l'assurdo eppure insistente bisogno di scendere di nuovo in cabina. E continuare a girare, in allerta per qualcosa che poteva accadere da un momento all'altro.
Poi qualcosa accadde. La Keeling in un passaggio e la Dodge in un altro avevano entrambe sganciato una bomba di profondit. Era insensato aspettarsi risultati da attacchi cos deboli.
La sentinella di poppavia ha avvistato il sommergibile dietro di noi.
Krause and di corsa sull'ala di plancia. Si stagliava l una sagoma grigia, a un quarto di miglio di distanza, ponte e scafo in piena vista. I cannoni nella postazione di poppa aprirono il fuoco con il loro rumore assordante.
Timone tutto a dritta!.
Il nemico spar all'istante, tuffandosi con violenza sotto la superficie.
Assecondare la nave! Alla via cos!.
Contatto sonar, dritto davanti.
Signor Nourse!.
Sommergibile sul fianco! Sommergibile sul fianco!.
Quest'urlo veniva dalla sentinella di babordo. Quasi a contatto con la nave, a meno di tre metri di distanza. Krause avrebbe potuto colpirlo con una pietra, se ne avesse avuta una da lanciare. Ma non aveva nulla. Neanche una bomba di profondit, con i cannoni K sul fianco di babordo; il cannone da cinque pollici non poteva mirare cos in basso. Sent quello da quaranta millimetri, sempre sul lato sinistro della nave, che entrava in azione; vide gli schizzi in mare. Neanche cos riusciva a puntare abbastanza in basso. Lungo la fiancata del sommergibile era dipinto un angelo dai capelli dorati che brandiva una spada, con una fluente tunica bianca e in sella a un cavallo dello stesso colore. La prua dell'U-Boot si immerse di nuovo in maniera repentina, e il ponte spar ancora una volta sotto la superficie. Bang-bang-bang-bang. Qualcuno aveva azionato una mitragliatrice calibro cinquanta, ma era troppo tardi.
Timone tutto a sinistra!.
Il ponte dell'U-Boot riemerse proprio nella scia della Keeling in una tempesta di spruzzi e poi svan all'istante, per poi ricomparire e inabissarsi ancora. La deduzione pi ovvia era che uno degli alettoni di prua fosse rimasto incastrato. Poteva trattarsi di un normale guasto meccanico; ma poteva anche essere che una di quelle bombe di profondit fosse per miracolo esplosa abbastanza vicino da danneggiarlo.
Timone tutto a dritta!, tuon Krause, la voce abbastanza alta da sentirsi da un'estremit all'altra della nave.
Ecco arrivare verso di loro la Dodge; troppo emozionato nel trovarsi con un sommergibile a distanza tanto ravvicinata, si era dimenticato dell'altra nave che si stava per lanciare all'attacco, come aveva ogni diritto di fare. I due vascelli, separati da appena un decimo di miglio d'acqua, erano diretti uno verso l'altro, destinati a un punto di impatto il cui schianto sarebbe risultato tremendo, forse letale per entrambi. L'azione istintiva, l'istintiva osservanza per le normali regole della strada, salv entrambi. Le due navi smisero lentamente di avvicinarsi; per un terrificante momento l'inerzia continu a sospingerle una verso l'altra, e poi la spinta delle eliche contro i timoni che giravano, la lotta dei timoni stessi contro il mare le deviarono verso l'esterno. La Dodge super il lato di babordo della Keeling quasi alla stessa distanza alla quale era passato il sommergibile un minuto prima. Qualcuno si sbracci per salutare Krause dal ponte dell'altra nave, poi svan portato via dalla velocit combinata dei due vascelli. Il comandante scopr che stava ancora tremando, ma come sempre non c'era tempo da perdere; non se voleva che la Keeling fosse in posizione per unirsi all'attacco che la Dodge stava per lanciare.
Assecondare la nave!, rugg Krause. Timone tutto a sinistra!.
Torn in plancia e si costrinse a restare calmo; lo aiut in tal senso la voce monocorde dell'addetto alle comunicazioni.
Il sonar rileva segnali confusi.
L'ufficiale che nel ventre della nave si occupava del sonar stava facendo il proprio dovere con grande costanza, che fosse o meno al corrente di tutto quello che era successo fino a quel momento.
Assecondare! Alla via cos!.
Krause stava valutando a vista la rotta della Dodge, e tentava al contempo di anticipare la prossima mossa del nemico.
Dicky a George! Dicky a George!.
George a Dicky. Passo.
Abbiamo perso il contatto sonar con il nemico. Deve essere molto vicino.
Il giorno prima questa situazione avrebbe portato al rilascio di diverse bombe di profondit; adesso non era neppure ipotizzabile sprecare quel che restava del potenziale offensivo della Dodge per quella possibilit su dieci che il nemico fosse all'interno del cerchio di trecento iarde nel quale avrebbe subto danni importanti.
Tenete la rotta attuale. Io passer a poppa.
Signors, signore.
Timone venti gradi a sinistra! Assecondare la nave! Alla via cos!.
Teniamo la rotta di..., cominci il timoniere; Krause non poteva perder tempo con le cifre; stava cercando di passare lungo la scia della Dodge, ma abbastanza lontano perch il suo sonar potesse captare un'eco del sommergibile; la nave canadese viaggiava a una velocit doppia rispetto al nemico, quindi era quello il tratto di mare in cui cercarlo. Con un alettone bloccato poteva comunque restare in immersione se regolava con cura l'assetto delle zavorre; e anche appena sotto la superficie sarebbe riuscito a...
George! George! Eccolo!.
Krause guard oltre il tribordo di prua, verso la Dodge. Non c'era nulla da vedere, tranne la piccola nave che proseguiva la sua rotta in apparente tranquillit.
Troppo vicino!, comunic il TBS, e allo stesso tempo dagli auricolari venne il suono dei cannoni, che un istante dopo riecheggi anche nell'aria. La Dodge stava rapidamente virando a babordo. I cannoni aprirono il fuoco; portato dal vento arriv poi il rumore delle mitragliatrici di piccolo calibro. La Dodge aveva completato la sua manovra circolare. Grigio contro la sua grigia fiancata c'era anche un altro elemento, l'U-Boot in superficie; prua contro poppa, le due imbarcazioni giravano una intorno all'altra in una sorta di reciproco inseguimento. Quando la Dodge si trov a babordo della sua nave, Krause vide un grande occhio rosso aprirsi e chiudersi lungo il lato della corvetta, come a fargli l'occhiolino. Un pilastro d'acqua si alz dal mare tra le due imbarcazioni; dalla base di quella colonna schizz via un oggetto che ruotava su s stesso a una velocit incredibile e vol verso l'alto fino a uscire dalla sua visuale, emettendo un suono simile allo sfrecciare di un treno della metropolitana. La Dodge aveva sparato coi cannoni da quattro pollici, puntati quanto pi in basso possibile, e il proiettile era rimbalzato sulla superficie del mare, per fortuna passando abbastanza in alto da superare la Keeling. Non poteva certo prendersela con gli artiglieri; la Dodge stava virando a grande velocit e la Keeling era passata nella sua scia, e in una situazione cos mutevole non era possibile prevedere che il cacciatorpediniere si sarebbe trovato nella traiettoria di fuoco.
Altre esplosioni, altre raffiche, mentre le due navi giravano. Il capitano dell'U-Boot doveva aver rinunciato a riparare il guasto ed era uscito in superficie per dare battaglia. A distanza ravvicinata lungo il fianco della Dodge i suoi uomini dovevano aver aperto il fuoco man mano che emergevano dal mare. E poich erano pi vicini al pelo dell'acqua, i loro cannoni potevano colpire l'alta fiancata della nave, mentre l'artiglieria canadese non aveva modo di tenerli sotto tiro. E quale disastro poteva causare un cannone da quattro pollici a una corvetta cos piccola e fragile?
In un istante, o cos sembr, nave e U-Boot completarono un semicerchio, tanto da presentare alla vista di Krause la prua della Dodge e la poppa del sommergibile; ma gi quest'ultimo stava per sparire sull'altro lato della nave canadese.
Timone tutto a dritta!, ordin lui. Era rimasto cos affascinato da quella scena da lasciare che la Keeling continuasse ad allontanarsi dalla battaglia. Assecondare la nave! Alla via cos!.
Teniamo la rotta di....
Ricevuto. Capitano a controllo artiglieria. Aprite il fuoco solo quando avrete una chiara possibilit di centrare il bersaglio.
Un'improvvisa fiammata nella parte anteriore della Dodge; il fumo che si riversava dal ponte inferiore. L'U-Boot aveva fatto centro almeno una volta. Le due imbarcazioni avevano ripreso a girare in tondo mentre lui andava nella direzione opposta, sospeso all'esterno delle loro manovre come una vecchia signora il cui cagnolino si stava azzuffando con un altro cane.
Controllo artiglieria risponde: Signors, signore.
Doveva allontanarsi, virare e tornare indietro. Ragionando con freddezza e valutando bene i tempi, poteva inserirsi nello scontro. C'era bisogno di una manovra di impatto, per staccare l'U-Boot dal fianco della Dodge come se fosse una zecca. Era complicato, e rischiava anche di distruggere la chiglia della Keeling, ma valeva la pena provarci, anche a fronte di quella eventualit. Corvetta e sommergibile stavano girando in senso antiorario; gli conveniva prendere quella stessa direzione. Cos avrebbe avuto maggiori possibilit.
Timone venti gradi a sinistra! Assecondare! Alla via cos!.
Secondi infiniti durante i quali la Keeling si allontanava dalla battaglia. Ma doveva concedersi uno spazio sufficiente per potersi lanciare all'attacco. Krause osserv la distanza che continuava ad aumentare. Col binocolo davanti agli occhi, quando ebbe completato la virata pot vedere gli uomini sul ponte dell'U-Boot; due di loro si accasciarono all'improvviso, inerti, quando furono raggiunti dai proiettili.
Timone tutto a sinistra!. Ancora lunghi secondi, mentre la Keeling si muoveva con esasperante lentezza.
Assecondare la nave!.
Krause si stava ancora preparando per lanciarsi all'attacco quando la situazione mut in un lampo. Agitato e impaziente, guardando tutto dal binocolo per valutare con esattezza la tempistica dei propri spostamenti, vide la prua della Dodge che pareva tremolare nel fumo che la circondava. Non stava pi virando a babordo. Compton-Clowes aveva invertito la rotta. Quella deduzione provoc una nuova serie di reazioni da parte di Krause.
Timone venti gradi a destra! Capitano a controllo artiglieria. Preparatevi ad avere il bersaglio a babordo del traverso. Assecondare la nave! Alla via cos! Alla via!.
Con quella virata a tribordo la Keeling present per intero il proprio lato di babordo alla Dodge e al sommergibile. Tutti e cinque i cannoni da cinque pollici ruotarono mentre la nave compiva la sua manovra, e nello stesso istante il sommergibile, intento a invertire la rotta e colto per un attimo alla sprovvista dalla repentina virata della Dodge, si allontan dalla corvetta. Dieci, venti, cinquanta iarde d'acqua separavano ora le due imbarcazioni, e prima che l'U-Boot potesse mettersi di nuovo al riparo lungo il fianco della corvetta i cannoni da cinque pollici aprirono il fuoco, come tuoni di tempesta sentiti al chiuso di una stanza, scuotendo lo scafo della Keeling come un attacco di tosse pu scuotere il corpo di un uomo. Il mare parve a un tratto raccogliersi intorno al grigio U-Boot, gli scrosci erano cos continui e a ridosso del sommergibile che sembrava stesse sorgendo una collina d'acqua, con il piatto ponte grigio del nemico a malapena visibile al suo centro, come un oggetto in un fermacarte di vetro e, anche questo al centro della muraglia d'acqua, il bagliore arancione di un proiettile esploso. Sempre nello stesso punto, per un istante appena, apparve un vivido disco rosso. Tra il frastuono dei cannoni e la vibrazione del rinculo, Krause ud uno schianto lacerante e sent che la Keeling veniva colpita da una grande forza, che fece barcollare tutti gli uomini presenti sul ponte; l'onda d'urto attravers la plancia come un sospiro improvviso. E prima ancora che i marinai avessero recuperato l'equilibrio i cannoni si zittirono, ponendo bruscamente fine alle loro raffiche, tanto che Krause si rese conto di quell'innaturale silenzio, che dur abbastanza da fargli temere che la sua artiglieria pesante fosse in qualche modo finita fuori uso. Ma bast un'occhiata per rassicurarlo. L'U-Boot era sparito. Non c'era pi nulla tra gli scrosci di acqua e spuma. Quando si port di nuovo il binocolo al viso, le lenti gli urtarono contro le ciglia, finch non riusc ad arrestare il tremore delle proprie mani. Nulla? C'erano senza dubbio degli oggetti a galla, in realt. E qualcos'altro che andava e veniva, andava e veniva; non erano creste d'onda dalla forma peculiare, ma due enormi bolle che esplosero in superficie una dietro l'altra.
In quel momento il silenzio innaturale cess e Krause percep diversi suoni ravvicinati, schiocchi e schianti, e voci. Dall'ala di plancia guard gi a poppa, e sulle prime gli parve di vedere un nido d'uccello fatto di metallo contorto e celato da una cortina di fumo. Si dovette sforzare per ricordare cosa c'era in quella parte della nave. Il cannone di babordo da venti millimetri, a poppa della ciminiera, era sparito, sparito. Sotto la sua postazione, il ponte era squarciato e deforme, e il lento fumo che fuoriusciva pareva nascere da un baluginio di fiamme visibile nella pallida luce del giorno; poco pi in basso, c'erano i siluri con le testate di bronzo. A quel punto nella mente di Krause si accese fulmineo il ricordo dell'esperimento Dahlgren col quale, poco prima della guerra, era stato dimostrato - con soddisfazione di tutti tranne di chi vi aveva perso la vita - che il tritolo esplodeva dopo pochi minuti di calore costante.
Petty, l'ufficiale addetto al controllo dei danni, trafelato e senza cappello, stava correndo sul posto con una squadra di uomini al seguito. Non avrebbe dovuto lasciare la postazione. Trascinavano con s le manichette antincendio. Krause ricord a un tratto cosa veniva conservato l sotto.
Lasciate stare l'acqua!, url. C' la benzina! Usate la schiuma!.
Quasi quattrocento litri di benzina in due barili da duecento, destinati al motoscafo trasportato dalla Keeling. Krause si ripromise con rabbia che in futuro ne avrebbe avuto uno con il motore diesel, o altrimenti niente; in ogni caso, nessun vascello a benzina.
I barili dovevano essersi spaccati e il liquido infiammabile si stava spargendo ovunque. Le fiamme parevano correre con bramosia verso i siluri.
Buttateli in mare!, strill Krause.
Signors, signore, rispose Petty, alzando lo sguardo su di lui, ma il comandante dubitava che l'avesse capito. Le fiamme continuavano a salire, ruggenti. Flint, ufficiale attempato e richiamato dalla riserva, era sul posto, e sembrava pi assennato.
Il convoglio era pericolosamente vicino. Krause non poteva lanciare cinque siluri armati. Aveva prestato servizio come ufficiale a bordo di un cacciatorpediniere per gran parte della sua carriera; di conseguenza conviveva da anni con i siluri, immaginandone l'utilizzo in ogni possibile situazione, salvo forse quella attuale. Il vecchio sogno di irrompere in una colonna di navi da guerra per un attacco con i siluri era davvero fuori contesto. Ma almeno il comandante conosceva tutti i dettagli riguardanti la gestione di quel particolare armamento.
Flint!, url, e l'uomo alz lo sguardo su di lui. Gettateli in mare! Ce ne dobbiamo sbarazzare! Lanciateli senza armarli! Per prima cosa vanno disattivati i meccanismi di innesco!.
Flint lo cap. Non era riuscito a ragionare da solo, ma era capace di agire se qualcuno pensava in sua vece. Si lanci oltre le fiamme e sal sull'alloggio dei siluri, passando con cura da un tubo all'altro per eseguire i suoi ordini. Disattivare il meccanismo di innesco serviva a evitare che al momento del lancio i missili venissero armati. Tonk! Un rumore sordo, uno sbuffo di fumo, e il primo siluro si lanci in mare come un nuotatore pronto a cominciare la sua gara, ma solo per scendere dritto verso il fondale. Poi part il secondo. Il terzo. Il quarto. Erano tutti fuori bordo. Cinquantamila dollari di siluri gettati volutamente in fondo all'Atlantico.
Ben fatto!, si compliment Krause.
Il fuoco continuava ad affacciarsi dagli squarci sul ponte, ma un giovane marinaio - per via degli abiti invernali, il capitano non pot determinarne il rango, ma se ne impresse i lineamenti nella memoria - aveva un estintore per mano e li stava usando contro le fiamme pi esterne. Erano in arrivo altri estintori ancora, e Krause cap che avrebbero domato quell'incendio. Valut la distanza con la terza postazione di artiglieria. No. Erano al sicuro. Aveva tante altre cose di cui occuparsi. Erano passati appena tre minuti e mezzo da quando i cannoni avevano smesso di sparare, ma lui aveva passato tutto quel tempo a fare il lavoro dell'ufficiale addetto al controllo dei danni. Guard la Dodge e il convoglio, poi torn di corsa in plancia.
C' Dicky al TBS, signore, lo avvis Nystrom.
Krause si concesse un istante per notare che l'ufficiale in comando aveva tenuto i nervi saldi, malgrado gli occhi sgranati. Aveva ancora quell'atteggiamento quasi remissivo che aveva mostrato in altre circostanze e che poteva rappresentare un punto debole.
George a Dicky. Passo.
Chiediamo il permesso di cercare sopravvissuti, signore, venne dal TBS.
Ricevuto. Permesso accordato. Qual  la vostra situazione?
Abbiamo perso un cannone, signore. Quello da quattro pollici. Sette morti e alcuni feriti. Il nemico ha colpito la postazione di artiglieria.
Altri danni?
Niente di grave, signore. La maggior parte dei proiettili  passata da parte a parte senza detonare.
A venti iarde di distanza, i proiettili dei cannoni tedeschi da quattro pollici viaggiavano in pratica alla massima velocit. Era facile che attraversassero il bersaglio da parte a parte, a meno che non impattassero contro qualcosa di pi solido, come una postazione di artiglieria.
Ci stiamo occupando dei vari incendi a bordo, signore, prosegu il TBS. Credo di poter affermare con certezza che li abbiamo domati.
Potete tenere il mare?
Oh, s, signore. Anche grazie al clima pi mite. E tapperemo le falle in men che non si dica.
Potete tenere il mare ma non ingaggiare battaglia, aggiunse Krause.
Quelle parole avrebbero avuto una tonalit drammatica, eroica, se non le avesse pronunciate con la consueta piattezza nella voce.
Oh, ci restano ancora quattro cannoni, signore, e due bombe di profondit.
Ricevuto.
Stiamo attraversando una chiazza di carburante, signore.  enorme, credo che presto arriver fin da voi, signore.
S, la vedo. Ed era vero, una lucida chiazza circolare, dove nessuna onda aveva la cresta bianca.
Ci sono relitti?
C' un naufrago, signore. Tra un minuto lo prenderemo a bordo. S, signore, ci sono anche dei frammenti. Non vedo di cosa si tratta da qui, signore, ma li raccoglieremo. Saranno tutte prove del nostro successo, signore. Ce l'abbiamo fatta.
Proprio cos.
Ci sono ordini, signore?.
Ordini. Con una battaglia appena finita, doveva prepararsi alla prossima. Era possibile che di l a dieci secondi venissero di nuovo catapultati in azione.
Vorrei potervi rimandare a casa, disse Krause.
Signore!, rispose contrariato il TBS.
Compton-Clowes era esperto quanto lui riguardo alla scorta delle flotte, se non di pi, malgrado la recente e intensa esperienza. Non potevano rinunciare a nulla, neanche a una piccola e malconcia corvetta armata di cannoni e con soltanto due bombe di profondit.
Bene, tornate in formazione non appena avrete raccolto le prove.
Signors, signore. Stiamo calando una fune per il naufrago, signore.
Ricevuto. Sapete gi quali sono gli ordini al riguardo.
S, signore.
Le istruzioni per il trattamento dei sopravvissuti di un U-Boot erano assai dettagliate; l'intelligence della marina militare aveva bisogno di qualsiasi informazione fosse possibile carpire. Bisognava prendere immediato possesso di ogni documento o pezzo di carta nelle tasche del nemico prima che potesse distruggerlo. E tutte le notizie fornite andavano annotate con cura.
Chiudo, disse Krause.
La macchia di carburante si era espansa fino ad arrivare alla Keeling. L'odore acre era un palese annuncio per tutti. Non c'erano dubbi riguardo alla distruzione dell'U-Boot. Era finito in fondo al mare, portando con s quaranta o cinquanta tedeschi. Il capitano nazista era morto da uomo anche se - com'era probabile - era stato un semplice guasto meccanico del quale era lui stesso responsabile a impedirgli di andare in immersione. Si era battuto fino alla fine, causando quanti pi danni possibile. Nella mente di Krause si pales suo malgrado la speranza di poter morire, se morire doveva, in maniera simile, anche se per una causa migliore, ma il comandante non si concesse di indugiare su tali inutili fantasie. In superficie l'U-Boot si era battuto con valore, gestito in maniera superba, assai pi di quando era in immersione. Questo poteva essere un particolare importante per l'intelligence della marina, forse quel capitano era un ufficiale di nave al quale era stato assegnato un sommergibile dopo un addestramento inadeguato e malgrado la scarsa esperienza. Eppure era riuscito a mantenere la disciplina a bordo fino alla fine. L'ultimo colpo, quello che aveva centrato la Keeling, era stato sparato da qualcuno dotato di mente fredda e nervi d'acciaio. In mezzo a un inferno di proiettili ed esplosioni, forse con il meccanismo di mira inceppato, si era ritrovato con il cacciatorpediniere nel mirino mentre l'U-Boot virava e aveva premuto il pedale di fuoco come ultimo atto prima della fine. Furono pi i morti che egli caus con la sua morte di quanti ne aveva uccisi in vita.
I morti in questione erano a bordo della Keeling, e Krause se ne era rimasto l a oziare per diversi secondi malgrado ci fosse cos tanto da fare. Usc sull'ala di plancia per osservare la scena del disastro. Il fuoco era spento; si vedevano le chiazze di schiuma che si spostavano seguendo i movimenti della nave. Petty era ancora l.
Torni in postazione, signor Petty, e mi faccia avere il suo rapporto.
Signors, signore.
Il sistema di controllo dei danni non aveva superato la prova della battaglia: doveva fare qualcosa al riguardo. Due marinai si stavano allontanando dalla parte distrutta del ponte portando con s una barella, sulla quale era legata una sagoma inerte. Meyer, marinaio di terza classe.
Krause and all'altoparlante. Qui  il capitano. Abbiamo affondato l'U-Boot. Il suo carburante  tutto intorno alla nostra nave in questo momento. La Dodge ha preso a bordo un sopravvissuto. Abbiamo colpito il nemico una decina di volte con i cannoni da cinque pollici. E lui ha colpito noi. Abbiamo perso alcuni compagni. E altri sono gravemente feriti. Le frasi erano sempre pi lente e pesanti. Era difficile costringere la mente a trovare le parole giuste. Se ne sono andati svolgendo il loro dovere. E la faremo pagare al prossimo U-Boot. Ci resta ancora un lungo viaggio da portare a termine. State allerta.
Non era un buon discorso. Krause non era un oratore, e ancora una volta si trovava, senza rendersene conto, condizionato dalle sue normali reazioni all'estrema tensione della battaglia, reazioni accentuate dalla grande stanchezza. Sotto gli indumenti, il corpo era gelido eppur coperto di sudore. Il comandante sapeva che se si fosse rilassato per un secondo si sarebbe trovato a rabbrividire, a tremare. Sulla paratia accanto all'altoparlante c'era un piccolo specchio, ricordo dei tempi di pace. Non riconobbe il volto che vide riflesso, lo guard con attenzione proprio per questo motivo.
Gli occhi erano grandi, sgranati e cerchiati di rosso. Il cappuccio sbottonato penzolava ai lati di guance segnate dai primi spunzoni di barba. Ancora non gli pareva il proprio viso, fin quando not alla base di una narice una macchiolina, traccia della maionese con la quale si era sporcato tempo addietro. E c'era il giallo dell'uovo sul mento. Si pul con una mano coperta dal guanto. Era sudicio tutto intorno alle labbra. Aveva bisogno di lavarsi, di fare un bagno e di radersi, aveva bisogno di... non c'era fine a quell'elenco, e non aveva senso pensarci. Si trascin di nuovo in plancia e si accasci sullo sgabello, imponendo ancora una volta al suo corpo sfiancato di non tremare. E adesso? Doveva andare avanti. Il sonar continuava a emettere il suo segnale; l'Atlantico era ancora pieno di nemici.
Signor Nystrom, prenda lei la guida della nave.
Signors, signore.
Portiamoci davanti al convoglio, per essere di pattuglia.
Signors, signore.
Petty fece il suo rapporto sui danni. Krause si impose di guardarlo mentre parlava, di concentrarsi su di lui. L'ufficiale si era dovuto misurare per la prima volta con la realt di una battaglia, e non era corretto emanare un giudizio definitivo; ma doveva in qualche modo ammonirlo, scegliendo con cura le parole visto che le avrebbe sentite chiunque si trovava sul ponte con loro.
Grazie, signor Petty. Ora che ha avuto modo di mettere alla prova il suo addestramento in azione, sapr quali misure prendere per migliorarsi.
S, signore.
Pu andare, signor Petty.
Fippler trasmise il suo rapporto sull'artiglieria nel circuito di battaglia. Aveva contato sette colpi a bersaglio sui circa cinquanta sparati.
Credevo fossero di pi, disse Krause.
Forse  cos, signore.  possibile che abbiamo centrato il nemico pi volte.
 stata una buona battaglia, signor Fippler. Complimenti.
Grazie, signore. Il cannone numero quattro ha ancora un proiettile nella culatta. Chiedo il permesso di poterlo scaricare dalla canna.
In pratica stava chiedendo di poter sparare un colpo. Un proiettile rimasto nel cannone surriscaldato era troppo pericoloso per scaricarlo nel modo consueto, e per via dei cambiamenti chimici causati dal calore non era pi utilizzabile in battaglia. Krause si guard intorno. Un improvviso e inatteso colpo di cannone poteva inquietare la flotta, ma di certo non avrebbe aumentato lo stato di allarme in cui gi versava.
Permesso accordato, signor Fippler. Doveva pensare a tutto; restare concentrato cos da non perdersi nessun dettaglio. Mandi prima qualcuno all'altoparlante, per avvisare l'equipaggio di ci che sta per fare.
Signors, signore. Grazie, signore.
Il boato di quel pezzo di artiglieria poteva inquietare la flotta, ma avrebbe anche turbato gli uomini a bordo della sua nave; bisognava evitare il pi possibile i falsi allarmi, per non far calare il livello di allerta dell'equipaggio.
Ora poteva andare in cabina. Non sapeva quante ore fossero passate da quando aveva pensato di farlo in via preventiva; adesso era diventata un'urgenza. Sent l'avviso di Fippler risuonare negli altoparlanti mentre scendeva la scala, ma lo ignor perch era intento a chiedersi se doveva o meno interrompere il silenzio radio e informare Londra di quanto disperata fosse la sua missione. Il problema richiedeva tutta la sua attenzione, non poteva badare a null'altro, e di conseguenza dimentic anche la recente conversazione con l'ufficiale di artiglieria, tanto che mentre era ancora in cabina fu colto completamente alla sprovvista dal boato del cannone. L'improvvisa tensione, la reazione quando si rese conto di cosa si trattava e la stizza contro s stesso - lo stupore per aver dimenticato tutto cos in fretta - lo lasciarono di nuovo scosso. Ma si prese volutamente altri due minuti prima di tornare sul ponte, si lav mani e volto, insaponandosi e sfregando con vigore. Questo lo fece sentire molto meglio. Ramment anche di prendere guanti e cappuccio prima di accingersi alla spossante risalita della scala.
Gioved. Turno della sera: 16,00-20,00
Quando cominci ad arrampicarsi, con gran dolore a gambe e piedi, vide che era in atto il cambio di guardia; le scale erano affollate di uomini che salivano e scendevano. Chiacchieravano e discutevano animatamente tra loro, come scolaretti tra una lezione e l'altra; forse l'emozione degli ultimi eventi li teneva ancora sulle spine, ma non mostravano segni di stanchezza.
L'hai sentito il Krauto?, chiese ad alta voce un giovane marinaio. Ha detto....
Qualcun altro si accorse di Krause sulla scala e gli diede di gomito perch restasse in silenzio mentre entrambi facevano largo al loro capitano.
Grazie, disse Krause nel superarli.
Gi da un po' aveva il sentore che gli uomini di bordo lo chiamassero il Krauto. Ora lo sapeva con certezza. Solo gli ufficiali conoscevano il soprannome di Testa quadra che gli avevano affibbiato ad Annapolis.
Sul ponte di comando due uomini si girarono a fargli il saluto; Charlie Cole, ovviamente, e Temme, l'ufficiale medico di bordo.
L'ha beccato per davvero, signore, esord Cole.
Proprio cos, ce l'abbiamo fatta, rispose Krause.
A rapporto sulle perdite, signore, disse Temme. E poi, guardando il foglio che aveva in mano, prosegu: Tre morti. Aiuto artigliere di terza classe Pisani, marinaio di seconda classe Marx, e un addetto alla mensa, White. Tutti gravemente mutilati. Due feriti. Marinaio di seconda classe Bonnor, marinaio di terza classe Meyer. Entrambi casi gravi. Meyer ha riportato danni seri a tutte e due le cosce.
Ricevuto, dottore. Krause si gir poi a ricevere il saluto di Nystrom e la notizia che ora sul ponte era di turno Harbutt. Ricevuto, signor Nystrom.
Le ho prescritto qualcosa, capitano, disse Cole, dopo essermi consultato col dottore.
Krause lo guard, attonito.
Qualcosa che sta su un vassoio, signore, spieg meglio l'ufficiale.
Grazie, rispose lui con enorme gratitudine, col pensiero del caff che gli sorgeva nella mente come il sole all'alba. Ma era chiaro che Cole aveva altro da aggiungere, e altrettanto chiaro era il fatto che il dottore era l per dargli manforte al riguardo.
Si tratta dei funerali, signore, esord il vicecomandante.
Di sicuro Krause non aveva pensato alla necessit di seppellire i morti.
Secondo il dottore..., prosegu Cole, e con un cenno fece inserire Temme nella conversazione.
Prima li seppelliamo meglio , signore, disse questi. Non c' spazio per i cadaveri. Ho altri quattro casi gravi, signore, come di certo sa gi: i sopravvissuti della nave incendiata.
 probabile che presto dovremo tornare in azione, signore, aggiunse Cole.
Avevano entrambi assolutamente ragione. Un cacciatorpediniere, pieno fino all'orlo di marinai, non poteva dedicare nessuno spazio a dei cadaveri mutilati. E Temme doveva prepararsi a curare decine di altri feriti, eventualit assai probabile.
Il suo vice mi ha detto che dovranno passare tre giorni o pi prima che arriviamo in porto, signore, prosegu Temme.
Proprio cos, rispose Krause.
Mettilo l sul tavolo, messaggero, disse Cole.
Era arrivata la sua prescrizione. I tre uomini si spostarono verso il tavolo. Con un rapido cenno, il vicecomandante fece allontanare timoniere e messaggero. Krause sollev il tovagliolo; c'era un pasto completo, l sotto. Accanto alla caraffa del caff, vide un piatto di affettati misti disposti con cura maniacale, pane gi imburrato, insalata di patate e una porzione di gelato. Guard tutto senza ben capire cosa farsene, tutto tranne il caff.
La prego, signore, insist Cole, mangi qualcosa, finch ne ha tempo. Per favore.
Krause si vers un caff e lo bevve, poi con movenze meccaniche prese forchetta e coltello e cominci a mangiare.
Posso occuparmi io dei funerali, signore?, chiese Cole.
I funerali. Krause aveva appreso della morte di Pisani, Marx e White senza provare alcuna emozione, troppo preso in quel momento da altri problemi, con troppe altre cose a cui pensare per potersi lasciar condizionare da quelle perdite. Adesso si ritrovava a dover mangiare durante una discussione del genere. Pisani era giovane, di carnagione scura, molto affascinante e vitale; si ricordava bene di lui. Ma la flotta doveva proseguire il suo viaggio.
Ci restano quasi altre due ore di luce, prosegu Cole. E posso far preparare tutto in dieci minuti, mentre lei pensa alla sua cena. Altrimenti rischiamo di non avere altre occasioni.
Krause gli lanci un'occhiata mentre masticava un boccone di carne fredda. Prima di diventare a sua volta capitano, ma avendo gi ottenuto il rango di alto ufficiale, si era anche lui ritrovato a dover spronare o blandire un capitano refrattario affinch desse gli ordini necessari. Ecco cosa stava succedendo adesso. La scoperta, nelle sue attuali condizioni, lo colp pi della morte di quei marinai. Lo spinse a irrigidirsi.
Sar io a occuparmi della funzione, disse, con freddezza.
Certo, ovviamente, signore, concord Cole.
Era peggio che inaccettabile che il capitano se ne stesse sul suo sgabello in plancia mentre qualcun altro seppelliva i marinai defunti. Bisognava mostrare il rispetto pi profondo per le povere salme di quanti avevano dato la vita per il paese.
Permesso accordato, allora, Charlie, disse Krause. Erano parole ufficiali, con le quali tornava a stabilire una presa salda su redini che forse Cole aveva visto troppo lasche nella sua mano. Puoi dare gli ordini necessari. Grazie, dottore.
Signors, signore.
Ancora impegnato con coltello e forchetta, non pot restituire il saluto; si limit a un cenno del capo. Il cibo aveva per lui una grande importanza, in quel momento. Era famelico. Fin gli affettati, il pane, l'insalata, e aveva attaccato il gelato quando dagli altoparlanti arriv la voce di Cole, il quale annunci che i defunti sarebbero stati affidati alle cure del mare dal ponte principale a poppa, elencando chi doveva esser presente dal reparto di ciascuno dei tre, per poi aggiungere alcune frasi scelte con gran cura su come il resto dell'equipaggio avrebbe rispettato la solennit di quel momento restando in postazione. Krause pens di chiedere un'altra caraffa di caff. Erano morti tre uomini; i primi a perdere la vita sotto il suo comando. In guerra gli uomini morivano e le navi affondavano.
In effetti Krause era troppo stanco e troppo preso da altri problemi per provare qualcosa per tre uomini andati incontro a un destino che lui era gi pronto ad accogliere. Ma in un momento di orribile lucidit cap di essere freddo e indifferente, e con una lancinante fitta di dolore pens a quanto freddezza e indifferenza dovevano aver ferito la sentimentale Evelyn.
Tutto pronto, signore, disse Cole, dopo aver fatto il saluto.
Grazie, Charlie. Resta qui, mentre io scendo al ponte principale.
Di nuovo gi per le scale, costringendosi a dimenticare Evelyn, a dimenticare quanto gli dolevano i piedi, costringendo la mente a tralasciare per il momento il problema di rompere il silenzio radio e concentrarsi per trovare le parole giuste. Le tre barelle su un lato della nave; le bandiere a coprirle; e, con il giorno che giungeva al termine, l'esile bagliore della luce solare che arrivava dall'orizzonte a ovest. Il sonar continu a lanciare il suo monotono segnale mentre lui parlava. Si rese conto che Cole aveva svolto un lavoro eccellente quando gli uomini si chinarono a sollevare un'estremit delle barelle e il pulsare delle eliche cess per pochi istanti mentre venivano inclinate fuori bordo e le salme scivolavano da sotto le bandiere. Charlie doveva aver seguito tutta la scena dalla plancia per dare il segnale al momento giusto. Il vento gli soffiava tra i capelli corti mentre se ne stava a capo scoperto e, su ordine di Silvestrini, tre uomini venivano avanti con i loro fucili per sparare una piccola salva di omaggio sull'infinita distesa del mare. E poi il ritorno, su per le scale strazianti, tentennando su ogni piolo per trascinarsi in plancia.
Grazie, Charlie. Ottimo lavoro.
Si port subito il binocolo agli occhi e prese nota delle condizioni della sua flotta. Ci che aveva appena fatto rientrava senza dubbio nel novero dei suoi doveri, ma si sentiva a disagio pensando che avrebbe potuto impiegare meglio quel tempo, anche se non avrebbe saputo dire come. Sond l'orizzonte a poppa della nave; la visibilit continuava a migliorare. Il convoglio appariva in buon ordine, anche se il commodoro aveva come sempre alzato la bandiera di segnalazione che serviva a chiedere di produrre meno fumo. La Dodge e la James erano in postazione, di scorta sui due fianchi. Da qualche parte a poppa della flotta c'era la Viktor; con le altre navi di mezzo non era sicuro di vederla, ma di tanto in tanto gli pareva di scorgere il peculiare albero di trinchetto con il pallido tramonto alle spalle. Le previsioni meteorologiche si erano rivelate assai accurate; c'era anche il vento forza tre che soffiava da sud-ovest. Questo poteva risultare molto importante, visti i problemi di carburante delle due corvette. L'indomani, con un po' di fortuna, poteva aspettarsi la copertura aerea, e con un orizzonte cos ampio sarebbe stata molto efficace. Si augur che da Londra si rendessero conto delle sue necessit.
Il buio della notte ci stava mettendo assai pi tempo a calare grazie al diradarsi delle nuvole, e l'alba sarebbe arrivata prima l'indomani, o almeno cos si augurava. Alla sera dirai: se fosse mattina! Le due deboli luci contro il cielo a occidente non erano stelle. Erano...
Razzi di segnalazione!, url la sentinella di poppa. Due razzi nelle retrovie del convoglio!.
Krause si sforz di uscire da quell'atmosfera rilassata nella quale aveva rischiato di sprofondare. I razzi di segnalazione presagivano sempre un qualche problema; due razzi indicavano la presenza di siluri in mare, a meno che non fosse un falso allarme lanciato da un capitano in preda al panico. Per un lungo momento il comandante si augur che fosse davvero un falso allarme. La Viktor era pi o meno nella zona dalla quale erano partiti i due razzi. Doveva decidere se invertire la rotta e andare in suo aiuto; mandare una delle due corvette era fuori discussione, visti i problemi col carburante.
Il commodoro ha indetto l'allarme generale, signore, gli fecero sapere dal ponte di segnalazione.
Ricevuto.
C'erano motivi assai validi per non tornare indietro. Prima che arrivasse sul posto, sarebbe giunta la notte. Si sarebbe ritrovato di nuovo a poppa del convoglio, con tutto il tempo da dedicare poi alle manovre per farvi ritorno, soprattutto se nella flotta si fosse diffuso il disordine. Qualsiasi danno un U-Boot potesse causare ormai doveva averlo gi causato; a questo non poteva porre rimedio. N poteva sperare di esigere vendetta, con le poche bombe di profondit che gli erano rimaste. Avrebbe potuto prendere a bordo eventuali sopravvissuti, ma la Cadena e la Viktor erano gi sul posto, mentre lui sarebbe arrivato solo mezz'ora dopo. Cosa avrebbero pensato, per, gli uomini a bordo delle altre navi se l'avessero visto proseguire con noncuranza davanti alla flotta mentre i loro compagni morivano nelle retrovie? And al TBS. La Dodge e la James risposero con una certa prontezza; erano consapevoli che il convoglio stava vivendo un momento difficile, e chiesero quali fossero i suoi ordini; Krause pot soltanto dir loro di restare nelle rispettive postazioni. Ma non riusc a contattare la Viktor in alcun modo. Disse: George a Eagle. George a Eagle. Mi ricevi?, senza per ottenere risposta. Il cacciatorpediniere polacco era a dieci miglia di distanza - se non pi, oramai - ed era ben possibile che il segnale non arrivasse fin l. Era vagamente possibile anche che i marinai fossero troppo impegnati per rispondere, ma era assai poco verosimile. Krause rimase l col microfono in mano sperando con tutto s stesso di sentire almeno una parola, fosse anche dall'indolente voce inglese dell'ufficiale di collegamento. La nave del commodoro intanto accendeva e spegneva i riflettori, puntati dritti sulla Keeling; doveva trattarsi di un messaggio per lui. E doveva essere urgente, perch ormai era quasi troppo buio per usare in sicurezza l'alfabeto Morse. Il commodoro stava correndo un rischio trasmettendo in quelle condizioni, e non era un individuo avventato.
Qualcuno arriv di corsa dal ponte di segnalazione con il taccuino alla mano.
Capitano della flotta a capitano del convoglio. La Cadena riferisce che la Viktor  stata colpita.
Ricevuto.
Niente pi indecisioni.
Prendo io la guida, signor Harbutt.
Signors, signore.
La rotta attuale?
093, signore.
Timone tutto a dritta. Rotta 273. Signor Harbutt, il commodoro mi ha fatto sapere che la Viktor  stata colpita; la nave si trova da qualche parte a poppa del convoglio. Ora andremo l anche noi.
Teniamo la rotta di 273, signore.
Ricevuto. Motori avanti tutta, massima velocit.
Motori avanti tutta, massima velocit. La sala macchine conferma, signore.
Ricevuto.
...
Gli restava appena il tempo di andare al TBS e avvisare la Dodge e la James di ci che stava accadendo.
Dovrete coprire il fronte oltre che i fianchi, aggiunse. Andateci piano con il carburante.
Signors, signore.
Il convoglio e la Keeling erano ora su rotte inverse. C'era ancora abbastanza luce nel cielo a occidente da poter riconoscere il contorno delle navi; ma a poppa era gi buio, ed era ben possibile che le imbarcazioni della flotta non vedessero arrivare il suo cacciatorpediniere. Inoltre, non erano ben schierate. C'erano diverse navi fuori dalle dovute postazioni, il che rendeva impossibile attraversare il convoglio senza correre rischi. E quelle navi si sarebbero mosse in maniera imprevedibile, per evitare pericoli o nel tentativo di tornare in formazione. Ma doveva andare avanti. La Viktor era stata colpita. Pensandoci provava una tristezza struggente, malgrado fosse gi in allerta, teso, pronto all'azione. Quel dolore poteva durare solo pochi secondi, prima di venir messo da parte per far spazio alle urgenze del momento. Tempo addietro, nel bel mezzo di una battaglia, Napoleone aveva appreso della morte di uno dei suoi soldati preferiti, e aveva detto: Perch non ho tempo per piangerlo?. Krause aveva quindici secondi per sentirsi triste. Poi...
Virare a destra. Assecondare la nave. Virare a sinistra. Assecondare.
La Keeling si stava infilando nel varco accanto alla nave del commodoro. Doveva passarci attorno. Il varco si fece pi ampio.
Timone tutto a destra!.
La nave accanto stava cambiando rotta. Un rapido calcolo della distanza dalla successiva sagoma scura. La Keeling si inclin pesantemente durante la virata.
Assecondare la nave! Alla via cos! Virare a sinistra, piano. Assecondare. Virare a sinistra. Assecondare.
Il cacciatorpediniere pass tra la prua di una nave e la poppa di un'altra, e poi lungo il fianco di una massa indistinta nell'oscurit. Avevano superato il convoglio.
Tutti i motori avanti, velocit dodici nodi.
Tutti i motori avanti. La sala macchine conferma la velocit di dodici nodi, signore.
Ricevuto.
Ogni minuto era prezioso, ma la Keeling doveva andare abbastanza piano da poter utilizzare il sonar con profitto.
Riattivare il sonar.
Oggetto a tribordo di prua! Vicino!.
Un oggetto? Un periscopio? Krause usc di corsa, col binocolo agli occhi. C'era ancora un po' di luce. L'oggetto in questione era il frammento di una scialuppa di salvataggio, circa un metro della prua, distrutta e sul punto di affondare. C'era un uomo l sopra, il volto all'ins, le braccia spalancate, ma vivo; Krause vide che provava a sollevare il capo per guardare l'imbarcazione in arrivo. Un istante dopo fu colpito dalle onde sollevate dalla prua della Keeling, che gli si riversarono sul viso. Krause vide riemergere il relitto lungo il fianco della nave. Poi fu di nuovo sommerso dalle onde. La sagoma indistinta pi avanti doveva essere la Cadena. Dimentic subito quel volto coperto dalle onde.
Eagle al TBS, signore, disse Harbutt.
Eagle? La Viktor al TBS? Un brivido di speranza; Krause prese il microfono.
George a Eagle. Passo.
Il nemico ci ha colpiti alla sala macchine, signore, disse l'apatica voce inglese. La Cadena  qui. Ora ci prender a rimorchio.
Ho la Cadena in vista, rispose Krause.
Be', noi siamo proprio accanto, signore. La sala macchine si  allagata e i motori sono andati. Siamo a malapena riusciti a utilizzare queste batterie di riserva per il radiotelefono.
Un attimo. Signor Harbutt! Quella  la Cadena e sta per prendere la Viktor a rimorchio. Giriamoci intorno a una distanza di mezzo miglio.
Signors, signore.
Krause torn al TBS. Star di pattuglia intorno a voi, a mezzo miglio di distanza.
Grazie, signore. Stiamo facendo del nostro meglio per salvare la nave.
Ne sono sicuro.
Le paratie stanno reggendo abbastanza bene, signore, e le stiamo puntellando. Il problema  che ci sono un sacco di infiltrazioni anche in altri compartimenti. Ma ci stiamo occupando anche di queste.
S.
La Cadena ha preso a bordo i nostri uomini in sovrannumero. Un centinaio di marinai. Ne abbiamo persi trenta in sala macchine.
S.
Abbiamo una pendenza di cinque gradi a tribordo e siamo inclinati a poppa, signore, ma riusciremo a farci rimorchiare.
S. La Cadena sta eseguendo bene la manovra?
S, signore. Ancora quindici minuti, credo, e riusciremo a partire.
Bene.
Possiamo ancora usare il timone in modalit manuale, e potremo controllare la nave, entro certi limiti.
Bene.
Signore, il capitano mi ha chiesto di riferirle che la Kong Gustav  stata colpita subito prima di noi. Crede sia stata raggiunta da tre siluri in rapida successione. Il nemico deve averli lanciati da distanza ridotta.
Cos parrebbe.
 affondata in meno di cinque minuti. La Cadena ha preso a bordo il capitano e parte dell'equipaggio, signore.
S.
Noi siamo stati colpiti mentre la Kong Gustav colava a picco, signore. Il nostro sonar non ha rilevato nulla. C'erano molte interferenze.
S.
Ci era rimasta una sola bomba di profondit, signore. L'abbiamo disinnescata e gettata in mare.
Ottimo.
L'esplosione delle bombe di profondit ancora a bordo delle navi affondate aveva ucciso tanti naufraghi che altrimenti si sarebbero salvati.
Il capitano mi chiede di ringraziarla, signore, per tutto quello che ha fatto. Dice che  stato bello dare la caccia al nemico con lei.
Avrei voluto fare di pi, rispose Krause.
Era come una conversazione con una voce che veniva dalla tomba.
E il capitano mi chiede anche di dirle addio, signore, in caso non dovesse pi vederla.
Ricevuto. Mai come in quel momento avere una risposta da protocollo gli era tornato utile. Ma non era sufficiente, era una soluzione tampone. Gli dica che non vedo l'ora di ritrovarlo a Derry.
Signors, signore. La gomena da rimorchio  pronta. Presto ci metteremo in viaggio.
Ricevuto. Mi comunichi i risultati. Chiudo.
Dal cielo ormai era svanita la luce. Era buio, ma non del tutto. Ancora si vedevano, a tribordo del traverso, le due sagome scure della Cadena e della Viktor. La Keeling navigava intorno a entrambe, sondando col sonar gli abissi e col radar la superficie. Krause riprese a fare calcoli a mente. Un cerchio col diametro di un miglio aveva pi di tre miglia di circonferenza; la sua nave avrebbe impiegato venti minuti a percorrerla per intero. Un U-Boot a due miglia di distanza, fuori dalla portata del sonar, avrebbe avuto ben venti minuti per insinuarsi a sei nodi di velocit e lanciare i suoi siluri da mezzo miglio prima che la Keeling tornasse in quel punto. Stava proteggendo le due navi come meglio poteva. Ed era pi che necessario proteggerle. I cacciatorpedinieri erano preziosi. Aveva intenzione di fare tutto quello che era in suo potere per far arrivare la Viktor a destinazione. Rimettere in mare una nave da guerra richiedeva un decimo del tempo che serviva a costruirne una nuova, e si poteva conservare tutto il prezioso, insostituibile equipaggiamento. E la Cadena era piena di uomini. Aveva salvato molte vite, in quel viaggio; e i rimorchiatori cos grandi in grado di percorrere l'oceano erano rari, preziosi quasi quanto i cacciatorpedinieri. Non c'era dubbio che fosse suo dovere fare da scorta alla Viktor e alla Cadena, lasciando il resto della flotta alle due corvette. Prov una sorta di consolazione al pensiero che, in questo caso, non doveva risolvere nessun dilemma, non c'erano probabilit da valutare con straziante impegno. Il TBS richiese ancora la sua attenzione.
Siamo partiti, signore. Viaggiamo a tre nodi e proveremo a raggiungere i cinque, ma il capitano ha paura di quello che succeder alle paratie in tal caso. La nave pu ancora virare, entro certi limiti, signore.
Ricevuto. Rotta 085.
085. Signors, signore.
Gioved. Prima guardia: 20,00-24,00
Il saluto di Harbutt nell'oscurit. Rapporto di fine turno, signore. Tutto secondo protocollo. Sul ponte c' il signor Carling, signore.
Ricevuto, signor Harbutt. Buonanotte.
Il TBS. Quattro nodi  la velocit massima che riusciamo a reggere, signore. Se acceleriamo, la pendenza aumenta. Immagino ci sia un tratto dello scafo che sporge dalla falla e imbarca acqua, mettendo a dura prova le paratie.
Capisco.
Stiamo gestendo sempre meglio le virate, signore.
Capisco.
A bordo della Keeling regnava un silenzio tombale. L fuori, nell'oscurit, c'erano uomini che lavoravano con disperata concitazione. Cercavano di puntellare le paratie, muovendosi in un buio di pece con il misero ausilio delle torce. Provavano a tappare le falle, con il letale gorgoglio dell'acqua che saliva intorno a loro. Tentavano di guidare la nave, passando gli ordini di virata da uomo a uomo, costretti a gestire un timone manuale mentre la nave piegava in maniera imprevedibile a babordo e a tribordo, minacciando di spezzare da un momento all'altro la gomena da rimorchio.
Signor Carling!.
Signore!.
Un'accorta descrizione delle attuali circostanze, rotta e velocit della Cadena, la necessit di continuare a fare la guardia con il sonar. La Keeling doveva tracciare una serie di ellissi intorno al rimorchiatore che arrancava a quattro nodi di velocit, e a ogni ellisse si sarebbero avvicinati di poco - infinitesimamente poco - alla salvezza. C'era l'evidente problema di manovrare il cacciatorpediniere a dodici nodi intorno a una nave che avanzava a un terzo di quella velocit, ma era di facile soluzione.
C'erano poi altri problemi, non cos semplici. Ogni ora che passava il convoglio si sarebbe allontanato di quattro o cinque miglia. Portare la Viktor a destinazione avrebbe richiesto lunghe giornate. Ben presto sarebbe stato urgente badare anche alle provviste di carburante della Keeling. Krause doveva chiedere aiuto a Londra; doveva violare il silenzio radio. Una decisione difficile, che per era disposto a prendere. Sarebbe stato costretto a farlo. Ma... C'era da pensare all'intercettazione radio da parte dei tedeschi; e ai loro sommergibili in mare. Ormai Doenitz di sicuro conosceva la posizione, la rotta e finanche la composizione della flotta; queste informazioni gli erano state comunicate dagli U-Boot. In tal senso, pareva non ci fossero motivi per non violare il silenzio radio. Eppure ce n'erano. Non appena il sistema di intercettazione avesse avvisato Doenitz che dal convoglio era partito un messaggio, il comandante tedesco se ne sarebbe chiesta la ragione, e di ragioni poteva essercene una sola: il convoglio era ridotto cos male da avere urgente bisogno di aiuto. Sarebbe bastato questo perch Doenitz mandasse contro la flotta tutti i sommergibili a sua disposizione. Il capitano che aveva lanciato i suoi siluri contro la Viktor avrebbe capito di non aver pi nulla da temere dal cacciatorpediniere polacco. Se invece il convoglio avesse continuato a trascinarsi avanti in silenzio, Doenitz e i suoi capitani non avrebbero avuto modo di capire che non era in grado di difendersi. Era una questione molto importante.
Eppure, con la flotta praticamente indifesa e la Viktor cos lontana dal porto, era fondamentale che ricevessero aiuto. Non era neppure sicuro che la Dodge e la James avessero abbastanza carburante per arrivare fino a Derry. La stessa Keeling era in pratica incapace di respingere un serio attacco contro la Cadena e il cacciatorpediniere polacco. Krause doveva chiedere aiuto; doveva ignorare il proprio orgoglio; doveva rischiare. Dell'orgoglio si curava poco, ma era possibile ridurre al minimo i rischi. Se avesse inviato adesso il messaggio, Doenitz avrebbe avuto tutta la notte per mandare i sommergibili all'assalto. C'erano ancora sette o otto ore di buio, e in questo lasso di tempo Londra non poteva aiutarli in alcun modo. Era meglio far partire il messaggio pi tardi, intorno all'una o le due del mattino. In tal modo l'ammiragliato avrebbe avuto comunque tutto il tempo per far arrivare la copertura aerea all'alba, riducendo quanto pi possibile l'intervallo in cui Doenitz poteva concentrare le sue forze contro di loro. Alle due di notte era abbastanza presto; il messaggio sarebbe arrivato dritto alle massime autorit, ne era sicuro. Mezz'ora per la comunicazione; mezz'ora perch l'ammiragliato facesse partire i suoi ordini; un'ora per i preparativi. Due ore di volo; avrebbe avuto la copertura aerea all'alba. Avrebbe mandato il messaggio alle due del mattino, forse all'una e mezzo.
Era giunto a questa decisione restando in piedi sul ponte di comando, mentre Carling guidava la nave nei suoi giri di pattuglia intorno alla Cadena e alla Viktor. Era in piedi perch sapeva che qualora si fosse seduto si sarebbe addormentato. Gi una volta si era ritrovato a dondolare per il sonno. Krause aveva sentito la storia del bandito messicano che, durante i moti del 1917, aveva seminato il terrore con il suo metodo per giustiziare i nemici. Li issava quasi in cima ai pali del telefono ai lati della strada, uno per palo. Con le mani legate dietro la schiena, i piedi poggiati su un trespolo e una fune intorno al collo, fissata all'estremit del palo stesso. Quegli uomini restavano l, e finch riuscivano a tenersi in piedi continuavano a vivere. Chi, in preda alla stanchezza, perdeva l'equilibrio, finiva strangolato. Alcuni avevano resistito per giorni interi, una punizione esemplare davanti agli occhi di tutto il quartiere. Krause si trovava in una situazione del genere. Se si fosse seduto si sarebbe addormentato, se restava alzato, come stava facendo adesso, l'agonia era insopportabile. Piedi, muscoli e giunture urlavano di dolore. Insopportabile? Eppure doveva sopportarlo. E non c'era altro da dire al riguardo. Quanti sperano nel Signore riacquistano forza.
Non poteva dormire, e cos restava in piedi, e nel frattempo costringeva la mente a trovare le parole giuste per il messaggio da inviare. Doveva comunicare tutte le informazioni necessarie; quindi doveva parlare delle disperate condizioni della Viktor, della flotta rimasta senza protezione, di come la sua nave fosse lontana a poppa del convoglio, della carenza di carburante... una follia; avrebbe impiegato tutta la notte a fare l'elenco dei suoi problemi. Era meglio limitarsi a dire qualcosa come: Abbiamo urgente bisogno di aiuto. A Londra avrebbero capito che, se la situazione non fosse stata disperata, non li avrebbe mai contattati; con tutta la loro esperienza, sarebbero riusciti a intuire la natura dei suoi problemi. Ma, allora, non c'era bisogno di parlare di urgenza. Se non fosse stato urgente, non avrebbe chiesto. E perch accennare al bisogno? Una singola parola, aiuto, il fatto stesso che venisse inviata, era sufficiente a raccontare tutta la storia. E c'era l'assai remota possibilit che una sola parola riuscisse a passare inosservata attraverso la rete di intercettazione di Doenitz. No. Era una speranza troppo improbabile per farci affidamento, ma la brevit del messaggio avrebbe comunque reso difficile il compito degli esperti tedeschi incaricati di decifrare il loro codice per le comunicazioni. No, dimenticava un particolare, forse stava diventando ottuso. Le regole sulla crittografia imponevano che tutti i messaggi brevi venissero imbottiti di testo insignificante per raggiungere una data lunghezza, cosa della quale Dawson era di sicuro al corrente. Questa era la decisione presa dagli esperti del settore, e lui non poteva contravvenire. Eppure la conclusione cui era giunto restava valida. Avrebbe chiesto aiuto; all'una e quarantacinque del mattino avrebbe inviato il suo messaggio di una sola parola, aiuto, lasciando a Dawson il compito dell'imbottitura.
Una volta risolto il problema, e non dovendo pi concentrarsi sull'argomento, Krause si scopr a dondolare di nuovo per il sonno. Era davvero assurdo, era sveglio da meno di quarantotto ore, e aveva potuto dormire per ben due ore, quasi tre, la notte di due giorni addietro. Era una creatura debole e misera. Non poteva limitarsi a stare in piedi, doveva continuare a ragionare, o era perduto. Era strano ritrovarsi a desiderare una nuova battaglia, il bisogno di ragionare con prontezza e decidere in fretta, per sentirsi di nuovo sveglio. Ma uno scontro col nemico si sarebbe rivelato disastroso. Le navi sotto il suo comando non erano pi in grado di entrare in azione. Si costrinse a camminare avanti e indietro sulla plancia affollata. Gli venne in mente di farsi portare altro caff, e si disse che non stava cedendo alla schiavit nei confronti di quella bevanda, era solo un modo per non addormentarsi. Ma prima doveva tornare in cabina; inforc le lenti rosse e scese la scala. Inciamp sulle mastre come un contadino in mare, pens che non sarebbe mai pi riuscito a trascinare il peso morto del suo corpo su per quei pioli, eppure lo fece. Semplicemente, non doveva arrendersi alle sue debolezze. Arrivato in plancia, riprese a camminare; testa alta, mento dritto, petto in fuori, spalle squadrate, come quando sfilava in parata ad Annapolis. Finch non avesse ritrovato un minimo di presenza di spirito, non si sarebbe concesso altro caff.
Fu davvero un sollievo sentirsi convocare di nuovo al TBS.
Eagle a George. Mi ricevi?
George a Eagle. Ti ricevo. Passo.
Chiedo il permesso di abbandonare la nave, signore. La voce del cinico inglese non era cinica. Era solenne, e stava quasi per rompersi quando prosegu: Mi dispiace davvero, signore.
Non avete altra scelta?, chiese Krause.
I rinforzi per le falle non erano abbastanza larghi, signore. E la pompa di emergenza non  sufficiente. Continuiamo a imbarcare acqua, non siamo riusciti a fermare le perdite e non la aspiriamo abbastanza in fretta.
C'era da aspettarselo; pi lo scafo sprofondava, maggiore era il numero delle falle sotto la superficie e pi forte la pressione che spingeva dentro l'acqua.
La pendenza  di quindici gradi ormai, e a poppavia il ponte principale  quasi sommerso, signore.
Sono sicuro che abbiate fatto tutto il possibile. Permesso accordato, abbandonate la nave, disse Krause. Riferisca al suo capitano che non dubito abbia fatto tutto quello che era in suo potere per salvare la nave. E gli dica che mi dispiace per la sua cattiva sorte.
Il cervello stanco era costretto a funzionare come se nulla fosse, a scegliere con cura le parole giuste da usare con un alleato.
Signors, signore, gli rispose l'inglese, e poi nella sua voce torn la solita indolenza. Be', addio per ora, signore, e grazie per l'ottima compagnia.
Krause si allontan dal TBS con una certa mestizia. La prima volta che aveva sentito quella voce non si sarebbe mai e poi mai immaginato di finire con l'affezionarvisi.
Venerd. Turno della notte: 24,00-04,00
In plancia c'era luce a malapena sufficiente per accorgersi del cambio della guardia, con gli addetti alle comunicazioni che posavano gli auricolari, il timoniere che lasciava la postazione e Carling che eseguiva il saluto.
Sul ponte c' il signor Nystrom, signore.
Ricevuto, signor Carling.
Buona notte, signore.
Buona notte a lei, signor Carling. Prendo io la guida della nave, signor Nystrom.
Signors, signore.
Con un paio di ordini al timoniere port la Keeling pi vicino alla chiazza scura che era la Cadena, impegnata a posizionarsi accanto alla Viktor. A un certo punto si udirono chiaramente alcune parole in mare, qualcuno stava usando un megafono, e il vento aveva portato la sua voce verso di loro.
Il sonar rileva forti rumori di schianto, signore, annunci un addetto.
Era l'elogio funebre di una nave coraggiosa. Erano passati due anni e mezzo da quando la Viktor era fuggita da Gdynia sfidando tutta la potenza della Luftwaffe, e aveva attraversato il Baltico in barba alla marina militare nazista. Per due anni e mezzo aveva combattuto una battaglia disperata; aveva rappresentato la patria per il suo equipaggio esiliato, e adesso non c'era pi.
Quattro colpi di sirena dalla Cadena, sorprendentemente forti nella notte. F di Fox, salvataggio completato.
Virare a destra. Ancora a destra. Assecondare. Alla via cos.
Accost con cura la Keeling al rimorchiatore - continuando a fissarlo mentre virava -, poi usc e and al megafono. Cadena! Qui  il comandante della scorta.
Risposero al suo saluto.
Avete salvato tutti?, chiese Krause.
S, sono tutti a bordo.
Un grande sollievo. Per un istante, Krause aveva immaginato l'ufficiale di collegamento inglese con tutta la sua indolenza che cadeva tra i due scafi cos ravvicinati, triturandosi le ossa mentre l'acqua lambiva il suo corpo.
Rotta 087, url nel megafono.
087, gli fecero eco dall'altra nave.
Tornate alla massima velocit verso il convoglio.
Dodici nodi, se mi riesce, ribatterono dalla Cadena.
Io vi far da schermo pi avanti, prosegu Krause. Seguite il piano di rotta a zigzag. Variante numero sette.
A zigzag? Ma....
 un ordine, insist lui. Variante numero sette. A cominciare da ora.
E sia, fu la contrariata risposta.
Era notevole come quasi tutti i capitani civili disprezzassero quel tipo di strategia. La sensazione diffusa era che fosse pi sicuro attraversare una zona di pericolo quanto pi rapidamente possibile; eppure, bastavano cinque minuti davanti a una carta nautica con la giusta strumentazione per far capire a chiunque come la rotta a zigzag rendeva assai pi complicato il compito di un sommergibile nemico e ritardava il momento in cui poteva far ricorso ai siluri. Inoltre, un imprevisto cambio di rotta al momento giusto di solito salvava la nave da quei letali armamenti. Spostarsi a zigzag riduceva sensibilmente le probabilit di venire colpiti; non serviva neppure l'esperienza di Krause che, durante le sue lezioni sulla guerra agli U-Boot, aveva passato alcuni minuti nella torretta di comando di un sommergibile per provare a pianificare un attacco, bastava una testa pensante.
Ha seguito la conversazione, signor Nystrom?
S, signore.
Allora prenda lei la guida. Posizione di scorta davanti alla Cadena, cinquecento iarde di distanza.
Signors, signore.
Messaggero! Portami una caraffa di caff.
Ora che la Viktor era affondata bisognava ripensare alla decisione di chiedere aiuto. All'alba, insieme alla Cadena avrebbero quasi raggiunto il convoglio, quindi ora la situazione era radicalmente diversa. Eppure restava il problema del carburante della James, e in generale le condizioni delle navi da guerra non erano ottimali. Malgrado il fatto che la Viktor non avrebbe pi causato ritardi, l'indomani sarebbe stato un lungo giorno; la copertura aerea poteva rivelarsi di grande importanza, importanza decisiva. Ma a Londra si stavano comunque gi adoperando per fornirla. Valeva la pena violare adesso il silenzio radio, correndo i rischi che aveva gi preso in esame, solo per la differenza tra probabilit e certezza? Krause prov a mettersi in moto sul ponte di comando. Quasi dovette reprimere l'ammutinamento di gambe e piedi agonizzanti. La mente non era in rivolta, solo sfinita. Si costrinse a valutare i pro e i contro. Il caff gli sarebbe stato senza dubbio d'aiuto.
Sul tavolo, messaggero.
Non c'era abbastanza luce per vedere cosa stesse facendo, ma era abituato a versarsi il caff al buio. Come sempre, la prima tazza fu come nettare, e l'ultimo sorso fu forse ancor pi delizioso, grazie alla consapevolezza di poter bere una seconda tazza. La consum lentamente, come un uomo che si separa malvolentieri dall'amante. Mangiamo e beviamo, perch domani... perch di l a poche ore doveva prendere una decisione.
Riporta quel vassoio alla mensa, messaggero, disse.
Doveva ignorare qualsiasi fattore personale. Non poteva farsi influenzare in alcun modo dall'opinione che potevano farsi di lui a Washington e a Londra. Era suo dovere pensare unicamente alla flotta, e alla guerra da combattere. Non poteva dedicare a quelle considerazioni neppure un istante, altrimenti l'avrebbero visto come un ufficiale che supplicava aiuto senza averne davvero bisogno. Un buon nome val pi di grandi ricchezze; il suo buon nome, come la sua stessa vita, era al servizio del paese. Non dall'oriente, non dall'occidente veniva la promozione... ma a lui cosa importava? Non c'erano congedi in questa guerra. Le parole della Bibbia continuavano ad affacciarglisi alla mente. Non poteva ignorarle.
Di nuovo, era solo per debolezza personale che si sentiva propenso a chiedere aiuto? Stava inconsciamente provando a sgravarsi dalle sue responsabilit? Testa alta, schiena dritta. Dopo un breve ma spietato esame, Krause si giudic suo malgrado innocente rispetto a quelle accuse. Al contempo, e con la stessa severit di giudizio, si trov innocente anche rispetto all'altra accusa, quella di non voler rompere il silenzio radio per timore delle possibili ricadute sulla sua carriera. Idoneo e in servizio. Parole dolorose come il ricordo di Evelyn ma, per quanto l'avessero dannato nel corso degli anni, non avrebbe lasciato che influenzassero le sue decisioni.
Sent suonare il campanello del portavoce, e dimentic piedi, gambe e considerazioni sul silenzio radio mentre correva a rispondere. Qui  il capitano.
Capitano, signore, ci sono contatti radar pi avanti.
Contatti?
O forse uno solo, signore. Questo schermo diventa sempre pi sfocato. E anche la misura delle distanze  inaffidabile.
Ma cosa avete visto?
Qualcosa, signore. All'inizio sembravano due punti sul radar, ma ora non ne sono sicuro. Ma  dritto davanti a noi, rilevamento approssimativo 084, a volte 088.
Si tratta del convoglio?
No, signore. La flotta  fuori portata. Il contatto  proprio al limite.
Ricevuto.
Un contatto radar. Un'imbarcazione in superficie, davanti a loro. Un U-Boot, lanciato alla massima velocit verso il convoglio? Molto probabile. Una nave della flotta rimasta indietro? Abbastanza verosimile. Era in ogni caso un problema da affrontare.
Prendo io la guida della nave, signor Nystrom.
Signors, signore. La Cadena viaggia alla massima velocit di dodici nodi.
Grazie. Timone venti gradi a dritta. Rotta 240.
Venti gradi a dritta. Rotta 240, ripet il timoniere nel silenzio della plancia. Una pausa mentre la Keeling virava; abbastanza lunga perch Krause riuscisse a calcolare in quale tratto della manovra a zigzag si sarebbe trovata la Cadena di l a tre minuti. Teniamo la rotta di 240, signore.
Ricevuto. Doveva uscire sull'ala di plancia a tribordo per vedere la sagoma scura del rimorchiatore. Virare a destra, piano.
Il nuovo cambio di rotta della Cadena era previsto da un momento all'altro. Quando la Keeling arriv pi vicino riusc a notare il cambiamento nel profilo della nave che cominciava la virata.
Assecondare. Timone a sinistra. Assecondare la nave. Alla via cos.
Affiancarsi a un'imbarcazione che seguiva una rotta a zigzag e arrivare abbastanza vicino da poter comunicare a voce richiedeva una grandissima cautela. La distanza tra le due navi era sempre pi ridotta. Krause vide balenare una luce. A bordo del rimorchiatore cominciavano ad agitarsi, non capivano cosa la Keeling stesse cercando di fare. Qualcuno aveva acceso un riflettore, puntandolo dritto contro la nave da guerra.
La sentinella di babordo ha avvistato una luce proveniente dalla Cadena, signore, rifer un addetto.
Ricevuto. Virare a dritta. Assecondare la nave.
Krause arriv al megafono proprio mentre dalla Cadena si levava una voce carica d'ansia. Keeling!.
Qui  il comandante della scorta. Sto per allontanarmi da voi. C' qualcosa di sospetto sette miglia pi avanti, rilevamento approssimativo 080.
Di che si tratta?
Non lo so, e ho intenzione di scoprirlo. Seguite il piano di rotta attuale, e tenete gli occhi aperti a prua. Qualche secondo di riflessione. Vi avviser se ci sono pericoli. Se mi vedete aprire il fuoco cambiate subito rotta, 042.
Okay.
Tenete quella rotta per mezz'ora, poi tornate su 087 se non avete mie notizie.
Okay.
Sper che a bordo della Cadena avessero capito le sue istruzioni, e poi ricord che su quella nave, e con ogni probabilit presenti in plancia in quel preciso istante, c'erano il capitano polacco e il suo ufficiale di collegamento inglese. L'avevano sentito e avrebbero tenuto in riga il capitano del rimorchiatore.
Vi saluto. Timone tutto a dritta. Rotta 087. Motori avanti tutta, massima velocit.
Gli ordini di Krause vennero ripetuti con voce sommessa. L sul ponte di comando erano tutti al corrente di cosa stesse succedendo. Gi in sala macchine erano invece ignari. Erano consapevoli del fatto che la Keeling aveva seguito una rotta circolare; non avevano modo di sapere quale nuova crisi avesse richiesto l'aumento di velocit. I loro problemi erano di portata ridotta. Non dovevano fare altro che obbedire agli ordini. Krause lasci che il personale della sala macchine svanisse dalla sua mente, rimase solo una fitta di invidia, come il vortice prodotto da una nave che affonda. Per i prossimi minuti, mentre si dirigeva verso un pericolo ignoto, doveva tornare a ragionare sul silenzio radio.
Chiedo il permesso di cambiare l'orario, signore, disse Nystrom, profilatosi nell'ombra al suo fianco.
Cambiare l'orario? Krause riusc ad astenersi dalla stupida ripetizione di quelle parole. Si trattava di un dettaglio che aveva completamente dimenticato, eppure avrebbe dovuto tenerlo a mente. Erano appena passati da un fuso orario a quello successivo; erano di un'ora pi avanti nel farsi del giorno.
Ordini del signor Watson?, chiese.
S, signore.
Ufficiale di navigazione, Watson aveva ricevuto proprio da lui l'incarico di cambiare gli orari a bordo della nave nel primo momento utile.
Permesso accordato, rispose Krause.
Nystrom non poteva sapere di aver spezzato il filo di un importante ragionamento nella mente del suo capitano. Eppure la sua richiesta aveva grandi conseguenze proprio sull'oggetto di quei pensieri. Ora la scadenza che si era prefissato per la richiesta di aiuto era ormai trascorsa. Era stato un idiota a non tenerlo a mente; malgrado fosse solo una convenzione e non un cambiamento vero e proprio - l'alba non era pi vicina di prima, in termini di tempo reale -, l'effetto morale era assai profondo. Inoltre, Krause ramment che la notte era pi breve quando si faceva rotta verso est, andando incontro al sorgere del sole. In ogni caso, non stavano andando solo incontro al sorgere del sole, ma a segnali sospetti, e alla massima velocit.
Torn al portavoce. Cosa mi dite di questi contatti radar?, chiese.
Il segnale  ancora qui, signore.
Qualcosa di grande o piccolo? Riesce a darmi una stima?
Direi grande, signore. Forse sono due punti, come ho detto. E credo si stia muovendo, signore. Sulla nostra stessa rotta.
Ma noi siamo pi veloci, giusto?
Da quel che posso dire, s, signore.
Doveva appurare la natura di quel contatto prima di intraprendere qualsiasi azione; non era facile, al buio. Dieci a uno che si trattava solo di una nave della flotta rimasta indietro. Prov a contattare la Dodge e la James, ma dovette rinunciarvi con esasperata delusione. Erano fuori dalla portata del radiotelefono, a meno che... a meno che... ma era un pensiero orribile. Che poteva comunque ignorare. Non era possibile che entrambe le corvette fossero state distrutte senza che le sentinelle avvistassero una qualche esplosione riflessa sullo strato di nubi nell'oscurit notturna.
Riesce a calcolare la distanza ora?, chiese al portavoce.
Ebbene, no, signore. Purtroppo no.
Un'altra voce si inser nel circuito subito dopo quella deludente risposta. Era Charlie Cole. Krause era convinto che il suo vice non avesse neppure dormito; con ogni probabilit si era aggirato per la nave per ispezionare i vari reparti.
Il rilevamento  costante, signore, disse Cole. E direi che si tratta sicuramente di due segnali sul radar.
Grazie, Charlie.
E stiamo guadagnando rapidamente terreno.
Ricevuto.
Due imbarcazioni assai pi lente della sua, non poteva che trattarsi di navi rimaste separate dal convoglio. Non c'era nessuna urgenza, quindi. Giunto a questa conclusione, dopo appena un secondo Krause si ritrov a penzolare in avanti, quasi privo di sensi. Il sonno era come una bestia da preda non bene addomesticata, pronta a balzare nell'istante stesso in cui lui avesse abbassato la guardia. Stava per arrivare alla fine del suo secondo giorno di fila senza un momento di riposo; due giorni di tensione e fatica quasi costanti. Due giorni passati quasi tutti in piedi, tra l'altro; non era possibile dimenticarlo. Krause fu lieto di sentire di nuovo il campanello.
Sono riuscito a far funzionare bene il radar per un secondo, signore. Due segnali, di sicuro. E la distanza  di quattro miglia, credo sia anche piuttosto accurata. Rilevamento 086.
Ricevuto.
Meglio non arrivare a grande velocit. Meglio usare il sonar. Cinque minuti di attesa.
Tutti i motori avanti, velocit dodici nodi. Riattivare il sonar.
La sala macchine conferma i dodici nodi, signore.
L'improvviso calo nelle vibrazioni, il passaggio pi silenzioso della Keeling in mare era di per s un messaggio, come lo era il ritorno del monotono canto del sonar.
Il sonar rileva segnali confusi, signore.
Quel problema si sarebbe risolto da solo non appena la velocit della nave fosse scesa a dodici nodi.
La sentinella di prua ha avvistato qualcosa davanti a noi, signore.
Ricevuto.
...
Mancavano ormai tre miglia, se i calcoli di Cole erano esatti. La sentinella stava svolgendo con cura il proprio dovere, se era riuscita a vedere qualcosa da cos lontano e in una notte del genere.
Capitano a sentinella di prua. Continuare a fare rapporto su eventuali avvistamenti.
Venerd. Turno del mattino: 04,00-08,00
Anche Krause era intento a scrutare il mare davanti alla nave. Al momento, non vedeva nulla. Nystrom era al suo fianco, anche lui di vedetta, e con la coda dell'occhio il comandante si accorse di un altro individuo accanto all'ufficiale, il giovane Harbutt. Un altro cambio della guardia.
La sentinella di prua ha avvistato quelle che crede siano due navi, signore.
Ricevuto.
Sono di sicuro due navi, disse Harbutt.
...
Ora le vedeva anche Krause, due masse solide nell'oscurit. Erano solo navi, rimaste indietro rispetto alla flotta. L'idea di aver affrontato la recente tensione per qualcosa di cos banale era davvero esasperante.
La sentinella di prua ha avvistato due navi mercantili, dritto davanti a noi, distanza due miglia, molto ravvicinate tra loro, signore.
Ricevuto. Capitano a sentinella di prua. Abbiamo le due navi in vista dal ponte.
Rapporto di fine turno, disse Nystrom, e prosegu con le comunicazioni di rito.
Ricevuto, signor Nystrom.
Signore, disse Harbutt, ci sono ordini da dare per l'allarme generale di routine?.
Altro particolare di cui si era dimenticato. Entro un'ora, a meno che non avesse revocato l'ordine come aveva fatto il giorno prima, sarebbe partito l'allarme generale, e tutto l'equipaggio si sarebbe attivato. I motivi per cui aveva annullato l'ordine erano ancora validi. I suoi uomini seguivano turni intermittenti di quattro ore; doveva farli riposare quanto pi possibile. Avrebbe dovuto ricordarsene da solo.
Niente allarme generale stamattina, a meno che non ce ne sia realmente bisogno, disse. Lo annunci a tutta la nave.
Signors, signore.
Mentre si avvicinavano alle sagome scure delle navi, sent il suo ordine ripetuto dagli altoparlanti di bordo.
Attenzione, attenzione. Non ci sar....
Qualche anno addietro, una delle navi dello Zio Sam aveva preso il soprannome di zione per il gran numero di annunci che cominciavano con quella formula, attenzione, attenzione; ma quegli annunci servivano a revocare permessi e congedi, o per altre comunicazioni parimenti sgradite. Nel suo caso, era diverso.
Erano ormai a ridosso della nave pi vicina; riusciva a vedere la spuma della sua scia.
Virare a sinistra. Assecondare. Alla via cos.
Ora poteva anche identificarla; una petroliera, con ponte e motori a poppa. La Hendrikson. E stavano gi provando a comunicare con lui. Krause and verso il megafono; lungo il tragitto si scontr violentemente con un ufficiale comparso all'improvviso al suo fianco.
Messaggio dell'ammiragliato, signore, disse questi. La voce era quella di Dawson.
Un attimo, rispose Krause, anche se quelle parole avevano scatenato un'ondata di vitalit ed emozione nel suo corpo quasi spento. Url nel megafono. Qui  il comandante della scorta. Cosa ci fate quaggi?
Ci siamo scontrati con quel gran bastardo pi avanti, gli arriv la risposta. Ci ha ammaccato la prua. Siamo salvi per miracolo. Se la vedr coi miei armatori.
Non mi sembrate messi cos male. Che danni ha riportato l'altra nave?
Spero gravissimi.
Potete tenere rotta e velocit?
S.
La Keeling stava gi per superare la Hendrikson; erano quasi fuori dalla portata dei megafoni.
Proseguite in questa direzione, ma secondo un piano di rotta a zigzag. Variante numero sette. E preparatevi all'arrivo della Cadena a poppavia.
Okay.
Signor Harbutt, prenda lei la guida. Si metta in contatto anche con l'altra nave e cerchi di appurare l'entit dei danni. Se non sono gravi la faccia schierare in colonna a poppa della petroliera, le scorteremo entrambe.
Signors, signore.
Eccomi, signor Dawson.
Dawson aveva con s la sua cartellina; aveva preso la torcia rossa dal tavolo delle carte nautiche, e la punt sul messaggio. Krause gli prese dalle mani sia la cartellina che la torcia.
Una parte  molto confusa, signore, si scus l'ufficiale. Ho fatto del mio meglio per decifrarla.
Alcune parole erano in realt solo ammassi incerti di lettere. Ma le altre ebbero su Krause un effetto sorprendente mentre le leggeva.
Rinforzi in arrivo.
Un groviglio di lettere.
Ufficiale di scorta: CAPITANO CONTE DI BANFF, SNO.
Un altro groviglio.
Prepararsi per copertura aerea, appendice manuale operativo 278-42.
Altro groviglio.
Di questo sono sicuro, precis Dawson, picchiettando col dito sulle parole manuale operativo. Eccolo.
La cartellina, oltre al messaggio, conteneva l'appendice citata.
All'identificativo UW rispondere con BD.
Ottimo, comment Krause. Messaggero!.
S, signore.
Di' al mio vice di raggiungermi sul ponte. Aveva esitato prima di parlare. La frase che aveva in mente - Riferisci i miei complimenti al comandante in seconda e digli che sarei lieto di averlo qui sul ponte - era ridicola e pomposa, vecchio ricordo dell'etichetta navale in tempo di pace, e dovette cos riformularla perch fosse idonea per un cacciatorpediniere in guerra.
Studi di nuovo il messaggio. Risaliva a quasi dodici ore prima, molto pi lento nel suo arrivo rispetto alla precedente comunicazione dell'ammiragliato, alla quale era stata concessa massima priorit. I canali radio erano intasati, ma di sicuro l'ammiragliato aveva previsto che quelle notizie gli sarebbero arrivate in tempo per permettergli di intraprendere le iniziative necessarie. Era tuttavia meraviglioso scoprire che i rinforzi erano in arrivo. SNO, nella convenzione britannica, indicava un senior naval officer, cio un ufficiale di alto rango, non era una di quelle assurde sfilze di lettere come DSO o MBE che indicavano solo menzioni di merito. E l'ufficiale in questione era un capitano. Questo significava che l'avrebbe sostituito al comando della scorta. L'avrebbe sollevato dalle sue responsabilit nei confronti della flotta. Krause si ritrov a provare un feroce risentimento, senza neppure un accenno di sollievo. Avrebbe preferito portare a termine l'incarico. La spossatezza stordente parve diradarsi spinta via dalla rabbia.
Non ho neppure provato a decifrare quegli scarabocchi, disse Dawson. C'erano dei numeri, in mezzo....
Ricevuto, signor Dawson.
Era un po' strano - e tipicamente britannico - che l'ammiragliato si fosse preso la briga di specificare che il capitano, l'uomo che l'avrebbe sostituito al comando, fosse originario di Banff. Krause pens alle montagne canadesi e al lago Louise; ma forse c'era una Banff anche in Gran Bretagna, proprio come c'erano una Boston e una Newport. Ma, in tal caso, perch menzionarlo? L'informazione poteva avere importanza solo se il capitano era canadese. La spiegazione si pales improvvisa nella sua mente, aggiungendo una punta di divertimento che and a stemperare la stizza e il rancore. Doveva trattarsi di un qualche lord inglese, il capitano era in pratica il conte di Banff.
Desidera, capitano?, esord Cole al suo arrivo in plancia.
Guardi qui, rispose Krause, consegnandogli cartellina e torcia.
Cole si chin a leggere, la torcia a cinque centimetri dal foglio. Faceva parte dei doveri di un comandante informare il proprio vice in caso di notizie cos importanti.
 un bene, signore, disse Cole. Cos potr riposare.
Per via del buio non poteva vedere l'espressione di Krause, altrimenti non si sarebbe espresso in quel modo.
S, rispose lui, secco.
Inviato alle 18,00, fuso orario del meridiano di Greenwich, comment Cole. E dice che i rinforzi sono in arrivo. A breve dovrebbero essere qui. Avranno viaggiato a grande velocit, non essendo costretti a seguire una rotta a zigzag. Be', non sar mai abbastanza presto.
No, rispose Krause.
Lo conosce questo capitano Conte, signore?, domand Cole.
Conte non  il cognome, precis lui, e per quanto fosse deprecabile non pot fare a meno di sentirsi superiore.  il titolo nobiliare: il conte di Banff.
Un conte? Ma ha mai parlato con lui, signore?
No, disse Krause. Non che io ricordi. Voglio dire, sono sicuro di no.
L'ultima frase fu un moto di coscienza, per correggere quella precedente. Aveva conosciuto numerosi ufficiali della marina militare inglese, ma di sicuro si sarebbe ricordato di un incontro con il conte di Banff, ed era disonesto da parte sua insinuare il contrario.
Non se la sente di azzardare un'ipotesi su quei gruppi di lettere in codice, Dawson?, domand Cole.
No, signore. Lo stavo appunto spiegando al capitano. Contengono dei numeri, il che rende tutto ancor pi difficile.
Non ne dubito, osserv Cole. Non  indicato un orario di arrivo. O una posizione. Ma l'aereo sar qui un'ora prima dell'alba, signore. Ne pu star certo.
Lo credo anche io, ribatt Krause.
Non ho mai ricevuto notizie migliori in vita mia, continu Cole. Grazie per avermi messo al corrente.
Era piuttosto palese che Charlie Cole non aveva il minimo sospetto dell'amarezza di Krause per quella sostituzione al comando.
Capitano, signore, intervenne Harbutt.
Durante la loro conversazione, si erano accorti che Harbutt scambiava concitati messaggi al megafono con l'altra nave, dava ordini al timoniere e, di tanto in tanto, imprecava tra s.
S, signor Harbutt?
L'altra nave da carico  la Southland, signore. Ha una profonda intaccatura all'anca di tribordo, mi hanno riferito. Ma gran parte del danno si trova sopra la linea di galleggiamento e riescono a gestire le infiltrazioni. I danni riportati dalla Hendrikson sono tutti sopra la linea di galleggiamento. Le ho fatte mettere in colonna, con la Southland davanti. Dicono di poter reggere dieci nodi e mezzo, e la Hendrikson arriva anche a undici. E c' la Cadena in arrivo a poppa.
Quanto  distante il resto della flotta?
Quattro miglia, stando al radar, signore. Ancora non riesco a vederla.
Ricevuto, signor Harbutt. Metta in colonna anche la Cadena e pattuglieremo le acque davanti a loro.
Signors, signore.
Cole si rivolse a Dawson mentre Harbutt si ritirava.  sicuro riguardo a identificativo e risposta?, chiese.
Come di tutto il resto, signore, rispose l'ufficiale.
Era necessario farsi un chiaro quadro delle capacit e della mentalit di Dawson. Non aveva parlato con alterigia o in tono di lamentela.
Meglio cos, disse Cole. Potrebbe arrivare entro un paio d'ore.
Da cosa lo deduci, Charlie?, volle sapere Krause. Aveva fatto appena in tempo a trattenere un'esclamazione di stupore.
Siamo nel fuso orario del meridiano di Greenwich, signore, rispose Cole. Stamane il sole sorger alle 06,35. Al momento sono le 05,20. Si vedono gi le prime luci, signore.
Era vero. Senza alcun dubbio. Le sagome di Cole e Dawson non erano pi ombre nere; si intravedeva un accenno dei volti bianchi. Due ore! Era fantastico, incredibile.
Siamo al passo con la tabella di marcia, disse Krause.
Molto pi avanti di quanto ci si aspettasse da noi, signore, aggiunse Cole.
L'ammiragliato non poteva avere alcuna certezza riguardo alla posizione del convoglio. Considerando il messaggio col quale due giorni addietro - due giorni? Sembrava fossero passate in realt due settimane - gli stessi stati maggiori avevano consigliato un netto cambio di rotta, e tenendo conto dei numerosi rapporti sui rilevamenti degli U-Boot che dovevano aver ricevuto, con ogni probabilit immaginavano che il convoglio avesse accumulato un grande ritardo. E invece loro avevano continuato ad avanzare con costanza, quasi senza rallentare.
Bisogna dare la notizia anche alla Dodge e alla James, disse Krause, battendo con una mano sulla cartellina. Li avviso io. La notte scorsa non sono riuscito a contattarli. Erano troppo lontani.
 il caso che io sia al suo fianco, signore, si offr Dawson, con una strana nota di imbarazzo nella voce. Forse....
Ma le sue parole persero importanza e significato quando Krause and al TBS. Dawson conosceva il protocollo degli ufficiali addetti alle comunicazioni, e quello degli ufficiali in comando; ma lo stesso valeva per Krause. Il messaggio dell'ammiragliato era destinato al comandante della scorta, ma era pi che possibile che l'avessero captato anche la Dodge e la James. E con ogni probabilit l'avevano anche decodificato, malgrado questo rappresentasse una leggera infrazione delle regole. Era assai difficile che la disciplina resistesse all'assalto della curiosit in momenti come quello e date le attuali circostanze.
Quando Krause cominci a parlare con le due navi, not lo stesso risibile tono di imbarazzo nelle risposte, malgrado il TBS cancellasse gran parte delle intonazioni della voce.
S, signore, disse Dicky; e, dopo un istante di esitazione: Abbiamo rilevato anche noi il segnale.
Immaginavo, rispose Krause. Conoscete quindi identificativo e risposta?
S, signore.
E avete decifrato tutti quei numeri?
Non erano solo numeri, signore, rispose Dicky. C'era anche un punto T. Quella parte ci risulta come segue: Anticipare il punto di contatto al punto T.
Siamo quasi arrivati al punto T, ormai, osserv Krause.
S, signore.
Gli aiuti quindi erano imminenti. E lui non aveva dovuto farne richiesta.
Abbiamo decifrato anche un altro frammento, signore, aggiunse Harry. Fare rapporto su posizione se a nord di 57.
Ma erano ben a sud dei 57 di latitudine nord.
Grazie, disse Krause. Non avrebbe registrato in via ufficiale la loro piccola infrazione. E, in ogni caso, se durante la notte lui fosse morto in azione, avrebbero comunque dovuto decifrare il messaggio. Non potevano essere al corrente della sua sorte. E questo diede il via a un'altra linea di pensiero. Era difficile tenere tutto a mente, compresa la sgradevole notizia che stava per comunicare.
Avete saputo, chiese, che abbiamo perso la Viktor la notte scorsa?
No!, rispose una voce sconvolta al TBS.
S, ribatt lui.  stata colpita al tramonto, ed  colata a picco a mezzanotte.
S  salvato qualcuno, signore?, domand il TBS, con mestizia.
Tutti, credo, tranne quelli morti nell'esplosione.
Il vecchio tracagnotto sta bene, signore?
L'ufficiale di collegamento inglese?
S, signore.
Credo di s.
Ne sono lieto, signore, disse una voce, poi l'altra aggiunse: Ci vuole ben altro per annegare il vecchio tracagnotto.
Krause aveva immaginato che l'uomo dalla voce indolente fosse alto e magro; evidentemente si sbagliava.
Ebbene, signori, cominci; di nuovo la mente esausta doveva scegliere le parole con cura, perch il momento stava per farsi formale e gli uomini coi quali parlava erano rappresentanti delle forze alleate. Ormai manca poco.
S, signore.
Tra non molto, non sar pi io al comando. Doveva dirlo con voce ferma, mostrandosi in tutto e per tutto indifferente. Il TBS attendeva in comprensivo silenzio, e lui prosegu: Voglio ringraziare entrambi per tutto quello che avete fatto.
Grazie a lei, signore, rispose una voce.
S, ribad l'altra, siamo noi che dobbiamo ringraziarla.
Non c' di che, rispose Krause, una banale idiozia. Non ho altro da aggiungere. Se non arrivederci.
Arrivederci, signore.
Il comandante si stacc dal TBS con animo triste.
Ora pensiamo un po' a lei, signore, disse Cole. Da quanto tempo non mette qualcosa sotto i denti?.
Krause fu colto alla sprovvista da quella domanda. A un certo punto aveva mangiato affettati e insalata, ma non sarebbe mai e poi mai riuscito a indicare il momento esatto. I cambi di guardia si erano susseguiti con una rapidit che, a pensarci adesso, gli sembrava sconcertante.
Ho preso del caff, fu la sua debole risposta.
Null'altro dopo la cena che ho ordinato io per lei, signore?
No, ammise lui. E non aveva alcuna intenzione di lasciare che il comandante in seconda prendesse il controllo della sua vita privata, malgrado fossero amici di lunga data. Non ho fame.
Sono passate quattordici ore dal suo ultimo pasto, signore, rimarc Cole.
Quello che voglio fare adesso, disse Krause, sottolineando la propria indipendenza,  scendere in cabina. Non voglio mangiare.
Nella mente prese vita l'irritante immagine di s stesso nei panni del bambino capriccioso con Charlie Cole a fare da imperturbabile badante. In effetti si era comportato in maniera assai infantile.
Va bene, signore. Le far preparare la colazione mentre  via. Immagino non sia possibile che lei riposi un po' finch non arriva quell'aereo, vero, signore?
Ovviamente, rispose Krause.
Questa era la sua prima missione di guerra; quanto meno gli avrebbe insegnato a rubare ogni minuscolo frammento di tempo, per il futuro. Ma con quella risposta stizzita sentiva di aver salvato la propria dignit.
Come temevo, signore, rispose Cole. Messaggero!.
Charlie si occup di dare gli ordini affinch venisse trovato un cameriere che preparasse uova e pancetta per il capitano. E Krause scopr che la sua dichiarazione quasi casuale si rivelava invece pi che vera. Subito dopo aver detto di voler scendere in cabina, ne sent con forza l'urgenza. Era a un tratto spaventosamente necessario. Non poteva aspettare un minuto di pi. Tuttavia trov molto difficile trascinarsi di nuovo verso la scala e cominciare la discesa. Con un piede gi sul piolo si ricord delle lenti rosse, ma decise con sollievo che non gli servivano pi, con l'aumento della luce all'esterno. Scese con grande fatica nella gelida illuminazione e nel tetro silenzio della sua nave. Gli girava la testa, e aveva male in ogni parte del corpo. Avvertiva una pulsazione sorda e dolorosa nella testa, e trasferire il peso del corpo da un piede all'altro era una continua agonia. Entr vacillando in cabina; non bad a nulla di ci che aveva intorno, e sempre vacillando ne usc. Il ponte sembrava irraggiungibile, finch la stanca mente ricord che presto avrebbero toccato la terraferma. Il pensiero riport un po' di energia nel suo organismo. Riusc addirittura ad affrontare la scala con un certo brio.
Cole fece il saluto militare quando lo vide arrivare in plancia. Vado a dare un'occhiata ad artiglieri e sentinelle, signore, disse poi.
Ricevuto, Charlie. Grazie.
Doveva sedersi. Semplicemente, doveva. Arriv fino allo sgabello e si lasci cadere. Il sollievo, tra la posizione seduta e la sortita in cabina, fu davvero notevole. Tranne che per i piedi. Sembravano incendiati dal dolore. Gli venne un'idea malsana; l'aveva gi scartata una volta, tanto tempo prima, ma ora torn, disgustosa eppure insistente, come un cadavere non ben zavorrato che risale decomposto dagli abissi. Poteva togliersi le scarpe. Poteva violare l'etichetta. Poteva essere audace. Per quanto importante fosse che l'equipaggio vedesse il capitano sempre impeccabilmente abbigliato, in quel momento di sicuro non contava pi della sofferenza dei suoi piedi. Nulla poteva contare di pi. Era sotto tortura, come un prigioniero indiano. Doveva, proprio non riusciva a farne a meno. Si pieg dolorosamente in basso e sleg un laccio. Lo allent nelle asole. Prese mentalmente coraggio e, mano sul tallone, prov a tirar via la scarpa. Questa oppose ostinata resistenza e poi - e poi - il miscuglio di agonia e paradiso che prov quando la calzatura venne via fu qualcosa di indescrivibile; solo che, per un momento, gli ricord Evelyn, con la quale aveva provato sensazioni simili. Si dimentic subito di Evelyn non appena cominci a muovere le dita dei piedi e distendere la pianta, sentendo la vita che tornava a scorrere nelle articolazioni sotto le spesse calze invernali. I secondi necessari a togliere l'altra scarpa furono quasi insopportabili. Ora aveva entrambi i piedi liberi; tutte e dieci le dita si aggricciarono per la gioia. Poggiare le piante sul gelido acciaio del pavimento e sentirlo penetrare attraverso lo spesso tessuto gli diede un piacere sensoriale cos intenso che addirittura Krause tralasci di esaminarlo col consueto sospetto. Allung le gambe e sent la circolazione che si riattivava e dava tono ai muscoli. Si stiracchi con fare quasi lascivo e si ritrov in quell'istante - o diversi istanti dopo, non poteva dirlo - a ciondolare in avanti dalla vita, addormentato. Un altro secondo e sarebbe caduto faccia a terra.
Fu la fine di quella benedizione. Era tornato in un mondo in guerra, un mondo d'acciaio, alla deriva su un oceano color ardesia; e questa sua nave d'acciaio poteva squarciarsi da un momento all'altro tra tuoni e fiamme, con il mare grigio che si riversava dalle falle, le caldaie che esplodevano e i sopravvissuti che annegavano. Fu il monotono segnale del sonar a rammentargli della guardia insonne contro i nemici nascosti negli abissi. Davanti a s, in lontananza, riusc a scorgere una fila di sagome indistinte contro l'orizzonte, che dovevano essere le navi indifese che era suo dovere proteggere; gli bast ruotare sullo sgabello per vedere, alle sue spalle, le altre tre che stava cercando di scortare verso la salvezza.
TBS, signore, disse Harbutt.  Harry.
Aveva gi dimenticato di essersi tolto le scarpe; fu per lui una sorpresa ritrovarsi a camminare con le calze a contatto col pavimento. Ma, per ora, non poteva farci nulla. George a Harry. Passo.
In risposta gli giunse la voce cauta e precisa del tenente comandante Rode. Abbiamo sullo schermo un aereo in arrivo, signore. Distanza sessanta miglia, rilevamento 090.
Grazie, capitano. Credo sia la nostra copertura aerea.
Forse, signore. Il tono suggeriva che Rode era stato bombardato dall'alto abbastanza spesso da non dare pi nulla per scontato, impressione che venne confermata dalle parole che seguirono. Ho gi visto dei Condor spingersi fin quaggi, signore. Ma lo scopriremo presto.
Non ne dubito.
Far di nuovo rapporto non appena sar sicuro, signore.
Ricevuto, capitano, e grazie.
Krause sent che il cuore gli batteva sensibilmente pi veloce mentre metteva gi il microfono. Amico o nemico, quel rapporto indicava che era arrivato all'altra estremit dell'oceano.
Capitano, signore, la sua colazione.
Ecco il vassoio, con il tovagliolo bianco spinto sollevato da ci che copriva. Lo guard senza alcun interesse. Se l'aereo si trovava a sessanta miglia dalla James, era a settantacinque miglia dalla Keeling. Di l a un quarto d'ora sarebbe stato visibile; e di l a mezz'ora, forse, sarebbe passato proprio sopra la sua nave. Il buon senso voleva che mangiasse finch ne aveva tempo, e finch il cibo era caldo. Ma tra la stanchezza e l'emozione dell'attesa non aveva alcun appetito.
Oh, va bene. Lo metta pure sul tavolo delle carte nautiche.
Aveva dimenticato di nuovo di essere senza scarpe. Eccole l, gettate in malo modo sul pavimento. In quel momento, pag a prezzo fin troppo salato l'estasi che aveva provato nel toglierle. Messaggero! Porta quelle scarpe nella mia cabina, e torna qui con le pantofole.
Signors, signore.
Il giovane non parve affatto offeso da una mansione cos umiliante; fu solo Krause a sentirsi turbato. Sent per intero il sapore amaro del boccone che doveva mandar gi; nutriva un gran rispetto per la dignit degli uomini che prestavano servizio sotto il suo comando; e la sua preoccupazione per i sentimenti del messaggero era quasi eccessiva. Avrebbe penato di meno ordinandogli di affrontare pericoli letali che dovendogli chiedere di portar via le sue scarpe. Ignorando l'agonia che l'aveva costretto a togliersele, stava gi giurando a s stesso che non si sarebbe mai pi concesso una tale indulgenza. E questo gli fece perdere ancor pi interesse per il cibo. Ma si trascin comunque verso il tavolo e sollev il tovagliolo con fare indifferente. Uova al tegamino, bianche e dorate; dalle strisce di pancetta gli arriv alle narici un gran profumo. E caff! Caff! L'aroma mentre lo versava fu un incanto. Bevve; cominci a mangiare.
Le sue pantofole, signore, disse il messaggero, per poi deporle al suo fianco.
Grazie, rispose Krause, a bocca piena.
Charlie Cole era appena tornato in plancia quando il comandante fu di nuovo convocato al TBS.
Abbiamo un Catalina in vista, signore, disse Harry.
Ottimo, rispose lui. Solo allora si accorse di aver temuto anche lui l'arrivo di un Condor. L'identificativo era esatto?
S, signore. E ho gi dato risposta.
Aereo in vista! Un aereo dritto davanti a noi!.
Le sentinelle della Keeling urlavano all'impazzata.
Ricevuto, capitano. Grazie, disse Krause.
 un idrovolante, signore, specific Cole, che con l'ausilio del binocolo stava scrutando il luminoso orizzonte orientale. Poi, a voce alta: Tranquilli, uomini.  uno dei nostri.
Gli artiglieri nella postazione da venti millimetri avevano gi cominciato a puntare i cannoni verso l'alto. C'era un punto nero sopra il convoglio, che si avvicinava a grande velocit. E continuava a lanciare segnali luminosi. Punto punto linea punto linea linea.
L'aereo segnala U-W, signore, dal ponte di segnalazione.
Ricevuto. Rispondere B-D.
U-W, U-W. Quel pilota era stato attaccato da navi amiche cos spesso che voleva assicurarsi di essere riconosciuto. L'aereo ormai era visibile in ogni suo dettaglio, con il goffo e consolante profilo elefantesco tipico degli idrovolanti.
Uno dei nostri, signore, non  inglese, comment Cole.
Le stelle erano in piena vista sulle ali. Il velivolo pass con un ruggito sopra di loro; ai cannoni da quaranta millimetri, gli uomini si sbracciarono per salutarlo con grandi acclamazioni. L'aereo prosegu verso la poppa; Krause e Cole si girarono a guardarlo finch non fu quasi sparito. Poi videro che deviava a sinistra, verso sud.
Star controllando quanto siamo sparpagliati, disse Krause.
Immagino di s, signore. Cos pare. E costringer qualsiasi sommergibile nell'arco di trenta miglia a starsene sott'acqua, signore.
Era vero. Alla luce del giorno, nessun U-Boot avrebbe osato restare in superficie con un aereo in volo. E, in immersione, i sommergibili erano quasi ciechi e molto lenti, non rappresentavano una reale minaccia per il convoglio a meno che non si fossero trovati per caso a incrociarne la rotta. L'idrovolante descrisse un cerchio nel cielo, poi fece rotta verso est, sopra il fianco destro del convoglio. Lo guardarono mentre diventava sempre pi piccolo per via della distanza.
Non ci fornir copertura aerea, signore?, chiese Cole.
So cosa sta facendo, rispose Krause. Sta portando il nuovo gruppo di scorta verso di noi.
Un uccello del cielo trasporta la voce e un alato riferisce la parola. Il conte di Banff e le sue navi da guerra erano gi al largo, e l'idrovolante li avrebbe aggiornati sul rilevamento della flotta.
La sua rotta non  molto pi a sud dell'oriente, signore, disse Cole, col binocolo al viso. Devono trovarsi quasi dritto davanti a noi.
Quasi dritto davanti, e con ogni probabilit viaggiavano a quattordici nodi. La flotta e i rinforzi si venivano incontro a una velocit combinata di minimo ventitr nodi. Entro una o due ore si sarebbero incontrati. Forse prima. Krause guard a prua; le retrovie del convoglio erano in piena vista; la Keeling aveva ricondotto presso il gregge la pecorella smarrita.
 sparito, signore, disse Cole, scostandosi il binocolo dal volto.
Ora non c'era modo di stabilire fin dove si sarebbe spinto l'idrovolante.
Che mi dice della sua colazione, signore?, domand il vicecomandante.
Krause non voleva confessare di non essere in grado di ricordare in che condizioni aveva lasciato il vassoio. And verso il tavolo. Sul piatto erano rimasti un uovo freddo e qualche striscia di pancetta raggrumata.
Gliene faccio portare dell'altro, signore, propose Cole.
No, grazie, disse lui. Ho gi mangiato a saziet.
Di sicuro un po' di caff le far bene, signore. Questo  freddo.
Be'....
Messaggero! Porta un'altra caraffa di caff al capitano.
Grazie, disse Krause.
Tra un po' ci sar il cambio della guardia, signore. Scendo nella sala nautica.
Ricevuto, Charlie.
Quando Cole and via, il comandante torn a guardare il vassoio. Allung distrattamente una mano, prese un pezzo di pane tostato e cominci a mangiarlo. Era freddo e coriaceo, ma spar con notevole rapidit. Krause spalm sull'altra fetta uno spesso strato di burro e marmellata e divor anche quella. Poi si ritrov a piluccare le strisce di pancetta fredda.
Venerd. Turno del mattino: 08,00-12,00
Dopo il saluto, Harbutt pass al rapporto di fine turno.
Ricevuto, signor Harbutt. Signor Carling! Voglio un rapporto sul carburante dalla sala macchine.
Signors, signore.
Krause guard di nuovo prima il convoglio, poi le tre navi a poppavia. Era un eccesso di sentimentalismo questo suo desiderio di ritrovarsi in testa alla flotta quando fossero arrivati i rinforzi?
Chiedo scusa, signore, disse il messaggero, per poi depositare il caff bollente sul vassoio davanti a lui.
Dammi un taccuino e una matita, comand Krause.
Scrisse il messaggio.
Comandante della scorta alle navi a poppavia. Riprendete le vostre postazioni nella flotta.
Al ponte di segnalazione, ordin. E digli di trasmetterlo lentamente.
Signors, signore.
Il TBS, signore, lo chiam Carling.
Era la James.
Il Catalina sta attraversando la nostra rotta a trentacinque miglia di distanza, signore. A quanto pare la nuova scorta non  molto lontana. Ho pensato volesse saperlo, signore.
Certo. Mille grazie, rispose Krause.
Stava per tornare verso il caff, quando arriv il messaggero.
Messaggio comunicato alle navi a poppa, signore.
Grazie.
Ed ecco il tenente comandante Ipsen risalito dalla sala macchine con il rapporto scritto sulla situazione del carburante. Ce n'era a sufficienza per cinquantasette ore di viaggio a velocit ridotta. Poteva bastare.
Ricevuto. Grazie.
Grazie a lei, signore.
Davanti a lui, la flotta era praticamente tutta in formazione. Poteva risalirne le colonne in piena sicurezza.
Prendo io la guida, signor Carling.
Signors, signore.
La Keeling si allontan dalle imbarcazioni a poppa e si inser nel convoglio. Navi tutto intorno. Navi malridotte e navi quasi nuove, con vernici di ogni colore e strutture d'ogni tipo. Ce n'erano trentasette quando aveva cominciato la missione di scorta. Adesso erano trenta; sette erano state affondate. Perdite pesanti, senza dubbio, ma succedeva spesso che i convogli civili avessero sorti assai peggiori. Aveva salvato trenta navi. Tra le navi da guerra, aveva perso un cacciatorpediniere; una tragedia vera e propria. Ma aveva a suo credito anche due probabili affondamenti e uno possibile. Tu sei stato pesato sulle bilance... sulle bilance... Torn in s con un sobbalzo. Mentre era alla guida, mentre aveva il comando fisico della sua nave, si era addormentato in piedi, nel bel mezzo di una flotta, circondato da pericoli di ogni tipo. Al ripensarci  divampato il fuoco. Non si era mai sentito cos completamente esausto.
Il caff poteva essergli d'aiuto. Solo in quel momento ricord della caraffa che gli avevano portato. Era quasi freddo, ma lo bevve lo stesso, vuotando la seconda tazza mentre si posizionava alla testa del convoglio.
Signor Carling! Prenda lei la guida.
Signors, signore.
Mettiamoci in formazione, tre miglia davanti al commodoro.
Signors, signore.
La sentinella di prua ha avvistato un aereo dritto davanti a noi, signore.
Era l'idrovolante che faceva ritorno. Krause lo osserv mentre cambiava direzione, per pattugliare con lunghe e comode virate lungo i due lati della rotta tracciata dal convoglio. Chi mi dar ali di colomba? La visibilit era ottima, il mare calmo.
La sentinella di prua ha avvistato un oggetto in mare, dritto davanti a noi, signore.
Krause impugn il binocolo. Non c'era niente in vista. Niente? Niente? Un punto minuscolo, lontano all'orizzonte.
La sentinella di prua riferisce che l'oggetto in questione  una nave.
Era giunto il momento. E gi si accendevano le luci di segnalazione. Sent lo sferragliare degli otturatori della Keeling che rispondeva al messaggio. Non poteva impedire che il cuore gli battesse pi veloce. Non poteva impedire che le mani gli tremassero un po'.
Ebbene, ce l'abbiamo fatta, signore, dichiar Cole, al suo fianco.
 vero, rispose Krause. Era consapevole di come la bocca asciutta gli arrochisse la voce.
Il messaggero arriv di corsa.
Ufficiale di comando a comandante della scorta. Benvenuti. Si prega di fare rapporto verbale a Diamond.
Le parole erano seguite da una frequenza radio. Krause consegn il taccuino a Cole e and verso il TBS. Non fu facile camminare fin l. George a Diamond. Mi ricevi?
Diamond a George. Ti ricevo. Un'altra di queste voci inglesi. Temo che ve la siate vista davvero brutta.
Non cos tanto, signore. Abbiamo perso sette navi, e due hanno riportato lievi danni.
Solo sette?
S, signore. La King's Langley, la Henrietta....
Per il momento non importano i nomi.
Fu un sollievo sentirselo dire; riusciva a ricordarli solo con grande impegno.
Abbiamo perso anche Eagle, signore.
Eagle? Questo  un gran peccato.
S, signore.  stata colpita alla sala macchine la scorsa notte.... La scorsa notte? Era quasi impossibile credere che fosse passato cos poco tempo. Krause riprese il controllo della propria mente alla deriva. Ed  affondata a mezzanotte.  stato fatto di tutto per salvarla.
Non ne dubito, capitano. E quali sono le condizioni delle altre navi in suo comando?
Qui abbiamo carburante per cinquantasette ore di viaggio a velocit ridotta, signore. Siamo stati colpiti solo da un cannone da quattro pollici a poppavia del ponte principale, con danni minori. Tre morti e due feriti, signore.
Un cannone da quattro pollici?
Un sommergibile ha dato battaglia in superficie, signore. L'abbiamo abbattuto. E credo che ne abbiamo affondati altri due. La condotta delle altre navi della scorta  stata eccellente, signore.
Tre sommergibili? Ottimo lavoro! Immagino non vi siano pi rimaste bombe di profondit.
Ne abbiamo due, signore.
Uhm. Un vago mormorio di riflessione trasmesso dal TBS. E le altre due navi? Quali sono i nomi in codice?
Harry e Dicky, signore.
Chieder che facciano rapporto direttamente a me.
Krause rimase in ascolto. La Dodge con il cannone fuori uso, senza bombe di profondit, danni gravi ma riparati a dovere e carburante per trentasette ore. La James con tre bombe e carburante per trentun ore.
Sar dura per voi arrivare fino a Derry, osserv Diamond, che doveva essere il capitano nonch conte di Banff.
Possiamo farcela, signore, disse la James.
Non ne sono cos sicuro, rispose Diamond.
Krause sent quelle parole mentre veniva di nuovo assalito dal sonno; come le onde dell'alta marea, il bisogno di dormire era sempre pi imponente e trascinava nelle sue correnti le facolt mentali del comandante per tempi sempre pi lunghi. Krause si fece forza. Il nuovo contingente si stagliava ormai all'orizzonte; quattro navi in una colonna serrata, il cacciatorpediniere di Diamond in testa, tre navi da guerra a poppavia.
Ho intenzione di sollevarvi dai vostri incarichi, dichiar Diamond. Cos avrete maggiori probabilit di arrivare fino a Derry.
Signore, intervenne Krause, pungolando la mente perch trovasse le parole giuste. Qui  George. Chiedo il permesso di restare con il convoglio. Ho carburante in abbondanza.
No, temo di no, fu la risposta di Diamond. Voglio che lei riporti a casa questi due ragazzacci. Non sono in condizione di farcela da soli.
L'aveva detto con leggerezza, ma c'era una nota di perentoriet in quelle parole; Krause la percep allo stesso modo in cui, quando la sua lama scivolava lungo lo stocco avversario, sentiva nel polso il passaggio da foible a forte.
Signors, signore, rispose.
Mettetevi in formazione lungo il fianco sinistro del convoglio, disse Diamond. Io arriver su quello destro.
Signors, signore.
Ha fatto davvero un ottimo lavoro, capitano, aggiunse Diamond. Eravamo tutti in pensiero per voi.
Grazie, signore, disse Krause.
Addio, e buona fortuna, lo salut Diamond.
Grazie, signore, ripet lui. Addio. George a Harry. George a Dicky. Schierarsi in colonna a poppavia della mia nave. Velocit tredici nodi. Rotta 087.
Oltre alla stanchezza, si sent assalire dalla pi cupa depressione. La percezione di qualcosa che finiva, non c'era pi. Le ultime, calorose parole di Diamond avrebbero dovuto farlo sentire gratificato. Era evidente che, portando la flotta cos vicino all'Inghilterra e affidandola alle navi mandate come rinforzo, aveva svolto il compito che gli era stato assegnato. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa. Poteva dirlo anche lui? Forse. Eppure questa indicibile tristezza aveva ormai preso possesso del suo spirito, malgrado stesse meccanicamente dando gli ordini che lo portavano lontano dalle navi che tanto a lungo aveva protetto. Si gir a guardarle. C'era una lunga, lunga guerra davanti a lui, lo sapeva. Avrebbe combattuto, avrebbe affrontato pericoli e patito agonie, ma se anche fosse sopravvissuto fino alla fine era improbabile che rivedesse mai quelle imbarcazioni. Aveva un ultimo dovere da compiere, un ultimo passo da fare in nome degli accordi internazionali.
Messaggero! Taccuino e matita.
Esit sulle prime parole. Ma decise di usarle ancora una volta in quegli ultimi secondi.
Comandante della scorta a comandante della flotta. I pi sentiti ringraziamenti per la sua preziosa collaborazione. Buon viaggio e buona fortuna.
Al ponte di segnalazione, disse. Mettiamoci sulla rotta di 087, signor Carling.
Ascolt il timoniere che ripeteva gli ordini di Carling.
Virare a destra, rotta 087, signore. Teniamo la rotta di 087.
Dall'alto arrivava intanto il rumore degli otturatori mentre il suo messaggio veniva trasmesso. La James e la Dodge si stavano schierando a poppa della Keeling. Diamond e le altre tre navi da guerra prendevano posizione per fare da schermo al convoglio, con la bandiera della marina militare britannica bene in vista. Terribili come schiere a vessilli spiegati. Alle proprie spalle Krause vedeva la bandiera canadese e quella britannica che seguivano la sua a stelle e strisce, ma mancava quella della Polonia. Il commodoro stava rispondendo al suo saluto. Respinse ancora una volta la stanchezza e attese.
Il messaggero gli port il taccuino.
Comandante della flotta a comandante della scorta. Siamo noi che dobbiamo ringraziarla per il suo splendido lavoro. Ha la nostra pi profonda gratitudine. E le facciamo i pi calorosi auguri di buona fortuna.
Per il momento, era tutto. Era finita.
Grazie, disse Krause al messaggero. Signor Carling, sar in cabina se ha bisogno di me.
Signors, signore.
Charlie Cole era accanto a lui e lo guardava con attenzione, ma il comandante non aveva la forza neppure di scambiare due chiacchiere.
Un po' dormire, un po' sonnecchiare, un po' incrociare le braccia per riposare.
Krause trov alla cieca la strada verso la sua cabina.
...
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...
Capitolo 3.
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...
Gli penzolava intorno al viso. Armeggi col cappuccio che era rimasto sbottonato per tutto quel tempo, e con un solo, fortunato strattone riusc a toglierselo. Port le mani ai bottoni del cappotto, ma non riusc ad aprirli. Aveva bisogno di dormire. Si mise in ginocchio accanto alla cuccetta, le mani giunte davanti al viso.
Caro Ges.
Erano le parole e il tono che aveva usato nell'infanzia, quando l'adorata madre della quale aveva ricordi confusi gli parlava del caro Ges bambino, al quale i piccoli potevano confidare i loro problemi. Krause sentiva tutto intorno a s il caldo sole dell'infanzia. C'era sempre il sole, quando era bambino. Era sempre stato circondato dall'amore. E quando la dolce madre era uscita dalla sua vita, il caro padre l'aveva amato abbastanza per entrambi i genitori, quel padre la cui bocca mesta era sempre pronta a sorridere per lui. Il caro padre; il sole splendeva quando andavano a pesca insieme, il sole illuminava la felicit e l'emozione con cui prendevano il treno per andare allo stretto di Carquinez a pescare le spigole, e nelle poche, memorabili occasioni in cui erano saliti sul traghetto per attraversare la baia e avevano trovato posto a bordo di un'imbarcazione diretta oltre il Golden Gate, fino al grande oceano sotto il sole dorato. Krause aveva studiato le Sacre Scritture, aveva letto la Bibbia, proprio per questo; perch se, e solo se, era in grado di citare i testi sacri potevano andare a pescare; suo padre era triste quando non li ricordava.
Krause smise di pensare alla luce del sole; gli facevano male le ginocchia contro l'acciaio del pavimento, e il volto era sprofondato tra le mani sopra la cuccetta. Riprese i sensi per un secondo e si spinse in avanti, sopra il giaciglio, steso a pancia in gi e con la testa girata di lato. Aveva gambe e braccia spalancate, un velo di barba a coprirgli il viso sporco, la bocca un po' aperta, cos profondamente addormentato da sembrare morto.
Aveva studiato le Sacre Scritture a casa mentre imparava la matematica al liceo. Aveva appreso anche gli inseparabili concetti di dovere e onore. Aveva conosciuto la carit, la capacit di essere gentile, di pensare sempre bene di tutti ma di essere imparziale nei propri riguardi, anche quando la sorte gli sorrideva. Il sole aveva smesso di splendere quando era morto suo padre, lasciandolo orfano e fresco di diploma mentre l'America entrava in guerra. Il senatore aveva nominato figlio di Annapolis l'orfano dell'adorato pastore, un titolo strano per quell'epoca, visto che non comportava vantaggi politici, non rinsaldava nessuna alleanza, anche se era abbastanza antico da non richiedere una cernita tra i candidati pi meritori.
Trecento dollari; ecco a quanto ammontava l'eredit lasciatagli dal padre, una volta venduti libri e mobili. Erano serviti a pagare la retta di Annapolis; Krause avrebbe potuto farne a meno, potendo contare sulla paga da guardiamarina; la classe del 1922 si era diplomata nel 1921, subito dopo la guerra, e tra loro c'era Krause, pi o meno a met dell'elenco, senza farsi notare per nessun aspetto se non per il talento da schermidore che aveva scoperto di possedere sorprendendo anche s stesso. Aveva imparato qualcosa su disciplina, obbedienza e autocontrollo, a complemento dell'istruzione ricevuta negli anni d'infanzia. La nomina del senatore aveva incanalato il suo grande potenziale in una direzione che lui non avrebbe mai preso da solo. Era stato uno di quegli scherzi del destino che possono mutare le sorti di intere nazioni. Senza l'addestramento di Annapolis, Krause sarebbe cresciuto forse allo stesso modo, ma privo di quell'implacabile realismo che confinava e impastoiava la sua umanit. La disciplina razionale e severa che gli era stata inculcata ebbe uno strano effetto quando and a rinforzare l'inamovibile spirito cristiano che gi ammetteva pochi compromessi.
La marina militare degli Stati Uniti era la sua casa, e non ne conobbe altre per diversi anni. Non aveva famiglia, nessuna relazione al mondo, e quando le casualit lo riportarono in servizio nei luoghi dell'infanzia, i cambiamenti che li avevano investiti furono come una lama che recideva ogni legame con il passato. Oakland era diversa e chiassosa, e le colline di Berkeley erano prese d'assalto dal mercato edilizio. Lo stretto di Carquinez, con i suoi felici ricordi, era adesso attraversato da un enorme e orribile ponte di acciaio, intasato da un traffico starnazzante, e presto i traghetti della baia erano stati sostituiti da altri ponti ancora, sui quali i veicoli sfrecciavano con spietata concentrazione, cos diversi da come li ricordava. Il sole non splendeva pi con il suo consueto calore; sembrava fosse sparita ogni forma di gentilezza o di cortesia.
Il cambiamento fu brutale; gli sembrava di non aver mai vissuto l. A vivere l era stato un altro ragazzo, le cui storie aveva seguito con grande attenzione, era andato dal droghiere mano nella mano con la madre, si era seduto al circo, in estasi, era andato a scuola attraversando strade ora cos diverse. La sua vera casa adesso era racchiusa da quattro paratie d'acciaio; la sua vita di famiglia si svolgeva negli alloggi degli ufficiali e sotto l'autorit del capitano. Arrivarono le promozioni, sottotenente, tenente, tenente comandante, con le responsabilit che crescevano insieme all'esperienza. Per diciassette anni - dai diciotto ai trentacinque di et - aveva vissuto solo e unicamente in nome del proprio dovere; per questo le odiose parole idoneo e in servizio lo ferivano cos tanto, anche se sapeva che la marina nella quale prestava servizio aveva posto per un solo comandante ogni dieci candidati.
Ma tutto questo era accaduto dopo l'incontro con Evelyn, che lo rese ancor pi doloroso. L'aveva amata come solo un uomo determinato pu amare una donna; il primo amore a trentacinque anni; lei aveva poco pi di vent'anni, era molto bella e intelligente - cos la vedeva lui, e solo questo contava -, ma malgrado tanta intelligenza non riusciva a capire le tragiche implicazioni di quell'idoneo e in servizio. Krause non poteva pensare che fosse poco empatica, e ancor meno poteva reputarla poco intelligente, e cos ne aveva tratto conclusioni assai dolorose riguardo alla propria persona. L'amava con tutto s stesso, l'amava alla follia. Era inebriante, una felicit che mai aveva provato, cos intensa che neppure si chiedeva se ne era degno, n si dava pensiero per una tale perdita di autocontrollo. Un momento sublime. La casa a Coronado; in quelle prime settimane, cominci a mettere radici; il sud della California, con le spiagge soleggiate e le colline spoglie, divent la sua nuova casa.
E poi, idoneo e in servizio. Evelyn che non riusciva a capire. L'indegno, osceno sospetto che l'idolo avesse le zampe di argilla; sospetto che divenne pi forte quando Evelyn si mostr incapace di capire perch lui continuava a voler adempiere al suo dovere con tanta fermezza, una fermezza resa ancor pi salda, per assurdo, dall'opinione espressa dai suoi superiori con quell'idoneo e in servizio. Scoppiarono le liti, liti sempre pi accese, e tutto pareva spingerlo verso gli attacchi di rabbia, rabbia seguita dal cupo pentimento per aver detto certe cose a Evelyn, da non dire a nessuna donna in assoluto, e ancor pi per aver perso l'autocontrollo in maniera cos spaventosa, proprio come gli succedeva quando era a letto. Pensieri scomodi.
Eppure, tutto questo non pot in alcun modo ridurre il dolore quando Evelyn gli parl del suo avvocato dai capelli neri. Un dolore che non aveva mai immaginato fosse possibile provare. Il terribile dolore quando lei confess; un'infelicit dalla quale non c'era fuga; neppure l'orgoglio poteva aiutarlo. Un dolore che rimase immutato anche mentre svolgeva le necessarie pratiche burocratiche, arrivando a nuove vette ogni volta che si scopriva incapace di ripercorrere i passi di quel tragico cammino. Non si trattava di arrestare il processo, ma di cancellare ci che aveva fatto, di zittire le parole che aveva pronunciato. Poi il dolore assoluto al ricordo del matrimonio, della prima notte di nozze.
Ma aveva ancora un dovere da compiere, una vita da vivere; e il senso del dovere non gli aveva impedito di chiedere all'ufficio del personale della marina di assegnarlo a una missione nell'Atlantico, lontano dalla California e dalla casa a Coronado; per strappare le deboli radici appena messe; per affrontare il resto della vita con l'unica compagnia del dovere. Il caso - lo stesso caso che aveva dato a un pazzo il potere assoluto in Germania e aveva messo un manipolo di militari alla guida del Giappone - aveva decretato che ora, malgrado fosse ormai troppo tardi, gli venisse concessa l'ambita promozione a comandante. Posto che di caso si potesse parlare. Il caso l'aveva reso orfano; il caso aveva portato alla nomina da parte del senatore. Il caso l'aveva messo alla guida della scorta per il convoglio. Il caso l'aveva reso l'uomo che era, e a quest'uomo aveva affidato i compiti che si trovava a svolgere.
Adesso dormiva. Adesso era possibile definirlo felice, mentre se ne stava steso a braccia e gambe spalancate, la faccia in gi sulla cuccetta, incosciente.
...
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...
FINE.
...
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...
Ringraziamenti.
...
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Grazie al viceammiraglio Ralph W. Christie, ex ufficiale della marina militare americana un tempo al comando della flotta di sommergibili nel Sudovest del Pacifico, e al comandante J.D.P. Hodapp, ufficiale della marina militare americana un tempo al comando della nave Hall.
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FINE.